Tutti gli articoli relativi a: università | ricerca

"La laurea? Italiani disincantati non ci credono quattro su dieci", di Federico Pace

I giovani italiani sono quelli che in tutta Europa considerano meno attraente l’opzione dell’istruzione universitaria. E continuano a preoccuparli il lavoro che non si trova e la paga quasi mai non adeguata ai costi per mantenersi. Indagine di Eurobarometro su aspirazioni e timori di 30 mila ragazzi europei tra 15 e 35 anni. Forse perché il lavoro continua a essere una risorsa sempre più introvabile. Forse perché non c’è una sufficiente informazione sui vantaggi concreti, seppure meno significativi di quanto non fossero in passato, che ancora può offrire. Forse perché la delusione per le sempre minori opportunità che vengono offerte loro è ormai il sentimento più radicato. Sta il fatto che i ragazzi italiani sono quelli che in Europa, tra i loro coetanei, guardano con meno interesse all’istruzione universitaria. Il risultato emerge dall’indagine di Eurobarometro che ha sentito più di trentamila giovani con un’età compresa tra 15 e 35 anni per capirne preoccupazioni e aspirazioni. In Italia quattro su dieci, di questi giovanissimi e meno giovani, pensa che l’istruzione universitaria non sia una soluzione appetibile. …

"In difesa dell'Università che amplifica il sapere", di Goffredo Fofi

Guardo con mistero e sconcerto a guerre e mafie all’interno delle facoltà. E con meraviglia alle grandi capacità che spesso si producono negli atenei. Per ovvie ragioni “di classe” non ho fatto a suo tempo l’università, un tipo di scuola riservato, allora, alle classi abbienti o alla piccola borghesia emergente. Il boom non era ancora arrivato e a Barbiana non avevano ancora scritto la “lettera a una professoressa”. Ho conosciuto, è ovvio, centinaia, forse migliaia di laureati, e anche di professori universitari, di assistenti universitari, di ricercatori universitari, sentendo a lungo (e ancora oggi) un forte sentimento di inferiorità verso coloro che l’università l’avevano fatta o la facevano. Quello di cui più soffrivo era di “non avere un metodo” nell’affrontare i miei studi e le mie letture, le mie ambizioni di inchiestatore o di critico o, un tempo, il lavoro con i bambini al di fuori delle istituzioni regolamentari. La messa in atto dei miei interessi e delle mie passioni avrebbe richiesto un’adeguata preparazione scientifica che assolutamente non avevo e non ho mai avuto. E …

"12 maggio, III Assemblea della Rete 29 Aprile : uno sguardo indietro", di Piero Graglia*

Ripensare tutto l’insieme delle proteste che, dal 2008 fino al 2010 hanno attraversato il mondo della scuola e dell’Università provoca, sia detto senza retorica, una certa tristezza. Si tratta infatti di un grande movimento, frastagliato, frammentato in mille pezzi, seppur deciso e convincente, che non ha prodotto grandi risultati effettivi nei confronti del governo e di chi, in questi anni, ha orgogliosamente rivendicato un piano di smantellamento del sistema scolastico nel suo significato più ampio. Tuttavia nel tempo si sono inseguite analisi più o meno ben costruite sugli eventi del 14 dicembre a Roma; si è discusso e ci si è interrogati sulla crisi di una generazione, si è parlato e si è scritto sul disagio giovanile. Pochi però ricordano una semplice realtà: tutto è nato non da un disagio giovanile, bensì da un disagio maturo, si potrebbe dire plurigenerazionale: quello dei ricercatori universitari, di età compresa tra i 25 e i 45 anni riguardo al destino dell’università pubblica e al progetto di riforma che ha preso corpo e si è definito tra il 2008 …

"Sulla magistratura si acuisce il dissidio Quirinale-Palazzo Chigi", di Stefano Folli

