Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

"Titolo V nella scuola: l’araba fenice?", di Fabrizio Dacrema

La vicenda dell’attuazione del Titolo V della Costituzione nella scuola ci fornisce un ulteriore esempio di come in Italia decentramento e federalismo rappresentino solo materia di propaganda politica. Da ormai dieci anni la riforma costituzionale ha attribuito a Regioni ed Enti Locali nuovi poteri e competenze in materia di istruzione, per dieci anni si sono fatte commissioni di lavoro, convegni e documenti sull’attuazione delle nuove norme, ma tutto è rimasto fermo. Anzi, si potrebbero fare molti esempi di come in concreto molti provino a tornare indietro, in particolare questo governo, che ha addirittura provato a commissariare le Regioni per obbligarle a fare il dimensionamento della rete scolastica nei tempi e nei modi decisi dal Ministero, non riuscendoci, certo, anche perché questa competenza era già stata trasferita alle Regioni fin dal 1998 con il Dlgs 112. Ma il fatto stesso che ci abbiano provato la dice lunga sulla convinzione federalista della destra, Lega compresa, che, infatti, non ha mai battuto ciglio di fronte al centralismo di ritorno del governo e ha respinto anche l’emendamento Bastico finalizzato …

"Cosa è veramente successo agli scatti stipendiali del personale della scuola che matureranno nel triennio 2010-12?", di Osvaldo Roman

E’ molto singolare che proprio le organizzazioni sindacali, che hanno sollecitato e condiviso le modifiche apportate al Senato all’articolo 9, comma 23, del Decreto Legge 31 maggio 2010, n.78, non si siano preoccupate di chiarire il significato reale di quanto la legge di conversione prevede in materia di blocco degli scatti di carriera di tutto il personale della scuola nel triennio 2010-2012. In realtà più che di blocco si deve parlare di cancellazione permanente del suddetto triennio dal computo dell’anzianità utile per i passaggi stipendiali e quindi in definitiva di uno slittamento di tre anni del passaggio nella classe stipendiale successiva. Per essere chiari: si determina nella carriera di quasi un milione di dipendenti un buco permanente. Tre anni di lavoro che non conterranno più. Se c’è il buco c’è anche la relativa banda che lo ha ideato o favorito e sarà utile cominciare ad incorniciarne i componenti entro un opportuno quadretto celebrativo. Infatti anche con l’emendamento aggiuntivo al testo originale dell’art.8, comma 14, con cui sono state indicate le modalità per individuare la destinazione …

Disabili. Pd, bene proposta di legge per educazione contro barriere architettoniche

Diffondere e radicare, nella società italiana, la cultura che consente di superare nella vita quotidiana i problemi legati all’integrazione delle persone con disabilità. È questa la finalità di una proposta di legge, la cui discussione è iniziata in commissione Cultura della Camera. Primi firmatari i deputati Ileana Argentin e Gianfranco Paglia. “La proposta di legge – dice Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in commissione Cultura della Camera, relatrice del provvedimento – interviene sul percorso formativo dei futuri tecnici che, nella loro vita professionale, avranno la responsabilità di rendere uno spazio accessibile, cioè fruibile a tutti in sicurezza. Le norme di questo provvedimento si fondano sulla consapevolezza che i tecnici debbano avere le adeguate competenze perché già nella fase della progettazione e successivamente della realizzazione di strutture pubbliche e private, siano sempre tenute in considerazioni le necessità di tutti i fruitori, siano essi mamme con bambini in carrozzina, bambini, adulti, anziani con ridotte capacità motorie o sensoriali, persone con disabilità permanente o temporanea. Solo attraverso una adeguata formazione potrà radicarsi la cultura della accessibilità, affinché tutti possano …

"Buona scuola soldi bene spesi", di Barack Obama*

So che qualcuno sostiene che uscendo da una recessione la mia amministrazione dovrebbe concentrarsi solo sulle questioni economiche. L’avevano detto sulla riforma della sanità, come se la sanità non avesse nulla a che fare con l’economia; e sulla riforma finanziaria, e ora lo dicono mentre lavoriamo alla riforma dell’istruzione. Ma l’istruzione è una questione economica – se non “la” questione economica dei nostri tempi. È una questione economica quando il tasso di disoccupazione per chi non è andato all’università è quasi doppio rispetto a chi ci è andato. È una questione economica quando sappiamo bene che i paesi che oggi ci superano sulla formazione domani ci supereranno in competitività. Da anni abbiamo capito che l’istruzione è una premessa per la prosperità. Eppure abbiamo tollerato uno status quo in cui l’America è alle spalle di altre nazioni. Appena una settimana fa, siamo venuti a sapere che, nell’arco di una sola generazione, l’America è passata dal primo al dodicesimo posto nelle classifiche sulla percentuale di giovani che porta a termine gli studi. Eravamo primi, siamo dodicesimi. Ne …

