Tutti gli articoli relativi a: scuola | formazione

“Noi docenti vogliamo continuare a imparare”, di Mila Spicola

Ho appena visto in differita la puntata di “Che tempo che fa” con ospiti il Ministro Profumo e Salvatore Settis. Sentir parlare di scuola da due persone che non sono del mondo della scuola provoca sempre un effetto straniante. Si parla di insegnanti, di valore sociale della scuola, di come cambia la vita di ciascuno di noi attraverso la conoscenza e, ancora una volta, non si attiva un confronto tra personaggi come Profumo e Settis e un insegnante, o meglio ancora, tra loro e uno studente. Vero è che in una realtà frammentata e complessa come quella relativa alla scuola in Italia non esiste «l’insegnante italiano» o lo «studente italiano», fosse solo in relazione ai numeri: parliamo di circa ottocentomila docenti e di quasi nove milioni di studenti. Quando ascolto riflessioni sulla scuola sorrido un po’, mi metto comoda e con l’animo del tipo «sentiamo cosa dicono stavolta». Stavolta è andata un po’ meglio, dico grazie al ministro e ancor di più a Settis, per le parole di elogio e per le belle intenzioni. Ma …

“Scatti di stipendio: trattativa al via”, di R.P. da La Tecnica della Scuola

Il Governo ha trasmesso l’atto di indirizzo all’Aran che ha già convocato i sindacati del comparto per il prossimo 6 dicembre. Finalmente si parte: per giovedì 6 dicembre alle ore 15,30 i sindacati rappresentativi del comparto scuola sono stati convocati presso la sede dell’Aran per l’avvio della trattativa sul riconoscimento degli scatti stipendiali. Per la Cis lScuola si tratta di un risultato importante della mobilitazione sindacale. “Adesso – dichiara il segretario nazionale Francesco Scrima – siamo impegnati a concludere nel più breve tempo possibile e in modo positivo una “partita” che si sta trascinando da lungo tempo, tra inerzie e latitanze, rimosse soltanto grazie alla nostra mobilitazione”. Scrima rivendica di “aver condotto una battaglia seria, basata su una scelta compiuta in modo ponderato, serio e coraggioso, che si contrappone all’inconcludenza di chi non sa andare al di là dei propri slogan”. Il riferimento alla Flc-Cgil è fin troppo evidente. D’altronde il sindacato di Mimmo Pantaleo non usa mezzi termini e adotta come slogan una metafora che non lascia dubbi: “Scatti, il gioco delle 3 carte. …

“Frenata sui libri digitali in classe: l’introduzione sarà graduale”, di A.G. da La Tecnica della Scuola

Un emendamento al dl Sviluppo stabilisce che nel prossimo a.s. saranno coinvolte solo le seconde classi della scuola secondaria di I grado e le prime della secondaria di II grado che aderiscono al piano “Scuola digitale-Classi 2.0”. Successivamente le altre. Intanto da un’indagine Nielsen sembrerebbe che il consistente calo dei consumi dei libri cartacei si stia arrestando. L’introduzione dei libri digitali nella scuola media e superiore non può essere imposta da un anno all’altro. Dopo i proclami ministeriali degli ultimi anni, ora il Governo in carica decide di frenare: cosciente dei limiti finanziari e delle resistenze degli editori, ammette che l’adozione dei libri digitale dovrà per forza di cose essere graduale. A stabilirlo è un emendamento al dl Sviluppo, voluto proprio dal Governo e depositato in commissione Industria al Senato. L’emendamento stabilisce che l’adozione dei libri digitali o misti verrà continuata anche nel 2013/14. Ma saranno coinvolte solo le seconde classi della scuola secondaria di I grado e le classi di quella di secondaria di II grado che aderiscono al piano “Scuola digitale-Classi 2.0”. Nell’anno …

“Trecento ore di lezione in più all’anno. Il progetto di Obama per la scuola Usa”, di Francesco Semprini

