Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

"Il balletto degli ignavi", di Lorenzo Mondo

Tristissimo e crudamente emblematico ciò che è accaduto in una scuola media di Salò. Durante la lezione di francese, una ragazza dodicenne è stata indotta da tre compagni a prestazioni sessuali, mentre altri, anziché protestare, facevano scudo e l’insegnante continuava imperterrito a interrogare tre allieve, privandole – si direbbe – del piacere di assistere al «gioco». Sogghigni, ribalde allusioni, e nei giorni successivi un’insegnante di italiano, per vederci chiaro e ottenere una indiretta confessione del fatto, ha assegnato un tema a commento di alcuni versi di Dante che condannano gli ignavi, quelli che nella vita non si sono mai schierati: «Ed elli a me, come persona accorta: / “Qui si convien lasciare ogne sospetto; ogne viltà convien che qui sia morta”». Era utile proporre un argomento di riflessione per dei ragazzi che, usi a considerare il sesso nella sua rozza istintualità, avevano mostrato indifferenza o compiacimento davanti al vergognoso episodio. Ma il tema avrebbero dovuto svolgerlo, prima degli allievi, anche gli adulti, in diversa misura corresponsabili. La preside ha decretato dei giorni di sospensione per …

Il nuovo fronte del Carroccio "Graduatorie regionali per i prof", di Roberto Bianchin

Non solo mogli e buoi dei paesi tuoi. Anche maestri e professori. È la scuola una delle nuove frontiere della “rivoluzione” leghista, che vuole stabilire “graduatorie regionali” per i docenti, alle quali accedere con il semplice certificato di residenza. Il Carroccio, sfruttando il peso maggiore che ha adesso nella coalizione, intende proporre al governo di “rivedere in senso federalista” la normativa nazionale sulle graduatorie degli insegnanti, per favorire i docenti locali. In sostanza, per impedire agli insegnanti del Sud di “venire a rubare il posto di lavoro” a quelli del Nord. A fare da apripista, la Lega del Friuli-Venezia Giulia, molto attiva in questi giorni con il suo rifiuto delle celebrazioni dell’unità d’Italia e la proposta di un nuovo marchio, “Friulano tipicamente Padano”, per i vini e i prosciutti della regione. I leghisti sono riusciti a far passare in consiglio regionale, coi voti favorevoli del centrodestra, una mozione che impegna la giunta a sensibilizzare governo e parlamento affinché le graduatorie per l’accesso al ruolo degli insegnanti “siano stilate su base regionale”. E “non si verifichino …

Scuola, la circolare spiega tutto. Solo che questa è incomprensibile

L’ultima circolare del ministero dell’Istruzione sembra proprio un pesce d’aprile. E potrebbe esserlo, perché la data che riporta la nota inviata oggi a tutti i dirigenti scolastici italiani è proprio quella del primo di aprile. Ma il ministero dell’Istruzione non fa pesci d’aprile o, almeno, non li ha mai fatti. Tuttavia, una cosa sembra certa: i presidi che questa mattina si sono imbattuti nella comunicazione MIURAOODGOS, protocollo numero 2532 /R. U./U cercando di capirci qualcosa, saranno rimasti di stucco. ECCO IL TESTO DELLA CIRCOLARE La circolare è breve e ricorda a tutti gli operatori della scuola che le norme dei regi decreti 635 del 1925 e 2049 del 1929 sono ancora pienamente in vigore. Ma non sembra neppure detto questo. Vediamo di capirci qualcosa. “Con riferimento a notizie di stampa, si precisa – scrive il direttore generale Mario Dutto – che le disposizioni di cui al regio decreto n. 653/1925 ed al regio decreto n. 2049/1929, delle quali l’art. 2 del decreto-legge 22 dicembre 2008, n. 200 (…) aveva previsto l’abrogazione a decorrere dal 16 …

"Quel dramma che il centrosinistra non riesce a vedere", di Fabio Luppino

Le corde morali e politiche vibrano ancora quando si vedono operai sui tetti, al freddo, esposti al pericolo, soli e mal rappresentati, costretti all’estremo gesto per la difesa di un diritto costituzionale, il lavoro. Non sale alcuna voce, al contrario, non si nota alcuna convinta, duratura battaglia politica quando si tratta di insegnanti. Sono anche saliti sui tetti, si sono anche messi in mutande, ma non hanno suscitato altro che sorrisi e temporanea simpatia. Venticinquemila persone in carne e ossa sanno già che tra pochi mesi non avranno più un lavoro. Un dramma epocale frutto di una riforma della scuola devastante per loro e per il futuro dei ragazzi. Un dramma relegato alla solitudine di chi lo vive e alle chiacchiere con gli amici. Un dramma che riguarda famiglie, mogli, mariti, figli. Molti, moltissimi saranno cinquantenni che finiranno di insegnare e non sanno fare altro. Lo scrivono all’Unità quasi ogni giorno. In settembre avverrà nella storia repubblicana del nostro Paese una prima assoluta: un licenziamento di massa da parte dello Stato. Immaginate se Marchionne, l’amministratore …

