Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

«Discorso agli Educatori*», di Dario Franceschini

Un ministro di questo governo, uno di quelli con il più alto indice di gradimento e di esposizione mediatica, qualche giorno fa, parlando dal palco di una festa di partito, si è lasciato andare ad una serie di pesanti e volgari insulti alle opposizioni. Non è stata una sfuriata improvvisa, frutto, magari, di un incontrollato impeto di rabbia. La cosa, era capitata già qualche giorno prima: stesso linguaggio, stesse volgarità, stessi obiettivi. Intervistato da un giornalista sul perché di tanta furia, il ministro della Funzione Pubblica ha tranquillamente spiegato che se non avesse usato quel linguaggio, quel tono e quello stile i giornali non si sarebbero accorti dei suoi ragionamenti e non gli avrebbero dato spazio. Devo confessare che questa giustificazione mi ha colpito anche più della volgarità. Se questa è la società in cui viviamo, se il circuito che tiene assieme potere e comunicazione si regge su queste regole, se un uomo delle istituzioni ritiene inevitabile aderirvi, che senso ha parlare di educazione? Educare a cosa? Partiamo da qui. Potremmo dire semplicemente che la …

“Scuola in piazza. Coi tagli si muore”, di Sara Farolfi

A piazza della Repubblica, sotto lo striscione di apertura che chiede «dignità e futuro per la scuola pubblica», il lavoro di fino sulle parole da pronunciare dal palco di piazza del Popolo continua fino all’ultimo. A parlare sarà «la pasionaria» (così la chiamano in piazza), o la «masaniella» (come la chiamano a Napoli), Antonella. Hanno soppesato bene le parole gli insegnanti precari che ieri sono scesi in piazza in diverse migliaia contro i tagli del duo Tremonti-Gelmini, per dire che, «se oggi si manifesta contro la censura, noi ci sentiamo un po’ censurati», e poi certo, «la scuola ha necessità di comunicare con la stampa, perchè la stampa dovrebbe occuparsi del paese e dei suoi problemi». «E quindi – conclude Antonella – anche di noi». Premessa: la manifestazione proclamata dalla federazione della stampa è caduta un po’ come un macigno su quella indetta già da qualche settimana dal coordinamento degli insegnanti precari della scuola, a cui poi hanno aderito anche i sindacati (Cgil e sindacati di base). «Una scorrettezza», la definiscono loro. Rimandare il tutto …

«”Più si taglia più si raglia: Gelmini dimettiti”. Precari in piazza», di Maristella Iervasi

Esasperati, raggirati, sfiniti dalla precarietà. In piazza a Roma per la “Dignità e il futuro della scuola pubblica”. Perchè l’”istruzione è in catene” e insegnanti, bidelli con la maschera simbolo del precario senza voce sul volto, hanno lasciato le occupazioni per manifestare tutti insieme e gridare l’unico coro: Gelmini dimettiti”. Arrivano da Palermo e Milano, da tutte le città d’Italia, cantano slogan e srotolano striscioni. Una protesta che va avanti da fine agosto, quando gli studenti erano ancora in vacanza e i precari arrampicati sui tetti. Pino La Fratta ha 36 anni, docente a Campobasso: “Non è possibile cancellare con un colpo di spugna otto anni di insegnamento – spiega -. Specializzarsi, sostenere Master… e notare che l’interesse del governo è sempre quello: cancellarci”. “Bisogna reagire” aggiunge Amalia Perfetti, 46 anni, di Frosinone, con accanto la figlia Beatrice al primo anno di liceo: “Più si taglia, più si raglia. Ribelliamoci. Il futuro dei giovani è nella conoscenza e non nelle politiche diseducative di questo governo”. Eccole dunque le ragioni del corteo dei precari del Coordinamento …

“Tanti precari, due cortei”, di Francesco Piccioni

La scuola prova a farsi sentire. Assediata dai tagli del duo Gelmini-Tremonti, ammutolita dall’indifferenza dell’informazione, divisa da normative pensate apposta per preparare plurime «guerre tra poveri» e tenere le proteste lontane dal governo. Sovrastata mediaticamente, infine, dalla manifestazione per la libertà di stampa, spostata in seguito all’attacco contro i paracadustisti a Kabul e «atterrata» sulla scadenza nazionale preparata da oltre un mese dai precari dell’istruzione (docenti e Ata, il personale tecnico-amministrativo). Un insieme di difficoltà che ha inciso anche sulla tenuta unitaria di un movimento fiero della propria autonomia da partiti e sindacati, ma anche fatalmente obbligato a conquistarsi buone relazioni con il mondo che lo circonda. Una difficoltà che si esprime a Roma, oggi pomeriggio, con due cortei distinti. Che partono intorno alle 15 a pochi metri di distanza l’uno dall’altro, fanno percorsi diversi per poi ritrovarsi davanti al ministero dell’istruzione. Uno scenderà da Santa Maria Maggiore per via Labicana, il Colosseo, il Circo Massimo, piazza Venezia. L’altro si muoverà da piazza della Repubblica per raggiungere e attraversare piazza del Popolo (dove si concentrerà …