Nella liturgia laica della Repubblica onorare le vittime del terrorismo, e tra esse i dieci magistrati che hanno pagato con la vita il loro servizio alle istituzioni, rappresenta un tipico momento di unità nazionale. Riporta idealmente agli anni Settanta, a quei momenti tremendi e dolorosi in cui la coesione prevalse sulle divisioni. Con eccezioni anche rilevanti, s’intende. E tuttavia non è un caso se nella memoria storica gli «anni di piombo» sono ancora oggi sinonimo di unità contro l’eversione e in difesa dei valori repubblicani. A quel clima e a quel mondo di ieri si è ispirato Giorgio Napolitano. Del resto il capo dello Stato non ha mancato di sottolineare che ieri era il 9 maggio, trentatreesimo anniversario dell’uccisione di Aldo Moro. Questa ricerca insistita e persino commossa di elementi di unità, di momenti in cui il paese riesca a riconoscersi in una storia condivisa, rappresenta con ogni evidenza un messaggio che va in direzione opposta rispetto a uno scontro politico-istituzionale sempre più lacerante. Sotto questo aspetto le parole di Napolitano non si riducono a …

Rivara, il doppio gioco della Lega e del Pdl

Rinviato a dopo le elezioni il voto sulle mozioni alla Camera. Ghizzoni e Miglioli attaccano: “Hanno scelto di non scegliere”. Ieri si sono concluse le audizioni alla commissione Ambiente della Camera sul progetto di stoccaggio gas a Rivara. Davanti ai componenti della commissione sono sfilati i privati che hanno presentato il progetto, la Provincia di Modena, la Regione Emilia-Romagna, infine i comitati dei cittadini. Da parte delle istituzioni e dei cittadini è stato ribadito il “no” al progetto, non per motivi ideologici ma sulla base di valutazioni tecniche che mettono in evidenza rischi per la popolazione e per l’ambiente. Ecco, in proposito, un commento degli on. Manuela Ghizzoni e Ivano Miglioli del Pd. «Ancora una volta Lega e Pdl hanno scelto di non scegliere. Non vogliono e non possono assumersi la responsabilità di prendere una posizione chiara sul deposito di stoccaggio prima delle elezioni amministrative del 15 e 16 maggio. E questo perché sono divisi, su questa come su mille altre questioni: Giovanardi propugna con entusiasmo il progetto; la Lega dichiara a parole di non …

"Così la Gelmini ha indebolito l’Università" di Alessandro Figà Talamanca

La “riforma Gelmini” dell’università ha acquistato una valenza politica che va ben oltre i suoi modesti contenuti. È vantata dal centro destra come prova della capacità di riforma del governo, della maggioranza e della minoranza di destra, mentre, a sinistra, è stata oggetto di proteste e critiche che sembravano ignorarne i contenuti specifici. A oltre due mesi dalla entrata in vigore della “riforma”, è forse il momento di esaminarne le conseguenze immediate, visto che gli effetti sul lungo periodo, sembrano incerti. Osserviamo prima di tutto che la nuova legge, come quasi tutti gli interventi legislativi sull’università degli ultimi quarant’anni, riguarda quasi solo il personale docente e non affronta i problemi del sistema universitario nei suoi rapporti con gli studenti e la società. È ignorato, in particolare, il problema degli abbandoni (in parte fisiologici) ed il più grave problema dei ritardi negli studi universitari. Non è una sorpresa. Negli anni settanta e ottanta erano i sindacati a promuovere “riforme” che, ovviamente, riguardavano le “categorie” da essi rappresentate. Oggi la “riforma” è stata promossa da alcuni professori-opinionisti, …

Far meglio si può. Ecco perché diciamo no a questo Def

I deputati PD in commissione Cultura e Istruzione presentano il parere alternativo al Documento Economia e Finanza, contestando la scelta del governo, unica in Europa, di ridurre l’investimento pubblico nella filiera del sapere. I parlamentari PD della VII Commissione della Camera dei Deputati hanno presentato il parere alternativo al Documento Economia e Finanza (DEF) del Governo. Il parere, firmato dalla capogruppo in commissione Manuela Ghizzoni, dal presidente del Forum Istruzione Giovanni Bachelet e da tutti gli altri deputati democratici, è un’accusa impietosa nei confronti del governo che “sin dall’inizio della legislatura, non solo non ha affrontato i problemi cronici del sistema formativo italiano, ma li ha addirittura aggravati”. Il Piano nazionale delle Riforme (PNR), inserito nel DEF, non ha un impianto strategico ed è una sorta di “cornice del nulla”, e appare “significativa quanto irresponsabile” la scelta di riduzione dell’investimento pubblico fatta dal governo -unica in Europa- nella filiera del sapere. Ecco il testo completo del documento: PARERE ALTERNATIVO, presentato dai deputati Ghizzoni, Bachelet, Coscia, De Biasi, De Pasquale, De Torre, Levi, Lolli, Mazzarella, Melandri, …