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Bastico e Ghizzoni: “Istituti tecnici, scompare l’innovazione e restano i tagli”

La parlamentari Mariangela Bastico e Manuela Ghizzoni, in merito all’approvazione del regolamento che ridisegnerà gli istituti tecnici e professionali, attaccano duramente il ministro Gelmini e il governo: “Nella nostra provincia potrebbero essere a rischio 149 cattedre”. «La Gelmini compie un nuovo ‘blitz’ contro la scuola, gli studenti e gli insegnanti. Dopo aver annunciato, colpita da improvviso buon senso, di rinviare l’approvazione del regolamento che ridisegnerà istituti tecnici e professionali anche alla luce del nuovo assetto dei licei, il Ministro all’Istruzione ha probabilmente ‘obbedito’ all’ordine di Tremonti. Il regolamento è stato approvato questa mattina dal Consiglio dei Ministri e riconferma l’idea che il centrodestra ha della scuola: un salvadanaio da rompere per recuperare moneta. Peccato che ai nostri figli, agli insegnanti e al futuro di questo Paese resteranno solo i cocci. La Gelmini intende riformare gli istituti tecnici – istituzioni scolastiche fondamentali per la realtà modenese – con l’unico obiettivo di tagliare: gli indirizzi; il monte ore; le ore di laboratorio; le cattedre, gli insegnanti e il personale ATA. Solo per gli istituti tecnici della provincia …

“Gelmini ai presidi ribelli: cambiate lavoro”, di Anna Maria Liguori

«Chi non sa dirigere cambi mestiere». Il ministro dell´Istruzione, Mariastella Gelmini, ha commentato così la vicenda dei presidi del Lazio che hanno denunciato, in una lettera inviata alle famiglie, la carenza di fondi degli istituti scolastici. Sono state oltre 41.739 le lettere spedite da circa 300 presidi del Lazio aderenti all´Asal (Associazione scuole autonome del Lazio) per dare le cifre della scuola al collasso a causa dei tagli inferti dal governo: non ci sono i soldi per i supplenti (fondi ridotti del 40 %) né per le visite fiscali obbligatorie; da settembre non saranno più garantiti i servizi previsti per legge, come la copertura dell´ora alternativa alla religione. Ma la sortita del ministro non è piaciuta all´opposizione: «Che sia la Gelmini a cambiare lavoro». Il ministro però è stato chiaro: «A un dirigente scolastico – ha affermato la Gelmini – è richiesto di dirigere una scuola e io credo che debba assumersi oneri e onori. Deve finire l´abitudine a fare politica, a fare comunicazione, a scaricare sul ministero le responsabilità. Chi non sa dirigere, cambi …

“Lite sul codice fiscale alla maturità”

Il codice fiscale dei ragazzi entra nelle rilevazioni statistiche del ministero del­­l’Istruzione. Obiettivo: l’anagra­fe degli studenti. L’opposizio­ne però teme che quella se­quenza di numeri e lettere pos­sa essere usata per discrimina­re i figli degli immigrati irrego­lari che stanno per sostenere la maturità. Un passo indietro. A metà marzo, con una circolare, il ministero ha chiesto a ogni scuola i dati di tutti gli iscritti, compreso il codice fiscale. Po­chi giorni fa, con un’altra circo­lare, sono stati richiesti i dati degli ammessi all’esame di Sta­to. D’ora in poi le statistiche ri­guardanti la prova, è scritto nel­la circolare, verranno eseguite con nuovi criteri. I dati salienti dell’esame — ammissione, scritti, orali, credito scolasti­co… — entreranno nella banca dati del Miur accanto al nome di ciascuno dei 497 mila candi­dati seguito dal codice fornito dall’Agenzia delle Entrate. Fino­ra si è lavorato su grandi aggre­gati: tanti promossi, bocciati, ammessi, eccetera. Una valanga di algoritmi e da­te è transitata a partire da mar­zo da migliaia di scuole al servi­zio statistico del ministero che in non pochi casi (codici fiscali soprattutto …

