Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

"Ius soli" cade il tabù, di Michele Ainis

La prima riforma degli Anni Dieci non ha il timbro della legge, né tantomeno della legge costituzionale. Viaggia su una vettura più dimessa, più modesta: la circolare ministeriale. Quella con cui il ministro Gelmini ha comunicato ai presidi che il tetto del 30% di alunni stranieri nelle classi non riguarda tutti gli stranieri. Non riguarda, più in particolare, gli stranieri nati qui. Che dunque da oggi sono un po’ meno estranei alla terra su cui hanno spalancato il loro primo sguardo, o meglio sono diventati un po’ italiani. Una novità a ventiquattro carati: è la prima applicazione dello ius soli in un ordinamento che continua ad essere improntato allo ius sanguinis. Rispetto al fatto nuovo, non è poi così importante interrogarsi sulle ragioni che lo hanno generato. Può darsi che un tetto rigido, senza compromessi né eccezioni, avrebbe svuotato troppe scuole, dato che i figli degli immigrati sono maggioranza in varie aree del Paese. Può darsi che una riforma per via legislativa s’infrangerebbe contro l’altolà di Bossi e della Lega, e quindi meglio scavalcare il …

"Gelmini: stranieri in classe, tetto del 30%", di Alessandra Migliozzi

Le classi dove ad essere stranieri sono gli italiani non dovranno esserci più. Le scuole ghetto con oltre il 90% di alunni figli di immigrati dovranno diventare un ricordo. Il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ha preparato una nota destinata ai presidi con indicazioni precise: dal prossimo anno scolastico nelle prime classi di elementari, medie e superiori gli alunni stranieri potranno essere al massimo il 30%. Scatta, dunque, il tetto alla presenza di immigrati tra i banchi, ma si comincia con gradualità. «Indicazioni e raccomandazioni per l’integrazione di alunni con cittadinanza non italiana», si intitola così la circolare che dovrà riscrivere il volto di molte aule. Ci sono classi, infatti, a Milano come a Roma, dove gli italiani sono la minoranza e questo, secondo il ministro, non dovrà più accadere. A settembre, nella Capitale, la scuola Carlo Pisacane ha dato il via alle lezioni con un record: quasi il 90% degli studenti è di origine straniera. A Milano ha fatto scalpore il caso di una scuola elementare del quartiere di San Siro, la Lombardo Radice, dove …

Scuola: On. Ghizzoni risponde sul tetto del 30% di alunni stranieri per classe

“Un tema così delicato non può essere lasciato alla via amministrativa: si sta toccando il diritto all’istruzione che la nostra costituzione riconosce indipendentemente dalla nazionalità e dalla cittadinanza degli alunni. Serve quindi un approfondimento parlamentare per mettere a nudo l’errore di fondo del governo che, tra l’altro, include nella quota del 30% anche per i ragazzi di seconda o addirittura terza generazione, che sono italiani a tutti gli effetti e non si capisce perché debbano essere discriminati. E’ un atteggiamento che purtroppo non ci stupisce visto che è in assoluta sintonia con la proposta Bertolini che rende l’acquisizione della cittadinanza italiana come una vera e propria corsa ad ostacoli”. Lo dichiara la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni. ****** Immigrati, Pd a Gelmini, tetto non risolve problemi, scuola sia veramente interculturale Livia Turco: servono misure concrete, no al ‘fai da te’ “E’ giusta la preoccupazione di evitare classi ghetto e porsi il problema della sostenibilità della presenza dei bambini stranieri al fine di garantire un progetto educativo adeguato per tutti. Il …

"Scuole, si riparte con le casse vuote. la Cgil: a rischio altri cinquemila posti", di Franco Vanni

“Il debito non è mai stato così alto — fanno sapere dalla Cgil — il rischio è che presto si arrivi alla paralisi amministrativa degli istituti. O viene stanziato denaro fresco, o non ci saranno soldi nemmeno per pagare il sostegno dei disabili e i commissari degli esami di Stato” Per oltre un milione di studenti lombardi oggi è il giorno del ritorno sui banchi dopo le feste. Ma quella che ricomincia è una scuola che non ha risolto i suoi problemi: mentre i tecnici del Comune sono al lavoro per riparare gli impianti danneggiati dal maltempo in sette scuole elementari, Cgil presenta un rapporto shock sullo stato di salute dell’istruzione pubblica nella Regione. Dall’indagine, condotta su 1.298 istituti, emergono dati allarmanti. Uno su tutti: i 120 milioni di debito che il ministero dell’I struzione ha accumulato nei confronti dei singoli istituti. Fondi mai trasferiti, con cui i presidi dovrebbero pagare supplenze, cancelleria e progetti didattici. Ma visto che da Roma i soldi non arrivano, nelle scuole (elementari soprattutto) la carta igienica la portano da …

