Tutti gli articoli relativi a: università | ricerca

“Pronti 615 milioni per la ricerca”, di Eugenio Bruno

In arrivo due bandi del Miur: 415 milioni per i distretti tecnologici e 200 per le «smart cities». La parte più cospicua delle risorse finirà a distretti e laboratori del Centro-Nord: 375 milioni a cui se ne aggiungeranno 40 per il Sud. Buone notizie per la ricerca. In attesa di verificare sul campo l’impatto delle semplificazioni contenute nel decreto «semplifica Italia» approvato dal Consiglio dei ministri di venerdì scorso e in attesa della firma del capo dello Stato, stanno per arrivare due bandi del ministero dell’Istruzione che sbloccano 615 milioni di euro per l’innovazione. Si tratta di risorse provenienti da diverse fonti: comunitarie, nazionali e residui di stanziamenti precedenti. Distretti tecnologici I due documenti sono ormai pronti e per il loro avvio manca solo la firma del ministro Francesco Profumo. Il primo avrà un valore complessivo di 415 milioni è sarà destinato a distretti e laboratori. Di questi, 375 milioni – interamente a carico del Fondo per le agevolazioni alla ricerca (Far) – riguarderanno il Centro-Nord. I restanti 40 – in arrivo dal Pon (programma …

"La laurea conta ma non è tutto", di Luigi Berlinguer

Caro direttore, nel dibattito, anche quello meritoriamente promosso da Europa, occorre tenere distinte la funzione formativa da quella professionale. L’università ha il compito della formazione dei cittadini per lo svolgimento delle alte professioni e la società, lo stato, il potere pubblico, le imprese devono presiedere alle forme di utilizzazione degli alti quadri e dei professionisti. Ciò che deve essere impedito (anzi, scongiurato) è l’automatismo tra il possesso di un titolo di studio e l’impegno nella funzione o nella professione. Per l’esercizio del lavoro, l’utilizzatore deve sempre – sempre – procedere ad una sua verifica “indipendente”. Mentre la Costituzione prevede il concorso per l’impiego pubblico, nelle altre funzioni “private” tale compito spetta ai soggetti economici. È questione che richiede drastiche misure di riforma. Prima tra tutte la cancellazione degli automatismi perché è evidente come la prassi italiana abbia, ad oggi, concesso in questo senso davvero troppo. Riassumere tutto ciò nella formula dell’abolizione del valore legale del titolo di studio è però, a mio parere, fuorviante. Sugli aspetti giuridici della questione rimando a quanto scritto, in modo …

“La laurea conta ma non è tutto”, di Luigi Berlinguer

Caro direttore, nel dibattito, anche quello meritoriamente promosso da Europa, occorre tenere distinte la funzione formativa da quella professionale. L’università ha il compito della formazione dei cittadini per lo svolgimento delle alte professioni e la società, lo stato, il potere pubblico, le imprese devono presiedere alle forme di utilizzazione degli alti quadri e dei professionisti. Ciò che deve essere impedito (anzi, scongiurato) è l’automatismo tra il possesso di un titolo di studio e l’impegno nella funzione o nella professione. Per l’esercizio del lavoro, l’utilizzatore deve sempre – sempre – procedere ad una sua verifica “indipendente”. Mentre la Costituzione prevede il concorso per l’impiego pubblico, nelle altre funzioni “private” tale compito spetta ai soggetti economici. È questione che richiede drastiche misure di riforma. Prima tra tutte la cancellazione degli automatismi perché è evidente come la prassi italiana abbia, ad oggi, concesso in questo senso davvero troppo. Riassumere tutto ciò nella formula dell’abolizione del valore legale del titolo di studio è però, a mio parere, fuorviante. Sugli aspetti giuridici della questione rimando a quanto scritto, in modo …

"Assegnisti o ricercatori?", di Luca Schiaffino

Attuando quanto previsto dalla legge 240, il MIUR ha creato una nuova pagina (link) per la pubblicazione, in italiano ed in inglese, dei bandi da ricercatore a tempo determinato emanati dalle università e dagli enti di ricerca. La consultazione del sito fornisce diverse interessanti informazioni sullo stato dell’università italiana e sull’applicazione della cosiddetta “riforma”. Spulciando laboriosamente fra gli avvisi (per qualche misterioso motivo il sito non fornisce alcuna informazione riguardo la tipologia, RTDa o RTDb, di ciascun bando) è possibile, ad esempio, osservare come la tenure track decantata dai sostenitori della riforma sia pressoché scomparsa dal panorama accademico (link). Un altro aspetto interessante che balza immediatamente agli occhi è la presenza di un campo “titolo”, che a volte riporta semplicemente e correttamente la dicitura “Selezione pubblica per ricercatore a tempo determinato”, mentre nella maggior parte dei casi specifica addirittura un tema di ricerca. L’articolo 24, comma 1, della legge 240 afferma che il contratto con il ricercatore stabilisce le modalità dello svolgimento dell’attività didattica e di ricerca. Evidentemente qualcuno ha pensato di sfruttare questa previsione …