“Più dei dialetti a scuola insegnamo le lingue nazionali”, di Luciano Canfora

Che i dialetti siano in realtà delle lingue (dialektos vuol dire lingua), dotate anche di una vasta produzione letteraria, è una di quelle ovvietà che possono serenamente reggere al succedersi dei secoli. Non meno documentato è il fenomeno della costante mescolanza linguistica, dovuta al procedere della storia. E lo stesso può dirsi della mescolanza dei costumi. Contro tali mescolanze si ergono i fondamentalismi. La demagogica richiesta di introdurre come disciplina scolastica lo studio dei dialetti parlati in ciascuna area del nostro Paese è, per l’appunto, un aspetto non nuovissimo di tale fondamentalismo. Istanza demagogica che sarebbe invero di non semplice applicazione: a Grosseto rispetto a Siena, così come a Potenza rispetto a Matera, a Cairo Montenotte rispetto a Ivrea, per non dire di Lecce rispetto a Foggia, il dialetto cambia, e in modo rilevante, all’interno della stessa regione. Il che rischierebbe di moltiplicare il problema ad infinitum. Esistono, come è noto, fiorenti insegnamenti dialettologici nelle nostre università. Per converso, l’inserzione di una monocultura dialettale strettamente epicorica in ciascun borgo del nostro linguisticamente ricchissimo Paese sarebbe …

“Scuole, una colletta tra le famiglie: ‘troppi tagli dovete aiutarci voi'”, di Salvo Intravaia

Lettere dei dirigenti per chiedere soldi. Manca tutto: dagli insegnanti alla carta. “Gli istituti vantano un credito di un miliardo dallo Stato e i fondi residui sono finiti”. Per salvare la scuola pubblica dalla bancarotta i genitori devono mettere mano al portafogli. Più di 250 dirigenti scolastici dell’Asal (l’Associazione scuole autonome del Lazio) hanno consegnato ai genitori una lettera sulla “grave situazione finanziaria”. Faremo “di tutto per garantire il diritto allo studio e, nello stesso tempo, il contenimento della spesa – scrivono – Ma nelle attuali condizioni le due cose non sono più conciliabili e diventa indispensabile il versamento del contributo deliberato dal Consiglio d’istituto per contribuire alla sopravvivenza”. Insomma: senza l’intervento dei genitori la scuola pubblica si ferma. “Non è una situazione nuova – spiega Paolo Mazzoli, presidente dell’Asal – ma ora è diventata grave e, per il prossimo anno, è giusto che l’opinione pubblica conosca la realtà”. La situazione è critica ovunque. Le scuole italiane, in questi cinque mesi del 2009, non hanno ricevuto neppure un centesimo per le cosiddette spese di Funzionamento …

“Ginnastica e condotta faranno media La battaglia dei voti per la maturità”

Non è tanto (o soltanto) il fatto che, per esse­re ammessi all’esame di matu­rità 2008-2009, facciano uffi­cialmente media anche i voti di condotta e di educazione fi­sica. Né che sia confermata la necessità, negli anni prece­denti (scuole medie incluse), di un 6 in ogni materia per passare al successivo. «È che il discorso sulla valutazione, nell’anno scolastico in corso, è cambiato sei volte. L’ulti­ma, questa, praticamente a ri­dosso degli scrutini. Nelle scuole c’è il caos, non si ragio­na più…». A parlare non è un sindacalista arrabbiato o uno studente disfattista, ma Da­niela Girgenti, direttrice della «Tecnica della scuola», tra le riviste più autorevoli del set­tore. L’occasione: la diffusio­ne, avvenuta mercoledì, di due circolari ministeriali — la 50 e la 51 — che definisco­no, una volta per tutte (for­se), le regole da applicare ne­gli scrutini delle secondarie inferiori e superiori. È il chiarimento definitivo, dopo mesi di incertezze, per i ragazzi e per i docenti che si avvicinano al bilancio finale. Alle medie viene ribadita la necessità di raggiungere il 6 in ogni disciplina, oltre all’or­mai …

Tagli agli istituti tecnici modenesi

Le parlamentari del Pd Mariangela Bastico e Manuela Ghizzoni lanciano l’allarme per i tagli previsti dal Governo Berlusconi “Il Governo intende riformare gli istituti tecnici, istituzioni scolastiche fondamentali per la realtà modenese, con l’unico obiettivo di tagliare: gli indirizzi; il monte ore; le ore di laboratorio; le cattedre, gli insegnanti e il personale ATA. È una pessima partenza, così come lo è il non aver coinvolto Regioni, autonomie locali e forze parlamentari.” A dichiararlo sono le parlamentari del PD Mariangela Bastico e Manuela Ghizzoni nell’illustrare i contenuti di una loro interrogazione al Ministro Gelmini sulla riforma degli istituti tecnici. Si tratta di una realtà scolastica assai diffusa nella provincia di Modena, dove si contano 17 istituti tecnici superiori; per l’anno scolastico 2008/2009 sono ben 8.057 gi alunni frequentanti le 330 classi di prima, seconda e terza superiore. Per l’anno scolastico 2009/2010 (dati non definitivi) saranno 8.488 alunni distribuiti in 351 classi dei primi tre anni di scuola superiore. Sono questi i numeri relativi agli studenti, alle classi e agli insegnanti coinvolti nelle innovazioni previste nel …