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"La discussione al Senato della riforma universitaria avverrà dopo il voto di fiducia al Governo", della Rete29Aprile

La Rete29Aprile accoglie con grande soddisfazione una notizia che arriva dopo una delle mobilitazioni piu ampie degli ultimi dieci anni, una mobilitazione su scala nazionale che ha richiamato l’attenzione dell’opinione pubblica su un tema cardine del futuro del paese: l’Università Da mesi la R29A denuncia l’inadeguatezza della riforma nell’affrontare i problemi dell’università, una riforma di slogan che nei fatti tradisce tutti i dichiarati buoni propositi dalla valorizzazione del merito alla lotta ai baroni alla semplificazione dei percorsi di carriera. Il lavoro dei mesi addietro che ha portato la R29A non solo a criticare il DDL, ma anche a fornire proposte vere di riforma e richieste non corporative, è risultato nell’aggregazione attorno al tetto romano di architettura dei movimenti di studenti, professori, precari e del mondo della cultura che insieme hanno denunciato e criticato la politica di chiusura del governo nello spingere verso una approvazione a tappe forzate. Il rinvio non puo quindi non essere letto in relazione al lavoro della R29A cui si sono affiancati studenti precari e professori nella mobilitazione conseguente di questi giorni; …

"Fare passato", di Maurizio Ferraris

Commentando le manifestazioni contro la riforma dell’ università, il premier ha detto che i veri studenti se ne stanno a casa e studiano, a ssumendo non a torto che in Italia, per mancanza di fondi, è difficile trovare delle biblioteche e dei laboratori. Non sappiamo quali libri leggano quelli che sono stati a casa, di sicuro sappiamo quali libri leggono quelli che a casa non ci sono stati, e che (sempre secondo l’ interpretazione del premier) farebbero parte dei centri sociali. Potrebbero essere un elenco di Vieni via con me. Il catalogo è questo, ovviamente senza alcuna pretesa di completezza: il Decamerone di Boccaccio, Pasolini, la Costituzione italiana, il Satyricon di Petronio, il Piccolo principe di Saint-Exupéry, L’ isola di Arturo di Elsa Morante, Una donna spezzata della De Beauvoir, Tropico del cancro di Miller, Don Chisciotte di Cervantes, Cent’ anni di solitudine di Márquez, La Repubblica di Platone, Moby Dick di Melville e Gomorra di Saviano. Il canone può forse sorprendere: molti classici, alcuni libri d’ affezione tipicamente giovanile, come Il Piccolo principe, e, …

"Il PD blocca la Gelmini al Senato", di Walter Tocci

Si è appena conclusa la conferenza dei capigruppo che ha respinto la richiesta della Gelmini di discutere il suo ddl prima della mozione di sfiducia a Berlusconi. L’iniziativa del Pd è stata portata al successo da Anna Finocchiaro capogruppo dei senatori. Ecco la sua dichiarazione all’uscita dalla riunione: “Lo slittamento della discussione sul ddl Gelmini è una nostra vittoria. E’ stata una capigruppo molto complicata e molto dura però alla fine siamo riusciti a ottenere la calendarizzazione del provvedimento dopo il voto di fiducia. Se il presidente Berlusconi e il suo governo non avranno la fiducia allora non se ne discuterà più”. Nelle ultime ore la Gelmini ha tentato nuovamente di mettere l’università sotto ricatto. Ha raccontato le solite balle prontamente rilanciate dall’establishment mediatico-accademico. Secondo la nota del ministero senza l’approvazione della legge si perderebbero i fondi per i concorsi da associato. E’ falso, poiché quei fondi sono già stanziati nella legge di stabilità che verrà approvata la prossima settimana. Come si ricorderà, questo fu il risultato della nostra battaglia ai primi di ottobre, quando …

PD, Meloni: Governo di irresponsabili, dopo la sfiducia restituire futuro alla conoscenza

Solo un governo di irresponsabili poteva costringere il Parlamento al tour de force al quale abbiamo assistito nelle settimane scorse, senza alcuna disponibilità al confronto con l’opposizione parlamentare e con quanti, nel Paese, chiedevano solo attenzione al futuro della ricerca e al destino degli studenti e del loro diritto a studiare. Ma le minacce e i ricatti con i quali fino all’ultimo un governo moribondo ha voluto costringere il Parlamento e il mondo universitario ad accettare una riforma sbagliata hanno dimostrato di non avere il fiato per superare il traguardo. Sia chiaro, ciò che avrebbe bloccato la vita degli atenei e i concorsi universitari sarebbero stati i molti mesi necessari per attuare le cervellotiche norme del DDL, in assenza della minima stabilità politica. Con buona pace della Gelmini, novella Dorando Petri della politica italiana, e dei profeti del “meglio è nemico del bene”, dopo il voto di sfiducia che manderà a casa il governo più incapace degli ultimi 150 anni, potremo finalmente dare alla ricerca e all’università regole e prospettive che aprano l’Italia alla fiducia …

