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La crisi di CIVIT dimostra il fallimento di Brunetta

Giovanelli chiede le dimissioni di Brunetta da ministro: “Nomine clientelari e corruzione in aumento”. “Finalmente il velo dell’ipocrisia e della demagogia si è strappato. Noi abbiamo avuto forti dubbi sulla utilità e sulla efficacia della Commissione per la valutazione e la trasparenza della pubblica amministrazione”. Così l’on. Oriano Giovanelli, Presidente del Forum della Pa e innovazione del PD commenta la notizia di oggi su La Repubblica che tratta sulle dimissioni di Pietro Micheli dalla Civit per “troppa burocrazia e pressioni” all’interno dell’ente. “Si trattava di una specie di specchietto luccicante – continua il deputato del PD – sopra una riforma che riproponeva vecchie ricette dirigiste e centraliste. Ne abbiamo poi criticato la sostanziale dipendenza dal ministro e l’esorbitante costo. Questo è il risultato. Il manifesto più eloquente del disastro Brunetta. Prima l’esproprio sulle scelte per la Pa che Tremonti ha fatto ai suoi danni, poi le nomine clientelari, l’aumento della corruzione, poi ancora la sostanziale indifferenza del sistema alla sua tanto strombazzata riforma; ora anche il fallimento della Civit. Brunetta si dimetta – conclude Giovanelli …

Pd Modena, “l’altra metà” del partito vuole pesare di più

Convocata per questa sera la Conferenza provinciale delle donne “luogo d’elaborazione di idee per valorizzare le differenze di genere” E’ stata convocata per venerdì 14 gennaio la Conferenza provinciale permanente delle donne del Pd. L’incontro si terrà alle 20.30 nella Sala C di palazzo Europa. La Conferenza – si legge in una nota – vuole essere “luogo di elaborazione di proposte e di idee per rendere la politica più vicina alla vita delle persone e più capace di interpretarne i bisogni attraverso la valorizzazione delle differenze di genere”. Alla conferenza provinciale di Modena seguirà l’assemblea costitutiva della conferenza regionale delle donne democratiche che si terrà a Parma sabato 22 gennaio. Ai primi di febbraio è prevista la Conferenza nazionale di Roma. “Le donne italiane – spiegano Mariangela Bastico e Caterina Liotti, rispettivamente coordinatrice e referente per Modena del gruppo regionale Conferenza delle donne – sono le più penalizzate in Europa nell’occupazione, nella carriera, nella rappresentanza politica e nel carico del lavoro domestico e delle responsabilità di cura. Crediamo sia un prezzo altissimo che fa male …

""Ricerca, le nomine le decido io" diktat della Gelmini, rivolta al Cnr", di Elena Dusi

L´ipotesi di un ministro nomina-tutto ha fatto saltare la rabbia del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Il ministro dell´Istruzione, università e ricerca Mariastella Gelmini tenta ora l´affondo sul Cnr, il più grande ente di ricerca italiano. “Si ritiene opportuno che la nomina del Direttore Generale sia riservata al Ministro” e “i poteri di spesa non possono che far capo al Direttore Generale” sono due delle clausole che la Gelmini vuole inserire nello statuto dell´ente attualmente in discussione, insieme a quella secondo cui “è necessario esplicitare che i componenti del Consiglio di Amministrazione sono nominati dal Ministro dell´Istruzione, Università e Ricerca”. L´ipotesi di un ministro nomina-tutto ha fatto saltare la rabbia del Consiglio Nazionale delle Ricerche, un ente con quasi 8mila dipendenti di cui oltre l´80% scienziati (dei precari, stimati in 4-5mila, si è perso il conto esatto) e un bilancio che supera il miliardo. Sia mercoledì che ieri il Cda chiamato a discutere le proposte Gelmini è stato interrotto dall´irruzione dei ricercatori nella Sala Fermi. «Non vogliamo le proposte del ministro, la Costituzione protegge l´autonomia della …

