Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

"Monti e Profumo vogliono applicare il metodo Marchionne anche alla Scuola?", di Osvaldo Roman

Questa campagna elettorale, per quanto breve, dovrà consentire agli elettori, che fanno riferimento al grande comparto della Scuola dell’Università e della Ricerca, di comprendere se il metodo Marchionne, sostenuto entusiasticamente da Berlusconi Sacconi e Brunetta, viene ora condiviso e sostenuto anche dallo schieramento centrista che, con il significativo apporto di Bonanni, Ichino e Montezemolo si è venuto a costituire intorno a Monti e alla sua Agenda. Questo chiarimento è atteso e giustamente preteso da molti cittadini-elettori, che potranno così finalmente comprendere cos’ è di sinistra oppure di destra in materia di gestione delle relazioni sindacali e non solo! La partecipazione di Monti all’assemblea di Melfi indetta dalla FIAT il 20 del mese scorso, i suoi attacchi contro la Cgil, in queste prime battute di avvio del confronto elettorale, e il modo con cui il ministro Profumo ha indirizzato l’Aran nella conduzione del recente contratto collettivo nazionale per il recupero degli scatti dovuti al personale della scuola per l’anno 2011, non lasciano ben sperare sui reali intendimenti di questa nuova aggregazione politica. Anzi confermano pienamente le …

"Nuove classi, scontro aperto sindacati-ministero", di Carlo Forte

È scontro aperto tra i sindacati e il ministero dell’istruzione sulla questione delle nuove classi di concorso. Le critiche delle organizzazioni sindacali si appuntano sul metodo e sul merito. Sul metodo, per la scelta di regolare le nuove classi di concorso con un semplice decreto ministeriale. E sul merito perché la scelta di ridurre fortemente il numero delle classi di concorso e di modificare i titoli di accesso preclude a un alto numero di docenti precari la possibilità di continuare a lavorare. É quanto è emerso nell’incontro che si è tenuto ieri a viale Trastevere tra i rappresentanti dei sindacati della scuola, Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda-Unams e dell’amministrazione scolastica. Incontro in cui le posizioni sono rimaste distanti e, quindi, le parti si sono date appuntamento a giovedì prossimo per discutere ancora. Quanto alle critiche di metodo, le rappresentanze sindacali contestano la scelta del ministro procedere alla riscrittura delle classi di concorso utilizzando la via del decreto ministeriale. E quindi bypassando tutte le consultazioni previste, invece, quando si sceglie la strada del regolamento. L’opzione …

"Colpo di scena: il Miur farà slittare i Tfa speciali al 2014! E accelera sulle nuove classi di concorso", di A.G. da La Tecnica della Scuola

Il rinvio di un anno dei tirocini abilitanti, riservati al personale con servizio alle spalle, è stato comunicato ai sindacati nel corso dell’atteso incontro del 14 gennaio: troppo rischioso attivarli ora, come era stato promesso. Entro fine mese ci sarà invece la firma del decreto che dimezza le nuove discipline, ma allarga il numero di materie che ogni docente può insegnare. Comunque la loro adozione avverrà solo nel 2014/15. Il confronto riprenderà tra due giorni. Niente Tfa speciali, almeno per il 2014. Sì, invece, alle nuove classi di concorso, malgrado la ferma opposizione delle organizzazioni sindacali. Sono queste le notizie che giungono da viale Trastevere, al termine di un duro confronto tra l’amministrazione e i sindacati della scuola. Che le distanze fossero lontane si sapeva. Ma non così come è emerso. Come mai si è arrivati a queste conclusioni? Facciamo un passo indietro. Sui tirocini abilitanti da aprire al personale con un periodo di servizio alle spalle, il Miur aveva preparato da tempo un regolamento che introduceva un’inedita richiesta di almeno tre supplenze annuali. Mentre …

"Boccata d’ossigeno per oltre 1.000 istituti: arrivano 54 milioni di euro", da La Tecnica della Scuola