«Il governo non vuole ascoltarci ma noi adesso non ci fermiamo», di Jolanda Buffalini

La protesta studentesca. Cortei e occupazioni: «Si va avanti almeno fino al 9 dicembre». Assemblea alla Sapienza. «Difendiamo i baroni? Assurdo, lottiamo per il diritto allo studio». La mobilitazione continua. «Saremo in piazza quando il ddl andrà in discussione al Senato». «Gravissima la militarizzazione della città. Il sit in a Montecitorio era autorizzato». Dipartimento di Fisica, palazzina Marconi, città universitaria, Roma: la lotta continua. Fra i cartelloni appesi all’ingresso ce n’è uno con il curriculum di Mariastella Gelmini e un altro che raffronta i tagli a università e ricerca con gli stanziamenti per il Ponte di Messina e per la TAV. Gli studenti sono in assemblea nell’aula Majorana, affollatissima. Discutono su come andare avanti: «Saremo di nuovo in piazza quando il ddl Gelmini andrà in discussione al Senato». Intanto arriva l’appello di tutte le associazioni: «Per quella data occupazione simbolica di tutti i rettorati». Le decisioni di questa assemblea dovranno coordinarsi con quelle delle altre facoltà occupate, alla Sapienza sono Medicina e Giurisprudenza (fatto quasi senza precedenti), Scienze politiche e Lettere. Poi c’è Architettura a …

Federalismo, vertice Tremonti-Regioni Errani attacca: "Decreto incostituzionale"

Dal presidente della Conferenza delle Regioni parere “molto negativo” sul decreto approvato dal Cdm sull’elezione di sindaci e presidenti di Province e Regioni: “Intervento politico”. “È incostituzionale”. Il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani bolla con un giudizio che defininisce “molto negativo” il decreto approvato ieri dal Cdm sull’elezione di sindaci e presidenti di Province e Regioni. “Tralascio la questione di metodo – dice Errani – e mi limito a dire che è lontanissimo dall’idea di federalismo”. Errani, che oggi ha partecipato al vertice tra Regioni e governo al ministero dell’Economia, critica soprattutto la parte che riguarda l’elezione dei presidenti delle Regioni e delle Province e dei sindaci che, per il presidente della Conferenza, “realizza un intervento di tipo politico che è assolutamente fuori dalla Costituzione”. E aggiunge: “A quando anche per il presidente del Consiglio?”. Il vertice. Attuazione del federalismo fiscale, manovra finanziaria e possibili tagli per i fondi destinati alle Regioni: questo l’ordine del giorno del vertice di oggi al quale, insieme ai ministri dell’Economia Giulio Tremonti, delle Riforme Umberto Bossi, degli …

La fuga di cervelli costa cara all'Italia "In 20 anni abbiamo perso 4 miliardi", di Rosaria Amato

Ogni ricercatore ‘top’ vale in media 148 milioni di euro in brevetti. E i pochi che rimangono in Italia, nonostante le difficoltà, hanno un indice di produttività inferiore solo a britannici e canadesi. La fuga dei ricercatori italiani all’estero ha un costo, un costo molto alto. Ha provato a calcolarlo l’Icom, Istituto per la Competitività, in un’indagine commissionata dalla Fondazione Lilly, che promuove la ricerca medica, e dalla Fondazione Cariplo: negli ultimi 20 anni l’Italia ha perso quasi 4 miliardi di euro. La cifra corrisponde a quanto ricavato dal deposito di 155 domande di brevetto, dei quali “l’inventore principale è nella lista dei top 20 italiani all’estero” e di altri 301 brevetti ai quali diversi ricercatori italiani emigrati hanno contribuito come membri del team di ricerca. Questi brevetti in 20 anni sono arrivati a un valore di 3,9 miliardi di euro, “cifra che può essere paragonata all’ultima manovrina correttiva dei conti pubblici annuncaita dal governo qualche mese fa”, osservano gli autori della ricerca. Certo, si potrebbe obiettare, questi brevetti sono frutto, oltre che del genio …