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L’assedio al Palazzo dei 50mila. Berlusconi: «andate a studiare», di Mariagrazia Gerina

Dimissioni, dimissioni», avanza come in un film verso il parlamento blindato il popolo dei ventenni, scesi a migliaia dai tetti degli atenei, dai licei occupati, dalle università in rivolta. Studenti di geologia, di scienze ambientali, di storia, di ingegneria, di matematica. «Assediamo Montecitorio», scandiscono mentre dalla Sapienza e dagli altri atenei romani si riversano in massa per le vie di Roma. Cinquantamila, forse di più: «Se ci bloccano il futuro noi blocchiamo la città», cantano mentre la gente dalle finestre, e persino dalle macchine bloccate, applaude. Davanti, i libri di gomma- piuma a fare da scudo. Giallo, come Gomorra. Verde, come il Satyricon di Petronio. Blu, come la Costituzione. Rossi, come i tagli alla ricerca e all’università scritti a pennarello. Dietro una marea di zainetti e giacche a vento che mentre corre verso il parlamento, in omaggio a Monicelli intona «Brànca-brànca- brànca…leòn-leòn-leòn». «Gli studenti veri sono a casa a studiare, a protestare ci sono solo quelli dei centri sociali e i fuori corso », assicura Berlusconi, da Palazzo Grazioli. I blindati cominciano da lì e …

"L'istruzione precaria", di Carlo Galli

Non è una riforma epocale, come sostiene la ministra, se non per le modalità con cui il Palazzo l’ha varata, contro la protesta – questa sì nuova, per l’imponenza della mobilitazione giovanile. La via crucis della riforma Gelmini è terminata, con la sua approvazione alla Camera. Non è una riforma epocale, come sostiene la ministra, se non per le modalità con cui il Palazzo l’ha varata, contro la protesta – questa sì nuova, per l’imponenza della mobilitazione giovanile, macchiata da qualche violenza dei centri sociali – che ha pesantemente interessato le città del nord, del centro, del sud. Una riforma che passa con i voti in aula e, nelle piazze, con i colpi di manganello e di lacrimogeni, reali e simbolici. Altro non è, infatti, l’affermazione di Berlusconi che i giovani per bene sono quelli che stanno a casa a studiare, uno stereotipo reazionario dei tempi del Sessantotto, per di più sulla bocca di chi pare frequentare abitualmente non la gioventù studiosa, quanto piuttosto quella avvenente e compiacente. È una riforma contrabbandata come rivoluzionaria, poiché …

Approvano il ddl Gelmini. E la chiamano riforma…

Il voto definitivo sul ddl Gelmini è arrivato in un clima surreale solo a sera. Il ddl ha ricevuto 307 sì, 252 no mentre 7 deputati si sono astenuti ma l’impegno in Aula delle opposizioni registra la 63sima e la 64esima sconfitta sugli emendamenti dal Pd, Api e da Fli. Fuori da Montecitorio è Roma a sperimentare lo stato d’assedio e in tutta Italia si protesta nelle piazze e sui tetti, con 7.000 studenti bolognesi che occupano l’autostrada. Nella capitale dalla prima mattina il centro è bloccato al traffico e nelle zone limitrofe al Parlamento è impedito persino il passaggio a piedi. E contro gli stduenti arrivano cariche e lacrimogeni. Dario Franceschini, nel suo intervento alla Camera nel quale ha annunciato il voto contrario del gruppo del Pd al ddl Gelmini, ha definito quello del governo “l’ultimo atto di debolezza di una maggioranza senza muscoli che a tempo scaduto prova a imporla”. Rispondendo a Berlusconi che aveva detto che gli studenti bravi devono andare a studiare invece che a manifestare (zitti e buoni quindi)lo ha …

Ddl Gelmini: approvato alla Camera. Dichiarazioni di voto dell' on. Dario Franceschini