Serviranno per coprire le spese per supplenze e personale. Scelte le scuole che vantavano maggiori crediti: per quelle più in difficoltà i rimborsi saranno anche di 200mila euro. Ma altri 8.000 istituti rimarranno a bocca asciutta. Boccata d’ossigeno per poco più di mille istituti scolastici. Attraverso un comunicato, il Miur ha fatto sapere che 1.076 scuole, su un totale di oltre 9mila, riceveranno complessivamente, 54,4 milioni di euro. Lo stanziamento, che potrà oscillare da un minino di 800 euro ad un massimo di 200mila euro, andrà a coprire le spese per le supplenze e per il personale (progetti e attività approvate attraverso il Pof e gli organi collegiali). Ma quali saranno gli istituti prescelti? Nel comunicato c’è scritto, genericamente, che le risorse alle “scuole con le maggiori difficoltà finanziarie. Attraverso un’attenta verifica dei debiti di tutte le scuole italiane, il Miur ha individuato gli istituti che, dopo aver anticipato con risorse proprie i pagamenti delle supplenze e di altre spese per il personale, si trovano a dover gestire le maggiori difficoltà di bilancio. Le scuole …

"Consultazione nazionale per salvare la scuola", di Benedetto Vertecchi

Nel considerare le proposte di politica scolastiche che incominciano ad essere formulate in vista delle prossime elezioni, conviene tener presenti quali siano stati gli aspetti che hanno caratterizzato l’azione dei governi della destra, e che sono stati in gran parte confermati dal governo dei tecnici. La politica scolastica della destra ha teso, nominalmente, a conferire maggiore efficienza al sistema dell’istruzione, a rendere più efficaci le decisioni a livello nazionale e locale, a ridurre i costi degli interventi attraverso il ridimensionamento della consistenza del servizio fornito dalle scuole pubbliche. È stato affermato il principio della parità delle condizioni d’intervento da parte delle scuole pubbliche e di quelle private, ponendo a disposizione di queste ultime risorse aggiuntive. Rispetto agli orientamenti prevalenti nel resto d’Europa (e, in genere, nei Paesi industrializzati), sono state compiute scelte in direzione contraria: in Italia è diminuito il tempo di funzionamento delle scuole (da distinguersi dalla durata delle lezioni), mentre altrove si è affermato un modello di scolarizzazione che organizza l’attività degli allievi dal mattino al pomeriggio avanzato e, talvolta, rende disponibili le …

“Istat: a 4 anni dal diploma il 16% dei giovani né studia né lavora”, di Alessandro Giuliani

Ancora pessime notizie per i giovani italiani. Il 27 dicembre l’Istat ha reso pubblico il dato che a quattro anni dal diploma meno della metà dei giovani italiani ha un lavoro. Lo scorso anno risultava occupato il 45,7% dei diplomati che hanno conseguito il titolo nel 2007. Di questi, 8 su 10 svolgevano un lavoro di tipo continuativo, cioè un lavoro svolto con cadenza regolare, anche se di durata a termine. Mentre il 16,2% era in cerca di lavoro e solo il 33,7% era impegnato esclusivamente negli studi. Si tratta di dati ufficiali, contenuti nell’indagine 2011 sui ‘Percorsi di studio e di lavoro dei diplomati’. È significativo che rispetto alla precedente edizione dell’indagine (condotta sui diplomati del 2004 intervistati a tre anni dal titolo), la quota degli occupati si riduce di circa 5 punti percentuali (nel 2007, infatti, era superiore al 50%). Nelle regioni del Mezzogiorno la quota di diplomati disoccupati a quattro anni dal titolo è più che doppia rispetto a quella che si rileva nelle regioni settentrionali (23% rispetto al 10,6% nel Nord-ovest …

“Situazione finanziaria delle scuole: le solite cattive notizie”, di R.P. da La Tecnica della Scuola

Fra poco più di una decina di giorni, alla ripresa delle lezioni, le scuole si troveranno di nuovo di fronte ai consueti problemi finanziari e contabili. La questione più complessa riguarderà la contrattazione di istituto: nel corso di un recente incontro con le organizzazioni sindacali, il Ministero ha ribadito che le risorse complessivamente disponibili per i contratti di scuola 2012/2013 si conosceranno solamente dopo la firma definitiva del CCNL sugli scatti di anzianità e cioè non prima della fine di gennaio. In alcune scuole si stanno facendo i conti semplicemente decurtando del 25% i fondi assegnati lo scorso anno, ma si tratta di una procedura ampiamente approssimativa, perché in realtà la diminuzione delle risorse non è omogenea nei diversi ordini di scuola. Per esempio nelle secondarie di secondo grado il taglio rispetto al 2011/2012 potrebbe aggirarsi intorno al 5-7%, mentre nei circoli didattici e nelle secondarie di primo grado si potrà arrivare anche al 35%. Ma per poter sottoscrivere i contratti di scuola bisognerà comunque attendere la comunicazione ufficiale del Ministero e questo significa che …