Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

Lavoro: Ghizzoni, dignità a istruzione professionale e garanzie per diritto allo studio

Necessario assicurare diritto all’istruzione superiore e pari opportunità per i giovani. “È necessario ridare dignità all’istruzione professionale, troppo spesso mortificata, e sviluppare l’istruzione tecnica superiore ITS, ma è altresì necessario garantire politiche di sostegno al diritto allo studio, per assicurare pari opportunità ai giovani “capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi”. Sul diritto all’istruzione il nostro Paese è ancora lontano dal rispetto della Carta costituzionale ed è ancor più lontano dai livelli europei. – lo dichiara Manuela Ghizzoni, presidente della Commissione Cultura, Scienze e Istruzione della Camera dei Deputati, commentando le parole della Ministro Fornero – I dati Ocse rilevano che maggiore è il livello di istruzione più facile è la permanenza nel mondo del lavoro e la garanzia di reddito, anche in un periodo di recessione, e – spiega la presidente della Commisisone Cultura – denunciano un dato socialmente odioso che vede una probabilità doppia di conseguire un titolo di istruzione superiore per un giovane di cui almeno un genitore è laureato. È dunque necessario che la politica faccia quanto possibile affinché non …

“In classe anche il pomeriggio. La scuola dell’anti sciopero”, di Elvira Serra

Al liceo Fermi di Arona il mondo va alla rovescia. Gli studenti vogliono trattenersi in classe oltre il trillo della campanella (malgrado qualcuno, pendolare, ritorni a casa alle sei del pomeriggio). E lo fanno non per una partita di basket o per organizzare una festa, ma per imparare. Non bastasse: a loro piace. «Eravamo scesi in piazza il 24 novembre contro i tagli alla scuola. Ma volevamo fare qualcosa in più. Siamo persone colte, ci tenevamo a una protesta intellettuale, nobile, perché non passasse il messaggio che ogni scusa è buona per saltare le lezioni. Semmai è il contrario: ci teniamo così tanto alla scuola che siamo disposti a passarci più tempo», spiega nell’aula magna Nicolò Simoni, rappresentante di istituto e, in futuro, aspirante sindaco. Con lui una quarantina di compagni del triennio: classico, scientifico tradizionale o con opzione per le scienze applicate. Una settimana fa hanno deciso di aderire alla iniziativa di un gruppo di insegnanti che a novembre, quando si discuteva dell’articolo 3 del ddl di stabilità che voleva aumentare di sei ore …

“Insegnanti, i disastri dell’era Berlusconi”, di Giunio Luzzatto

La scia di disastri che il governo Berlusconi ha lasciato dietro di sè continua a mettere in difficoltà il dopo-Berlusconi; il caso della scuola è tra i più gravi, essendovi stata una ministra, Gelmini, particolarmente impegnata nello sfasciare il settore. Il caso che qui discuto, sulla base di una recente comunicazione dei vertici ministeriali, è solo un esempio; non da poco, perché riguarda la possibilità di una formazione seria, o invece finta, per ventimila nuovi insegnanti. Gli antefatti. Per abilitarsi all’insegnamento secondarlo i laureati dovevano frequentare una Scuola universitaria biennale di specializzazione, Ssis. Poche settimane dopo il suo insediamento Gelmini la ha soppressa, annunciando un grande rinnovamento che avrebbe dato spazio all’esperienza sul campo, cioè a pratica nelle scuole, anziché a troppa teoria. Nei tre anni successivi ha ripetutamente esaltato un nuovo corso di formazione (annuale) detto Tirocinio Formativo Attivo, Tfa, ma prima del non rimpianto congedo non è riuscita a farlo decollare. Il ministro Profumo, per non penalizzare ulteriormente i laureati che da quattro anni non avevano la possibilità di conseguire l’abilitazione, ha deciso …

Scuola: Ghizzoni, a Scampia non chiudano presidi democratici

“Non possiamo permettere che, a causa dell’incuria politica nei confronti della scuola, chiudano tre edifici scolastici nel quartiere di Scampia. – lo dichiara Manuela Ghizzoni, presidente della Commissione Cultura, Scienze e Istruzione della Camera dei Deputati, dopo la denuncia del presidente della municipalità. – La scuola non è solo luogo di istruzione e formazione, ma un vero e proprio presidio democratico e di socialità. In un territorio vessato dalla criminalità organizzata, quale è Scampia, la scuola diviene lo strumento necessario per garantire la presenza dello Stato e fornire alternative al modello culturale e sociale quotidianamente imposto. Per troppo tempo il Parlamento e i Governi si sono disinteressati dell’edilizia scolastica, sia sul piano normativo sia su quello finanziario. Dall’approvazione della “legge Masini” del ’96, che consentì di predisporre e di attuare piani di intervento nell’edilizia scolastica grazie che affidavano alle regioni l’attività programmatoria, si sono susseguiti, invece, piani straordinari con un approccio verticistico che ha esautorato gli Enti Locali dalla programmazione e non ha dato certezze nei tempi e nei modi dell’erogazione dei finanziamenti. Per fare …

