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Università, Pd: 1 Mld per Atenei Sud? Boccata d’ossigeno ma siamo ancora ad annunci

“Il miliardo a disposizione delle università del Sud potrà forse rappresentare una boccata d’ossigeno anche se per il momento è poco più che un annuncio. E’ ancora sotto gli occhi di tutti quanto accaduto con il miliardo di fondi Fas destinati all’edilizia scolastica nel 2008 e assegnati dal Cipe con una prima delibera il 6 marzo 2009. Ad oggi sono solo 31 su 1.706 le scuole che hanno potuto siglare la convenzione per poter utilizzare quei fondi. E’ la dimostrazione che la politica degli annunci è come le bugie, ha le gambe corte”. Lo dichiara la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni. ****** “Università, in arrivo 1 miliardo di euro per gli atenei del Sud”, di Flavia Amabile Arriva una «boccata di ossigeno» per gli atenei del Mezzogiorno: più di un miliardo di euro per le infrastrutture e per finanziare i Poli di eccellenza. L’annuncio è stato dato stamani a Palazzo Chigi dai ministri dell’istruzione, Mariastella Gelmini e degli affari regionali, Raffaele Fitto, subito dopo la riunione del Cipe che ha …

"Il portavoce della Gelmini si dimette", da lastampa.it

Le dimissioni di Zennaro seguono alle polemiche innescate da un comunicato del ministero sull’esperimento del Cern sui neutrini. Massimo Zennaro ha deciso di dare le dimissioni, ma continerà a svolgere l’incarico di direttore generale del Miur. Alla fine il «tunnel» Cern-Gran Sasso ha colpito. Massimo Zennaro, portavoce del ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, ha annunciato questa mattina le dimissioni dal suo incarico con una decisione che lui stesso ha definito «irrevocabile», senza però entrare nel merito delle motivazioni. Zennaro, tuttavia, continuerà a svolgere il suo ruolo di direttore generale per lo Studente, l’integrazione, la partecipazione e la comunicazione sempre del ministero dell’Istruzione, che ricopre dal 2009. Decisione criticata dal Pd, ma anche da alcuni esponenti di maggioranza. La scelta di rinunciare al ruolo di portavoce viene definita come «personale», ma arriva al termine di una settimana non facile per la comunicazione istituzione di Viale Trastevere, dopo le polemiche sull’ormai famoso tunnel «Cern-Gran Sasso», oggetto di critiche, anche feroci, verso il ministro, ospitate soprattutto sul web e nei blog. Una responsabilità, quella di Zennaro, che non sarebbe …

"Sempre meno iscritti, questa università più piccola e povera", di Fausto Raciti* e Federico Nastasi**

Cresce il divario tra atenei che possono e che non possono. Ma anche tra studenti in condizione di frequentarli e quelli tagliati fuori. In questo modo è a rischio l’Italia del futuro. L’università è una delle vittime designate della politica di risanamento e del dibattito che attorno ad essa si è aperto. Dibattito in cui tutte le vacche rischiano di essere nere. Non significa che l’università di oggi sia all’altezza del compito, ma nessuno ci venga a raccontare che una politica di costante e implacabile riduzione delle risorse servirà a eliminare gli sprechi e a renderla più equa ed efficiente. Al contrario, stiamo misurando l’allargarsi del divario tra università che possono e che non possono e, soprattutto, tra studenti in condizione di frequentarla e studenti tagliati fuori dai percorsi formativi. Secondo i dati Almalaurea dal 2006 a oggi sono crollate le matricole (-9,2%) con un record al Sud dove il calo ha toccato il 19,6%. La foto di una generazione che, rinunciando agli studi, priva il Paese di risorse sui cui costruire l’Italia che verrà. …

"Al Colle è di nuovo allarme rosso", di Mariantonietta Colimberti

«Con voto istantaneo ed unanime il consiglio dei ministri nomina Mario Draghi governatore della Banca d’Italia». Era il 29 dicembre del 2005, alla guida del governo c’era Silvio Berlusconi e al Quirinale Carlo Azeglio Ciampi. La scelta di Draghi ebbe il plauso generale, anche dell’opposizione, il consiglio superiore della banca centrale approvò subito e il presidente della repubblica controfirmò immediatamente. Tutto si compì con due mesi di anticipo rispetto al momento in cui Draghi avrebbe dovuto assumere il comando di palazzo Koch. Uno scenario ben diverso da quello attuale. Certo, molte cose sono cambiate e non in meglio: allora bisognava chiudere la poco edificante era Fazio e sul nome di Draghi non fu difficile trovare le convergenze. Ma, evidentemente, i rapporti interni alla maggioranza non erano così gravemente deteriorati e il presidente della repubblica, che pure ebbe non poche occasioni di frizione con palazzo Chigi, almeno sulla questione Bankitalia non fu soverchiato dalle preoccupazioni. Era necessario voltare pagina, e la pagina si voltò. Il quadro attuale è drammatico e Giorgio Napolitano – che non intende …

