Tutti gli articoli relativi a: università | ricerca

"Valditara (Fli) e Ghizzoni (Pd) al Sole.com: così si rischia la paralisi", di Celestina Dominelli

Sulla riforma dell’università e sul depotenziamento del fondo di finanziamento ordinario per gli atenei (Ffo) centro-destra e centro sinistra non sono poi così lontani: mancano le risorse. I tagli di Tremonti rischiano infatti di condizionare non solo il camminio del ddl Gelmini ma anche il normale funzionamento degli atenei. Giuseppe Valditara (leggi l’intervista), senatore finiano e relatore di maggioranza al Senato del ddl e Manuela Ghizzoni (leggi l’intervista), capogruppo del Pd in commissione cultura alla Camera, in due interviste a confronto del Sole24Ore.com, per una volta sembrano essere d’accordo: mancano le risorse per far andare avanti le università. Valditara non nasconde la sua delusione «per come sono andate le ultime vicende. Serve un impegno serio su questa riforma che è una buona riforma e ritengo che vada finanziata e che si debbano rintracciare i soldi per rimpinguare il fondo di finanziamento ordinario degli atenei» e Ghizzoni ribatte rilanciando più o meno lo stesso concetto: «Non c’è solo un problema di copertura della riforma, nessuno parla del depotenziamento del fondo di finanziamento ordinario delle università (Ffo) …

«Solo la ricerca ci regala il futuro», di Aldo Schiavone

C´è una logica implacabile all´opera, nella decisione del ministro Tremonti di negare i fondi per le carriere dei ricercatori universitari, e con questo di mettere in crisi l´intera riforma Gelmini. Ed è la medesima logica che affiora nella battuta da lui appena pronunciata – e mai, credo, smentita: «La cultura non si mangia». Sia chiaro. Il ministro non dice una parola sulla sostanza dei provvedimenti: l´inquadramento dei ricercatori, o l´impianto del disegno Gelmini – sui quali, pure, si potrebbe discutere moltissimo. A lui, questo merito non interessa. Non vuole migliorare, cambiare, modificare. E nemmeno “punire” (i professori o i ricercatori). No. Semplicemente, dell´università italiana non gliene importa niente, come uomo di governo: è l´ultimo dei suoi pensieri. Può anche andare in malora. Bisogna avere il coraggio di dirla, questa drammatica verità, prima di sbattervi contro. Colui il quale esercita di fatto le funzioni di presidente del Consiglio – tranne che per quanto attiene alle questioni di giustizia – ha in mente un´idea del Paese e del suo futuro, che spiega benissimo le sue scelte e …

"Intervista a Manuela Ghizzoni: «Senza fondi Gelmini dovrebbe dimettersi»", di Jolanda Bufalini

La parlamentare Manuela Ghizzoni, battagliera capogruppo Pd in commissione Cultura, assieme al segretario Pier Luigi Bersani ieri ha incontrato una delegazione di ricercatori e studenti. Riforma senza copertura finanziaria. Il re è nudo? «Non vorrei che qualcuno avesse la memoria corta: risale a due settimane fa il siparietto di Mariastella Gelmini con Giulio Tremonti che assicuravano che le risorse ci sono. Ora il governo ha smentito il suo ministro e io spero che il ministro sia conseguente». Cosa significa conseguente? «Gelmini ha messo la faccia su questa riforma. Io mi dimetterei». Cosa significa la mancanza di soldi? «Sono senza copertura due emendamenti del governo, quello che prevede 9000 assunzioni straordinarie in sei anni (misura per noi largamente insufficiente) e quello che prevede la restituzione degli scatti stipendiali per le fasce più basse di reddito. Erano gli emendamenti grimaldello per il via libera alla riforma». Ma mancano anche i soldi per il funzionamento ordinario degli atenei? «C’è una voragine nelle casse dello Stato per l’università: un miliardo e 350 milioni sottratti dal governo. Ma così le …

