Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

L'associazione 20 maggio contro la manovra

Comunicato dell’associazione 20 maggio sul taglio del 50% di TD e collaborazioni. “Il dimezzamento dei precari nel pubblico impiego previsto dalla manovra economica del Governo si tradurrà di fatto, nel corso del 2011, nel licenziamento di un numero di lavoratori stimabile in circa 150.000 persone in tutta Italia e metterà a rischio il funzionamento di interi comparti della pubblica amministrazione, rendendo difficoltosa o impossibile l’erogazione di servizi indispensabili per la collettività. Si tratta di una vera operazione di macelleria sociale che priverà del proprio reddito un numero elevatissimo di lavoratori italiani, colpendo in particolare svariate decine di migliaia di giovani famiglie. Questo provvedimento rappresenterebbe un vero e proprio suicidio per il nostro paese che, dopo decenni nei quali non è stato in grado di offrire ragionevoli prospettive di vita e di carriera ad un’intera generazione, decide ora di mandarla al macero, sacrificando definitivamente il proprio futuro economico, sociale e demografico. Per queste ragioni invitiamo il Senato ad approvare l’emendamento presentato dai senatori del Partito Democratico per cancellare il taglio dei contratti precari e chiediamo al …

"La fabbrica dei diplomi quei 26mila privatisti a caccia dell´esame facile", di Salvo Intravaia e Vera Schiavazzi

Ventiseimila ragazzi che non hanno frequentato neppure un giorno di scuola e che in queste ore si presentano alla maturità: sono i “fantasmi del diploma”, l´esercito dei privatisti, quelli che avendo perso uno, due o tre anni di scuola (o non essendoci andati del tutto) vengono comunque sospinti da mamme e papà ad afferrare quel “pezzo di carta” che consentirà loro di entrare all´università, partecipare ai concorsi pubblici, candidarsi a qualunque ricerca di personale. E se per ottenere il diploma studiando regolarmente in un liceo paritario (che per legge adotta gli stessi programmi e gli stessi orari di uno statale) si spendono mediamente 22.000 euro per cinque anni di retta, per candidarsi come privatisti le tariffe possono partire dai 4.000 euro che la Guardia di Finanza di Gela ha appena scoperto essere il prezzo fissato da dieci “diplomifici” chiusi in Sicilia e in Calabria, per arrivare ai 10.000 di un anno di preparazione “personalizzata” concluso con l´esame facile. Studiare in una scuola privata “seria”, come ne esistono centinaia in Italia, o presentarsi solo al momento …

"Il discorso su Matteotti fu l´ultimo colpo alle libertà", di Michele Smargiassi

Un tema “revisionista”? No, molto peggio: un tema insensato. Gli storici bocciano la traccia storica dell´esame di maturità sul “Ruolo dei giovani nella storia e nella politica”. Tra i quattro “documenti” proposti agli studenti come base di lavoro c´è anche una citazione di Benito Mussolini, accostata ad altre di Palmiro Togliatti, Aldo Moro e Giovanni Paolo II, e questo fa infuriare l´Anpi (oltre a un´associazione studentesca e qualche esponente Pd) che denuncia l´accostamento «singolare e capzioso» tra i quattro personaggi storici. Ma il problema non è quello, per gli studiosi. Il pasticcio è puramente scientifico. Citazioni astratte, incoerenti tra loro, non storicizzate: morale, un invito alla retorica. «Mussolini è un oggetto storico, nessuno scandalo nel far lavorare gli studenti su un suo testo», concede Claudio Pavone, storico della Resistenza, ma subito accusa: «mi pare orribile però che si sia scelta una citazione che, tagliata in quel modo, può persino apparire seducente». Eppure è un brano del famigerato discorso con cui Mussolini in Parlamento si assunse la responsabilità dell´omicidio Matteotti; ma uno studente particolarmente studioso lo …

