Tutti gli articoli relativi a: università | ricerca

"Se il ministero premia gli studiosi che pubblicano in una lingua straniera", di Carlo Galli

Le discipline umanistiche e sociali si nutrono di tradizioni nazionali. Per non limitare libertà e pluralismo servirebbero maggiori incentivi alla traduzione. Come si valutano i lavori universitari? I nuovi criteri varati dal governo privilegiano gli altri idiomi con il rischio di creare un impoverimento. Né la scienza né la politica sono “neutre”: il sapere e il potere si influenzano a vicenda in lotte, e in alleanze, che assumono forme sempre nuove nei diversi contesti storici e sociali. Alla censura (metodo efficace ma primitivo) alla gestione “mirata” degli investimenti finanziari (sempre valido), si aggiunge oggi la “valutazione” della ricerca, attraverso la quale il potere politico misura quantità e qualità del lavoro svolto dagli studiosi con pubblico denaro. Nulla da eccepire, quindi, in linea di principio; per questa via si colpiscono abusi, e si incentivano i migliori. Ma poiché la ricerca scientifica ha molto a che fare con la libertà, degli studiosi e dell´intera società, la sua valutazione è faccenda delicatissima. Si tratta di valutare senza interferire né distorcere: impresa non facile, come dimostra il nuovo dibattito …

Festa nazionale democratica dell'Università e della Ricerca dal 20 al 24 settembre a Cagliari

Sarà Cagliari, dal 20 al 24 settembre, ad ospitare quest’anno la Festa nazionale democratica dell’Università e della Ricerca: cinque giorni di presentazioni, incontri e dibattiti, organizzata dal Dipartimento e dal Forum nazionale Università e ricerca del Partito Democratico nazionale in collaborazione con la segreteria regionale e quelle territoriali del PD. Molti esponenti politici nazionali hanno confermato la loro presenza: la presidente dei senatori democratici Anna Finocchiaro, che aprirà la Festa il giorno 20 settembre, il vicesegretario Enrico Letta, che giovedì 22 si confronterà col coordinatore di SEL Gennaro Migliore, e poi Gianni Cuperlo e Pippo Civati. Nella serata di venerdì 23 saranno ospiti della Festa Luigi Zanda, vice presidente dei senatori democratici, e il presidente della Commissione Antimafia Beppe Pisanu. Nello spazio dedicato di approfondimento dedicato ai libri, tra gli altri saranno alla festa il vicepresidente del Senato Vannino Chiti e le deputate Alessia Mosca e Flavia Perina. La giornata conclusiva vedrà ospiti il segretario nazionale dei Giovani democratici Fausto Raciti, Ivan Scalfarotto ed Eleonora Voltolina, che discuteranno di giovani generazioni, precariato, lavoro. Parteciperanno alla …

"Piccole scorie crescono: l’Italia e il rebus dei rifiuti nucleari", di Pietro Greco

È passato un anno da quando la Sogin – la società che si occupa della messa in sicurezza degli impianti nucleari italiani ancora in funzione e di quelli dismessi – ha consegnato al governo l’elenco dei circa 50 luoghi candidati a diventare il “deposito definitivo” dei rifiuti radioattivi. L’allora ministro ad interim dello Sviluppo Economico, Silvio Berlusconi, ordinò di tenere segreto l’elenco. Non disse perché. Sta di fatto che negli ultimi dodici mesi nulla si è mosso e ancora oggi non sappiamo quale sarà il futuro delle scorie nucleari del nostro Paese. Non ne abbiamo molte, di scorie nucleari. Secondo l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ammontano a 27.500 metri cubi. Cui bisogna aggiungere un volume compreso tra 30.000 e 60.000 metri cubi che deriveranno da quello che i tecnici chiamano il decommissioning – sì, insomma,lo smantellamento – dei pochissimi impianti nucleari che abbiamo avuto attivi in passato e chiusi dopo il referendum del 1987. In totale, dunque, abbiamoun volume compreso tra 55.000 e 100.000 metri cubi di rifiuti nucleari da smaltire. …

"Criteri di valutazione: ultimi ad applicarli, primi a criticarli", di Pietro Greco

