Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

“I presidi scrivono ai genitori: ridotti ad elemosinare carta igienica e fotocopie”, di Alessandro Giuliani

“Scuole costrette ad elemosinare persino la carta igienica e le fotocopie. Alunni che restano senza docente per un gran numero di ore. Aule chiese perché inagibili e progressivo aumento del rischio incidenti”. E’ questa la fotografia della scuola pubblica scattata da centinaia di dirigenti scolastici del Lazio ed inviata il 15 maggio ai genitori degli alunni delle loro scuole attraverso una lettera-denuncia. Nella lettera i capi d’istituto, facenti capo all’Associazione Scuole Autonome del Lazio (Asal), spiegano che in queste condizioni è diventato impossibile “garantire il diritto allo studio e, nello stesso tempo, il contenimento della spesa”. Secondo i presidi il problema non però solo quello dei finanziamenti, ma abbraccia anche la “scarsa informazione sulle reali condizioni della scuola italiana da parte della società civile, che fa sì che si investa poco e male nell’istruzione e nella formazione”. Per questo hanno scritto di loro pugno alle famiglie. E presto la denuncia si estenderà ai cinque Prefetti del Lazio. Nella lettera i dirigenti spiegano di essere stati costretti a scrivere nero su bianco quale è la situazione …

I parlamentari del PD esprimono solidarietà agli amministratori dell’Emilia Romagna contro tagli

I Deputati e i Senatori del Partito Democratico esprimono piena condivisione agli obiettivi del viaggio a Roma compiuto dagli amministratori dell’Emilia Romagna allarmati per le conseguenze che le Politiche Scolastiche e i gravissimi imposti dal Governo avranno sull’efficacia e sulla qualità del sistema di istruzione. Dopo l’incontro svoltosi in mattinata presso il Ministero dell’Istruzione con i Dirigenti Cosentino, Boni e Chiappetta, gli Amministratori sono stati ricevuti a Montecitorio da una folta delegazione di Parlamentari del PD composta da Mariangela Bastico, responsabile scuola del PD, Manuela Ghizzoni, capogruppo della VII Commissione alla Camera, dai senatori Walter Vitali, Albertina Soliani, Giuliano Barbolini e i deputati Carmen Motta, Maino Marchi, Salvatore Vassallo, Elisa Marchioni, Gabriele Albonetti, Massimo Marchignoli, Donata Lenzi, Sandro Brandolini e Sandra Zampa. Nel corso dell’incontro sono state discusse le difficoltà che attanagliano la scuola emiliano-romagnola e che gli Amministratoti hanno portato all’attenzione del Ministro dopo averle esposte in un Ordine del Giorno della Conferenza Regione- Autonomie Locali. È stato prioritariamente stigmatizzato l’atteggiamento del Governo di scaricare sugli Enti Locali e sulle Scuole dei territori i …

“Scuole senza soldi, i presidi scrivono ai genitori”

Cari genitori, non c’è più un centesimo. Trecento presidi aderenti all’Asal, associazione scuole autonome del Lazio, hanno preso carta e penna e hanno rivolto un drammatico appello alle famiglie per spiegare che in cassa non ci sono soldi per garantire il normale funzionamento delle scuole. Non un centesimo per pagare i supplenti, né i fondi per le visite fiscali. «Da settembre la bolla finanziaria – scrivono i presidi – comincerà a scoppiare negli istituti con un effetto domino. Chi non potrà più pagare fallirà come succede nelle imprese. Bisogna intervenire prima». E infatti già da stamattina sono partite 41.739 lettere. «Un fatto storico, che non ha precedenti», ha detto Paolo Mazzoli, preside del 115° circolo e presidente dell’Asal. Per imbucarle, qualche preside si è autotassato, da qualche parte ha pagato il comune. Nella lettera i dirigenti spiegano le ragioni dell’emergenza: per il 2009 non ci sono fondi per il funzionamento (quelli con cui si compra tutto il materiale, anche quello per le pulizie), i soldi per le supplenze sono stati ridotti del 40%, quelli per …

“Secondarie, Tremonti fa il conto. Per recuperare i tagli non fatti, riforma estesa alle II classi”, di Alessandra Ricciardi