"Una manovra contromano", di Manuela Ghizzoni

Intervento dell’on. Ghizzoni sulla manovra economica in discussione alla Camera Signor Presidente, da qualche giorno alcuni docenti e ricercatori hanno posto in calce alle proprie e-mail la dichiarazione che il Ministro Gelmini pronunciò per commentare la manovra il giorno stesso della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. La Ministra Gelmini disse: «È una manovra coraggiosa e indispensabile per contenere la spesa, una manovra che garantisce equità, sviluppo e crescita, le promesse del Presidente Berlusconi sono state confermate; sono stati tutelati i ceti deboli, non ci sono tagli per pensioni, sanità e scuola, non ci sono tagli per i centri di ricerca e per il fondo per l’università; le infrastrutture del sapere del nostro Paese sono state salvaguardate». La scelta di questi docenti e ricercatori è quella, quindi, di poter avere sempre sotto gli occhi, quando lavorano al personal computer, la distanza siderale tra gli annunci di chi ha responsabilità politica di un Dicastero e la deludente realtà della sua incoerente azione. Con questa dichiarazione il Ministro ha voluto lanciare un messaggio rassicurante, ma infondato, sugli effetti della …

Tagli e trasferimenti «Mi hanno dato 24 ore, ho scelto la mia scuola alla cieca»

La storia di Roberta è quella di un’insegnante di ruolo sovranumeraria che nel periodo della sospensiva sugli organici, predisposta dal Tribunale Amministrativo del Lazio, viene costretta a compilare la sua domanda di trasferimento in meno di 24 ore e senza un’idea precisa del quadro generale della situazione scolastica della Provincia di Parma. Deve scegliere in fretta e «al buio» una nuova sede, «in totale disprezzo per la legalità». Roberta Roberti, 45anni, ha trascorso l’ultimo decennio ad insegnare italiano e storia (anche geografia prima che la materia venisse tagliata) all’Istituto Tecnico Industriale Leonardo da Vinci di Parma. Il 28 giugno, e cioè il giorno dopo la concessione di una sospensiva da parte del giudice amministrativo che «congelava» i provvedimenti ministeriali in materia di organici, Roberta riceve una telefonata da parte della segreteria della scuola nella quale lavora: ha tempo fino alle 10 del mattino seguente per presentare la sua domanda di trasferimento in quanto risulta sovranumeraria e dunque perdente il posto. Ciò, spiega Roberta, «si traduce in uno sfregio per la giustizia», infatti il Tar del …

Abolire l'educazione fisica? I lettori rispondono alla proposta del prof. Ichino

Gli italiani soffrono di una strana forma di schizofrenia: chiedono allo stato di erogare ogni sorta di servizi pubblici, lamentandosi se questi vengono tolti o negati, e al tempo stesso protestano contro un prelievo fiscale asfissiante ma inevitabile se quei servizi li deve fornire la pubblica amministrazione. Se poi, come spesso accade, i servizi richiesti sono forniti in modo inefficiente dal governo, ancor meno si capisce perché gli italiani vogliano a tutti i costi che sia questo, e non il mercato, a fornirli. Facciamo un esempio concreto. Attualmente gli italiani pagano attraverso le tasse l’insegnamento dell’educazione fisica che i loro figli ricevono a scuola. Nel panorama vacillante dell’istruzione pubblica italiana, la ginnastica è forse uno degli ambiti più disastrati, soprattutto per le condizioni fatiscenti delle palestre e delle attrezzature di cui i nostri edifici scolastici sono dotati. Tanto è vero che, al pomeriggio, gli adolescenti italiani vengono iscritti dai loro genitori a ogni tipo di associazione sportiva privata che possa far fare a loro quell’esercizio fisico essenziale per la crescita, che la scuola pubblica, nella …