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"No al manuale Cencelli della ricerca", di Giovanna dall'Ongaro

Intervista a Guido Martinelli. Il direttore della Scuola internazionale di studi avanzati di Trieste teme che le alleanze fra atenei per ottenere i fondi saranno basate sulle quote disponibili e non sul merito dei progetti. E poi un appello: meno burocrazia. Se valesse il criterio del «purché sene parli», il ministro Francesco Profumo potrebbe ritenersi soddisfatto: le novità che interessano il settore della ricerca non sono certo passate sotto silenzio. Il bando Prin 2010 (Programmi di Ricerca di Interesse Nazionale), con i nuovi e macchinosi criteri per la distribuzione di un finanziamento di 175 milioni di euro alla ricerca di base, tiene ancora impegnati in complesse analisi tanto i blogger pluridiplomati quanto i professori universitari. L’imponente macchina della Valutazione della Qualità della Ricerca, in procinto di partire sotto la guida dell’Anvur (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca), ha puntati addosso gli occhi dell’intero mondo accademico che torna, per la prima volta dopo sette anni, dalla parte di chi viene esaminato e teme il voto in pagella. Bene o male, di entrambe …

“No al manuale Cencelli della ricerca”, di Giovanna dall’Ongaro

Intervista a Guido Martinelli. Il direttore della Scuola internazionale di studi avanzati di Trieste teme che le alleanze fra atenei per ottenere i fondi saranno basate sulle quote disponibili e non sul merito dei progetti. E poi un appello: meno burocrazia. Se valesse il criterio del «purché sene parli», il ministro Francesco Profumo potrebbe ritenersi soddisfatto: le novità che interessano il settore della ricerca non sono certo passate sotto silenzio. Il bando Prin 2010 (Programmi di Ricerca di Interesse Nazionale), con i nuovi e macchinosi criteri per la distribuzione di un finanziamento di 175 milioni di euro alla ricerca di base, tiene ancora impegnati in complesse analisi tanto i blogger pluridiplomati quanto i professori universitari. L’imponente macchina della Valutazione della Qualità della Ricerca, in procinto di partire sotto la guida dell’Anvur (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca), ha puntati addosso gli occhi dell’intero mondo accademico che torna, per la prima volta dopo sette anni, dalla parte di chi viene esaminato e teme il voto in pagella. Bene o male, di entrambe …

"Laurea, un colpo a poveri e Sud", di Franco Frabboni

Abolire il valore legale sarebbe un grave danno per il Mezzogiorno e per i ceti meno abbienti. Si penalizzerebbe fortemente l’emanicipazione culturale e professionale delle ragazze meridionali. Con molto vigore, gli studenti e i docenti si sono opposti alle leggi della Gelmini che hanno infestato, per un quadriennio, il mondo universitario di un «neoliberismo » incolto e senza futuro. Fortunatamente, sono ben altri i volti – per pulizia morale e sguardo democratico – del premier Mario Monti e del ministro dell’Istruzione Francesco Profumo. Entrambi hanno ben altra cultura unita a competenza, moralità, buone maniere. Tuttavia, vorrei esprimere alcune riserve sul tema del valore legale del titolo di studio universitario di cui si discute in queste settimane. È positiva la decisione di promuovere una consultazione sulla sua abolizione osul come, viceversa, mantenerlo e qualificarlo. Non condivido però le argomentazioni con le quali si è aperto il dibattito, perché possono accendere una microconflittualità tra sedi universitarie: tra Nord e Sud , tra mega e mini atenei, tra le discipline vicine alla ricerca applicata e quelle umanistiche. Le …

“Laurea, un colpo a poveri e Sud”, di Franco Frabboni

Abolire il valore legale sarebbe un grave danno per il Mezzogiorno e per i ceti meno abbienti. Si penalizzerebbe fortemente l’emanicipazione culturale e professionale delle ragazze meridionali. Con molto vigore, gli studenti e i docenti si sono opposti alle leggi della Gelmini che hanno infestato, per un quadriennio, il mondo universitario di un «neoliberismo » incolto e senza futuro. Fortunatamente, sono ben altri i volti – per pulizia morale e sguardo democratico – del premier Mario Monti e del ministro dell’Istruzione Francesco Profumo. Entrambi hanno ben altra cultura unita a competenza, moralità, buone maniere. Tuttavia, vorrei esprimere alcune riserve sul tema del valore legale del titolo di studio universitario di cui si discute in queste settimane. È positiva la decisione di promuovere una consultazione sulla sua abolizione osul come, viceversa, mantenerlo e qualificarlo. Non condivido però le argomentazioni con le quali si è aperto il dibattito, perché possono accendere una microconflittualità tra sedi universitarie: tra Nord e Sud , tra mega e mini atenei, tra le discipline vicine alla ricerca applicata e quelle umanistiche. Le …

