"Con la riforma Gelmini saltano ben duemila cattedre più del previsto. Partono le proteste dei presidi: manca l'essenziale, non possiamo pagare i prof", di Salvo Intravaia
Bilanci in rosso, cattedre tagliate e lezioni più brevi per gli alunni. La scuola italiana è in crisi e i presidi protestano. Nelle scuole pubbliche – spiegano – mancano i soldi per nominare i supplenti, per comprare il materiale di cancelleria e perfino per la carta igienica. Mancano, inoltre, i prof per sostituire coloro che si assentano per pochi giorni, i bidelli per fare le pulizie e gli assistenti di laboratorio per le esercitazioni. E in futuro le cose andranno a peggiorare: la riforma dei licei prepara, dopo quello di quest’anno, un altro colpo di scure e gli alunni studieranno di meno. Per questa ragione, 90 dirigenti scolastici della provincia di Genova l’altro ieri hanno scritto al prefetto paventando lo “stato di emergenza sociale”. Stesso discorso a Brescia, dove i presidi dell’Asab (l’Associazione scuole autonome del bresciano) hanno lanciato l’allarme perché “i docenti non ricevono dall’anno scorso la retribuzione accessoria, i capi d’istituto non possono più pagare supplenti, comprare carta e fare manutenzioni”. E mentre a Modena si scende in piazza per i tagli ai …
