Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

"La scuola atomica", di Gianpaolo Silvestri

I siti dei quotidiani associano in un curioso puzzle le news collaterali: «Studenti disabili alle scuole private? Per favore iscriveteli alle statali»; «Sorpresa: salta il liceo musicale»; «Finti manifesti antinucleari della Polverini diffusi da Greenpeace». E poi, finalmente, l’ultima trovata della figlia dell’ex sindaco democristiano di Milzano, Mariastella Gelmini, titolare del ministero all’Istruzione. La sua nuova crociata si prefigge l’obiettivo di far cadere nelle scuole il tabù del nucleare, tema impopolare soprattutto tra i giovani. «Bisogna fare una corretta informazione sui rischi, che sono davvero limitati – ha dichiarato durante la presentazione di un progetto europeo sulla conservazione e sicurezza del patrimonio culturale -. Riteniamo che il nucleare debba entrare a pieno titolo anche nelle conoscenze dei ragazzi». La ministra non si pone neppure per un attimo la questione del suo ruolo istituzionale e della libertà didattica e – novella miniculpop – confessa candidamente che ciò è «per offrire al Paese conoscenze approfondite su un tema propedeutico a scelte politiche», alias il sì al nucleare sponsorizzato dal suo governo. Proposito che con tutta evidenza non …

La Gelmini e il nucleare: gli studenti devono conoscerlo

Gli studenti dovrebbero avere gli strumenti e le informazioni di base per conoscere una fonte di energia come il nucleare. L’obiettivo di far cadere nelle scuole il tabu del nucleare, tema impopolare soprattutto tra i giovani, è stato annunciato dal ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini. «Bisogna fare una corretta informazione sui rischi, che sono davvero limitati—ha dichiarato durante la presentazione di un progetto europeo sulla conservazione e sicurezza del patrimonio culturale —. Riteniamo che il nucleare debba entrare a pieno titolo anche nelle conoscenze dei ragazzi ». «Insieme al ministro della Salute Fazio—ha aggiunto—stiamo costituendo un tavolo con esperti di medicina, con il coinvolgimento degli enti di ricerca competenti, per offrire al Paese conoscenze approfondite su un tema propedeutico a scelte politiche ». Per la senatrice del Pd Mariangela Bastico l’iniziativa annunciata dal ministro è semplicemente «sconcertante». «In scuole dagli edifici fatiscenti — sostiene l’esponente dell’opposizione — le cui casse sono ridotte sul lastrico, la prima urgenza che si avvertiva era proprio una bella ora di centrale nucleare». «Indottrinare gli studenti sulla scelta del nucleare — …

"Sorpresa, salta liceo musicale l'annuncio della Gelmini ai sindacati", di Salvo Intravaia

Prima ancora di vedere la luce, cade il primo pezzo della riforma Gelmini. E una delle novità in assoluto annunciate dal governo in pompa magna rimane per il prossimo anno al palo. I licei musicali e i licei coreutici saranno attivati col contagocce: 11 classi in tutta Italia. Quanto basta per comprendere che da domani, 26 febbraio, i 500 mila studenti delle terze medie potranno di fatto scegliere soltanto fra 5 licei (classico, scientifico, delle scienze umane, linguistico e artistico) e non più sei. Ad annunciarlo, dopo l’incontro tra i tecnici del ministero dell’Istruzione e i sindacati di ieri, è la Fcl Cgil. “Avevamo capito male!”, commentano sarcasticamente da via Leopoldo Serra. “Nell’incontro che si è tenuto ieri presso il ministero dell’Istruzione, l’amministrazione – spiegano – ha formalmente comunicato alle organizzazioni sindacali che l’anno prossimo saranno attivati non 40 classi di liceo musicale e 10 di liceo coreutico, ma, rispettivamente, dieci e una”. Non è esattamente la stessa probabilità di vincere 500 mila euro col Gratta e vinci, ma la probabilità di entrare in una …