Signor Presidente, stiamo affrontando questa discussione in una situazione surreale. Una maggioranza al capolinea, ex maggioranza l’ha chiamata l’onorevole Della Vedova, che non esiste più, non esiste più politicamente e numericamente e che pure vuole imporre a tempo ormai scaduto una riforma al mondo dell’università con dei muscoli che non ha, scaricando su un Paese già approvato altre tensioni. La giornata di oggi è particolarmente significativa perché le migliaia di studenti che hanno manifestato non hanno alle spalle alcun partito né alcun sindacato. L’hanno fatto spontaneamente dal sud al nord del Paese (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà). Le riforme vere, anche quando si ha la forza numerica e politica per farle – e non è il vostro caso – si fanno sempre con l’ascolto e la concertazione. Le proteste si cerca di capirle, non le si liquida con slogan sprezzanti, soprattutto quando quella protesta viene dai nostri ragazzi, dagli studenti, dai ricercatori. Leggete i blog, leggete i cartelli, leggete la lettera nobile dei ricercatori del Cern: quelli che protestano e chiedono ascolto …

Università, Pd: brutto giorno per gli atenei, ddl Gelmini è controriforma

Ghizzoni, si bloccherà anche ordinaria amministrazione. “E’ un brutto giorno per l’università italiana. La maggioranza e il governo si sono dimostrati sordi alle richieste delle opposizioni e del mondo accademico. L’università italiana ha bisogno di una riforma in grado di rilanciare l’autonomia degli atenei, il diritto allo studio, la valorizzazione delle competenze e dei talenti e di mettere in campo un serio progetto di investimento di risorse. Purtroppo, la maggioranza non ha imboccato questa strada e si è inerpicata sul sentiero del dirigismo, della ipertrofia normativa che ingesserà anche la gestione ordinaria, della precarizzazione dei giovani e della chiusura a tutte le istanze di chi già lavora all’interno degli atenei. Il nostro voto contrario al ddl Gelmini si unisce ai tanti “no” che sono stati espressi in tutte le piazze d’Italia da parte di studenti e rappresentanti del mondo accademico. Lo dichiara la capogruppo della commissione Cultura della Camera Manuela Ghizzoni.

Università delle tensioni

A poche ore dal voto definitivo sul ddl Gelmini, mentre la battaglia in Aula registra la 63sima e la 64sima sconfitta sugli emendamenti dal Pd, Api e da Fli, i primi ad essere insofferenti della possibile riforma dell’Università sono i romani. Dalla prima mattina il centro è bloccato al traffico e nelle zone limitrofe al Parlamento è impedito persino il passaggio a piedi. Contemporaneamente cortei e tensioni in tutta Italia. “Buongiorno, mi scusi dovrei passare” chiedo gentilmente al poliziotto che è posto tra i due blindati azzurri e bianchi della Polizia che bloccano strada e marciapiede. “Dove dovrebbe andare?” risponde l’agente che poi aggiunge che non si può passare. “Io lavoro vicino a Palazzo Colonna” obietto. “Allora nulla da fare, lì non è possibile arrivare” chiude il discorso il poliziotto. Non è un dialogo surreale ma uno dei tanti che il poliziotto di turno avrà dovuto fare con i tanti passanti e turisti che, sotto la pioggia, per diversi motivi volevano fare una passeggiata o raggiungere i proprio luogo di lavoro. Turisti e romani non …

Università, Pd: Fli sia coerente e voti emendamenti Pd per reclutamento ricercatori

Ghizzoni: è 63esima volta che il governo viene battuto alla Camera. “E’ alla 63esima volta che il governo viene battuto dall’inizio della legislatura. Adesso da Fli ci attendiamo un gesto di coerenza su quei nostri emendamenti fondamentali per modificare l’impianto della riforma e che richiedono oneri di spesa come il reclutamento di nuove forze per l’università (cioè i precari), i recuperi degli scatti stipendiali ,il reclutamento straordinario di ricercatori a tempo determinato. Insomma, su tutte quelle norme che servono a dare risposte vere alle attese di coloro i quali hanno i titoli di entrare nelle università ma ne sono tenuti fuori, e a coloro che già vi lavorano e vogliono proseguire legittimamente nelle loro carriere che gli vengono però sbarrate dal blocco del turn over e dall’assenza di risorse”. Lo dichiara la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni.