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"Contro l'aumento degli alunni per classe", di Ioannis Lioumis*

Nota informativa al DS del liceo scentifico Wiligelmo Cari colleghi, in allegato nota informativa che lunedì 19 aprile ho consegnato di persona alla preside del liceo scentifico Wiligelmo, e al presidente del consiglio d’Istituto, (hanno firmato quasi 50 insegnanti su un totale di 60) per denunciare le evidenti contraddizioni tra le direttive del Ministero (art. 64 legge 133 del 6 Agosto 2008) che impongono l’aumento degli alunni per classe e la normativa esistente in materia di sicurezza e agibilità dei locali scolastici (Decreto Interministeriale del 18 Dicembre del 1975; Decreto del 26 Agosto del 1992 del Ministero dell’ Interno; Decreto legislativo n. 81 del 9 Aprile 2008: testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro). Dopodichè dobbiamo sensibilizzare l’opinione pubblica facendo in modo che arrivi anche alle famiglie degli alunni. Infine dopo essersi procurati l’occorente per verificare, caso per caso, eventuali violazioni delle normative sulla sicurezza (le richieste di organico inoltrate dalle scuole agli USP e le planimetrie degli edifici scolastici) procediamo con lettere di diffida da inviare ai responsabili degli uffici organici degli USP. …

«Libri di testo. Il quasi flop dell'obiettivo "blocco delle adozioni"», dalla redazione di TuttoscuolaFocus

In questi giorni le scuole sono alle prese con le adozioni dei libri di testo e, in molti casi, stanno scoprendo per la prima volta gli effetti del blocco delle adozioni disposte, a cominciare dallo scorso anno, in attuazione della legge 169/2008. La prima sgradita scoperta la stanno facendo molti docenti, soprattutto della scuola primaria, che vedono bloccata dalle adozioni dello scorso anno la loro intenzione di scegliere testi di loro gradimento (ad esempio, nelle prime classi dove l’adozione dell’anno scorso impedirà per un quinquennio nuove adozioni). Il blocco è stato voluto, come noto, per tutelare la famiglie da un troppo frequente cambio dei contenuti dei libri e conseguente esborso di nuovo denaro, favorendo il riutilizzo dei volumi ad esempio dal fratello maggiore a quello minore, e lo stesso mercato dell’usato. In definitiva per favorire economicamente le famiglie. E ciò non tanto nella scuola primaria, dove il costo dei libri è a carico dei Comuni e dello Stato, ma nella secondaria. Ma è proprio dalla scuola secondaria che viene la sorpresa per le famiglie: il …

"Assunzioni, incarichi triennali, neo-assunti fermi cinque anni: il Pd lancia la sfida", di A.G.

È la risposta alla proposta della Lega di favorire la continuità didattica maggiorando il servizio ai prof residenti nella regione dove svolgono servizio: meglio incentivare e premiare gli insegnanti che lavorano nelle scuole di periferia, dove è più forte il disagio sociale. Per i tagli preoccupa soprattutto la primaria. Sono tre i passaggi prescelti dal primo partito d’opposizione, il Pd, per favorire quella continuità didattica tanto reclamata dalla Lega, confluita in un ddl, e che nei giorni scorsi ha spinto il ministro Gelmini ad auspicare un nuovo modello di reclutamento dei docenti: a tracciare la proposta alternativa è stata Francesca Puglisi, responsabile Scuola della segreteria nazionale del Partito democratico. In prima battuta ha detto che sarebbe opportuno “stabilizzare i precari, così come aveva deciso il governo Prodi nella Finanziaria 2007 con l’assunzione di 150mila insegnanti, poi bloccata dal governo Berlusconi”. Molto produttiva, sempre ai fini di limitare il ricambio di un docente su tre al termine di ogni a.s., sarebbe anche la possibilità di “assegnare incarichi almeno triennali”, con tutti quei docenti a tempo determinato …

"In onda lo smantellamento della scuola a tempo pieno", di Gianni Gandola e Federico Niccoli