"La Lega "educa" gli immigrati: tutti a scuola di dialetto", di Elisa Di Benedetto

L’integrazione passa attraverso il dialetto? Lo sostiene la Lega a a Belluno, dove la storia, la cultura e la lingua locale entrano nei programmi di formazione propedeutica all’integrazione sociale e lavorativa degli immigrati regolari. In seguito all’accordo di programma con la Regione Veneto approvato dalla giunta provinciale, accanto ai corsi di lingua, cultura e storia italiana e di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro, verranno attivati corsi specifici per la conoscenza del territorio e del dialetto bellunese. «Il progetto, che non è discriminante, nasce da istanze raccolte sul territorio, dagli imprenditori e dai lavoratori stessi» – sostiene l’assessore provinciale alle politiche del lavoro e alla formazione Stefano De Gan (Lega Nord). Il progetto interesserà particolari settori, come quello dell’edilizia e dell’assistenza sanitaria pubblica e privata, “che vedono la coesistenza sui posti di lavoro di italiani e stranieri e grosse difficoltà legate alla lingua”. A costituire una barriera linguistica sarebbero soprattutto nomi di attrezzi e strumenti di lavoro, ma anche richieste e indicazioni in dialetto che gli immigrati non sono in grado di comprendere. I …

Scuola, governo conferma taglio di oltre 25mila insegnanti. 8.700 unità nella primaria, 7.450 nella secondaria

Una riduzione complessiva di 25.600 unità di personale docente per l’anno scolastico 2010-2011. È confermato nella bozza di circolare sugli organici (che sarà oggetto di ulteriori approfondimenti) che i dirigenti del ministero dell’Istruzione hanno illustrato ieri ai sindacati. La riduzione che l’amministrazione intende realizzare, anche tenendo conto dell’andamento della previsione degli alunni, comporterà una contrazione di organico di circa 8.700 unità nella scuola primaria, di circa 3.700 nella scuola secondaria di primo grado e di circa 13.750 nella secondaria di secondo grado. Per questo intervento l’amministrazione, oltre a tener conto dell’andamento degli alunni secondo quanto ha riferito la Uil scuola al termine dell’incontro agirà sull’innalzamento del rapporto alunni/classi, sul dimensionamento della rete scolastica e sul riordino dei cicli di studio. Nella scuola dell’infanzia è previsto il consolidamento dell’organico di fatto dell’anno scolastico in corso che prevede un incremento nel diritto di 560 posti. Per quanto riguarda il sostegno verrà recepita la sentenza della Corte Costituzionale, dello scorso 22 febbraio che abroga i limiti del tetto massimo. E sempre per il sostegno verrà confermato l’incremento triennale …

"Il riordino del secondo ciclo ai nastri di partenza", di Gian Carlo Sacchi

Il riordino che oggi viene inaugurato toglie tutte le aggiunte che in passato avevano contraddistinto le proposte innovative, con finanziamento statale, e apre spazi di flessibilità senza la certezza che questo rimanga, soprattutto sotto forma di personale. Una scelta anticipata fin dal primo anno contrasta con le politiche dell’orientamento che invece muovono da progressive azioni di evoluzione/differenziazione, mentre qui siamo già in presenza di interventi di recupero/riorientamento. Questo vale in particolare per i rapporti tra istruzione e formazione professionale, che si sono voluti rendere paritari sul piano politico, pur attivandoli con finanziamenti diversificati, ma che il regolamento degli istituti professionali vede anche in termini di possibili integrazioni. Una tale opportunità era prevista già da tempo da leggi regionali o da intese tra regioni e il ministero stesso, specialmente nel primo biennio, ai fini cioè di favorire in modo più equilibrato il predetto orientamento e di conferire maggiore equità ai curricoli, nell’ambito dell’assolvimento dell’obbligo di istruzione e tra formazione generale e professionale. Le quote di flessibilità potranno dare origine a percorsi pluridisciplinari, anche nella prospettiva del …