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«Studiare è più utile che mai», di Irene Tinagli

E’ già abbastanza difficile essere giovani e prendere decisioni sul proprio futuro. Lo è ancora di più in contesti in cui si ricevono informazioni confuse, superficiali, o addirittura sbagliate. Questo è, purtroppo, il contesto in cui vivono e devono prendere decisioni i giovani italiani. Un contesto incapace di guidarli ed informarli adeguatamente: solo così si spiega il significativo calo delle iscrizioni all’Università segnalato dagli ultimi dati Almalaurea. No, non è la crisi il motivo di tale rinuncia. Normalmente in tempi di crisi si osserva il comportamento opposto: considerata la difficoltà di entrare nel mercato del lavoro molti preferiscono tenersi fuori ed investire in istruzione e competenze per rientrare poi, freschi di formazione, in un mercato del lavoro in ripresa. Ed è, infatti, quello che si è osservato negli Stati Uniti, dove il 2009 ha visto un record storico di diplomati iscritti all’Università (oltre il 70%), un boom che denota una voglia di investire in se stessi in attesa di tempi migliori. In Italia no. In Italia i giovani non hanno fiducia né nella ripresa né …

«La scuola è il segreto del successo», di Barack Obama *

Ho fatto qui in Massachusetts (il presidente parla agli studenti della TechBoston, ndr) parte dei miei studi. Ero più giovane, non avevo capelli grigi, allora non c’erano lavagne intelligenti e la tecnologia più eccitante era quella della matita elettrica. I tempi sono cambiati. Sapete per caso cosa sono le matite? Voi, ragazzi, usate le matite? Sono grato a Melinda Gates, ed al marito Bill, entrambi leader straordinari della riforma dell’educazione. Microsoft e la Fondazione Gates sono stati a fianco di TechBoston sin dall’inizio e io sono grato a loro per questo. Sono fiero di loro. Ora siamo nel mese che la Casa Bianca ha dedicato all’educazione e sono voluto venire qui affinché il resto dell’America possa vedere cosa avete fatto. Siete un modello per tutti. Avete un corpo di insegnanti d’eccezione, ogni studente può studiare ed avere successo, indipendentemente da chi sia e da che aspetto abbia. Riuscire ad avere la migliore educazione possibile non è mai stato tanto importante quanto in questo momento, ed il motivo è che oggi un buon posto di lavoro …

"La laurea non batte la crisi. Fuga di iscritti all’Università", di Flavia Amabile

L’ università pubblica italiana è in calo costante. Quella privata invece aumenta. Del 2%, qualche centinaio di studenti, ma aumenta. Nelle pubbliche invece non c’è nulla da fare. Diminuiscono gli iscritti, e pure i laureati. La situazione è meno drammatica al Nord e nelle facoltà scientifiche ma tutte le facoltà perdono iscrizioni (-5% nell’ultimo anno, -9,2% negli ultimi 4). E’ quello che risulta da due rapporti presentati ieri, realizzati dal Cun (Consiglio universitario nazionale) e dal consorzio Almalaurea. Calano del 5% le immatricolazioni: 3986 nuovi iscritti in meno nel 2010 rispetto al 2009. Negli ultimi quattro anni il calo è del 9,2% con 26 mila nuovi studenti in meno. Tutto questo nonostante il numero dei diplomati delle scuole superiori sia aumentato dello 0,9% nell’ultimo anno (sono stati 450.150 i diplomati nel 2010, 445.968 nell’ anno 2009). Nel 2010 hanno scelto di andare all’università il 62% dei neodiplomati. Erano il 66% nel 2009, il 65% nel 2008 e il 68% nel 2007. in quattro anni i diplomati che si sono iscritti all’università sono calati del 6%. …

"Laureati travolti dalla crisi bassi stipendi e più precarietà", di Federico Pace