"Scuole in bancarotta. Superiori, iscrizioni al buio", di Maristella Iervasi

La Gelmini va avanti a colpi “spot” distruggendo la scuola pubblica. L’ultima “sfornata” è la Guida alla “nuova” scuola secondaria superiore. Oltre centoventi pagine che si possono scaricare dal sito del Miur “per orientare gli studenti nelle scelte”. Il tutto alla vigilia del via alle iscrizioni. Iscrizioni ai “nuovi licei, istituti tecnici e professionali della Gelmini” che però sono al buio. A tutt’oggi nessuno sa che scuola farà il prossimo anno. Non c’è traccia dei regolamenti definitivi: i testi non sono stati pubblicati sulla Gazzetta ufficiale e quindi sono privi di valore giuridico. Di conseguenza le scuole quindi non possono “promuovere” l’offerta formativa. Non possono confermare il bilinguismo. Non possono sapere quante classi prime potranno attivare e su quale organico contare. Nella nuova scuola targata Gelmini c’è di tutto, tranne la programmazione dell’istruzione sul territorio. Si sa soltato che il riordino riguarderà solo le classi prime e che ai licei si studierà meno che alla medie. Come dire, la Gelmini sembra far di tutto per “affossare” la scuola statale. Per di più lasciando oggi più …

Scuola, Pd: da Gelmini ingerenza su scelte associazioni professionali. Ghizzoni: interrogazione contro nuova circolare ministeriale

“Siamo all’ingerenza, all’invasione di campo del ministero nelle libere scelte organizzative delle associazioni professionali della scuola”. Lo denuncia la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni che ha presentato oggi un’interrogazione parlamentare sulla recente circolare ministeriale sui collocamenti fuori ruolo e comandi dei dirigenti scolastici e del personale docente. “Da oggi in poi sarà di fatto il ministero a scegliere il personale da distaccare e non più le associazioni. Infatti – spiega Ghizzoni – le associazioni potranno fornire una lista senza indicare più le priorità e il ministero avrà le mani libere di scegliere all’interno della lista. Si tratta di una scelta sbagliata che rischia di produrre un forte condizionamento, ai limiti dell’arbitrarietà, alla vita dell’associazionismo professionale e, nelle diverse sensibilità culturali che le associazioni esprimono nel pluralismo delle proposte e delle attività di ricerca e formazione. Questi temi sono oggetto di una nostra interrogazione al ministro Gelmini”, conclude Ghizzoni.

Ghizzoni: «E’ la riforma dei tagli, alle superiori meno ore e meno prof»

Che fosse una riforma destinata a far discutere lo si sapeva ancora prima di leggerla. Una volta approvata ha poi scatenato qualcosa di più della semplice bagarre politica. La scuola italiana, che già non vive un momento felice, si appresta a rivoluzionare gli istituti superiori. Dopo l’intervento del dirigente scolastico Gino Malaguti che ha fatto da spot alla riforma Gelmini, l’ onorevole del Pd Manuela Ghizzoni dà la sua lettura, entrando nello specifico delle criticità ad un mese dalla scadenza delle iscrizioni alle scuole superiori per migliaia di ragazzi. Il dirigente scolastico Malaguti ha detto che le superiori vanno verso la modernizzazione. L’onorevole Ghizzoni è d’accordo? «Intanto va detto che Malaguti non è, come pensa, un dipendente della Gelmini ma un funzionario dello stato, e quindi da lui ci si aspetta una comunicazione di servizio e non uno spot per la riforma. Detto questo come posso essere d’accordo? La sua lettura è quella di un mondo meraviglioso, in realtà se era stato chiesto il rinvio di un anno un motivo c’era. Le famiglie ora devono …

"All'Italia il record europeo dell'abbandono scolastico", di Corrado Giustiniani

E’ l’abbandono dopo l’obbligo la piaga più sanguinolenta del sistema scolastico italiano. Il 20 per cento dei ragazzi che oggi hanno tra i 20 e i 24 anni non ha completato la secondaria superiore. Uno su cinque, dunque. «Una vergogna, un dato che pone il nostro paese al di fuori di ogni norma europea», commenta Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli, che presenta oggi a Roma il Rapporto sulla scuola in Italia 2010, con l’intervento del ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. Il 50 per cento di questi ragazzi non ha neppure avviato un ciclo di studi dopo le medie, l’altra metà, invece, l’ha iniziato ma interrotto. Gli studenti a rischio di drop-out, sono generalmente maschi e con un retroterra socio-culturale svantaggiato: il 30 per cento di loro ha mollato per ragioni familiari. Una volta tanto, non ci sono differenze tra Nord e Sud: si distribuiscono a macchia di leopardo fra le scuole italiane. Cresce, fra loro, la quota degli studenti di origine straniera, anche se oggi rappresentano soltanto il 5 per cento degli iscritti alle superiori. …