Tutti gli articoli relativi a: università | ricerca

«Università, i limiti della riforma mancata», di Marco Meloni *

Fallito il “blitz-Gelmini”, che ne sarà dell’Università italiana? Finora la scelta del governo di procedere a spallate ha generato una prevedibile contrapposizione: da un lato, i profeti della “riforma epocale” da approvare subito a scatola chiusa; dall’altro, il “tanto peggio tanto meglio” di chi si augura il fallimento di qualsiasi riforma. Due radicalismi uguali e contrari che si sorreggono a vicenda e rischiano di produrre il solito risultato: nessuna riforma. Oppure una riforma di propaganda, che dice di voler cambiare tutto a patto che “nulla cambi”. Il rischio è che chi protesta senza proporre si trovi a dover ringraziare il governo se trovasse le risorse – una riduzione dei tagli già in vigore, in realtà – per consentire al sistema universitario nel 2011 di sopravvivere e per una norma utile solo per qualche migliaio dei 26.000 ricercatori strutturati, nell’intento di placarne la protesta, e senza nuove posizioni di accesso alla carriera, come ha rilevato Irene Tinagli. Dunque, nessuna prospettiva per le decina di migliaia di ricercatori, specie precari, che chiedono solo un’opportunità di misurarsi. Abbiamo …

Università, Pd: Su ricercatori Governo reticente, sono 200 i posti non banditi

Ghizzoni: nascondono dati che dovrebbero essere pubblici “Vista l’enfasi con cui il governo si apprestava a chiedere un’accelerazione dei tempi di discussione parlamentare del ddl Gelmini sull’università, ci saremmo aspettati la massima trasparenza sullo stato di svolgimento dei concorsi per ricercatore. E invece oggi a Montecitorio ci siamo trovati davanti ad una ennesima risposta ministeriale che nega, di fatto, alle opposizioni di conoscere come sono stati spesi e se sono stati spesi i fondi per quello che potrebbe essere l’ultimo bando di accesso alle università per giovani ricercatori. C’è da chiedersi perché tanta reticenza da parte del ministro di comunicare dati che dovrebbero essere pubblici. Forse teme che si sappia che dopo ben 18 mesi dalla ripartizione dei fondi della seconda tranche delle cosiddette ‘quote Mussi’ ben 200 posti per ricercatori risultano ancora non banditi”. Lo dichiara la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni.

"Il Quirinale contro i tagli del governo all’università", di Caterina Perniconi

La piccola piazza dei Cavalieri, davanti all’ingresso della Scuola Normale di Pisa, è piena di persone già dalla mattina presto. Ci sono i ricercatori col lutto al braccio, gli studenti, dietro allo striscione “il futuro non ci aspetta”, molti precari. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, arriva poco dopo le undici, per celebrare il bicentenario dell’università, e prova a rassicurarli: “Condivido la forte preoccupazione di studenti e docenti per le difficili condizioni del sistema universitario che nessuno può fingere di ignorare”. Difficile però spiegare perché a quei ragazzi che qualcuno il futuro glielo sta rubando. Tagliando gli investimenti sull’istruzione, riducendo i diritti sul lavoro, precarizzando una generazione. “Conto sul vostro sentimento di responsabilità, al di là di ogni momento di comprensibile frustrazione”, ha detto il Capo dello Stato, interpretando i sentimenti di chi non ce la fa più. “Senza interferire sulle decisioni del governo e sulle discussioni parlamentari – ha continuato Napolitano – sento di dover riaffermare, e non cesserò di farlo, che occorre rafforzare il rilievo prioritario che va attribuito, non a parole ma …

"Ripensiamo il ddl università", di Eugenio Mazzarella*

E’ stato difficile fin qui far capire la ragionevolezza dei dubbi sul ddl Gelmini. Ora la conclamata assenza di copertura finanziaria anche sulle poche concessioni fatte in commissione spero abbia fatto comprendere che, condividendo l’urgenza di una riforma, avere un’idea diversa di quale riforma realizzare, non significava essere “un guerrigliero del calendario” votato a “sabotare” con lo strumento parlamentare degli emendamenti un bisogno del Paese. L’ingenerosità di questo giudizio di Guido Gentili sul Sole 24 Ore di qualche giorno addietro è stata un’ingenerosità diffusa per obiezioni condannate in contumacia. Forse ora si possono rappresentare le ragioni di chi fin qui si è opposto al ddl Gelmini. L’annunciata riforma è una ristrutturazione al ribasso del sistema dell’università: ci sono solo meno risorse, meno organico docente, meno tutto, e nessuna vera idea di università, con un disimpegno significativo dal sostegno pubblico. Alla meglio il progetto del Governo è trasformare una Mercedes asmatica, l’università italiana, di cui si ritiene non poter pagare i costi di riparazione, in una Smart con cui affrontare il confronto con i Paesi nostri …

