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Università: Franceschini scrive a Fini: non soffocare il dibattito

Lettera al presidente della Camera da parte del capogruppo del Pd per assicurare il pieno rispetto dei tempi e delle procedure nella discussione al ddl sulla riforma dell’Università. Il presidente dei deputati del Pd Dario Franceschini fa appello al presidente della Camera Gianfranco Fini, “nel suo ruolo di garante del buon andamento dei lavori della Camera,” perché la riforma dell’Università, in esame presso la VII commissione, abbia tempi adeguati e appropriati per la discussione e l’approvazione finale. In una lettera, Franceschini evidenzia che “sebbene il disegno di legge in oggetto (“norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonché la delega al Governo per incentivare la qualità e l’efficienza del sistema universitario”) sia stato assegnato alla Commissione competente il 3 agosto u.s., l’esame dello stesso è iniziato solo il 15 settembre e il termine per la presentazione delle proposte emendative è stato fissato in Commissione per il 30 settembre p.v., anticipandone addirittura la scadenza rispetto all’originaria previsione indicata nel 4 ottobre.” “Non sfugge certamente – aggiunge Franceschini – l’esiguità dei tempi …

I ricercatori universitari contro la riforma Gelmini: «O cambia o proseguiremo la protesta», di Claudio Tucci

I ricercatori universitari chiedono alla Camera di modificare il Ddl Gelmini e annunciano battaglia: «se non avremo risposte positive, continueremo a dichiararci indisponibili alla didattica, l’unico strumento di protesta che abbiamo», hanno sottolineato ieri in audizione alla commissione Cultura di Montecitorio, dove è alle battute conclusive l’esame della riforma degli atenei. Il Governo per ora prende appunti e attraverso la relatrice al Ddl, Paola Frassinetti (Pdl) risponde che la via maestra per sbloccare la situazione dei ricercatori, che a causa della riforma rischiano di rimanere incastrati in questo ruolo a vita, passi attraverso i concorsi, che però in molti atenei sono bloccati per via della carenza dei fondi. Ma non è escluso, ha aggiunto Frassinetti, che presenterò emendamenti al provvedimento, concordati con il ministro Gelmini”, probabilmente direttamente in aula, dove il testo dovrebbe approdare il 4 o il 5 ottobre. Del resto, ha aggiunto, la discussione sul provvedimento è stata «ampia e approfondita e ha visto prender parte agli interventi anche diversi deputati di altre commissioni». Saranno emendamenti «poco significativi», hanno commentato i rappresentati della …

Università: Ghizzoni (PD), da audizioni bocciatura riforma Gelmini

“Il ministro Gelmini non nasconda la testa sotto la sabbia e tenga conto della pioggia di critiche che le tante associazioni hanno rivolto alla ‘sua’ riforma universitaria”. E’ quanto ha dichiarato il capogruppo Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni. “Sostanzialmente tutte le associazioni ascoltate oggi dalla VII commissione di Montecitorio hanno criticato duramente il provvedimento – ha spiegato – perche’ pervaso da una logica centralista e burocratica e che certo non serve a risolvere i veri problemi del sistema universitario italiano”. “Il Pd condivide queste critiche e chiede al governo di ribaltare completamente l’approccio sinora seguito – ha proseguito – Il dramma delle universita’ nasce dal sottofinanziamento dovuto ai ripetuti tagli di questo governo, per cui, per sgomberare il campo da qualsiasi equivoco chiediamo di rifinanziare subito le universita’ e solo dopo pensare alle necessarie riforme. Il contrario e’ solo un ricatto – ha concluso il capogruppo Pd nella Commissione Cultura della Camera – per ottenere il consenso di quegli atenei che si trovano con l’acqua alla gola”.

"Un passo avanti verso la pillola anticancro", di Umberto Veronesi

L’attribuzione del Premio Lasker a Napoleone Ferrara è un’ottima notizia per almeno tre motivi. Il primo è la motivazione scientifica: la scoperta della proteina Vegf – che ha un ruolo nella crescita tumorale – e l’identificazione di una molecola in grado di contrastare la sua azione, bloccando lo sviluppo della malattia. È l’applicazione del principio rivoluzionario dei farmaci intelligenti, che sono la grande promessa della ricerca contro il cancro e la speranza per milioni di malati. Si chiamano «intelligenti» perché, come i missili più sofisticati che riconoscono il bersaglio, si dirigono selettivamente contro le cellule malate, per distruggerle o disinnescarne la pericolosità, riducendo al minimo la tossicità per il resto dell’organismo. Alcuni farmaci – come quello individuato da Ferrara – interferiscono con un meccanismo vitale per il tumore quale il rifornimento di sangue, altri vengono attivati solo quando sono agganciati alle loro cellule-bersaglio. I farmaci intelligenti già utilizzati in clinica, da soli o in associazione alla terapia tradizionale (oltre all’Avastin trovato grazie agli studi di Ferrara e utilizzato per alcuni tumori del rene e del …

