Tutti gli articoli relativi a: università | ricerca

PD: Polidori non convince. Ora CEPU non diventi università.

Dichiarazione di Marco Meloni, Responsabile Università e ricerca segreteria PD. Tra le conversioni dell’ultimora che hanno consentito al governo Berlusconi di prolungare per qualche tempo la sua agonia, c’è anche il caso dell’On. Catia Polidori, che pochi giorni fa assicurava la compattezza del gruppo di FLI sulla sfiducia, per poi cedere a un’illuminazione notturna. Oggi l’on. Polidori dichiara di non avere nulla a che fare con CEPU. Ne prendiamo atto, e potrebbe anche darsi che la sua scelta non sia stata condizionata, come avvenuto per altri suoi colleghi, dai vergognosi episodi corruttivi che giustamente suscitano scandalo e indignazione. Per smentire però qualsiasi dubbio il governo ha davanti a sé una sola strada: cancelli l’incredibile previsione, contenuta nelle Linee di programmazione del sistema universitario 2010-2012, che consentirebbe alle università telematiche, su loro richiesta, di trasformarsi in vere e proprie università, e inserisca nel DDL Gelmini norme che impediscano una simile prospettiva. Sarebbe l’unica conseguenza positiva determinata dai tristi episodi di queste ore. E’ una richiesta che rivolgiamo al governo anche nel caso in cui questo regalo, …

"Torna in pista il ddl Gelmini. Con i tempi contingentati", di Ro. Ci.

Oggi la conferenza dei capigruppo. Martedì prossimo la legge in Aula. La Flc Cgil: ritirare il provvedimento. La conferenza dei capigruppo al Senato è stata convocata stamattina per incardinare la riforma Gelmini dell’università. Il giorno prescelto per la discussione generale sul provvedimento sarà con ogni probabilità martedì prossimo. Il voto finale dovrebbe essere previsto per il giorno dopo. La decisione è stata annunciata a poche ore dalla fiducia che il governo ha ottenuto alla Camera, rispettando l’intesa raggiunta in una precedente riunione dei capigruppo di palazzo Madama mercoledì 2 dicembre. Le violente polemiche che hanno contrapposto ieri il Popolo della libertà al gruppo di Futuro e Libertà a Montecitorio non hanno dissolto il clima d’intesa maturato durante l’iter sofferto, polemico e interminabile del Disegno di legge che cambierà il profilo e la sostanza dell’università italiana. In controtendenza rispetto ad una maggioranza che si è appena dissolta, e a un governo in grave crisi di direzione politica, quello dell’università resta un terreno dove è ancora possibile trovare un accordo e un consenso tra l’opposizione (quella dei …

"Se non è libera che ricerca è" Michele Ainis

Un doppio intervento di Elena Cattaneo su «Embo Reports», giornale dell’European Molecular Biology Organization (il primo è un’intervista, il secondo un articolo scritto insieme a Gilberto Corbellini) accende i riflettori della comunità scientifica internazionale sul difficile rapporto fra politica e ricerca in Italia. Ma per illuminare i fatti, bisogna innanzitutto rievocare l’antefatto. L’anno scorso il ministero della Salute ha pubblicato un bando di finanziamento sulle cellule staminali, escludendo espressamente i progetti che contemplassero l’uso di staminali embrionali umane. Da qui il ricorso di tre ricercatrici (la stessa Cattaneo, con Elisabetta Cerbai e Silvia Garagna), dato che la legge 40 non vieta d’utilizzare queste cellule, e dato inoltre che l’articolo 33 della Costituzione protegge espressamente la libertà della scienza, che è in primo luogo libertà dalla politica, dai suoi artigli, dai suoi pantagruelici appetiti. Risultato? Prima il Tar del Lazio, poi il Consiglio di Stato hanno respinto l’istanza di sospensione del bando. Sul merito del ricorso si vedrà più avanti, ma per l’appunto i segnali non sono affatto incoraggianti. Nel frattempo succede, per esempio, che lo …

L'università affonda, l'italia non cresce: ultimi in Europa per risorse all'università e penultimi al mondo per la crescita.