Peggiorano ancora i dati su retribuzioni, occupazione e stabilità. Raddoppia il fenomeno di chi non ha neppure un contratto. I laureati di famiglie operaie guadagnano quasi duecento euro al mese in meno dei colleghi di estrazione borghese. I risultati del rapporto di AlmaLaurea su 400mila giovani. La crisi non smette di far male. Anche a chi, come i laureati, possiede più strumenti culturali e professionali per reagire ai mutamenti. I numeri parlano chiaro. Gli stipendi perdono ancora potere d’acquisto, le chance di trovare un posto si riducono ulteriormente e i contratti precari sono ormai routine. Intanto risuonano altri due campanelli d’allarme: il lavoro nero raddoppia e la classe sociale di provenienza non smette di condizionare i destini dei giovani. Tanto che tra i “figli” si perpetuano le differenze e le disparità dei “padri”, anche laddove non avrebbero più alcuna giustificazione. Sia in termini di euro guadagnati che di riconoscimenti e identificazione nel lavoro. A richiamare l’attenzione sulla questione giovanile, è il nuovo rapporto di AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei neolaureati. Presentata oggi a Roma presso …

Un altro taglio alla ricerca italiana salta l´avamposto nella Silicon Valley", di Federico Rampini

Per l´Italia da oggi ufficialmente la Silicon Valley non esiste più. Scaduto il mandato per l´addetto scientifico uscente, presso il consolato italiano di San Francisco, questo incarico non sarà affidato ad altri. Fra i tanti tagli di bilancio che colpiscono la ricerca scientifica in Italia, questo potrebbe passare inosservato. Ma che la ritirata dalla Silicon Valley sia un autogol per l´intero sistema Italia, lo dimostra il contrasto stridente con le strategie di tutti gli altri paesi europei. Mentre l´Italia elimina l´unico addetto scientifico (che doveva coprire da solo un´area vastissima della West Coast, compresa Seattle nello Stato di Washington, sede di Microsoft, Boeing, Amazon), la Francia ha una struttura apposita, parallela al suo Consolato di San Francisco e direttamente collegata all´ambasciata di Washington, chiamata Service Scientifique. Organico: quattro esperti di scienza, tecnologia, informatica, al servizio delle imprese francesi. Il Regno Unito ha una struttura analoga chiamata Science and Innovation, con due esperti distaccati da Londra in permanenza per coprire la Silicon Valley. Perfino più intensi sono gli sforzi dispiegati da paesi molto più piccoli del …

"Tanti, giovani e arrabbiati. Parlano gli studenti", di Giuseppe Rizzo

Tanti, giovani e arrabbiati. I ragazzi dell’Unione degli Studenti medi si sono dati appuntamento a Roma per rinnovare i vertici del proprio sindacato e ne hanno approfittato per ribadire le loro critiche a Berlusconi e al governo. Due giorni, tra ieri e oggi, in cui mettere sul tavolo le proprie proposte in vista della manifestazione in difesa della Costituzione e della scuola del 12 marzo e definire le linee per le prossime iniziative. Sono più di trecento e tutti censurano l’attacco del premier agli “insegnanti che inculcano principi diversi da quelli dei genitori”. «Quelle di Berlusconi», dice Mariano Di Palma, coordinatore nazionale dell’Uds, «sono frasi che confermano ancora una volta l’azione di distruzione della nostra cultura, per questo scenderemo in piazza il 12 e nei prossimi mesi, ribadiremo che la scuola è un valore e non un feticcio, e lo faremo con le nostre proposte e senza farci strumentalizzare ». La paura maggiore è quella che tutto si riduca all’ennesimo polverone sollevato dal premier. «Non vogliamo che la nostra lotta – aggiunge Di Palma – …

"Napolitano: no a tagli col machete sulla spesa pubblica", di Claudio Tucci

«Anche in questa fase di tagli della spesa pubblica, di rigore in seguito all’accumulo di un grande stock di debito pubblico, ritengo che i tagli della spesa pubblica non possano essere fatti con il machete. Non si possono mettere sullo stesso piano tutte le spese», ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano al termine della visita ai laboratori del Cern di Ginevra dove ha sollecitato anche un maggiore contributo del settore privato alla ricerca. Questo deve valere anche in una fase di «restringimento della spesa pubblica dovuto a un debito che deve essere alleggerito in tempi non troppo lunghi». Oltre ciò, ha aggiunto Napolitano, non deve «venire mai meno l’impegno del settore privato». E a ogni modo «non possono essere sacrificati alla leggera, in modo schematico, quelli che sono investimenti sul nostro futuro». «Non so se Galileo fosse in grado di garantire l’immediata ricaduta delle sue scoperte», ha aggiunto Napolitano, ma «pochi sono i giovani a essere così motivati come quelli che si dedicano alla ricerca scientifica», e non aiutarli «sarebbe un delitto». Gheddafi …