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Maturità, Pd: test a risposta multipla? Non siano come i quiz di ingresso all'università

Ghizzoni: la valutazione deve restare di carattere generale. “Non ci stupisce l’adozione di uno strumento che fotografi i livelli di apprendimento dei maturandi, fermo restando che la valutazione della maturità degli studenti deve rimanere legata ad uno sguardo generale che tenga conto dell’impegno profuso e dei progressi conseguiti nello studio delle discipline nel corso degli anni. Sarebbe auspicabile che i test a risposta multipla di cui parla la Gelmini non si risolvano in quella strana mattanza prodotta dai quiz di ingresso ai corsi di laurea a numero chiuso. Se dobbiamo davvero misurare i livelli di apprendimento allora si impone che le domande si riferiscano ai saperi e alle competenze acquisiti da tutti gli studenti e che nel corso dell’anno vi siano prove analoghe così che i maturandi familiarizzino con le nuove modalità valutative. Questo significa un altro ambito su cui bisognerebbe investire mentre l’indirizzo del governo continua ad essere incentrato su tagli indiscriminati”. Così la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni. ****** “Maturità con test”, di Flavia Amabile Il ministro Gelmini …

Mila Spicola, la prof infiamma la platea

C’erano anche loro, immancabili: le vuvuzelas, simbolo e tormento dei mondiali in Sud Africa. Le hanno suonate alcuni operai licenziati, appena Pier Luigi Bersani ha iniziato il suo intervento alla manifestazione del Pd contro la manovra. Ma soprattutto c’era lei, una minuta e grintosa insegnante siciliana, salita sul palco del Palalottomatica di Roma per elencare i guasti alla scuola che imputa al governo. Poche parole e una platea ancora rumorosa e sghignazzante, dopo il video-beffa con un collage di dichiarazioni di Silvio Berlusconi e di alcuni suoi ministri, si tace. «Che cavolo aspettate a scendere in piazza e a battervi con il Pd?», dice Mila Spicola, non prima di avere parlato dell’impegno a trasmettere il messaggio forte della «legalità», ben oltre la storia dell’arte, la materia che insegna. Mani salde sul podio, Spicola racconta del caldo infernale che d’estate fa nella sua classe, «25 metri quadrati per 30 studenti», e del freddo d’inverno «per i vetri rotti e la muffa». GUARDA IL VIDEO E delle condizioni in cui insegna, con «quattro studenti figli di carcerati …

Scuola al collasso.La Cgil: «Con i tagli non ci sarà neanche un bidello per plesso», di Chiara Affronte

C’è un filo rosso che lega il bavaglio alla magistratura e alla stampa, quello alla scuola e il «ricatto» di Pomigliano, per Raffaella Morsia, segretaria regionale Flc-Cgil. «Si cela, si oscura, si smantella e lo si nega». La Cgil si mobilita e annuncia un ricorso al Tar del Lazio contro la riduzione di organico del personale Ata (coloro che nella scuola non sono insegnanti, ndr) perché «ancora non tutti hanno capito che, a memoria d’uomo, questo è il più grande smantellamento che sia stato attuato. Il Governo sta mettendo in campo interventi da economia di guerra e la reazione deve essere adeguata», assicura Morsia. E sul fronte dell’enorme debito che lo Stato ha verso le scuole (80 milioni a livello regionale, 23 in provincia di Bologna, ndr.) la Cgil chiede una cosa precisa: «Sappiamoche l’Ufficio scolastico regionale sta facendo un monitoraggio su queste cifre: esigiamo che, una volta fatta la ricognizione, siano rese pubbliche, e vogliamo la stessa trasparenza anche sull’esito dei tagli prima dell’inizio del prossimo anno scolastico». Richieste, o meglio pretese, che arrivano …

"Da 'cuore' alle riforme la scuola del paese", di Paolo Mauri

Una storia fatta di insegnanti malpagati, ma anche di successi, come la media unificata o la nuova elementare. E poi di promesse di cambiamenti. Molto alla buona si potrebbe dividere la storia della scuola italiana, a partire dall´Unità, in due parti: nella prima, lunga più di cent´anni, i maestri picchiavano gli allievi, li castigavano nei modi più svariati, tenendoli in ginocchio per ore, o si sfogavano con verghe su teste e mani. Certi metodi non sarebbero mancati nemmeno nelle scuole dei gesuiti o in altri istituti religiosi, come le cronache hanno testimoniato in questi giorni. La seconda parte, ormai lunga mezzo secolo, è quella in cui le botte, vere o metaforiche, le hanno prese gli insegnanti: diciamo a partire dal Sessantotto o comunque dalla messa in stato di accusa della scuola tradizionale ad opera non solo del movimento studentesco, ma anche di personaggi come don Milani, che con la sua Lettera ad una professoressa (1967) diventava di fatto un capostipite rivoluzionario. Questa scorciatoia un po´ paradossale, ma non troppo, mi è venuta in mente leggendo …

