Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

“Niente concorsi ma solo tagli: ecco spiegato il caos”, Intervista a Tullio De Mauro di Natalia Lombardo

Il linguista ex ministro dell’Istruzione: da 20 anni non si fanno selezioni pubbliche, così il precariato si accumula e si sfrutta nel modo più bieco. Il Tar ha sancito il commissariamento del ministro Gelmini, se entro trenta giorni non ristabilirà l’ordine delle graduatorie per chi ha fatto ricorso. Come può essere accaduto? «Da più di vent’anni non sono stati fatti concorsi pubblici regolari per le assunzioni dei docenti nelle scuole, l’ultimo si è tenuto durante il ministero Berlinguer. Così la mancanza di concorsi ha accumulato precariato. Da anni e anni è stato sfruttato nel modo più bieco l’uso dei lavoratori temporanei». Un accumulo negli ultimi vent’ anni? «Sì, è diventata una pandemia. D’altra parte la scuola si è retta proprio su questo. Erano state delineate delle vie d’uscita, discusse con i precari stessi e i sindacati,ma sono state abbandonate ». Come giudica le politiche del ministro Gelmini? «È stata scelta la linea della riduzione di spesa persino sulle necessità, fino alla carta igienica, e questo ha portato a tagliare con un tratto di penna gli …

«Graduatorie dei precari: il Tar commissaria la Gelmini», di Salvo Intravaia

Provvedimento inedito in seguito ai ricorsi dei supplenti penalizzati. Il Tribunale del Lazio dà 30 giorni di tempo al ministero per eseguire le ordinanze Il Tar Lazio commissaria il ministro Gelmini sulle graduatorie dei precari. E’ la prima volta che accade, ne dà notizia l’Anief che ha patrocinato i ricorsi dei supplenti inseriti “in coda”, anziché “a pettine”, nell’ultimo aggiornamento delle liste dei supplenti. Se entro 30 giorni il ministero non darà esecuzione alle ordinanze del tribunale amministrativo a viale Trastevere arriverà un commissario che si dovrà occupare della questione. Intanto, sulla vicenda il ministro Mariastella Gelmini ha annunciato l’emanazione di un provvedimento ad hoc che “sana” l’intera questione. Ma il Tar ricorda che eludendo le ordinanze cautelari il ministero ha aggirato la Costituzione e lo ha condannato al pagamento delle spese a favore degli insegnanti danneggiati. Il braccio di ferro sulle graduatorie dei precari della scuola, che interessano 500 mila insegnanti, rischia di fare scoppiare l’ennesimo caso politico sulla scuola. E di fare precipitare nel caos l’avvio dell’anno scolastico. Alla luce dei provvedimenti del …

“Alunni e maestri nelle classi come in trincea”, di Ilaria Venturi

In una prima a tempo pieno delle Don Milani i bambini hanno una sola maestra «fissa». L´altra, in maternità, lavora solo al venerdì pomeriggio. Così dal lunedì al giovedì c´è la supplente. Poi siccome la maestra «fissa» è stata messa a fare inglese in altre tre classi, dove mancava l´insegnante specializzata, i piccoli vedono arrivare in aula altre due maestre al martedì e al giovedì pomeriggio. Immaginate le loro facce al loro primo anno di scuola. E quelle dei loro genitori, infuriati. Le maestre allargano le braccia: «E´ un delirio». La scuola è iniziata da un mese. Ma come? «Male», ribattono docenti e famiglie. Sintetizza Romana Veronesi, insegnante alle elementari Scandellara: «La sensazione che proviamo, ogni giorno, è quella di essere in trincea». Dai soldi tirati fuori dai genitori anche per il collegamento Internet – succede alle medie Zanotti e alle elementari Albertazzi – alla girandola di insegnanti in quasi tutte le classi. C´è di tutto, grandi e piccoli disagi causati dai tagli. Non a caso alla rotonda di via Marco Polo l´altro giorno è …

“Alunni con disabilità e livelli essenziali d’istruzione: modalità d’uso”, di Francesco Marcellino*

