Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

“Perché la tolleranza non basta più”, di Zygmunt Bauman

Pubblichiamo una parte dell´intervento tenuto in videoconferenza al convegno su “La qualità dell´integrazione scolastica” che si è tenuto a Rimini nei giorni scorsi. Vivere con gli stranieri, che è il fondamento demografico e sociale dell´esposizione alle differenze, a una qualche sorta di alterità, non è affatto nuova nella storia moderna. Ma l´idea era grosso modo che chiunque sia alieno, straniero, diverso da te perderà prima o poi il suo carattere di straniero. La politica dominante verso gli stranieri, per la maggior parte della storia moderna, è stata una politica di assimilazione: “Voi siete qui, siete fisicamente vicini; diventiamo quindi vicini anche spiritualmente, mentalmente, eticamente”, che vuol dire accettare gli stessi valori universali dove però, per “universali”, abbiamo sempre inteso i “nostri” valori. Quindi, con questa prospettiva dove l´essere stranieri era soltanto uno spiacevole fastidio temporaneo, non esisteva l´idea di dover imparare a vivere con il diverso. Ora per la prima volta nella storia moderna siamo arrivati a renderci conto che le cose non stanno così. La modernità è sempre stata un periodo di migrazioni massive …

“Scuola negata ai disabili”, di Fabio Luppino

Nel silenzio generale della politica si sta consumando una vergogna nazionale, naturalmente grazie all’azione del governo: la negazione dell’istruzione ai ragazzi portatori di handicap. Si era detto, si sta verificando. Classi numerose, aumento del numero dei disabili, diminuzione degli insegnanti ad hoc. In alcuni casi, totale assenza. Le famiglie interessate per un po’ hanno protestato,hanno preteso una soluzione, il diritto per i propri figli. Hanno constatato giorno dopo giorno l’impotenza anche dei migliori direttori didattici, presidi, professori. Non ci sono soldi per il sostegno né per gli educatori, altra figura prevista fino allo scorso anno. Risultato: trenta alunni per classe, a volte anche sette portatori di handicap, scuola negata a tutti. Molte famiglie stanno, di nuovo, richiudendo entro le private mura domestiche la propria sofferenza. Gli sguardi dei genitori dentro gli sguardi dei propri figli a cui la politica sta negando la possibilità di esistere in un contesto sociale e di essere aiutati nell’apprendimento. *** Problema minore, ma parte della stessa miserevole contabilità di governo: l’ora alternativa alla religione. Di fatto è stata, anche qui …

“Qui si sente odor di zolfo…”, di Giorgio Genta*

Meglio cambiarla radicalmente l’integrazione scolastica oppure cercare di migliorare quello che esiste, ad esempio realizzando davvero una presa in carico collegiale degli alunni con disabilità? Anche perché le varie proposte che vengono avanzate per risolvere i problemi degli studenti con disabilità hanno un vago sentore di zolfo, o meglio ancora di “classi speciali”… Mentre è indiscutibile che sia stata l’integrazione scolastica nelle classi “normali” ad aprire la società italiana alle persone con disabilità Ma se si sente odor di zolfo, vuol proprio dire che siamo all’inferno? Se molti insegnanti di sostegno non sono adeguatamente preparati a svolgere le loro mansioni e se hanno scelto di svolgerle solo per facilità di carriera, vuol dire che tutta l’integrazione scolastica è da buttare? Troppo semplicistico condannare (ma anche assolvere) in blocco trent’anni di integrazione scolastica! Come andavano le cose prima? Ora vanno peggio o meglio? E come andranno domani, cambiando? Meglio cambiare radicalmente o cercare di migliorare quello che esiste, ad esempio realizzando davvero una presa in carico collegiale degli alunni con disabilità? È da un po’ di …

Grandi difficoltà delle scuole per garantire il diritto allo studio ed alla sicurezza: alcune considerazioni