"Lo strano caso delle scuole senza presidi", di Fabio Luppino

La fretta di tagliare tutto e ovunque, di bloccare turn over e concorsi da parte del governo sta producendo l’ennesima beffa per la scuola, la qualità dell’istruzione, il futuro del Paese. Suonano per il prossimo anno scolastico diversi allarmi. L’ultimo è quello legato alla scarsità di presidi. Molti se ne vanno in pensione o vengono trasferiti e non ci sono sostituti, vincitori di concorso da incaricare. Saranno più di mille le scuole che si troveranno al rintocco della campanella senza capo d’istituto. Senza strategia, senza cura anche in questo. Non c’è pezza che tenga per un problema, tra l’altro, pronosticabile per tempo. Sono due le strade per correre ai ripari che verranno adottate, s’intenda entrambe non a vantaggio di una corretta ed efficiente gestione di una qualsiasi scuola: l’accorpamento di più istituti o la creazione di presidi reggenti. In quest’ultimo caso è come se l’allenatore della Juventus dovesse anche occuparsi di gestire il Cesena. Un aborto alle viste, una tegola certa per decine e decine di migliaia di famiglie che oltre al depauperamento formativo sancito …

"Il presidente della Corte dei conti Lazzaro: norme troppo severe", di Sandra Cardi

Troppo severi con la scuola. A dirlo il presidente della Corte dei conti, Tullio Lazzaro, che nel corso dell’audizione in commissione bilancio al senato ha fatto le pulci alla manovra finanziaria. Puntando l’indice contro le misure sulla scuola. In particolare contro il mancato riconoscimento del merito e la relativa deviazione di risorse dal bilancio dell’istruzione su altro capitolo. Quello dei debiti che lo stato ha maturato nei confronti degli istituti scolastici e che, in assenza di modifica al dl finanziario, verranno pagati utilizzando appunto il merito (si veda Italia Oggi di martedì scorso). La mancata assegnazione del 30% delle economie derivanti dai tagli al settore previsti dalla legge 133/08, per un impatto finale di circa 8 miliardi di euro, si configura come un ulteriore manovra sugli stipendi dei dipendenti scolastici, in aggiunta a quella derivante dal blocco del contratto e degli scatti di anzianità. Tutto dipende, spiega Lazzaro, dalla sterilizzazione della contrattazione nazionale per il triennio 2010-2012 che determina la «disapplicazione del meccanismo che (…) prevedeva (_) la riassegnazione alla contrattazione integrativa di parte dei …

Superiori a rischio in 4 Comuni, Il Pd interroga la Gelmini

Se non si corre ai ripari i ragazzi di Fiumalbo, Frassinoro, Pievepelago e Riolunato rischiano, dal prossimo anno scolastico, di non avere una scuola superiore statale. Gli istituti paritari “A.Barbieri” di Pievepelago cesseranno la loro attività a partire dal prossimo anno scolastico. Se non si corre ai ripari i ragazzi di Fiumalbo, Frassinoro, Pievepelago e Riolunato rischiano, dal prossimo anno scolastico, di non avere più una scuola secondaria superiore statale. La questione è arrivata in Parlamento, grazie a un’interrogazione presentata dai quattro deputati modenesi del Pd: Manuela Ghizzoni, Ricardo Franco Levi, Ivano Miglioli e Giulio Santagata. I parlamentari chiedono al ministro Gelmini quali provvedimenti, e in che tempi, intenda adottare il ministero “per l’istituzione di una scuola secondaria nel Comune di Pievepelago in sostituzione degli istituti paritari A.Barbieri”. La scuola era nata per colmare una carenza di offerta formativa in montagna e per consentire di proseguire gli studi a molti ragazzi e ragazze che per raggiungere il polo scolastico più vicino, quello di Pavullo nel Frignano, dovevano sobbarcarsi ogni giorno 40 Km di strada di …