"Fondi, al Nord le università più meritevoli", di Alessandra Migliozzi

Sbloccati i finanziamenti: i migliori atenei costretti a cederne parte ai peggiori. Le università con le performance migliori in termini di didattica e ricerca restano quelle del Nord, mentre il Sud arranca, con la Sicilia e la Campania che fanno da fanalino di coda. È quanto emerge spulciando le tabelle relative alla distribuzione dei fondi statali destinati agli atenei per il 2010. Il ministero ha sbloccato queste cifre con enorme ritardo: solo a fine dicembre i rettori hanno saputo di quanto potevano disporre per l’anno appena trascorso, che è andato avanti con i bilanci al buio. Anche la Crui, la conferenza dei capi di ateneo, ha denunciato l’accaduto con una lettera al ministro. Il decreto che ha stanziato il fondo per le università conferma i tagli previsti: la cassa segna un meno 3,7%, nonostante qualche soldo sia stato recuperato in corsa dal governo. In tutto sono in distribuzione 6,9 miliardi, contro i 7,264 del 2009. Tagli per tutti, dunque. Anche i migliori, gli atenei più performanti, come scrive lo stesso ministero nella nota diramata per …

"Ricerca, perchè l'Italia non è la Corea", di Pietro Greco

Sacconi, Tremonti e l’editto di Costantino. Ha iniziato Giulio Tremonti, ministro dell’Economia, sostenendo che la cultura non si mangia e che in tempo di vacche magre è lì che bisogna risparmiare. Poi, con assoluta coerenza, ha tagliato 1,5 miliardi di euro alle università e 8 miliardi alla scuola di primo e secondo livello. Poi ha continuato Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, sostenendo che per i laureati nonc’è mercato e che la colpa della disoccupazione giovanile è dei genitori che vogliono i figli dottori invece che artigiani. Ha chiuso Stefano Zecchi, filosofo estetico, sostenendo che in Italia i laureati sono troppi e che nel settore del lavoro intellettuale c’è spazio solo per i laureati figli di laureati. Non c’è dubbio, la destra italiana sta sposando la cultura della non cultura e (chissà?) magari già immagina un ritorno al tempo di Costantino (274-337, Imperatore dal 306) quando la mobilità sociale fu bloccata per legge e ai figli era concesso fare solo il lavoro dei padri. Ma anche le idee più reazionarie devono basarsi …

"Finanziamenti alle università: arrivano (tagliati) a fine esercizio", editoriale di Flcgil

Gli atenei avranno assegnate le risorse sulla base del Decreto Ministeriale n. 655 del 21 dicembre 2010. Il Ministro Gelmini batte se stessa. Ha superato il grave ritardo che aveva già registrato lo scorso anno nell’assegnare le risorse alle università. Infatti, grazie all’appartenenza al “governo del fare” è riuscita nel 2010 a “fare” meglio: ha emesso il decreto di assegnazione delle risorse alle università solamente il 21 dicembre 2010. Le università avranno quanto loro spetta a fine esercizio. Il decreto non contiene tutti gli allegati. Vi sono quelli sui criteri e sui parametri di valutazione, ma manca lo schema con le assegnazioni ai singoli Atenei che consente di svolgere più opportune e puntuali osservazioni. Si è supplito a tale mancanza intrecciando dati attinti dalle diverse fonti disponibili: decreto del 2009; Tabelle C leggi finanziarie; parere CUN sul decreto 2010. Diminuiscono le risorse per effetto dei tagli Confrontando i dati di partenza e finali dei decreti 2009 (n. 45 del 23/9/10) e 2010 (n. 655 del 21/12/10) è facile rilevare il notevole taglio operato sul FFO …

I migliori cervelli? Sono nel pubblico. Bologna vince la hit della ricerca italiana *

L’Alma Mater in cima alla classifica stilata da Via-Academy, accademia virtuale nata ‘bottom-up’, dal basso, a Manchester, per volontà di cervelli emigrati. I migliori istituti di ricerca italiani non sono privati, ma pubblici Bologna si riscopre capitale italiana della ricerca. Un traguardo prestigioso che viene certificato dall’indagine di Via-Academy, un’accademia virtuale nata ‘bottom-up’, dal basso, a Manchester, per volontà di cervelli emigrati come Mauro Degli Esposti (biologo ricercatore a Manchester), Silvia Massini (Business School di Manchester), Lucio Piccirillo (astrofisico nello stesso ateneo). L’Alma Mater batte istituti privati e altri atenei italiani, collocandosi in cima alla classifica dei poli di ricerca grazie alle scoperte e all’impegno dei suoi ricercatori, accreditate prima di tutto da altri studiosi che citano le pubblicazioni dei “cervelli” bolognesi. Nella top ten degli istituti di ricerca italiani – ma la tendenza vale anche per le quaranta posizioni successive – la maggioranza sono realtà pubbliche: Bologna, appunto, poi il Cnr e la Statale milanese, poi Padova, la Sapienza di Roma, Torino, l’Inaf – l’Istituto nazionale di astrofisica. Un istituto privato compare in ottava …