Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

Tagli, ecco le cifre che smentiscono l'ottimismo di Malaguti

Ci saranno 212 docenti in meno, a fronte di un aumento sensibile degli studenti. La sen. Mariangela Bastico e l’on. Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in commissione Istruzione alla Camera, replicano cifre alla mano, alle dichiarazioni del dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale relative ai tagli di organico. Ecco la loro dichiarazione. Purtroppo la matematica non è un’opinione e per quanto il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Gino Malaguti si sforzi di tranquillizzare le famiglie dall’anno prossimo ci saranno 212 docenti in meno in provincia di Modena, a fronte di un aumento sensibile degli studenti. C’è poco da minimizzare: avremo 37 insegnanti in meno alla primaria, 47 in meno alle medie, 128 in meno alle superiori e ciò determinerà un oggettivo impoverimento dell’offerta formativa che si scaricherà sulla pelle degli studenti e delle famiglie. A Nonantola per la prima volta avremo una classe a tempo pieno in meno, verrà a mancare il tempo prolungato per gli studenti che lo avevano frequentato lo scorso anno a Nonantola, Spilamberto, Finale Emilia, San Damaso e Modena città, mentre a Castelfranco e Bomporto …

Manovra: Bastico "su scuola Tremonti non mantiene le promesse"

Dichiarazione della senatrice del Pd Mariangela Bastico. “L’emendamento sulla restituzione al personale della scuola del 30% delle risorse tagliate alla scuola dalla legge 133/2008 (“finanziaria estiva”), preannunciato in modo altisonante dal Ministro Tremonti nell’incontro organizzato dai sindacati scuola, non è assolutamente soddisfacente e non risponde, a mio avviso, a quanto promesso”. Lo dichiara la senatrice del Pd Mariangela Bastico, che aggiunge: “L’emendamento, infatti, si limita a sancire che l’utilizzo del 30% , pari a circa 2 miliardi e 300 milioni di euro, è stabilito con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell’istruzione di concerto con il Ministro dell’economia, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative”. Bastico spiega: “Non si accenna minimamente alla eliminazione della norma che cancella in modo irreversibile il “gradone”, cioè gli scatti di anzianità, per il personale della scuola. Non si accenna neppure al fatto che queste risorse sono destinate a risarcire le perdite subite dal personale della scuola. L’emendamento rinvia semplicemente ad una decisione dei due ministri, scalzando completamente la contrattazione sindacale. L’emendamento costituisce un arretramento rispetto alla legislazione vigente, che …

"Gelmini ha nel mirino di nuovo la scuola media", di G.V.

Nei programmi del ministero dell’ Istruzione c’è anche quello di metter mano alla scuola media. «Se nel nostro paese c’è una dispersione scolastica molto alta, di 10 punti superiore alla media europea, questo – ha osservato Mariastella Gelmini ospite di Radio anch’io – questo ci deve allertare sulla necessità di ripensare il segmento della scuola media. È dimostrato da studi, fatti dal ministero ma anche da alcune fondazioni, che nella scuola media sono state introdotte molte materie ma si è persa di vista l’importanza di discipline fondamentali come l’italiano, la matematica e anche la lingua straniera. E questo – ha concluso il ministro – pone i ragazzi in una condizione di non sufficiente preparazione per poi affrontare le scuole superiori». Sarebbe da credere a Gelmini. Peccato che quel che dice è contraddetto dai fatti. Vuole fare studiare di più alle medie, italiano e le lingue, materie che poi taglia alle superiori. Nel passaggio possono diventare asini. Così sull’università. «Noi abbiamo cominciato a tagliare i corsi di laurea inutile, gli insegnamenti che non hanno ragion d’essere …

"Un liceale su tre non sa scrivere in italiano", di Mauro Baudino

Sanno parlare, e bisogna ammettere che quando vanno in tv lo dimostrano non senza petulanza; in compenso, non sanno scrivere. Più della metà degli studenti che l’anno scorso hanno affrontato la maturità sono stati giudicati insufficienti per quanto riguarda le loro competenze linguistiche dagli esperti dell’Invalsi, l’ente che certifica il livello di preparazione dei nostri ragazzi. Viene pubblicato oggi il rapporto sugli esami di Stato per il secondo ciclo, una ricerca condotta insieme con l’Accademia della Crusca su un campione di 545 studenti elaborato dall’Istat. Il risultato è sconfortante: i temi di italiano risultano «bocciati» per il 36,1 per cento nei licei, per il 69,4 negli istituti tecnici, e per l’87 nei professionali. Se aggiungiamo gli «appena sufficienti», le percentuali nei licei sfiorano l’80 per cento, e nei tecnici e professionali sfondano quota 90. Ciò non significa che ci sia stata un’ecatombe di bocciati, al contrario. Significa però, come sottolinea con amarezza la professoressa Elena Ugolini, del consiglio di indirizzo dell’Invalsi, che «dopo 13 anni di scuola ci troviamo davanti a ragazzi di un’estrema povertà …