"«Indignarsi non basta» L’ottobre caldo degli universitari", di Mariagrazia Gerina

Contro il governo e la crisi. «Noi studenti paghiamo più degli altri le loro scelte sbagliate». Generazione senza futuro «Vogliamo riprenderci la politica e costruire una grande sinistra»- Manifestazioni, assemblee, sit-in. Dopo un anno gli studenti tornano a mobilitarsi. Convocati dagli indignados spagnoli, saranno in piazza il 15 ottobre. Ma rivendicano: «Più che indignati, siamo non rassegnati». Non chiamateli indignados. «Indignarsi non basta», preferiscono scandire i giovani italiani, citando un grande vecchio della sinistra nostrana, Pietro Ingrao. Studenti, universitari, precari, ricercatori. Lo scorso anno, sono stati i primi a muoversi contro il governo Berlusconi. Sono saliti sui tetti, hanno occupato le piazze d’Italia, assediato il Parlamento. E ora di nuovo, tornano a mobilitarsi. Con la loro miriade di sigle. Contro il governo, contro la crisi. Per difendere il loro futuro. «Più che indignati, siamo non rassegnati», suggerisce Mario Castagna, dei Giovani democratici. «Sappiamo che per difendere i nostri diritti e per aprirci un varco nel mondo del lavoro e in generale nella società dobbiamo aprire un conflitto, generazionale e non solo, e che questo è …

"Università, piano reclutamento ricercatori è scontro: tagliato fuori un ateneo su due", di Alessandra Migliozzi

Il piano di reclutamento straordinario di professori associati previsto dalla riforma Gelmini (circa 1.500 posti all’anno per tre anni) taglia fuori dalla spartizione della torta metà degli atenei pubblici italiani. Lo prevede il documento che il ministro ha inviato alle Camere nelle competenti commissioni per il vaglio finale. Un anno fa i ricercatori universitari sono saliti sui tetti, hanno scioperato, sono scesi in piazza per chiedere prospettive di carriera: con la riforma sarà più facile, per i colleghi più giovani, tentare la strada da associato rispetto ai veterani bloccati da anni nella stessa posizione. Il ministro ha ceduto al piano di reclutamento. Ma ora i criteri per distribuire i fondi a disposizione, 13 milioni di euro per il 2011, lasciano fuori centinaia di ricercatori, soprattutto al Sud, che hanno l’unica colpa di essere dipendenti di atenei che spendono troppo per il personale. Il ministro ha infatti deciso che non partecipano al piano le università che utilizzano più del 90% dei fondi statali per pagare i dipendenti. Una tagliola che esclude oltre 30 realtà pubbliche con …

"Asini e particelle", di Pietro Greco

Lo sappiamo. La dichiarazione ha fatto per ore il giro della rete. Perché il ministro, la signora Mariastella Gelmini, preso da entusiasmo è incorso in due piccoli errori. Ciascuno dei quali varrebbe la bocciatura a qualsiasi esame di terza media. Il primo errore è tutto sommato quello più lieve.Da segnare in rosso, ma con una sola riga. Non esiste, ovviamente, alcun tunnel tra Ginevra e il Gran Sasso. Perché la distanza tra il Cern e i Laboratori del Gran Sasso è di oltre 730 chilometri. E un eventuale tunnel,come ha fatto notare «la rete», sarebbe la più grande opera mai costruita dall’uomo. Finora anche i tunnel più lunghi non superano le decine di chilometri, come potrà spiegarle l’ex ministro e collega di partito Pietro Lunardi, che di tunnel è un grande esperto. Il secondo errore è decisamente più grave. Il ministro, infatti, esulta perché il supermanto della velocità della luce è una «vittoria epocale» per la ricerca scientifica. Ministro, non è che i ricercatori italiani e esteri hanno realizzato un qualche manufatto o congegno che …