«Università, non c’è più il ricatto», di Walter Tocci

È sospeso l’esame del disegno di legge per l’università. Riprenderà solo dopo la sessione di bilancio e comunque non prima di dicembre, per poi andare al senato in terza lettura. Ieri non c’è stato neppure l’inizio del dibattito. La conferenza dei capigruppo ha confermato il programma già stabilito su richiesta del Pd. La scomposta iniziativa della Gelmini ha messo inutilmente in tensione il mondo universitario facendo perdere tanto tempo in discussioni inutili sul calendario. Che questo fosse l’unico metodo da seguire era già stabilito dal buon senso e dal rispetto dell’articolo 81 della Costituzione, ma ora la dimostrazione più eloquente è venuta proprio dalla brutta figura del ministro sull’emendamento per i concorsi da associato, al quale il ministero dell’economia ha dato parere negativo in commissione bilancio. Il contrasto fra Tremonti e Gelmini conferma che avevamo ragione noi, che perfino il governo non riesce a lavorare se prima di approvare le norme non si definisce il quadro finanziario. Ora l’università è libera dal ricatto del governo che aveva imposto l’approvazione della legge come condizione di una …

«Dopo tante parole tutto come prima», di Irene Tinagli

Desta scalpore lo stop alla riforma dell’Università dato dalla Commissione Bilancio. Fa discutere sia perché questa riforma è stata sempre presentata dal governo come uno dei perni della sua azione innovatrice, sia perché mette in mostra le contraddizioni di un rimpallo di responsabilità e di uno scarso coordinamento tra vari ministri. Ma non erano proprio il ministro Tremonti e la Gelmini che non molto tempo fa ci rassicuravano che le risorse per la riforma dell’Università c’erano? Insomma, questa riforma ha assunto ormai un significato politico molto forte: il suo slittamento a fine anno sarebbe un duro colpo all’immagine del governo, in una fase peraltro molto delicata. Ma mentre tutti riflettori sono sullo slittamento, poche riflessioni sono condotte su ciò che è alla base di questo rinvio e le sue implicazioni non tanto per la tenuta del governo, ma per la riforma stessa e l’Università. La riforma infatti è stata bloccata dalla Commissione Bilancio per la mancata copertura finanziaria di 23 dei 26 articoli del provvedimento. Di fatto però a far saltare la copertura è un …

«Il Paese dei dottori laureati al parcheggio», di Umberto Eco

La classica laurea quadriennale italiana, con una tesi finale che talora (anche se non sempre) poteva tener testa alle tesi di PhD di altre università, era un unicum italiano. Negli altri paesi in genere c´è un primo corso triennale alla fine del quale si prende, come in Francia, una license o come nei paesi anglosassoni un BA, o baccellierato. Poi si può fare quello che in America si chiama master (ma non è esattamente quello che è ora un nostro master) e, per chi ha una vocazione alla ricerca, il PhD alla fine del quale, e solamente alla fine del quale, si viene nominati Dottore (lasciamo da parte i dottorati francesi di vari cicli perché c´è da perderci la testa). Essere Dottore, in America, è così importante, che in certe situazioni formali, per onorare uno studioso, non lo si chiama “Professor” Smith bensì “Doctor” Smith. Il Professor può essere anche un laico assunto a contratto, il Doctor ha conseguito il massimo titolo accademico. Non vi dico i guai quando un nostro laureato andava a proseguire …

La realtà sbugiarda il governo

Berlusconi, Tremonti, Brunetta, Gelmini, Maroni ci raccontano un’Italia che non c’è smentita ogni giorno dall’evidenza dei fatti. Finocchiaro: “L’esecutivo sta franando” immagine documento Il tappo sull’Italia sta per saltare, è la realtà che sbugiarda il governo. Ormai non passa giorno senza che agli annunci di Berlusconi, Tremonti, Brunetta, Gelmini vengano smentiti dall’opposizione, dalle relazioni tecniche degli organi statali, dai giornali. Questa settimana abbiamo scoperto che la riforma Gelmini dell’Università è un bluff, e per l’emendamento dell’ultimo minuto che prevedeva l’assunzione di 9.000 ricercatori, mancano i fondi. Che dirà la Gelmini ai ricercatori? Suggeriamo un “ragazzi non c’è un euro, la riforma è rimandata a data da destinarsi”. Vi raccontiamo il bluff svelato dal PD in Commissione Bilancio dove è arrivata la relazione tecnica della Ragioneria di Stato che attesta come non ci sia la copertura economica sufficiente per attuare il provvedimento. Vi fidate ancora della Gelmini? Bene, provate a farlo anche con Renato Brunetta, trionfante nei sondaggi dei primi mesi della nuova avventura belusconiana con i suoi attacchi indistinti ai dipendenti della Pubblica Amministrazione bollati …