“Suina, prof costretti a casa Ma gli tagliano lo stipendio”, di Fabio Luppino

Nella foga di mettere in riga i professori il governo produce provvedimenti gli uni in contraddizione con gli altri. Il Brunetta castigatutti sulle assenze per malattia (se stai a casa perdi soldi in busta paga alla voce salario accessorio) è stato costretto a fare marcia indietro su polizia e vigili del fuoco. Con i docenti no, perché il discredito sociale verso la categoria, alimentato dallo stesso governo (quando si dice la pubblica distruzione), resta altissimo. CONTRADDIZIONI Succede però che la voglia di fare male agli odiati assenteisti (come se tutti quelli che si mettono in malattia siano per principio fannulloni) si scontra con «le raccomandazioni per la gestione dei casi di influenza pandemica da virus A/H1N1V» prodotte dal ministro Gelmini e dal viceministro Fazio e inviate alle scuole. Al punto due si legge chiaramente: «Gli studenti e il personale scolastico che manifestino febbre o sindrome simil-influenzale* (*generalmente febbre, tosse, mal di gola, dolori muscolari e articolari, brividi, debolezza, malessere generale e, a volte, vomito e/o diarrea)devono (è scritto in neretto, ndr) responsabilmente rimanere a casa …

“Ronchi-Gelmini-Formigoni e il decreto acchiappamosche”, di Pippo Frisone

Il 25 settembre veniva pubblicato sulla G.U. il decreto-legge n.134, meglio conosciuto come decreto Ronchi, contenente alcune norme cosiddette salva-precari. Il Ministro Gelmini pubblicava in data 30.9.09 il decreto applicativo con i modelli di domanda per docenti e ata precari, rimasti privi di nomina per l’a.s. 09/10 per effetto dei tagli. Scadenze delle domande il 9 di ottobre. Non tutti i precari però che hanno lavorato lo scorso anno hanno diritto ai benefici introdotti dal decreto e cioè, integrazione salariale e riconoscimento del punteggio massimo. I benefici vengono circoscritti solo ai supplenti annuali o fino al termine delle attività didattiche, appartenenti alle graduatorie provinciali ad esaurimento (docenti) e alle graduatorie a 24 mesi o elenchi provinciali ad esaurimento per il personale ATA. Ora, nella provincia di Milano risultano già esaurite ben 31 graduatorie comprendenti anche le code e 8 graduatorie ad esaurimento, tanto per restare solo nella scuola secondaria . Nella primaria la quasi totale restituzione dei tagli ha rioccupato tutti i precari dello scorso anno, aggiungendone qualcuno in più dalle code. Secondo stime ufficiose …

“L’istruzione in Italia tra immobilismo e tagli”, di Massimo Giannini

Come ogni anno, la pubblicazione del rapporto OCSE Education at a Glance rappresenta un momento di riflessione sulle tematiche legate all’istruzione e alla qualificazione professionale dei lavoratori, giovani o meno. Valutare un sistema formativo è molto complesso, perché necessità di un approccio multidisciplinare – dal pedagogico all’ingegneristico-gestionale – e sintetizzarlo in tabelle e grafici rischia di essere riduttivo, anche per il fatto che spesso i numeri non sono direttamente confrontabili tra loro, a causa del diverso modo con cui vengono rilevate e quantificate le poste in gioco. I dati andrebbero poi incrociati con quelli legati alla performance individuale, prima sui banchi di scuola – ad esempio attraverso l’indagine Pisa – e poi con quelli lavorativi. E’ ormai consuetudine vedere il processo di formazione individuale come qualcosa che non si esaurisce in un tempo preciso ma che coinvolge tutta la vita lavorativa di un individuo – il cosideetto “life-long learning”. Volendo comunque tentare una sintesi del voluminoso rapporto Ocse, possiamo dire che a prima vista i dati non appaiono così deludenti: basta citare la forte crescita …