Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

"Scuole meno sicure al Sud", di Flavia Amabile

Il governo decide di distribuire i fondi per l’edilizia scolastica che colpisce gli istituti meridionali. Nel frattempo taglia i fondi alla sicurezza. A un anno e mezzo di distanza dal crollo di Rivoli, dopo le mille promesse di fondi per rendere più sicure le scuole, che cosa resta? Che ieri in Conferenza Stato-Regioni si è discusso di quella che sembra una beffa: un taglio ai fondi stanziati per la messa in sicurezza delle scuole del sud. Nel frattempo, in un’intervista il ministro dell’Istruzione Gelmini annuncia un aumento degli stipendi per gli insegnanti più bravi provocando le proteste dei sindacati che chiedono risorse. «Gli aumenti vanno inseriti nell’ambito di una trattativa – sottolinea Mimmo Pantaleo, segretario della Flc Cgil – e va sottolineato comunque che mentre si discute di cose che verranno, le retribuzioni dei professori sono state tagliate ripetutamente e quest’anno sono stati stanziati soltanto 8 euro di aumento. Mi pare che ci sia un’incongruenza in tutto ciò». E sono proprio i fondi il nodo del contendere anche sulla sicurezza nelle scuole. La Conferenza infatti …

"Anche Formigoni prima o poi dovrà fare i conti con il dettato costituzionale", di Osvaldo Roman

In Lombardia il Carroccio rispetto alle Europee perde elettori ma in percentuale passa dal 22,7% al 26,2. IL Pdl è al 31,78% Il Centrodestra raccoglie il 58% di quel 64,6% di votanti. Questi sono i numeri ma Formigoni ritiene che l’88% dei cittadini lombardi è d’accordo con la sua politica! Partendo da questa fasulla presunzione di onnipotenza, in una compiacente intervista elargitagli dal Corriere della Sera, nei giorni scorsi Formigoni ha illustrato come nuove le vecchie ricette sulla privatizzazione della scuola pubblica che Comunione e Liberazione ricicla periodicamente da almeno quaranta anni. Formigoni dice di essere stufo di vedere la scuola italiana agli ultimi posti in Europa e di vedere i professori depressi a causa di un sistema che non garantisce la qualità. La Gelmini non c’entra evidentemente nulla con questa depressione! La riforma di CL-Formigoni, riproposta anche nell’ultimo Meeting, prevede uno stop alle graduatorie nazionali con il reclutamento diretto dei professori da parte delle scuole su base regionale e prevede l’assoluta parità tra istituti statali e istituti privati grazie al potenziamento della “dote” scuola. …

"Io sto con la scuola che sabato scende in piazza” L’on. Ghizzoni aderisce alla manifestazione di genitori e insegnanti modenesi

L’on. Manuela Ghizzoni, capogruppo del Pd in commissione Scuola alla Camera, aderisce all’iniziativa “La scuola modenese oggi: vetrina di eccellenze. E domani…?” che si svolgerà sabato 24 aprile a Modena in Piazza Matteotti dalle ore 16 in poi. Ecco la sua dichiarazione: «Aderisco con convinzione all’iniziativa promossa dal Coordinamento dei Presidenti dei Consigli d’Istituto, di Circolo e Comitati Genitori di Modena e Provincia perché la condivido sia nel merito e che nel metodo. In primo luogo ne apprezzo l’approccio unitario che ha coinvolto l’intero mondo della scuola (famiglie, studenti e insegnanti), le istituzioni e gli enti locali, le forze sociali e politiche e poi perché concordo nel merito: per il bene del Paese e per il suo futuro, tutti dobbiamo far sentire la nostra voce di fronte alla situazione drammatica nella quale versano le casse delle scuole e contro le politiche scellerate che impoveriscono il sistema scolastico e lo svuotano di valori, risorse e contenuti educativi. Ringrazio genitori e famiglie che hanno promosso l’iniziativa per lo spirito unitario con cui hanno lanciato il loro appello …