Non c’è giorno in cui le scuole non si trovino a dover affrontare tante problematicità sul versante dell’organizzazione delle attività didattiche, a seguito dei tagli agli organici, dei nuovi ordinamenti nelle scuole del primo ciclo e della carenza di risorse. A fronte di una così grande riduzione delle risorse professionali assegnate alle scuole il MIUR non ha fatto una analisi e una valutazione né su quali sarebbero state le conseguenze dei tagli né su quali misure si sarebbero dovute adottare per garantire l’ordinario funzionamento delle attività. Quindi il MIUR non ha fatto nulla: per costruire gli strumenti per conoscere e monitorare i problemi e le difficoltà; per prevedere e realizzare una attività di formazione adeguata alla necessità di gestire le problematiche; per ricercare le soluzioni organizzative e contrattuali necessarie a garantire comunque quantità e qualità dei servizi; per fornire l’indispensabile supporto alle scuole autonome attraverso le strutture decentrate del Ministero sul territorio (Uffici Scolastici regionali e provinciali). A fronte delle difficoltà, ovunque e continuamente, le scuole cercano le soluzioni necessarie a salvaguardare quell’ordinario funzionamento dell’istituzione …

Liceo Tasso occupato: la Rete degli Studenti Medi esprime solidarietà

La Rete degli studenti medi esprime solidarietà e vicinanza agli studenti del liceo Tasso (Roma) che hanno iniziato ieri l’occupazione dell’istituto. Rispondiamo all’appello degli occupanti che chiedono che da Roma riparta un movimento in difesa della scuola e dell’università pubblica: la Rete è pronta a sostenere e amplificare tutte le iniziative di protesta che verranno delle scuole e siamo in campo per promuovere la riuscita del 17 novembre, giornata mondiale in difesa del diritto allo studio. L’occupazione del Tasso è la dimostrazione che il movimento studentesco non è fermo, e che gli studenti non si sono arresi all’arroganza e alla determinazione antidemocratica del governo. Gli occupanti hanno espresso solidarietà hai lavoratori dell’Eutelia, ai lavoratori cassaintegrati e licenziati, ai precari della scuola e a tutto il mondo del precariato. Si tratta di un forte segnale di unità tra studenti e lavoratori, che si realizzerà anche con la partecipazione degli studenti del Tasso alla manifestazione della CGIL del 14 novembre. Tra i punti della protesta la richiesta di maggiori finanziamenti alla scuola pubblica e il ritiro dei …

“Requiem per la scuola pubblica” di Manuela Ghizzoni

Una lettera aperta dell’on. Manuela Ghizzoni del Pd Caro direttore Non mi ha sorpreso la lettera del gruppo di genitori del 3° circolo pubblicata ieri dal suo giornale. Purtroppo è la conferma di quello che l’opposizione parlamentare, i sindacati della scuola, i docenti, le famiglie, gli studenti vanno dicendo da tempo, senza che il governo si sia mai degnato di dare loro ascolto. Proteste, scioperi, interrogazioni e mozioni parlamentari, ordini del giorno, denunce e inchieste sui mezzi di informazione non sono serviti a far desistere il ministro Gelmini dal suo piano di attacco alla scuola pubblica. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: le scuole non hanno più i soldi nemmeno per pagare i supplenti e il materiale didattico. Dietro la cortina fumogena del ritorno al merito, al grembiulino e alla serietà degli studi, si nasconde un’operazione di mera contabilità economica che riduce pesantemente le risorse a disposizione della scuola e pregiudica la qualità della didattica e dell’apprendimento dei nostri ragazzi. Altro che riforma. Questo governo ha intonato il requiem della scuola pubblica, secondo …

Ghizzoni: patto per la scuola di Modena, “Malaguti fa politica”

Sulla bocciatura del Patto per la scuola da parte del dirigente scolastico interviene l’on. Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd nella commissione Istruzione e Cultura della Camera. Ecco la sua dichiarazione: «Non mi ha sorpreso la lettera del gruppo di genitori del 3° circolo pubblicata nei giorni scorsi dalla stampa locale. Purtroppo è la conferma di quello che l’opposizione parlamentare, i sindacati della scuola, i docenti, le famiglie, gli studenti vanno dicendo da tempo, senza che il governo si sia mai degnato di dare loro ascolto. Proteste, scioperi, interrogazioni e mozioni parlamentari, ordini del giorno, denunce e inchieste sui mezzi di informazione non sono serviti a far desistere il ministro Gelmini dal suo piano di attacco alla scuola pubblica. Mi sorprende, invece, e non poco, l’atteggiamento del dirigente scolastico provinciale Malaguti che, invece di farsi carico del disagio di insegnanti, genitori e studenti, riporta in sede locale il verbo del governo, venendo meno al ruolo istituzionale che gli imporrebbe maggiore imparzialità. Malaguti dimentica di essere un funzionario dello Stato: un conto è applicare leggi e ordinamenti, altro …