Università, Pd: Governo ascolti il monito del Capo dello Stato

Ghizzoni: finanziaria è banco di prova, serve piano investimento straordinario. “Il Governo ascolti il monito del presidente Napolitano e passi dalle parole ai fatti”. Lo chiede la capogruppo democratica nella commissione Cultura di Montecitorio, Manuela Ghizzoni, che sottolinea come “la manovra finanziaria è il banco di prova per verificare se il governo ha veramente intenzione di restituire i fondi alle università e avviare un serio piano di investimento. Come ha mostrato l’esame parlamentare del ddl Gelmini non è possibile parlare di riforme se queste sono prive di coperture finanziarie. Dal governo pretendiamo chiarezza”. ****** Napolitano con studenti e docenti «Condivido le loro preoccupazioni» «Nessuno può fingere di ignorare le difficili condizioni del sistema universitario e anch’io condivido la forte preoccupazione di docenti e studenti e conto sul loro sentimento di responsabilità al di là di ogni momento di comprensibile frustrazione». Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Pisa al convegno per celebrare il bicentenario della fondazione della Scuola Normale Superiore. «Senza interferire nelle discussioni e nelle decisioni che hanno luogo in governo …

«Per non rinunciare al futuro», appello della Rete29Aprile

Il sistema scolastico e universitario italiano è in grave pericolo. Un pericolo serio, reale, non dovuto al dilagare della tv spazzatura, non provocato dal terrorismo islamico e stranamente neppure causato dai mutamenti climatici; la scuola e l’università italiana sono a rischio perché si tagliano drasticamente le risorse che, pur tra mille difficoltà, hanno permesso fino a oggi il loro funzionamento e garantito l’esistenza di insegnanti e ricercatori convinti di star svolgendo un compito importante. Forse è per questo senso profondo di autostima e di fiducia verso se stessi che insegnare non è un lavoro come un altro. Fare ricerca non è una comoda pratica per timbrare il cartellino e poi subire un lavoro più o meno tollerato o detestato: è spendere sogni, anni, fatica e sudore per studiare, interpretare, valutare, elaborare ipotesi, fare confronti, trasmettere conoscenze e gli strumenti per elaborarle. In tutti i Paesi dell’Unione europea l’insegnamento, dalle scuole materne alle università, è considerato attività degna del massimo rispetto, in quanto riserva strategica di competenze e sapere; nel nostro Paese l’insegnante è screditato agli …

«I panini di Tremonti e l'universita' dei metalmeccanici», di Fabrizio Dacrema

Una fulminea battuta di Giulio Tremonti ha messo fine alle speranze dei sostenitori della rapida approvazione della riforma Gelmini dell’università. Pare che il Ministro dell’Economia, di fronte alle lagnanze di Bondi e Gelmini per ottenere fondi abbia risposto, “Di cultura non si vive, vado alla buvette a farmi un panino alla cultura, e comincio dalla Divina Commedia”. Certo, poteva andare peggio, il ministro nazista della propaganda Joseph Goebbels diceva “Quando sento la parola cultura metto mano alla pistola”. Ovviamente Tremonti non ha nulla a che fare con il nazismo, né il berlusconismo può essere in alcun modo paragonato alla feroce dittatura nazista, anche se i rischi di cadere in una “dittatura morbida” non mancano. Poche ore dopo Tremonti, rintracciato dai cronisti a pranzo, ha naturalmente smentito, nonostante il suo commensale, il Ministro Bossi, facesse pensare ad una conferma implicita. Ma, battute a parte, resta il fatto che il disprezzo per la cultura e le sue istituzioni pervade tutte le scelte del governo. Quanto sta accadendo sulla riforma universitaria ne fornisce un esempio. Tremonti, negando la …