I livelli essenziali di istruzione nel nostro Paese e i diritti realmente esigibili: proviamo a capire cosa possono fare da una parte dirigenti scolastici e insegnanti, dall’altra i genitori degli alunni con disabilità, in questo caldo inizio dell’anno scolastico 2009-2010, contraddistinto da tanta preoccupazione, soprattutto per i numerosi casi di riduzione delle ore di sostegno, per la riduzione o la mancanza dell’assistenza di base e di quella specialistica e anche per i problemi legati alla formazione delle classi Nel mese di giugno scorso, ho realizzato un contributo pubblicato da questa testata (Insegnanti di sostegno «in deroga». le norme e le questioni costituzionali: lo si legga cliccando qui), che analizzava la normativa sull’assegnazione degli insegnanti di sostegno agli alunni con disabilità e i non pochi risvolti costituzionali sull’argomento. Analisi che – e di questo colgo occasione pubblica per ringraziare tutti – ha trovato consensi e confronti con molti operatori (e non) del settore. Analisi che, tra l’altro, temeva l’ondata di un “terribile settembre” per molti familiari di alunni con disabilità. Purtroppo, quello che già si paventava …

“Perché ci agitiamo, ci organizziamo e studiamo!”, di Amalia Perfetti, precaria della scuola

Sabato ho partecipato al corteo indetto dai Coordinamenti precari scuola e confluito nella manifestazione per la libertà d’informazione. La condivisione di un’idea di scuola e società precisa, ma messa in discussione dall’attuale maggioranza politica, era tangibile… Da un lato il nostro sconforto e dall’altro l’assoluta consapevolezza di essere scesi in piazza per difendere la nostra scuola e il futuro dei nostri giovani. Non stiamo infatti tentando di far sentire la nostra voce con forza da mesi, semplicemente per i tagli che si sono abbattuti sugli organici quest’anno e che continueranno nei prossimi. Il nostro grido di protesta ha radici più profonde. Alla giornalista dell’Unità che mi ha chiesto perché ero in piazza, ho risposto che ero lì con mia figlia, 14 anni, per il suo futuro e quindi per quello dei nostri giovani che non può essere relegato alle politiche diseducative di questo Governo. Ovviamente ero obbligata ad una sintesi. Ma è chiaro che con quella frase volevo contrapporre quella che è l’idea di una scuola che possa formare i nostri giovani, attraverso valori forti, …

“Iscritti a scuola, mai così tanti ma avranno 4mila classi in meno”, di Salvo Intravaia

Aumentano gli alunni ma diminuiscono le classi. In calo anche le sezioni di scuola materna che prolungano le lezioni nel pomeriggio e le classi di scuola media a tempo prolungato. Il tutto, mentre gli studenti delle superiori sono costretti a seguire le lezioni in classi, molte delle quali fuorilegge, sempre più affollate. Ecco un primo bilancio dell’anno scolastico appena iniziato. Le riforme messe in cantiere dal governo Berlusconi sulla scuola hanno fatto sparire in un solo anno quasi 28 mila cattedre e 15 mila posti di personale Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari) in organico di diritto. Il resto è stato cancellato in organico di fatto ma ancora i dati non sono disponibili. Tra le poche note positive che è possibile registrare c’è l’aumento del tempo pieno, più volte sottolineato dallo stesso ministro Mariastella Gelmini, nella scuola primaria. Questa volta i dati sono affidabili, certificati e non lasciano spazio a dubbi. Li ha forniti lo stesso ministero dell’Istruzione, compreso quello che mette a nudo il secco “no” delle Regioni italiane, e il conseguente flop del governo, …

“La crisi erode anche la libera scelta”, di Alessandra Ricciardi

È una semplice legge di assestamento di bilancio. Ma quest’anno più che mai -visto il dispiegarsi degli effetti della riforma della scuola e dei tagli a risorse e personale decisi con il decreto legge 112/2008 dal ministro dell’economia, Giulio Tremonti- ha tutto il sapore di una mini manovra. Spulciando le tabelle della legge n. 121/2009 sull’assestamento del bilancio dello stato per l’anno finanziario 2009, quelle riferite al ministero dell’istruzione, università e ricerca, si scopre infatti che non c’è solo un taglio -di 577 milioni di euro- ai fondi regionali per i contratti a tempo determinato (si vedano le anticipazioni di ItaliaOggi di giovedì scorso e gli approfondimenti nelle pagine a seguire di AziendaScuola), ma anche alla religione cattolica e alle materie ad essa alternative. Per altri 145 milioni di euro circa. In verità più alle materie alternative che non alla Irc, giacché per questa disciplina è previsto un ruolo di docenti ad hoc assunti a tempo indeterminato. Nel mirino sono finiti i capitoli di spesa delle scuole superiori, che vedono ridotte le risorse a disposizione …