Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

Dislessia, il Pd: “Subito una legge quadro”

L’on. Manuela Ghizzoni, relatrice della legge sui disturbi specifici di apprendimento: “Evitare di sottoporre i bambini con difficoltà a prove mortificanti e umilianti”. Manuela Ghizzoni, capogruppo PD in commissione Istruzione alla Camera e relatrice della legge sui disturbi specifici di apprendimento (DSA), interviene sulle prove Invalsi cui vengono sottoposti i bambini dislessici. Ecco la sua dichiarazione. «È comprensibile l’amarezza dei genitori di bambini con disturbi specifici di apprendimento (DSA) costretti ad affrontare le prove Invalsi senza appropriati ausili didattici e in un lasso di tempo congruo. É necessario che si arrivi al più presto all’approvazione di una legge quadro in materia. La fine anticipata della precedente legislatura aveva impedito la conclusione dell’iter parlamentare della legge sui disturbi specifici dell’apprendimento: ora attendiamo la decisione della Commissione Bilancio sulle risorse da destinare alla formazione dei docenti. Come relatrice della legge, che si propone l’obiettivo di dare risposte a quei bambini con difficoltà specifiche di apprendimento nella lettura, nella scrittura e nel calcolo (si stima tra il 3 e il 5% degli alunni in età scolare), ritengo che …

Scuola, Pd: con licenziamento di massa il governo compromette la qualità del sistema scolastico

Ghizzoni, Coscia: Gelmini riveda politica dei tagli . “Nonostante nell’anno scolastico 2009-2010 vi sia stato un incremento degli studenti di 37mila unità, il governo ha licenziato più di 42 mila docenti, oltre 15mila personale Ata, per non parlare del personale precario. Si tratta di una scelta sbagliata e di corto respiro che sta facendo male alla qualità del sistema scolastico”. Così le deputate democratiche componenti della commissione Cultura della Camera, Maria Coscia e Manuela Ghizzoni che annunciano la presentazione di una interpellanza urgente in cui chiedono al ministro Gelmini “se intenda, in vista del prossimo anno scolastico, interrompere un siffatto metodo illegittimo di governare i processi amministrativi relativi alla scuola. E se non ritenga opportuno attivarsi affinché il Governa riveda la politica dei tagli, alla luce dei danni gravissimi che essi stanno producendo sul funzionamento quotidiano e sulla qualità della scuola pubblica del nostro Paese. Infatti – spiegano le deputate – questi licenziamenti sono solo la prima tranche della riduzione di oltre 132 mila unità che il governo ha previsto per il triennio 2009-2011. Siamo …

"Caos scuola: 800 iscritti in più, cento docenti in meno", di Valerio Baroncini

Mostrano le tabelle: «Dati allarmanti». Poi l’esempio: «Nella scuola primaria, dal 2008 a oggi, si sono persi 27 docenti (1.063 contro 1.036). Mentre i bambini sono aumentati in maniera notevole: gli iscritti nel 2008 erano 11.974 mentre oggi siamo a quota 12.503». Il ritrattino lo schizzano i sindacati, impauriti e arrabbiati sul delicatissimo fronte della scuola. E in breve, complice una vagonata di numeri tanto cupi da portare chiunque a un trattamento sanitario obbligatorio, stilano il riassuntino: «Complessivamente, in tutte le scuole di ogni ordine e grado di Ferrara e provincia abbiamo avuto per le iscrizioni 2010-2011 ottocento alunni in più, dunque circa 29 classi aggiuntive rispetto allo scorso anno. I docenti, invece, caleranno di circa cento unità: questa è scuola? Questa è qualità?». LA RIFORMA del ministro Gelmini non piace a Fausto Chiarioni (Flc-Cgil), Maria Cristina Vendra (Cisl scuola), Filippo Burgio (Uil scuola) e Maria Gaiani (Snals-Confasl). Tanto che l’aggettivo più gentile che viene sfoderato è «mannaia» dai sindacalisti imbizzarriti. «Qui non si discute solo di numeri, qui si discute di qualità della scuola», …

"Scuola, spicchi d'aglio sulla Gelmini. Riforma delle Superiori", di Franco Labella