Lettere di licenziamento a 500 docenti

BOLOGNA. Nessun docente perderà il posto, almeno fino al 19 luglio. E qualunque lettera di licenziamento ricevuta in questi giorni può e deve essere impugnata davanti al Giudice del lavoro. La Flc-Cgil dell’Emilia-Romagna si prepara alle barricate, dopo che venerdì il Tar del Lazio ha sospeso l’applicazione della riforma Gelmini e dei tagli a professori e Ata. Al momento, spiega il segretario regionale della Cgil scuola, Raffaella Morsia, «sono oltre 500 i docenti che si trovano congelati» in seguito alla sentenza del Tar. Nonostante CIò, «riceviamo segnalazioni dai professori che stanno già arrivando le lettere ai sopranumerari», ovvero a chi perderà la cattedra per effetto dei tagli. Secondo la Cgil, quelle che di fatto sono lettere di licenziamento per i docenti sono illegittime. Per questo, l’invito è a impugnarle davanti al Giudice del lavoro, con il sostegno del sindacato. «Chi riceve la comunicazione ha tutto il diritto di contestarla – afferma Morsia – perchè l’organico ai fini di legge non esiste ancora». Fino al 19 luglio, infatti, data in cui il Tar dovrebbe pronunciarsi sul …

"La ragnatela dei TAR", di Pippo Frisone

Un anno fa scrivemmo proprio sulle pagine di questo giornale che di fronte ad un Governo che se ne infischiava degli scioperi nella scuola e che continuava a fare strame delle regole, non rimaneva altra via che quella del TAR. E così fu lo scorso anno in cui entrò in vigore la riforma del primo ciclo; lo stesso scenario si è ripetuto quest’anno con la riforma del secondo ciclo . Con sistematica determinazione tutte le operazioni di applicazione dei tagli previsti dalla L.133/08, dalle iscrizioni ai Regolamenti e per finire agli organici, sono state prese dal Governo in assenza degli atti definitivi e prima della loro pubblicazione sulla G.U. come prevede invece la nostra Costituzione. Se l’iter dei Regolamenti tra pareri e visti di controllo può essere risultato molto complesso e lungo, come nel caso della riforma delle superiori che ha richiesto in itinere più di un aggiustamento, l’atteggiamento del Governo che ha proceduto sempre a testa bassa, è stato quello di portare a casa il risultato a tutti i costi, infischiandosene della forma e …

"La proposta di legge della Lega Nord sul reclutamento del personale docente della scuola", di Osvaldo Roman

Si deve innanzitutto rilevare che il trasferimento delle competenze amministrative statali alle Regioni, previsto all’art.1 di questo progetto di legge (A.C. n. 3357) contrasta, per metodo e per contenuto, con quanto stabilito dalla legge 42/08 (legge delega sul federalismo fiscale) e soprattutto con quanto stabilito nel testo, non ancora approvato in sede politica, dell’Intesa attualmente all’esame della Conferenza Stato-Regioni. Infatti tale Intesa prevede che: il personale dirigente, docente e ATA della scuola resti alle dipendenze dello Stato, con trattamento giuridico ed economico fissato dalla contrattazione nazionale di comparto e – sulla base di questa –dalla contrattazione integrativa. Si tratta di una dipendenza funzionale dalle istituzioni scolastiche. Solo la programmazione e la sua distribuzione territoriale, sarebbero di competenza delle Regioni o degli Enti Locali; Inoltre anche il metodo di questo trasferimento, cioè lo strumento di regolazione di tale materia, differisce da quello previsto nella legge delega sul federalismo e dallo Schema di Intesa. Ciò perché la legge in esame sostituirebbe totalmente sia per funzione, ma soprattutto per i contenuti, la prevista Intesa. E’, infatti, evidente la …