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Italia 110 – La nuova Italia nasce all'università

Italia110 nasce con l’idea di mettere in relazione i luoghi del sapere e della formazione, e le persone che li animano, con la politica e con il Partito Democratico. In tutti i Paesi emersi ed emergenti, questi luoghi sono la culla del pensiero creativo e innovativo, il motore della passione civile dei giovani. Sono i luoghi in cui cresce il capitale umano e in cui si costruisce quel tessuto di valori condivisi che deve tornare a essere il fondamento della nostra capacità di stare insieme. Per questo siamo convinti che la nuova Italia possa nascere dall’aria che si respira nelle Università. Proprio quando la destra sceglie di dequalificare il sistema dell’istruzione, con conseguenze gravissime per il futuro del Paese, dalle Università stanno già emergendo le idee e le energie per invertire la rotta. Tocca a noi ascoltarle e prendercene cura: cerchiamo 110 giovani che frequentano l’Università e discutono con giovani ricercatori e studiosi, esponenti della società civile, del mondo dell’impresa e delle parti sociali. E presentano le loro idee al Partito Democratico, confrontandosi con il …

"Università, fuori sede in calo La laurea si prende sotto casa", di Mariolina Iossa

Sono bravi i laureati italiani, «migliori di quelli pre riforma» , sono più giovani, non stanno a lungo fuori corso anzi si laureano in tempo, prendono una buona votazione finale, anche vicinissima al massimo, e fanno più stage. Ma si muovono poco verso l’estero, si confrontano poco, e si laureano «sotto casa» per i costi troppo elevati che le famiglie dovrebbero sostenere per mandarli a studiare in un’altra città. In compenso, una volta laureati sono costretti a emigrare, non solo da Sud a Nord ma anche Oltralpe, perché non trovano un’adeguata collocazione. Offre luci e ombre il tredicesimo rapporto curato da Almalaurea. I passi in avanti si vanno consolidando, il tutto però con notevoli differenze tra aree disciplinari. Primo punto: non è vero che i laureati italiani sono troppi. Sono invece sempre pochi e anzi negli ultimi 7 anni c’è stata una diminuzione del 13%. Siamo al 20%di laureati nella fascia 25-34 anni, assai al di sotto dell’obiettivo strategico europeo del 40%. La Germania è al 24, il Regno Unito al 38 e la Francia …

Università: Meloni (PD), Contrari a modello inglese tasse

No al modello inglese per le tasse universitarie. “Gli studenti italiani – dichiara Marco Meloni responsabile università del Pd – pagano già più tasse che nella maggior parte dei Paesi europei, mentre questo governo sta facendo scomparire il diritto allo studio. Il disinvestimento strutturale sull’università sta portando l’Italia sempre più lontano dall’Europa: investiamo nell’università poco più della metà degli altri paesi europei e, mentre dovremmo raddoppiare, entro il 2020, i nostri laureati, le immatricolazioni sono calate del 14% negli ultimi 6 anni”. “Si tratta – osserva Meloni commentando l’interrogazione presentata da alcuni senatori dell’opposizione – di una iniziativa di singoli parlamentari che però non è condivisa in alcun modo dal Partito democratico. Di fronte a questi problemi, come volevasi dimostrare – prosegue Meloni – la riforma Gelmini è al palo, e finora ha prodotto l’unico effetto di bloccare per mesi e mesi le nostre università, di aumentare la precarietà e togliere qualsiasi certezza a studenti, dottorandi e giovani ricercatori. L’opposizione ora si preoccupa di questo e non di altro. Per il futuro la priorità è …

Spesa in ricerca all'1,23%: media Ue ancora lontana

L’Italia si colloca attualmente a metà classifica fra i paesi Ue con l’1,23% di spesa in ricerca e sviluppo (la media Ue è attualmente pari all’1,92%) anche se la crescita negli ultimi tre anni segnala una tendenza positiva di poco inferiore a quella della Germania e superiore a quella di Francia e Regno Unito. Lo segnala il rapporto dell’Istat che dedica un intero capitolo ad esaminare il posizionamento italiano in rapporto alla strategia Europa 2020, quella che sostituisce la strategia di Lisbona nel delineare le grandi direttrici politiche per stimolare lo sviluppo e l’occupazione nella Ue. Per la ricerca, l’obiettivo di Europa 2020 è pari al 3% anche se l’Italia fissa l’obiettivo a poco più della metà (1,53%). Il rapporto Istat osserva inoltre che in termini di composizione non sembra lontano il traguardo della spesa in R&S a carico delle imprese, mentre il distacco dai partner europei è in progressiva riduzione, grazie a un tasso medio annuo di crescita (in termini nominali) del 7,9 per cento. In testa, fra le regioni, si collocano Piemonte e …