Da tempo su questo giornale andiamo sostenendo che il piano di “ristrutturazione” della scuola primaria programmato dal duo Gelmini-Tremonti sarebbe stato graduale. Attuato cioè per tappe successive. La prima fase è consistita nell’eliminazione dei moduli (3 insegnanti ogni due classi), vale a dire nella soppressione del modello didattico più diffuso nel nostro paese, con conseguente consistente riduzione del numero dei docenti. I modelli orari riproposti dal ministro Gelmini (ci riferiamo in particolare alle 27 e 30 ore) in realtà si differenziano in modo sostanziale rispetto agli stessi modelli previsti dalla riforma Moratti. La Moratti non metteva comunque in discussione l’impianto modulare, pur introducendo figure e funzioni come il tutor. Qui invece si afferma nettamente la prevalenza di un docente, attorniato da qualcun altro che completa l’orario settimanale (nei fatti un’estensione, una protesi del modello gelminiano del maestro unico). L’aggressione al tempo pieno veniva invece rinviata e attuata appunto in maniera graduale perché altamente impopolare. E’ chiaro a tutti che toccare il tempo pieno in alcuni grandi centri urbani (Milano, Bologna, Torino, ecc.) significa andare incontro …

«Sulle indicazioni per i licei», a cura del CIDI

Il questionario sulle Indicazioni nazionali relative agli obiettivi specifici di apprendimento per i licei sembra costruito in modo da affermare più che consultare. Esso risponde infatti ad una sorta di gigantesca tautologia: vuol suggerire all’interlocutore quel che afferma, inducendolo a confermare implicitamente con la risposta (quale che essa sia) la bontà delle affermazioni poste in premessa alle domande. E’ una logica che non lascia spazi di reale discussione. Pertanto, è opportuno procedere ad un’analisi di carattere più generale. Questioni di metodo Una procedura molto discutibile Esprimiamo innanzitutto il nostro dissenso sulla procedura seguita, che appare del tutto in contrasto con quanto dichiarato all’art. 3 e all’art. 8 comma 1 del DPR 275/99 (“il Ministro della pubblica istruzione, previo parere delle competenti commissioni parlamentari sulle linee e sugli indirizzi generali, definisce a norma dell’articolo 205 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, sentito il Consiglio nazionale della pubblica istruzione, per i diversi tipi e indirizzi di studio: (…); 1. gli obiettivi specifici di apprendimento relativi alle competenze degli alunni;”). Siamo davanti ad una scelta culturale …

PD Scuola, Pillati: "le carenze dello Stato non possono pesare sugli Enti Locali"

Dichiarazione di Marilena Pillati, responsabile Scuola dell’Esecutivo del Partito Democratico dell’Emilia-Romagna Il Partito Democratico dell’Emilia-Romagna esprime forte preoccupazione per gli effetti che produrranno i nuovi tagli al personale della scuola pubblica. Questo è il secondo anno consecutivo in cui il Governo, attraverso tagli lineari, non corrisponde alla domanda di educazione ed istruzione delle famiglie, alla domanda delle Autonomie scolastiche di avere le risorse per assicurare il diritto all’apprendimento degli studenti e alla domanda degli Enti locali di non ridurre l’offerta formativa e la qualità dell’istruzione. Già i tagli al personale nell’a.s.2009/2010 avevano ridotto il tempo scuola, inciso negativamente sulla qualità dell’istruzione e reso più difficile il sostegno ai tanti bisogni educativi degli alunni. Nella nostra Regione, in cui l’aumento della popolazione scolastica è del 2%, cioè il più alto a livello nazionale, il taglio al personale docente è del 3% (1.192 insegnanti in meno). Questo significa che nel prossimo anno il rapporto docenti/studenti, che già in questo anno scolastico è il più basso in Italia, subirà una contrazione del 5%. A ciò si aggiungerà il …

Andro, la vera storia dei "bimbi morosi" e le bugie leghiste, di Maria Zegarelli

Torniamo a parlare del sindaco di Adro, comune del bresciano, che ha sospeso la mensa per i bambini le cui famiglie non avevano pagato la retta. Ve lo ricordate? È il leghista Silvano Lancini: «La mensa non è un obbligatoria, è un servizio che si paga». Maurizio Belpietro ha scritto un lungo editoriale al riguardo, rileggetevelo dopo aver raccolto qualche informazione in più su quelle famiglie. Vi raccontiamo la loro dichiarazione dei redditi, lo stato di famiglia, che lavoro fanno e quanto lavoro hanno, poi tirate voi le somme. I morosi all’inizio erano 40 scesi a 11 dopo la decisione del sindaco di sospendere il servizio mensa ai bambini. C’è chi li ha definiti «furbetti» e chi persone che vivono alle spalle di altri. Ma chi sono questi irriducibili? Nessun commerciante, neanche l’ombra di un impresa dove il proprietario dichiara meno del suo dipendente. Sono, invece, migranti arrivati qui da dieci, quindici anni, con un regolare permesso di soggiorno, alcuni hanno comprato una casa, altri non ce l’hanno fatta. Sono tutti operai, con più di …