Decisi i tagli, il Veneto perde 1.600 cattedre

Dall’anno prossimo il Veneto avrà 1.633 cattedre (e probabilmente altrettanti insegnanti precari) in meno. La conferma arriva dall’Ufficio scolastico regionale ed è la diretta conseguenza della riforma dell’ordinamento. Due le due fasce colpite: saranno 902 le cattedre in meno alle superiori e 728 alle scuole elementari. Una cifra precisa, arrivata dal ministero, sulla quale difficilmente si potrà contrattare, e messa ora direttamente nelle mani dell’Ufficio scolastico regionale, che si troverà perciò a dover gestire autonomamente 1.633 cattedre in meno per l’anno 2010/2011 con un picco preoccupante di riduzione per le scuole elementari, che perderanno 728 maestri (si passa da 18.095 a 17.367), e per le superiori, che avranno 902 professori in meno (da 15.729 a 14.827). «Effettivamente, i tagli sono stati messi interamente nelle nostre mani, la riduzione di organico è però l’esito diretto della riforma della scuola, la conseguenza funzionale dell’avvio dei nuovi ordinamenti delle superiori — spiega Carmela Palumbo, direttore dell’Ufficio scolastico regionale — il ministero ci ha comunicato i dati la scorsa settimana, in questi giorni li abbiamo analizzati e domani (ndr …

"Gelmini e la disunità dello Stivale", di Michele Ainis

Al suo rientro nella vita pubblica dopo la maternità (auguri), il ministro Gelmini ha battezzato la prima iniziativa per celebrare i 150 anni dell’Italia unita: la disunione dei docenti. Come? Con una legge sugli insegnanti regionali, che ammetta in graduatoria soltanto chi risiede in quel determinato territorio. L’idea già discussa ieri da Marco Rossi-Doria su queste medesime colonne porta con sé un problema però, almeno per noi che a scuola abbiamo studiato un po’ di logica. Anzi, i problemi sono almeno tre. Primo: il ministro ha dichiarato che la nuova legge introdurrà la meritocrazia nel corpo docente; e allora che ci azzecca la carta d’identità? Semmai è vero il contrario, perché le graduatorie regionali sarebbero un imbuto, un ostacolo alla selezione dei migliori. Secondo: sempre il ministro si è sgolato mille volte contro il provincialismo degli atenei italiani, contro i concorsi locali che fin qui hanno permesso d’allevare professori che non respirano se non l’aria di casa. Sicché li ha poi sostituiti con un unico concorso nazionale, e ha fatto bene. Ma allora come si …

"Sui soldi alle scuole della Regione ci sarà la moltiplicazione dei pani e dei pesci?"

L’on. Manuela Ghizzoni, capogruppo del PD in commissione Scuola alla Camera, interviene sulle presunte “ulteriori risorse” alle scuole dell’Emilia Romagna, annunciate in questi giorni dal ministero. “Purtroppo non c’è un euro in più rispetto a quanto già dovuto e previsto, ci sono invece molti milioni in meno di quelli necessari”. “È stato annunciato dall’Ufficio scolastico regionale – e ripreso dalla stampa – lo stanziamento di ‘ulteriori risorse’ per le scuole della Regione Emilia Romagna – commenta Manuela Ghizzoni, capogruppo del PD in commissione Scuola alla Camera – ma in realtà non c’è nessuno stanziamento aggiuntivo. Si tratta dell’erogazione della seconda tranche di risorse già assegnate al budget annuale delle scuole”. “A giocare sulle parole si rischia di ingannare le persone: le presunte ‘ulteriori risorse’ non esistono perché non c’è un euro in più semmai dobbiamo registrare finanziamenti decurtati, come attesta il taglio di 126 milioni euro operato dalla Finanziaria sui fondi destinati alle spese delle scuole per il personale – spiega la parlamentare democratica – Peraltro, a meno che al Ministero dell’istruzione non siano in …

"Sindacati anti-Gelmini: no a graduatorie locali", di Flavia Amabile

Il giorno dopo l’annuncio che dal prossimo anno i professori potrebbero essere legati al territorio e quindi reclutati sulla base di una graduatoria regionale la maggioranza è compatta, questa è la strada da seguire. Dall’opposizione in tanti accusano la Lega di essere all’origine di questa rivoluzione ma a scavare un po’ si scopre che a crederci non sono soltanto i politici del Carroccio. Anzi. A confermarlo è proprio un ex di An, il senatore Giuseppe Valditara, oggi uno dei punti di riferimento del Pdl per le politiche scolastiche. «Se ne parlava già nell’articolo 5 del decreto Moratti. Non è necessaria nemmeno una legge per dare il via a questa riforma, basterebbe approvare i regolamenti di quel provvedimento». Oppure bisogna provare a chiedere a Daniela Santanchè, anche lei non esattamente vicina al mondo della Lega. «Una proposta ottima – risponde -. Basta leggere l’intera proposta per capire che non può essere letta come una discriminazione tra professori ma soltanto come un modo per garantire la continuità didattica e per valorizzare il merito». Oppure, come ha spiegato …