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Scuola, un mese di proteste. Comincia l'Università

Per la scuola non c’è pace: contro tagli e riforme decisi dal governo, dopo gli scioperi della fame intrapresi sul finire dell’estate dai precari, culminati con il blocco dello Stretto di Messina di metà settembre, a partire da domani assisteremo alla mobilitazione di studenti e dei sindacati di comparto: i primi a scendere in piazza, per tre giorni consecutivi, saranno le associazioni studentesche universitarie, con in testa Udu e Link. Venerdì 8 Ottobre la mobilitazione si estenderà ai sindacati Usi Ait Scuola e Unicobas, che sfileranno a Roma fino al ministero dell’Istruzione, agli studenti delle scuola superiori (l’Unione degli Studenti promette di riempire 45 piazze), ai coordinamenti dei genitori e ai coordinamenti precari scuola. Venerdì prossimo le lezioni potrebbero davvero essere a rischio: i lavoratori della conoscenza della Cgil hanno infatti deciso di astenersi per un’ora (la prima o l’ultima). Il 13 ottobre a fermarsi sarà il personale non docente con contratti di tipo co.co.co aderente a Felsa-Cisl, Nidil-Cgil e Uil Cpo. Due giorni dopo, il 15 ottobre, a scioperare, per l’intera giornata, saranno docenti …

"Ricercatori mai docenti", di Gilberto Capano

I ricercatori universitari stanno protestando (con diversa compattezza ed intensità) in tutte le università italiane. Protestano contro alcune norme contenute nel ddl di riforma dell’università che mettono a esaurimento il loro ruolo senza modificare il loro stato giuridico (attenzione: la scomparsa del ruolo dei ricercatori è prevista, a partire dal 2013, già dalla legge 230 del 2005). I ricercatori universitari non sono, dal punto di vista normativo (dpr 382/80), professori: a essi spettano compiti didattici di tipo integrativo. Possono però essere titolari di insegnamento (grazie ad una disposizione normativa del 1990) se accettano di farlo. Insomma, i professori debbono insegnare per forza, perché la titolarità di insegnamenti è uno degli elementi del loro status giuridico, i ricercatori no. Il quadro normativo su questo punto è chiarissimo e indiscutibile (almeno agli occhi di un non giurista come chi scrive). Come ho già avuto modo di osservare sulle pagine di questo giornale, non vi è paese al mondo in cui chi ha una posizione a tempo indeterminato nel corpo accademico non debba anche insegnare. Nessun paese al …

Cern: Lhc, guida italiana per tutti i 4 grandi esperimenti

Poker italiano alla guida dei 4 principali esperimenti del piu’ grande acceleratore di particelle del mondo.Al Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra e’ infatti italiano anche il coordinatore dell’esperimento LHCb: e’ Pierluigi Campana, dirigente di ricerca dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Frascati, ed entrera’ in carica a maggio 2011. La fisica italiana coglie cosi’ un altro riconoscimento a livello mondiale. (Ansa) 28.09.10 ****** “Quattro per quattro” dal blog di Marco Cattaneo direttore de Le Scienze e Mente e cervello Quando sento dire che l’Italia fa “meglio degli altri” non so se ridere o piangere. Viaggio molto, per lavoro e per piacere, e incontro luoghi di civiltà al cospetto dei quali sembriamo saldamente ancorati al Medioevo. È patetico continuare a pensare che il nostro livello di sviluppo sia pari ai grandi della Terra, quando stiamo perdendo terreno anche rispetto ai medi e ai mediocri. Però ogni tanto questo paese sorprende. Sorprende davvero. In positivo. (E in negativo, naturalmente, visto che la notizia è passata in sordina su tutti i mezzi di comunicazione, troppo …