"Laureati finiti all´estero: +40% in 7 anni", di Luisa Grion

Allarme Ance: in dieci mesi si sono trasferiti oltre confine 65 mila giovani. Via dall´Italia in cerca di successo, di reddito, di lavoro. Via da un paese di vecchi: con un progetto in testa e la certezza che per realizzarlo bisogna andarsene, nei primi dieci mesi dello scorso anno si sono trasferiti all´estero 65 mila giovani italiani. Tutti sotto i trenta anni, tutti convinti che è tempo di migrare. E´ come se una cittadina di medie dimensioni si svuotasse completamente: Savona o Viterbo deserte in meno di un anno. Un fenomeno in crescita visto che fra il 2000 e il 2007 gli italiani laureati che lavorano in paesi Ocse sono aumentati del 40 per cento. Il fatto in sé potrebbe essere positivo se non fosse che si sposa con un tasso interno di disoccupazione giovanile del 27,8 per cento. Non si va quindi, per fare esperienza e poi tornare: sempre più spesso si va per restare. Intelligenza ed energia sottratta al futuro del paese. Lo hanno fatto notare i giovani dell´Ance (l´associazione dei costruttori) che …

“Poco studiosi e disillusi” L’Italia perde i giovani, di Raffaello Masci

I giovani in Italia sono sempre di meno, e questo all’incirca si sapeva. Ma sono anche il segmento sociale più fragile, emarginato, povero e disilluso della popolazione. Non è finita: l’11% degli oltre 6 milioni di under 24 (pari a circa 700 mila ragazzi) è «perduto». Sì, proprio così: non studia, non lavora, non cerca un lavoro perché si è stancato di cercarlo, e vive alla giornata. Il quadro della condizione giovanile – secondo la relazione che ha tenuto alla Camera il direttore del Censis Giuseppe Roma – è attualmente pessimo e, se non verranno presi provvedimenti (che il Censis segnala e propone) potrà solo peggiorare. Intanto i giovani stanno scomparendo come generazione – avverte il professor Roma -. In dieci anni ne abbiamo persi due milioni. Erano il 28% degli italiani solo 10 anni fa e sono diventati il 23%. Tra 15 anni saranno il 21%. Per contro gli over 65 sono il 20% oggi e saranno il 26% nel 2030. Ma ciò che rende grigia la situazione dell’Italia, è che questa è anche …

"Ridare speranza e fiducia al Paese" Al via gli Stati Generali della Conoscenza, di Viola Giannoli

Dopo i tagli università e ricerca, giovani, insegnanti, ricercatori, genitori, organizzazioni sindacali, associazioni laiche e cattoliche si sono date appuntamento per confrontarsi ed elaborare proposte. “Il disinvestimento nei sistemi di formazione pubblica ha acuito le disuguaglianze e mette a rischio valori fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione”. “Ridare futuro, speranza e fiducia al Paese è la priorità. La conoscenza è lo strumento per farlo”. Con questo slogan si sono aperti questa mattina a Roma, nel centro congressi di via dei Frentani, gli Stati Generali della Conoscenza, un appuntamento preparato per mesi da un cartello di associazioni, sindacati e movimenti, che va dalla Cgil all’Adi (associazione dottorandi italiani), dall’Arci a Libera, dalle Rete 29 Aprile dei ricercatori alla studentesca Rete della conoscenza.Dopo lo tsunami dei tagli che negli anni ma soprattutto nell’ultima lunga stagione si sono abbattuti su scuola, università e ricerca, giovani, insegnanti, ricercatori, genitori, organizzazioni sindacali, associazioni laiche e cattoliche hanno deciso di dar vita a un primo grande appuntamento unitario di confronto e proposta. “Nel Paese c’è oggi una vera e propria emergenza culturale …