Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

“Altro no delle Regioni: bocciato il ddl sui precari”, di A.G.

La Conferenza delle Regioni sembra essere davvero l’ultimo “baluardo” istituzionale contro le iniziative del Governo in fatto di scuola: dopo aver espresso, la scorsa settimana, una sostanziale bocciatura della riforma delle superiori (in particolare su licei e professionali e comunque chiedendo a larga maggioranza il rinvio di un anno), il 5 novembre durante un confronto su questo tema quasi tutti i presidenti delle Regioni hanno espresso un parere negativo anche sul cosiddetto decreto “salva precari’. Si tratta del provvedimento messo a punto nelle scorse settimane dal ministero dell’Istruzione ed approvato già alla Camera, il 20 ottobre, per salvare dalla disoccupazione circa 20.000 lavoratori che lo scorso anno svolsero almeno 180 giorni di supplenze.”Il disegno di legge del Governo per la conversione in legge del decreto n. 134 – ha spiegato Domenico Cersosimo, vicepresidente della giunta della Regione Calabria dove quest’anno sono stati tagliati oltre 4.000 lavoratori – non risolve i problemi che esso ha determinato: offre risposte parziali solo ad una piccola quota dei precari e non affronta per nulla le questioni legate alla qualità …

“Crocifisso braccio di ferro inutile”, di Gian Enrico Rusconi

Il crocifisso è un pezzo d’arredamento obbligatorio dell’aula scolastica, come la carta geografica d’Italia, la fotografia del Presidente o il busto di Cavour? Oppure è uno specifico segno religioso, diventato troppo potente e problematico per essere ridotto alla «tradizione nazionale degli italiani»? Di questi italiani che non hanno più idea di che cosa significhi redenzione, salvezza, peccato ma in compenso strapazzano «le radici cristiane»? I clericali si illudono se ritengono che lo spazio pubblico, che continuano ad evocare come legittimo luogo di espressione della religione, si mantiene con una dubbia difesa giuridica della presenza del crocifisso in aula. Per questo la sentenza della Corte europea di Strasburgo suscita le solite furibonde discussioni, anziché mettere in moto un confronto ragionato di posizioni. E comportamenti coerenti. In termini giuridici la sentenza di Strasburgo è ineccepibile quando parla del «diritto dei genitori di educare i figli in linea con le loro convinzioni e con il diritto dei bambini alla libertà di religione». E’ un principio base di tutte le Costituzioni democratiche. Ma – si obietta – è esattamente …

«Il pasticciaccio delle nuove classi», di Alessandra Ricciardi

I matematici paventano 5 mila esuberi dei prof di ruolo È l’ultimo tassello mancante della riforma della scuola avviata con il decreto legge n.112/2008. Quello del raggruppamento delle classi di concorso, che dovrà consentire di avere insegnanti pluriabilitati in grado di sortire un doppio effetto: insegnare su più cattedre, evitando sprechi e duplicazioni, e rispondere alle indicazioni didattiche delle nuove scuole superiori. Ma il regolamento, inviato al consiglio nazionale per la pubblica istruzione per il prescritto parere, presenta alcune incongruenze: come quella della classe di concorso di Matematica (A047) che verrebbe soppressa in quanto tale nei licei per diventare Matematica e Fisica. Anche perché l’insegnamento della Fisica, proprio con la riforma delle superiori, è stato esteso al primo biennio del liceo scientifico, che invece oggi prevedeva la sola Matematica. In questo modo però i prof di liceo abilitati all’insegnamento delle scienze matematiche andrebbero in esubero nel proprio istituto di titolarità. In assenza di adeguate misure transitorie, secondo le prime stime, la situazione di soprannumerarietà potrebbe interessare circa 5 mila insegnanti di ruolo. Le classi separate …

La Corte dei diritti umani: “No al crocefisso in classe”

La Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha emesso oggi una sentenza nella quale stabilisce che esporre il crocifisso nelle classi della scuola pubblica è contrario al diritto dei genitori di educare i loro figli secondo le proprie concezioni religiose, e al diritto degli alunni alla libertà di religione. Il caso riguarda un ricorso di una cittadina italiana, Soile Lautsi,residente ad Abano Terme, che aveva protestato durante l’anno scolastico 2001-2002, per la presenza del crocifisso nelle classi dei suoi figli, che considerava contraria al principio di laicità dello Stato. Nel maggio 2002, la direzione della scuola aveva deciso di lasciare il crocifisso nelle classi, e in questo senso si era espressa più tardi una circolare del Ministero della Pubblica istruzione indirizzata a tutti i direttori delle scuole pubbliche. «La presenza del crocifisso, che è impossibile non notare nelle aule scolastische – si legge nella sentenza dei giudici di Strasburgo – potrebbe essere facilmente interpretata dagli studenti di tutte le età come un simbolo religioso, che avvertirebbero così di essere educati in un ambiente scolastico …

“Roma, Virgilio occupato. L’Onda torna in tutta Italia”, di Angela Camuso

Lo storico liceo romano ha aperto le mobilitazioni. In nome di una scuola democratica Per il 6 novembre prevista un’iniziativa nella capitale dell’Unione degli studenti. Roma, via Giulia. Davanti al Virgilio, liceo storico, un lenzuolo bianco con una scritta rossa è inequivocabile: «Virgilio occupato», recita lo striscione, accanto a un paio di banchi sistemati davanti all’ingresso, in strada. Un capannello di ragazzi, sguardo intelligente, piuttosto allegri, ci sta seduto sopra a vigilare il via vai. C’è anche una cassetta per la colletta spontanea: «Soldi per il cibo», spiegano, ma si accettano pure sigarette. L’occupazione è iniziata mercoledì. L’Onda dello scorso anno è ancora lontana, ma scuola e università sono in fermento. L’Unione degli studenti ha convocato per il 6 novembre a Roma una mobilitazione, mentre le associazioni degli studenti, che si sono riunite nel Link si sono date appuntamento per il 17 novembre, giornata studentesca mondiale, per promuovere cortei e attività culturali in tutte le città italiane, dopo l’occupazione simbolica del ministero di mercoledì pomeriggio e degli «assalti» delle prefetture in otto città (Roma, Napoli, …

“I conti non tornano e i bambini sono frastornati”, di A.M.

ROMA – Un libro bianco sulla scuola per raccontare l’istruzione che c’era nel 2008 e quella che c’è stata nel 2009. Per dire che effetto hanno avuto i tagli e l’avvento del maestro unico. È il documento che sta preparando il Coordinamento dei genitori democratici guidato da Angela Nava e impegnato, in queste settimane, nella raccolta di storie che vengono dal basso, dalle scuole, con un occhio di riguardo per le ex elementari, le prime investite dalle novità volute dal governo Berlusconi. Che risultati sta producendo la riforma Gelmini alla primaria, presidente? «La novità più evidente è che i maestri unici sono in media cinque o sei. I presidi, infatti, hanno un organico ridotto e, quindi, il loro eccesso di zelo a favore dei genitori, combinato con la carenza di risorse dovuta ai tagli, sta determinando uno “spezzatino” di insegnanti». E i bambini come la prendono? «Il rischio è che i più piccolini siano frastornati da questa girandola di persone che è ben diversa, peraltro, dal vecchio team di insegnanti che si spartiva il lavoro. …

“Se lo stato premia gli studenti e poi mette la tassa sul merito”, di Sergio Rizzo

In Italia i record delle tasse non pagate (secondo alcune stime non meno del 30%) e dei condoni a ripeti­zione convivono felicemente con alcune assurdità fiscali che non hanno apparen­te spiegazione. Per anni, ad esempio, i contribuenti hanno pagato (e molti paga­no ancora) l’Iva sulla tassa della spazzatu­ra. Lo Stato è cioè riuscito a spillare soldi ai cittadini perfino tassando una tassa. Finché la Corte costituzionale non ha di­chiarato questa pratica illegittima: la Cor­te costituzionale, avete capito bene. La domanda ora è se si dovrà scomoda­re la Consulta anche per l’ultima incredi­bile uscita dell’Agenzia delle Entrate. Che nella sua ottusità sarebbe addirittura esi­larante, se non ci andassero di mezzo dei ragazzi meritevoli. Dal 2007 è previsto per chi esce dalla scuola media superiore con il massimo dei voti un premio di mil­le euro. Non risolve la vita, ma è un se­gnale che vuole incentivare il «merito», parola che da qualche tempo sta sulla bocca di tutti, ma proprio tutti, i politici italiani. Ebbene, quel premio è stato ora ridotto a 650 euro. C’è la crisi …