"Slitta il voto sul ddl. Gelmini si arrabbia", di Roberto Ciccarelli

Lo slittamento del voto sulla riforma Gelmini dell’università a dicembre è una nuova affermazione del movimento dei ricercatori che hanno bloccato l’anno accademico nella maggioranza degli atenei italiani. Nella seduta della conferenza dei capigruppo tenuta ieri mattina a mezzogiorno a Montecitorio, è stato rigettato il progetto del governo di strozzare i tempi di discussione nella commissione cultura e di votare in aula il provvedimento a partire da martedì 4 ottobre. Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha deciso di fissare la discussione generale giovedì 14 ottobre e di rimandare l’approvazione del disegno di legge al termine della sessione di bilancio. «Una scelta obbligata» ha commentato Fini il quale, pur riconoscendo le ragioni del governo, ha ricordato che non è possibile esaminare «provvedimenti onerosi» durante la sessione di bilancio. Al dibattito mattutino non ha potuto assistere il ministro dell’università Maria Stella Gelmini, costretta a restare sulla porta perché il governo era già rappresentato dal ministro per i rapporti con il parlamento Elio Vito. Nel corso della seduta della commissione cultura convocata alle tre del pomeriggio, sembra …

Università, Pd: rinvio è una garanzia su certezza risorse Ghizzoni e Lenzi: prima governo restituisca maltolto ad atenei poi discutiamo nel merito

“Vogliamo rassicurare i ricercatori e i rettori sugli effetti del rinvio dell’esame parlamentare della riforma universitaria. La nostra azione è finalizzata ad intrecciare la riforma con le risorse che vogliamo vedere scritte in atti contabili. Non ci bastano certo le promesse e non si costruiscono i bilanci con delle dichiarazioni in conferenza stampa. Ci muoviamo perché alle università, a tutti gli atenei, venga restituito il maltolto di questi due anni di governo Berlusconi e vengano aggiunte risorse per l’ingresso di giovani e la progressione in carriera di chi è già in ruolo. Questa sono le precondizioni per poter affrontare i temi di merito e le modifiche, sicuramente necessarie a migliorare l’efficienza del sistema universitario”. Così la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni e la deputata, Donata Lenzi dell’Ufficio di Presidenza democratico commentano lo slittamento dell’esame parlamentare della riforma universitaria ottenuto dal Pd dopo la richiesta in ufficio di presidenza del capogruppo, Dario Franceschini. ****** (ER) ATENEI. GHIZZONI (PD): SI DICA SUBITO QUANTE RISORSE CI SONO ‘C’È GROSSO TAGLIO DA COMPENSARE’. (DIRE) …

Università, Pd: dopo tagli, parole Berlusconi sono offensive per giovani italiani

“Le poche parole pronunciate oggi dal presidente del consiglio sui giovani e sul sistema educativo sono del tutto irrispettose nei confronti di chi ha subito un attacco mai visto in questi due anni di governo. Gli studenti e il personale della scuola e dell’università sono tra le principali vittime di questo governo che ha fondato la propria azione su tagli indiscriminati che hanno impoverito e immiserito il nostro sistema formativo. Davanti a queste politiche, che ci isolano in Europa, le parole di oggi di Silvio Berlusconi non solo sono false sono offensive”. Così la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni.

"Università, in mille alla protesta Manifestazione dei ricercatori a Ingegneria, offerta formativa a rischio", di Davide Berti

Erano in mille . E non solo ricercatori. Una manifestazione non di protesta partitica, nessuno schieramento e nessuna bandiera, ma una vera e propria presa di coscienza che così non può funzionare. La bilancia dell’università italiana è ormai totalmente sbilanciata verso l’emergenza e la crisi, ed è difficile pensare, in tempi brevi, ad una soluzione di equilibrio. Ieri, sul palco allestito per l’occasione nel cortile di Ingegneria, si è parlato soprattutto di responsabilità, e i ricercatori si sono presi le loro: «Siamo qui – attacca uno dei portavoce dei ricercatori della facoltà, Francesco Leali – perché vogliamo spiegare che tagliare la ricerca è l’errore più grave che si possa fare». I ricercatori hanno parlato alle centinaia di studenti raccolti nel campus:«La difficile situazione dei conti pubblici rende senza dubbio necessari dei tagli, ma non è scontato che questi avvengano a scapito della ricerca, ossia uno dei fattori trainanti per lo sviluppo del Paese . Ecco perché chiediamo di essere uniti e di comprendere questa nostra presa di posizione, ovvero la non disponibilità alla didattica» . …