Assalto finale alla scuola dieci e lode

Qualche giorno fa, la stampa nazionale ha strillato all’unisono «Caos nel tempo pieno: non c’è il banco per 150 mila alunni!». Già Mariastella Gelmini aveva colpito al cuore la scuola primaria imponendo il maestro «unico». Oggi il suo assalto finale all’isola plurimedagliata del full-time: per inabissarla. Perché l’Europa ha attribuito un dieci- e-lode al tempo pieno italiano? Per il suo bollino di qualità: porta la duplice firma della nostra Pedagogia popolare, non togata (don Lorenzo Milani, Gianni Rodari, Loris Malaguzzi, Bruno Ciari) e della nostra Pedagogia accademica (a partire da quella bolognese: Raffaele Laporta, Mario Gattullo, Piero Bertolini, Giovanni Maria Bertin). Il tempo pieno gode dunque di una nobile carta d’identità pedagogica e didattica. Questa: il diritto di tutti all’ingresso e al successo scolastico insieme alla garanzia di un’elevata qualità dell’istruzione. Anzitutto, il suo modello pedagogico. Teorizza la centralità dell’Educazione in una società che dà megafono alla scienza e alla cultura al fine di moltiplicare valori plurali e figure di cittadinanza tra le contrade del nostro pianeta. Poi, il suo modello/didattico. Teorizza la centralità della …

"Imparare con meno ore di lezione ecco la scuola del tempo tagliato", di Maria Novella De Luca

Nelle primarie e secondarie gli orari verranno “falciati” di almeno 120 minuti settimanali. Il pedagogista Vertecchi: è folle La psicologa Roncoroni: i ritmi serrati sono inutili . Sono gli anni più lenti e più veloci di tutta la vita. Quelli del crescere e dell´imparare. Quelli in cui ci si trasforma da bambini in adolescenti, e poi in ragazzi che s´affacciano al futuro. Sono i tempi della scuola, spesso indimenticabili nel gioco dei ricordi, tra libri, amori, amicizie, dall´infanzia all´università, dalle elementari al liceo, quando molto, anzi quasi tutto, si forma. È il tempo del sapere, che in Italia “conta” 200 giorni di lezione l´anno come in Olanda e in Germania, contro i 180 giorni della Francia, i 190 di Inghilterra, Finlandia, e Norvegia, i 178 della Svezia, i 175 della Spagna e della Grecia. Un ciclo che varia da nazione a nazione, ma che oggi in tutta Europa è oggetto di dubbi, sottoposto a revisioni acuite dalla crisi, dai tagli di welfare, ma anche dal diffondersi di nuovi saperi e nuove competenze. Ma è possibile, …

"Alla Gelmini si gonfiano i precari", di Alessandra Ricciardi

Rischia di allungarsi di altre dieci mila unità l’esercito dei precari perdenti posto. Quei precari che finora hanno lavorato attraverso il rinnovo delle supplenze e che dal prossimo anno invece resteranno a casa. Semplicemente perché i posti non ci sono più. Il dato emerge dal confronto tra i pensionamenti e i tagli al personale frutto della riforma della scuola che scatteranno da settembre. Un confronto che presenterebbe ancora un saldo negativo: di oltre un migliaio di unità per gli insegnanti e di quasi 8.500 per il personale ausiliario, tecnico e amministrativo. Ma non è finita. Perché, e questa potrebbe essere la sorpresa peggiore, i nuovi precari senza supplenza potrebbero restare fuori anche dalle liste prioritarie, quelle che finora hanno funzionato, grazie al contributo di stato e regioni, come ancora di salvataggio per molti: corsia preferenziale per le supplenze brevi e per i contratti per corsi aggiuntivi, anche pomeridiani. Il ministero, secondo quanto risulta a Italia Oggi, pare infatti convinto che la proroga per il prossimo anno delle liste, disposta dal decreto legislativo 194/2009, si riferisca …

Bersani: questa finanziaria è un tradimento per la scuola

Bersani, che ha concluso sabato 19 giugno a Roma la manifestazione promossa dal Partito Democratico, ha espresso un giudizio ampiamente negativo sulla manovra: è iniqua, squilibrata. “Quanti turni vogliamo far fare a un operaio, prima di toccare un petroliere?”. Inoltre ha sferrato un duro attacco al governo a difesa anche degli insegnanti, da lui stesso definiti non molto tempo fa “eroi” del nostro tempo (“oggi l’eroe dei tempi moderni è l’insegnante nelle periferie delle città”). Sono del tutto inaccettabili per il PD le misure relative al blocco degli automatismi contrattuali e stipendiali del comparto della scuola, già sottoposto ad un drastico piano di riduzione della spesa e di tagli indiscriminati agli organici, non ancora completamento attuato. Inspiegabilmente, infatti, come Tuttoscuola ha evidenziato appena varata la manovra, e con una lettura attenta della relazione tecnica, rivelatrice della vera portata di alcune norme, il personale della scuola è stato colpito tre volte: blocco contratti, blocco progressione stipendiali per anzianità (con effetti permanenti su retribuzioni, buonuscita, pensioni), sottrazione del 30% dei risparmi già destinati al merito. I tagli …