"Atenei, un test di valutazione per tutte le matricole", di Lorenzo Salvia

Non serviranno a mettere in moto la macchina implacabile del numero chiuso, lasciando fuori chi non è abbastanza bravo. Ma a dare allo studente qualche utile consiglio sul suo futuro, a dirgli se per quella facoltà è tagliato oppure no. È ancora presto per sapere se bisognerà prepararsi pure sulla grattachecca della sora Maria, come capitò l’anno scorso agli aspiranti infermieri della Sapienza. Ma presto tutti gli studenti che si vogliono iscrivere all’università dovranno sottoporsi ad un test, una serie di domande a risposta multipla. Non serviranno a mettere in moto la macchina implacabile del numero chiuso, lasciando fuori chi non è abbastanza bravo. Ma a dare allo studente qualche utile consiglio sul suo futuro, a dirgli se per quella facoltà è tagliato oppure no. Lasciandogli comunque la possibilità di iscriversi, anche se il risultato dovesse essere da ultimo della classe. Li chiamano test di autovalutazione, qualche università già li offre sul proprio sito internet. Ma nei piani del ministero dell’Istruzione dovrebbero diventare obbligatori per tutte le matricole se non dal prossimo anno accademico almeno …

«Assunzioni e contratti ai giovani ricercatori per rilanciare l’università», di Mariagrazia Gerina

C’è chi va avanti con contratti Co. co.co., chi continua a mettere insieme borse di studio. Precari della conoscenza. Lavoratori in via d’estinzione. Decine di migliaia di ricercatori precari, almeno cinquantamila solo nelle università, che non hanno davanti a sé nulla. Neppure la prospettiva di un contratto a tempo determinato, che arrivi in un tempo ragionevole. E negli enti di ricerca non va meglio. Su 18mila ricercatori, 12mila sono precari. Ei vincoli per procedere alle assunzioni sono talmente tanti che impediscono di tradurre in contratti anche i pochi soldi che ci sarebbero in cassa. È da qui, secondo la Flc Cgil, che il governo Monti dovrebbe ripartire. Altro che abolizione del valore legale del titolo di studio. «Contratti per i giovani ricercatori precari», scandisce il segretario nazionale, Domenico Pantaleo. Trentamila ricercatori da assumere nei prossimi cinque anni, con contratto a tempo determinato,ma con risorse già accantonate per la stabilizzazione. Altri 20mila posti per nuovi professori associati. In tutto cinquantamila contratti da qui ai prossimi cinque anni. Questi sono – secondo la Flc Cgil – i …

"L'Agenzia spaziale italiana e il tour (inutile) da 1,1 milioni", di Sergio Rizzo

Viaggio negli Usa per il lancio di un satellite. Mai avvenuto A Enrico Saggese la sorpresa di Natale l’hanno fatta le Fiamme Gialle. Il 19 dicembre scorso due marescialli della Guardia di finanza si sono presentati all’Agenzia spaziale italiana (Asi) per prelevare la documentazione relativa a un viaggio organizzato due anni prima a spese delle casse pubbliche, per far assistere 33 persone al lancio di un satellite dalla base di Vandenberg in California. Una spedizione durata nove giorni alla quale avevano partecipato, oltre al personale dell’Agenzia, anche militari, politici e congiunti, che aveva già fatto parlare di sé per i costi: un milione centomila euro. Ovvero, più di 30 mila euro a testa. Un conto astronomico, che comprende anche la fattura di una società specializzata nell’«assistenza all’organizzazione di manifestazioni pubbliche», la 9pm srl dell’americano James Victor Pallas, incaricata di studiare la logistica del viaggio: 116 mila euro. Sulla vicenda erano piovute in Parlamento un paio di interrogazioni. E anche il collegio sindacale dell’Agenzia aveva sollevato il problema, investendo della faccenda la procura della Corte dei …