"L'integrazione scolastica degli alunni con disabilità" a cura del Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro

«Un documento nel quale vengono sostanzialmente condivise le idee più volte espresse sulla materia dalla FISH»: è questo il commento di Salvatore Nocera, vicepresidente nazionale della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, di fronte al testo che qui presentiamo in forma integrale, approvato all’unanimità poco tempo fa – esattamente il 29 novembre – dall’Assemblea del CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) Il presente testo di Osservazioni e Proposte sull’Integrazione scolastica degli alunni con disabilità è stato elaborato dal CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro), in ottemperanza all’articolo 10 della Legge 936/86, recante Norme sul Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro. L’istruttoria dello schema di Osservazioni e Proposte è stata curata dalla Commissione per le Politiche Sociali ed Ambientali, che l’ha approvato all’unanimità nel corso della seduta del 15 luglio 2009, sulla base dell’attività di uno specifico Gruppo di Lavoro sulla tutela dei diritti delle persone con disabilità, coordinato dal consigliere Emanuele Alecci, che ha svolto un ciclo di audizioni con i principali attori coinvolti (Sindacati del settore scuola, Enti Locali, Regioni ecc). Il …

"Tecnica della Scuola: Donne in pensione a 61 anni, la scuola paga il prezzo più alto", di A. G.

Delle 3.500 dipendenti pubbliche che nel 2010, in coincidenza con il compimento dei 60 anni, avrebbero potuto accedere alla pensione di vecchiaia e che invece rimarranno in servizio per un altro anno, circa la metà appartengono all’istruzione. Delle 3.500 dipendenti pubbliche che nel 2010, in coincidenza con il compimento dei 60 anni, avrebbero potuto accedere alla pensione di vecchiaia e che invece rimarranno in servizio per un altro anno, circa la metà appartengono all’istruzione: in prevalenza sono maestre d’infanzia e della primaria. E per chi riesce ad andare si prospetta un assegno più “magro”: decurtazioni fino all’8%. Nella scuola le docenti d’infanzia e della primaria sono notoriamente un numero di gran lunga superiore rispetto ai colleghi maschi. È quindi inevitabile che siano numericamente proprio loro, le cosiddette “maestre”, le più danneggiate dall’introduzione della legge n. 102/09, quella che dal 1° gennaio 2010 fa slittare di un anno l’accesso alla pensione di vecchiaia per le dipendenti statali che compiranno 60 anni nell’anno appena iniziato.Il provvedimento, giustificato dalla maggioranza, con in testa il ministro della Funzione Pubblica, …

“Scuola, il 2010 sarà un anno durissimo” L’on. Ghizzoni condivide l’allarme lanciato da alcuni insegnanti di Carpi

Pubblichiamo una dichiarazione dell’on. Manuela Ghizzoni in risposta all’allarme lanciato dai docenti di alcune scuole carpigiane. “L’allarme lanciato dai docenti di alcune scuole carpigiane sui tagli del Governo è solo l’ultimo di una lunga serie. A dimostrazione del fatto che le nostre denunce, dentro e fuori il Parlamento, sono fondate su riscontri oggettivi. Raccogliendo la sollecitazione dei consigli di Istituto locali, tempo fa abbiamo presentato un’interrogazione alla Camera, alla quale il Governo non ha risposto in termini puntuali (come dimostrano gli atti parlamentari), mostrando senso di impunità e, ancora una volta, colpevole disattenzione ai temi della scuola. La realtà è quella descritta dagli insegnanti carpigiani: il 2010 sarà un anno durissimo per la scuola, costretta a fare i conti con la seconda rata di tagli agli organici stabiliti dalla manovra estiva 2008 di Tremonti e con le nuove decurtazioni di risorse definite dalla Finanziaria appena approvata. Ciò significa 132 mila cattedre in meno, a fronte di un aumento del numero di studenti per classi. Quindi meno docenti, meno risorse, meno offerta formativa, meno opportunità, meno …