Nelle aule deserte dell’asilo di Scampia “Troppa paura, questa non è più vita”, di Conchita Sannino

Aule deserte. E tre grembiulini dal passo leggero, sotto gli occhi ancora turbati delle maestre. Pentolini colorati, nuovi Babbi Natale per distrarli. «Maestra, visto che cucino?». Le loro voci rimbombano, nella scuola c’è il vuoto. E fa freddo. E non ci sono i compagni. Tre bambini presenti su ottanta. È un giovedì irreale a Scampia, alla “Eugenio Montale”, il giorno dopo che il fuoco di camorra ha sfiorato le aule. «Preside, io non li ho portati i miei figli, dovete chiudere tutti i cancelli. Però lo devo dire: siete stati bravissimi in quei momenti, mia figlia non aveva capito proprio niente, né della sparatoria, né del morto», li bacia Patrizia. «Professo’, abbiamo capito che non ci garantisce nessuno, e noi che facciamo, ce ne stiamo con le mani in mano, il governo non si è fatto sentire? », carica Patrizia. Il terzo è un padre, Franco, chiede pazienza per sé e tutti gli altri: «Mia moglie è molto impaurita, facciamole sbollire la rabbia, poi vi prometto che vengo io a riportare Antonio». Solo tre famiglie, …

Tra candele e diagrammi «I quiz? Girone infernale», di Emiliano Sbaraglia

Non voglio nascondermi, e dico subito che forse di queste 70 batterie composte ciascuna di 50 domande, con le quali ogni notte (a 40 anni e passa di giorno si prova a lavorare, per provare a sopravvivere) sono costretto a confrontarmi ormai da una settimana, ne avevo bisogno anch’io. In fondo non è così male rispolverare un po’ le vecchie formule matematiche, tornare sulle equazioni, verificare i diagrammi degli insiemi, cimentarsi grammaticalmente con una lingua straniera, fare il punto sulle conoscenze informatiche acquisite in questi anni di pratica forzata (continuo a preferire un libro letto sulla spiaggia, o anche un giornale/rivista, e prendere appunti a mano): è una pratica che aiuta a fermarsi un attimo, per riflettere sulle proprie capacità, e le proprie lacune. E poi con questi test siamo tutti un po’ coinvolti. Ancora una volta «la scuola siamo noi», ancora una volta varie categorie, non solo quella degli insegnanti o aspiranti tali, si sentono parte in causa quando si tratta di scuola. E così torni a cena dai tuoi, dopo tanto tempo, per …

“La scuola che funziona meglio è quella finlandese. Sarà perché investono il 12% del Pil nell’istruzione?”, di Flavia Foradini

La ricetta proposta: «Una scuola con standard elevati, piani di studio solidi, insegnanti competenti e tutt’attorno, un’atmosfera culturale positiva nei confronti dell’istruzione». Mentre in Italia i 321.210 iscritti studiano per il concorsone della scuola del 17 e 18 dicembre è ancora una volta la Finlandia ad ottenere il primo posto nel nuovo studio sullo stato dei sistemi di istruzione in 50 Paesi del pianeta, lasciando l’Italia in 24° posizione per risultati cognitivi, al 27° per gli esiti formativi. Condotta da Pearson, la più grande casa editrice britannica, e dalla “Intelligence Unit” dell’Economist, la ricerca The Learning Curve ha considerato una sessantina di parametri e ha prodotto inoltre una serie di classifiche che fotografano la situazione sotto diversi punti di vista: investimenti governativi, reclutamento e trattamento degli insegnanti, rapporto docenti-alunni, anni complessivi di formazione, background culturale di ciascun Paese, numero di laureati. I prof della Corea guadagnano due volte più del salario medio Al secondo posto si è piazzata un’altra nazione spesso fra i primi della classe, la Corea del Sud, il cui sistema totalmente differente …