L’ANVUR, l’Agenzia Nazionale per la Valutazione della Ricerca introdotta dal ministro Mussi e insediata dal ministro Gelmini, ha appena reso noti i criteri e i parametri con cui dovranno essere valutati i candidati e i commissari dell’abilitazione scientifica nazionale (in pratica, i concorsi). Ed è già polemica. Il più severo è stato, nei gironi scorsi, il filosofo Tullio Gregory con un articolo pubblicato sul Corriere della Sera. I criteri e i parametri assunti dall’ANVUR sono quelli quantitativi usati a livello internazionale, basati sui dati bibliometrici: numero articoli su riviste con peer review, numero di citazioni, H index (numero di articoli per autore che hanno ottenuto un numero minimo di citazioni). Tullio Gregory sostiene, a ragione, che questi parametri di tipo quantitativo non sono in grado di dare una valutazione affidabile della qualità del lavoro scientifico. E che affidarsi a questi parametri favorirà l’omologazione culturale. Queste critiche sono antiche e non immotivate (soprattutto nell’ambito delle discipline umanistiche). Se ne parla, a livello internazionale, da almeno trent’anni. Senza venirne a capo. Perché non ci sono – o, …

"Sesso con il prof. il manuale delle giovani matricole", di Paola Zanuttini

C’è una notizia di stagione: in senso lato, perché riferisce dei mala tempora e, in senso stretto, perché esce mentre si svolgono i test di ingresso nelle patrie università. Da un sondaggio su 16.218 aspiranti matricole, ambosessi, promosso dal portale UniversiNet.it risulta che la metà degli interpellati/e è disponibile a offrire prestazioni sessuali in cambio di una raccomandazione per passare il test. Con tutta la diffidenza che può suscitare un sondaggio on line e anonimo, i risultati non vanno presi sottogamba. Perché rivelano un trend allarmante, se si considerano le precedenti edizioni del rilevamento: nel 2009 l’opzione sessuale era scelta solo dal 12 per cento del campione, l’anno dopo dal 25, oggi dal 48 per cento. Il primo dato scoraggiante è che lo studio non è proprio considerato una garanzia di successo. Confidavano nel merito 15 studenti su cento nel 2009, 12 l’anno scorso e 13 quest’anno: non c’è da gioire per la flebile rimonta, anche perché la fiducia nella raccomandazione avanza implacabile, al ritmo del 75, 85, 86 per cento nei tre anni presi …

"Con questi criteri di valutazione la ricerca perde fiducia in se stessa", di Tullio Gregory

L’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur) ha varato, e proposto alla discussione, i «criteri e parametri di valutazione dei candidati e dei commissari dell’abilitazione scientifica nazionale» (nuova formula dei vecchi concorsi). Già Ernesto Galli della Loggia ha indicato sul Corriere alcuni punti assai problematici nei criteri dettati per valutare le pubblicazioni dei candidati, «dettagli» significativi del generale declino del Paese e della sua stessa identità. Varrà la pena riprendere il discorso, esaminando più da vicino il documento dell’Anvur. Esso afferma di seguire orientamenti condivisi a livello internazionale, ma propone parametri bibliometrici, cioè puramente quantitativi, sui quali proprio la comunità scientifica ha da anni espresso forti riserve. Ricorderemo solo alcune significative e autorevoli prese di posizione. Il Consiglio Universitario Nazionale, nel documento del dicembre 2008, ha escluso la validità di criteri bibliometrici (fondati sull’Impact Factor, ovvero il numero medio di citazioni ricevute in un determinato e breve arco temporale su riviste presenti nelle banche dati citazionali di Isi), per la gran parte delle aree disciplinari, dalla matematica all’informatica, dalle scienze della …

"Le università italiane bocciate da professori poco informati", di Alessandro Schiesaro

Davvero la migliore università italiana (Bologna, al 183° posto) vale un po’ meno, per restare in Europa, di quella irlandese di Cork e a stento scavalca Dundee? Così proclama la classifica delle 300 migliori università del mondo appena pubblicata da una società di consulenza internazionale, la QS, che si è messa in proprio dopo aver a lungo lavorato per il Times di Londra. Prendersela con le classifiche che non vanno bene è uno sport poco simpatico, e non c’è dubbio che anche questa fotografi in parte alcuni problemi reali del nostro sistema universitario. Il 10% del punteggio, per esempio, è attribuito sulla base del numero di studenti e docenti stranieri, entrambi punti dolenti per l’Italia, come ha messo in evidenza anche il recente rapporto Ocse: nessun ateneo italiano figura tra i primi 300 quanto a internazionalizzazione del corpo docente, e solo due, il Politecnico di Torino (260) e la Bocconi (270) vi rientrano per gli studenti. È altrettanto vero che la cultura della valutazione della ricerca è arrivata tardi in Italia e si sta diffondendo …