Urla al Nord ma “magna” a Roma

Mentre per l’ennesima volta offende Roma e i romani dandogli dei porci, 800.000 euro dalla Capitale arrivano nell’inesistente Padania per la scuola privata della moglie. Puglisi: “Bossi non disdegna quei fondi mentre tagliano i soldi alla scuola pubblica”. Franceschini: “Il Pd presenterà mozione di sfiducia individuale”. Siamo alle solite. Nella massima difficoltà si contrattacca alzando la posta e disorientando l’attenzione pubblica. La Lega sa bene che il governo è al capolinea e per bocca del suo leader decide di alzare la polvere per nascondere il fallimento più evidente degli ultimi 15 anni. Durante l’ennesimo comizio di Lazzate a base di celodurismo e di cacciamoli tutti a pedate, Bossi parlando di Roma e dell’eventualità che nella capitale si possa disputare una Gran Premio di Formula1 si è lasciato andare con questo sproloquio: “i romani se lo possono dimenticare, Monza non si tocca e a Roma possono correre con le bighe. Basta con Senatus PopulusQue Romanus, il Senato e il popolo romano, io dico sono porci questi romani”. Applausi scontati della gente ignorante per le dichiarazioni di …

I ricercatori: "abbandonati in un Paese che non capisce il nostro valore", di Adriana Comaschi

Coordina il gruppo di lavoro dell’Alma Mater che, in collaborazione con il Politecnico di Milano, pochi giorni fa ha conquistato le pagine della prestigiosa rivista Nature con una scoperta eccezionale: la prima “fotografia” del meccanismo molecolare alla base della vista umana. Non è un precario: eppure come i ricercatori precari patisce un senso di abbandono crescente, tanto che «la tentazione di andare all’estero è sempre più forte». Succede così che anche Marco Garavelli, 41 anni, ricercatore confermato all’istituto Ciamician dell’ateneo bolognese, si schieri nel fronte dei docenti “agitati”: che per tutta la prossima settimana alle lezioni sostituirà incontri in facoltà per spiegare le ragioni della protesta che ha “paralizzato” l’ateneo. Dal 5 ottobre poi l’incognita: rientrare in classe o continuare la mobilitazione? Loris Giorgini, rappresentante dei ricercatori nel Cda dell’Alma Mater, non si sbilancia: «Sono scelte personali, ma certo nessuno vuole spaccare l’ateneo, faremo quello che unisce di più». Intanto si sfrutterà al massimo la settimana di discussione decretata venerdì dal Senato accademico. Ognuno ha una storia da raccontare. Dentro e fuori l’ateneo: perché se …

"Caos atenei, tutti contro le promesse del governo", di Gioia Salvatori

«Tra qualche giorno ci sarà un passaggio cruciale per la formazione della coscienza critica delle nuove generazioni: spiegare agli universitari perché il prof non c’è», dice uno studente. E allora saranno assemblee col megafono e riunioni, rabbia e striscioni più di adesso, perché ora nei corridoi si aggira solo chi deve fare esami. Intanto continua la mobilitazione nelle università italiane: diecimila ricercatori hanno deciso di non prestarsi alla docenza, l’inizio delle lezioni è a rischio in decine di atenei in tutta la Penisola e, mentre studenti e ricercatori (ieri la loro notte bianca su radio e tv web) annunciano sit in piazza Montecitorio contestualmente alla discussione del ddl Gelmini, l’università si prepara a tre giorni di mobilitazione negli atenei dal 4 al 6 ottobre. Non c’è unità tra base e professori di lungo corso: dopo la promessa di Tremonti di finanziare la riforma universitaria entro due mesi, finisce sotto il fuoco di fila la conferenza dei rettori (Crui) accusata dal coordinamento nazionale dei ricercatori, dalla rete degli universitari-Link, dall’Uds e dai giovani democratici, di flirtare …