Perchè l’aglio? Insaporisce i cibi, ha anche proprietà curative ma può risultare leggermente indigesto: proprio come la controriforma del duo-Tremonti-Gelmini. Il professor Franco Labella è un insegnante di Diritto ed Economia in un liceo linguistico di Napoli. Contro riordino gelminiano e l’eliminazione del Diritto dalle scuole superiori italiane, il prof un anno fa, un appello in rete a cui hanno aderito oltre 2.000 persone e che è stato firmato, tra gli altri, da docenti universitari come i professori Stefano Ceccanti, Alessandro Pace e Stefano Rodotà, artisti dal forte impegno civile come Moni Ovadia ed esponenti della società civile impegnati nella difesa della legalità e nella lotta alla criminalità organizzata come Rita Borsellino, Don Tonino Palmese e Giovanni Impastato. Inoltre, nel marzo del 2009 Labella ha fondato il Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia, che raccoglie oltre 150 docenti di 17 regioni e di cui è attualmente è il Coordinatore nazionale. Gli Spicchi, però, sono opera del solo prof. Labella e non coinvolgono il Coordinamento nazionale. SPICCHI FRESCHI Maestra di vita (ma non per …

"Tecnici, si studieranno i dialetti e le regole per i colloqui di lavoro", di Anna Maria Sersale

Negli istituti tecnici accanto all’italiano scritto e parlato ci sarà il dialetto. Anzi, i dialetti, dalla Lombardia alla Sicilia con tutte le possibili varianti. Nasce la scuola di campanile? Forse. Tra i banchi non ci sarà soltanto la lingua unitaria, l’italiano, ma anche le lingue locali. Per ora siamo al livello di proposta. Il ministro Gelmini non si è ancora espresso ma il gruppo di lavoro incaricato di definire le linee guida dei nuovi programmi per geometri, tecnici informatici, periti industriali, esperti di turismo e quant’altro ha aperto un varco. «Gli studenti non potranno prescindere – è scritto in una scheda redatta dal gruppo – dalla conoscenza dell’italiano contemporaneo, della diversità tra scritto e parlato, e non potranno prescindere anche dalla conoscenza del rapporto con i dialetti». Però sulla proposta piovono critiche. «Se il federalismo scolastico è questo non ci siamo proprio – osserva Gigliola Corduas, presidente della Federazione nazionale degli insegnanti – Gli studenti hanno già tanti problemi con la conoscenza dell’italiano che non c’è davvero bisogno di inseguire i dialetti e i particolarismi …

"Per i più bravi spunta la 14esima", di Alessandra Ricciardi

I soldi sarebbero già disponibili. E la Gelmini prova a spenderli subito per incassare sul campo un altro risultato. È la riforma della carriera docenti o, se si preferisce, del merito, che per il 2010 potrebbe contare su una torta di circa 305 milioni di euro freschi da destinare agli insegnanti e 105 mila ad ausiliari, tecnici e amministrativi. Che diventano nel 2012 (secondo la scaletta indicata nella relazione tecnica allegata al decreto legge 112/2008) rispettivamente 638 milioni e 317 milioni di euro. Per non annacquare l’operazione, disperdendola nei rivoli di aumenti più o meno a pioggia, l’ultima ipotesi a cui si sta lavorando, a un apposito tavolo di viale Trastevere, è quella di un premio di fine anno, una sorta di 14esima mensilità, di circa 3 mila euro a insegnante. Si tratta di utilizzare quella quota parte -il 30%- delle economie realizzate attraverso i tagli agli organici e alle sedi scolastiche che lo stesso decreto 112, la prima manovra Tremonti del governo Berlusconi IV, prevede sia reinvestita sul personale per incentivarne il merito. Il …

"Elementari e medie, da giovedì test nazionale per due milioni", di A. Ser.

Da dopodomani, 6 maggio, si svolgeranno nelle scuole elementari e medie le prove Invalsi, una sorta di compito in classe “nazionale” per due milioni di studenti. Cominceranno i bambini delle seconde e quinte classi della scuola primaria (le elementari) con la prova di italiano. La settimana successiva sarà il turno della prova di matematica. Il 13 maggio, poi, a svolgere le prove di italiano e matematica saranno gli studenti delle prime classi della secondaria di primo grado (le medie). Le terze classi, sempre delle medie, svolgeranno la prova a giugno, nell’ambito dell’esame di Stato (quella dell’Invalsi sarà una quarta prova obbligatoria). Le verifiche, uguali per tutte le scuole, serviranno a monitorare i livelli di apprendimento conseguiti dal sistema scolastico e non dai singoli alunni. Una specie di test nazionale che misurerà i risultati e, in proiezione, l’andamento del nostro sistema di istruzione nel segmento 7-14 anni. Una macchina organizzativa che vede impegnate le segreterie delle scuole, i dirigenti e gli insegnanti, in un test, fino allo scorso anno facoltativo, diventato ora obbligatorio. Proteste dai sindacati: …