La vera emergenza italiana è la ricerca. L’università è la sede primaria della ricerca. L’università italiana arranca: un buon livello medio, vette di eccellenza, ma difficoltà sempre maggiori nella competizione internazionale. Siamo in grande ritardo per numero dei laureati e dei ricercatori, investimenti per gli studenti, apertura internazionale. Siamo ultimi in Europa per investimenti in università (solo lo 0,8% del PIL, media UE/OCSE 1,3%). La ricerca è la via per uscire dalla crisi. La crescita e la produttività sono legate alla ricerca e all’innovazione. Gli altri paesi per uscire dalla crisi puntano tutto sulla conoscenza: la Francia ha investito 11 miliardi per l’università e 8 per la ricerca, nessun paese europeo ha ridotto gli investimenti in ricerca. Per tutti, ma non per l’Italia, fanalino di coda per crescita economica. Negli ultimi 10 anni l’Italia è cresciuta del 2,43%: siamo penultimi al mondo, peggio di noi solo Haiti. Il governo Berlusconi in 3 anni ha ridotto gli investimenti in università del 20%, oltre 1,3 miliardi di euro. Mentre spendeva 6 miliardi per Alitalia e per togliere …

"Libri come scudi o book blocks, storia di un'idea nata alla Sapienza di Roma e arrivata fino a Londra" di Andrea Franceschi

La protesta degli studenti italiani e inglesi si salda sotto il segno dei cosiddetti «book blocks». Lo dicono le immagini delle manifestazioni gemelle di Londra e di Roma e lo dice un comunicato sul sito Indymedia London: gli studenti inglesi adottano l’idea dei «libri scudi» su ispirazione e in solidarietà con gli studenti italiani. I classici della letteratura contro i manganelli «Questa protesta (quella contro l’aumento delle rette universitarie ndr.) è una forma di difesa di ciò che è sotto attacco: università, librerie pubbliche, letteratura, pensiero, cultura e lavoro. In queste settimane – si legge nel testo – abbiamo provato a protestare pacificamente, ma abbiamo incontrato i manganelli della polizia. Portando i libri nelle strade vogliamo mettere in evidenza che questa violenza non è rivolta ai singoli individui, ma al pensiero, all’educazione e alla libertà di espressione». L’idea nata alla Sapienza di Roma L’idea di armarsi di scudi di gommapiuma colorati con i titoli dei grandi classici della letteratura è nata un pomeriggio di novembre all’università La Sapienza di Roma. La definizione «book blocks» invece …

"Riforma Gelmini, dove è finita la meritocrazia?" di Giulio Peruzzi

Media e politici sembrano aver dimenticato la compattezza del fronte che protesta contro il ddl del ministro dell’Istruzione a favore di analisi sociologiche fatte «senza entrare nel merito». Strano Paese il nostro. Fino a qualche giorno fa si sottolineava l’essenziale compattezza della comunità universitaria nella protesta contro il ddL Gelmini. Una compattezza di cui la stessa CRUI, la Conferenza dei Rettori, doveva alla fine prendere atto. Si metteva bene in evidenza, almeno nei mezzi di comunicazione sia di destra che di sinistra ancora non asserviti a tesi precostituite, come gli enunciati di principio (autonomia, merito, responsabilità, valutazione) venissero puntualmente disattesi nell’articolato della legge. E si faceva emergere come al contempo la stragrande maggioranza della comunità universitaria (studenti, personale tecnico, docenti) ritenesse importante un intervento riformatore, ma volto a invertire una tendenza al declino del nostro sistema di formazione e ricerca e non ad accelerarla. Oggi invece sembra stia progressivamente passando, anche nei mezzi d’informazione non proprio filogovernativi, il messaggio sbagliato che la protesta dei giovani sia sì stata innescata dal ddL sull’università ma abbia cause …

«Riforma Gelmini? Ddl senza democrazia», di Roberto Ciccarelli

I rettori di Sassari e Pisa raccontano le divisioni nella Crui. Dopo essere stata costretta a legare il destino della riforma Gelmini a quello del governo, la maggioranza non perde giorno per ricattare l’università. Se per il ministro dell’istruzione la rottamazione della riforma equivale al blocco dei concorsi (per evitare il quale basterebbe prorogare l’apposito regolamento nel Milleproroghe), per Gaetano Quagliarello (Pdl) la non scontata fiducia al governo permetterà l’approvazione del Disegno di legge già nella serata di martedì 14, «per non cedere alle proteste». «Non capisco se quella del senatore Quagliarello – afferma Attilio Mastino, rettore dell’università di Sassari – è una minaccia oppure un auspicio. Mi ricorda l’atteggiamento di chi toglie il pallone ai bambini perché sta perdendo la partita. Davanti a simili dichiarazioni, vorrei capire se il ministro Gelmini sta lavorando a favore o contro l’università». Ad una settimana dal dies irae, gli atenei continuano a subire un altro ricatto, quello del ministro dell’Economia Tremonti: se la riforma non passa, il fondo ordinario di finanziamento (Ffo) non verrà erogato. «Quando il Disegno …