La Gelmini riscrive i regolamenti di riforma degli istituti tecnici e professionali. Facendo partire nuovi programmi e quadri orari in un colpo solo per prime e seconde classi assieme. In alcuni casi, estendendo gli orari ridotti alle terze classi. Insomma, dall’anno scolastico 2010-11 circa 700 mila studenti delle superiori avranno nuovi piani di studio e articolazioni delle lezioni, migliaia di loro a percorso scolastico già scelto e avviato. Un passaggio brusco, che non ha precedenti nella storia delle riforme della scuola italiana. Un colpo inatteso, quello inferto dai regolamenti che debutteranno prossimamente al consiglio dei ministri (e intanto inviati già alla valutazione del Cnpi, il consiglio nazionale della pubblica istruzione), e che sarebbe stato dettato dal ministero guidato da Giulio Tremonti. I regolamenti (per i cui contenuti si rinvia ai servizi che seguono) non sono cambiati nelle linee portanti rispetto a quanto messo giù in un primo momento dal dicastero di viale Trastevere: la riduzione oraria a 32 ore e la semplificazione degli indirizzi erano attese. Quello che è invece cambiato è il calendario: dal …

“Superiori, la riforma sarà un elenco di tagli”, di Fabio Luppino

Quaranta esperti non riescono a scrivere il testo. L’unico criterio è quello di Tremonti. Hanno tempo fino alla fine del mese, in autunno il confronto. Quaranta professionisti dell’istruzione da settimane si riuniscono quasi quotidianamente per tirare fuori qualcosa che si possa chiamare «Grande riforma» della scuola. Chi li ha visti al lavoro li ha trovati angosciati e avviliti. Sarà come dice il ministro il primo fatto epocale dopo quella Gentile, ma – come è pacifico – ognuno può dare alle cose il nome che vuole: il nomen, però non fa la res. Il problema della dotta commissione sta proprio nella filosofia. Un curriculum di tutto rispetto non si può immiserire nella semplice operazione di, toglimi un po’ di matematica, aumenta le scienze, meno latino più inglese. Roba da chirurgia estetica, anche se la Gelmini rivendica un po’ questo criterio. «Pur mantenendo l’impostazione tradizionale – spiega sul Messaggero di ieri – anche nei licei verrà potenziato l’insegnamento della matematica». Il presupposto teorico è res nullius. E per professoroni di didattica e pedagogia, in alcuni casi, è …

Scuola, sapere e futuro

A Cibeno di Carpi si parla della prossima costruzione di nuovi plessi scolastici e delle politiche scolastiche del Partito democratico. Si terrà lunedì 18 maggio alle 21 presso il circolo di Cibeno, in via Lago di Bracciano nn. 18/20, l’iniziativa del PD per discutere di scuola. Sarà un’occasione per fare il punto sulle politiche nazionali e per conoscere la situazione della scuola nella nostra città, con particolare riferimento alle novità che riguarderanno il quartiere di Cibeno, dove è in costruzione un polo dell’infanzia (nido e materna) ed è previsto un edificio comprensivo di scuola media di primo grado e classi di primaria. All’iniziativa, coordinata da Giovanni Taurasi, candidato del PD per il consiglio comunale, parteciperanno l’assessore alle Politiche scolastiche Maria Cleofe Filippi e la parlamentare Manuela Ghizzoni, capogruppo del PD in commissione scuola alla Camera, che illustrerà le proposte dell’opposizione contro le politiche di tagli del Governo Berlusconi. All’iniziativa partecipano anche i candidati per il consiglio Paolo Andreoli e Paola Ruggiero. Ufficiostampa PD Carpi

“Scuola, la protesta delle mamme: beffate sulla scelta del tempo pieno”, di Maristella Iervasi

Vanessa è una mamma che lavora nell’archivio di un grande giornale nazionale ed ha un figlio che andrà in prima elementare il prossimo settembre. Federico è stato iscritto nella scuola del quartiere, la «Vincenzo Cuoco» di Roma, nello stesso istituto dove il bambino frequenta l’ultimo anno di materna. Presentando la domanda di iscrizione, la famiglia ha scelto per il figlio il tempo pieno. Ma qualche giorno fa l’amara sorpresa: scorrendo la graduatoria dei bambini ammessi nell’istituto didattico comprensivo del quartiere Marconi, la sua mamma ha scoperto che Federico pure avendo tutti i requisiti avrà invece il maestro unico. Vanessa lì per lì ha sperato in un errore. Con l’angoscia nel cuore è entrata subito in segreteria per chiedere spiegazioni. Ma nulla da fare. Per Federico c’è solo è soltanto il maestro unico. E non è l’unico caso isolato. Da Roma al Piemonte cresce la protesta delle mamme: «Siamo stati beffati. Il ministro e lo stesso Berlusconi ci hanno più volte ripetuto che le famiglie potevano scegliere, che non ci sarebbero stati tagli al tempo pieno. …