Il programma sperimentale sarà operativo dal prossimo anno in 40 istituti: “Tenere i ragazzi nelle strutture scolastiche per più ore porta a migliori rendimenti”. Trecento ore di lezione in più all’anno. E’ questa la misura più aggressiva contenuta nel progetto pilota di riforma dell’anno scolastico che sarà adottato da alcune scuole di cinque Stati americani. L’obiettivo, fortemente voluto dall’amministrazione di Barack Obama, è rafforzare la formazione dei giovani e rendere l’istruzione «made in Usa» più competitiva a livello globale. Il programma di durata triennale sarà operativo dal prossimo anno, inizialmente in 40 istituti di Colorado, Connecticut, Massachusetts, New York e Tennessee per un totale di 20 mila studenti. Sarò facoltà di genitori e professori decidere se allungare la durata giornaliera delle lezioni, accrescere il numero di giorni di insegnamento, o adottare una formula intermedia. «Sono convinta che i risultati ottenuti nell’arco dei prossimi anni convinceranno il Paese intero a cambiare l’impostazione dei programmi», spiega Arne Duncan, segretario all’Educazione. In gran parte degli Stati Uniti, l’orario osservato dalle scuole, pubbliche e private, si estende dalle otto …

“Troppi soprannumeri, niente assunzioni”, di Carlo Forte

Gli esuberi del personale docente mettono in stand by le immissioni in ruolo del personale Ata. E rallentano anche quelle dei docenti precari. Perché per ogni docente in esubero da ricollocare il ministero dell’economia preclude una immissione in ruoto. Anche se i posti da utilizzare per i docenti da ricollocare sono diversi da quelli che occupavano prima di andare in esubero. Per tentare di sbrogliare la matassa, il ministro della funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi, ha messo in piedi un apposito tavolo negoziale. La prima riunione si è tenuta mercoledì scorso, presenti i sindacati della scuola Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda-Unams e i vertici del ministero dell’istruzione, della Funzione pubblica e dell’Aran. Nel corso dell’incontro è emerso che il primo nodo da sciogliere riguarda le immissioni in ruolo del personale Ata sui posti che non sono stati occupati dai docenti inidonei. Sebbene il demansionamento fosse stato previsto su base volontaria, e quindi non tutti i posti siano stati coperti, il ministero dell’economia non ne vuole sapere di dare l’ok per disporre immissioni in ruolo …

“Più libri, meno cellulari la ricetta per salvare il futuro dei nostri ragazzi”, di Concita De Gregorio

Di futuro parlano tutti. Che non è più quello di una volta, che non c’è eppure è lì che stiamo andando ma insomma poi di cosa parliamo davvero quando diciamo: futuro? Parliamo di dieci milioni e duecentomila persone, in concreto. Persone piccole, che hanno meno di dieci anni, e persone giovani, che ne hanno meno di 18. Dieci milioni e duecentomila bambini e ragazzi che il rapporto 2012 sull’infanzia italiana di Save the Children descrive così: dieci volte più scoraggiati che in Grecia eppure più bravi a scuola che in Germania, impareggiabili scalatori di condizioni avverse. Senza l’opportunità di aprire un libro, andare al cinema, allenarsi in uno sport, connettersi ad Internet: più di 300 mila di loro in specie da Napoli in giù. Gli stessi, però, tutti col telefonino a 6 anni. Disconnessi, una parte, e iperconnessi, un’altra metà. Davanti al computer ogni giorno, entrambi i genitori assenti da casa. Appassionati di saghe senza adulti, come in “Gone” di Michael Grant, giochi film e fumetti dove i bambini sono orfani, non hanno memoria del …

“Profumo e Settis da Fazio”, di Reginaldo Palermo

Chiede Fazio: “Ma la scuola è una priorità?” Profumo: “A parole lo è per tutti”. E in consiglio dei minsitri che succede? Profumo: “Nelle riunioni del consiglio c’è poco spazio”. A “Che tempo che fa” la sera del 3 dicembre si è parlato di nuovo di scuola, questa volta con il ministro Francesco Profumo e con il pofessor Salvatore Settis, direttore della Normale di Pisa fino al 2010. La domanda di apertura di Fazio (“Ministro, come ha reagito alle parole del presidente Monti di qualche sera fa?”) mette visibilmente in difficoltà Francesco Profumo che divaga: “In questi mesi ho visitato molte scuole e ho conosciuto molte persone che fanno il proprio lavoro con impegno e con passione. Il problema è che ormai si è rotto il rapporto esistente fra insegnanti e famiglie , di conseguenza, fra scuola e politica. Bisogna quindi ricreare fiducia e stima”. Non lo dice apertamente, ma lascia capire di non aver apprezzato molto le parole del premier. Più esplicito Settis che tra l’altro ricorda che in questi anni di crisi l’Italia …