“Laurea, un colpo a poveri e Sud”, di Franco Frabboni

Abolire il valore legale sarebbe un grave danno per il Mezzogiorno e per i ceti meno abbienti. Si penalizzerebbe fortemente l’emanicipazione culturale e professionale delle ragazze meridionali. Con molto vigore, gli studenti e i docenti si sono opposti alle leggi della Gelmini che hanno infestato, per un quadriennio, il mondo universitario di un «neoliberismo » incolto e senza futuro. Fortunatamente, sono ben altri i volti – per pulizia morale e sguardo democratico – del premier Mario Monti e del ministro dell’Istruzione Francesco Profumo. Entrambi hanno ben altra cultura unita a competenza, moralità, buone maniere. Tuttavia, vorrei esprimere alcune riserve sul tema del valore legale del titolo di studio universitario di cui si discute in queste settimane. È positiva la decisione di promuovere una consultazione sulla sua abolizione osul come, viceversa, mantenerlo e qualificarlo. Non condivido però le argomentazioni con le quali si è aperto il dibattito, perché possono accendere una microconflittualità tra sedi universitarie: tra Nord e Sud , tra mega e mini atenei, tra le discipline vicine alla ricerca applicata e quelle umanistiche. Le …

"Profumo nella palude dell'università", di Tito Boeri

Un tecnico al governo diventa inevitabilmente un politico. Ma dovrebbe essere un politico che non ha l´ansia di essere rieletto, che perciò guarda molto più in là delle prossime elezioni, preoccupandosi di lasciare in eredità al Paese riforme che daranno i loro frutti fra cinque, dieci, anche vent´anni. Ci auguriamo tutti, in Italia e fuori (l´editoriale del Financial Times di ieri era dedicato proprio all´ Italian Job) che la riforma del lavoro abbia queste caratteristiche. Speriamo che pensi davvero anche a chi non è oggi rappresentato al tavolo della trattativa, a partire dai giovani del cosiddetto parasubordinato. L´unico modo per proteggerli e valorizzare al contempo il loro capitale umano è trasformare i loro contratti in rapporti di lavoro subordinato non solo nella sostanza, ma anche nella forma. Solo così saranno coperti contro il rischio di licenziamento, quale che sia la riforma degli ammortizzatori, e potranno ricevere la formazione che normalmente viene fornita ai giovani sul posto di lavoro. Ma c´è anche un altro terreno su cui è fondamentale allungare gli orizzonti dell´azione di governo e …

“Profumo nella palude dell’università”, di Tito Boeri

Un tecnico al governo diventa inevitabilmente un politico. Ma dovrebbe essere un politico che non ha l´ansia di essere rieletto, che perciò guarda molto più in là delle prossime elezioni, preoccupandosi di lasciare in eredità al Paese riforme che daranno i loro frutti fra cinque, dieci, anche vent´anni. Ci auguriamo tutti, in Italia e fuori (l´editoriale del Financial Times di ieri era dedicato proprio all´ Italian Job) che la riforma del lavoro abbia queste caratteristiche. Speriamo che pensi davvero anche a chi non è oggi rappresentato al tavolo della trattativa, a partire dai giovani del cosiddetto parasubordinato. L´unico modo per proteggerli e valorizzare al contempo il loro capitale umano è trasformare i loro contratti in rapporti di lavoro subordinato non solo nella sostanza, ma anche nella forma. Solo così saranno coperti contro il rischio di licenziamento, quale che sia la riforma degli ammortizzatori, e potranno ricevere la formazione che normalmente viene fornita ai giovani sul posto di lavoro. Ma c´è anche un altro terreno su cui è fondamentale allungare gli orizzonti dell´azione di governo e …