Tutti gli articoli relativi a: università | ricerca

«La nemesi dei ricercatori», di Sergio Luzzatto

Nell’attuale protesta dei ricercatori, l’università e la politica italiane raccolgono quanto hanno improvvidamente seminato da una quindicina d’anni a questa parte. Il caso di Bologna – dove i vertici dell’ateneo hanno posto un ultimatum ai ricercatori, minacciando di assumere docenti a contratto per garantire i corsi che i ricercatori stessi si rifiutano di tenere – è la punta di un iceberg: in forme appena meno virulente, un identico contenzioso esiste in tutte le nostre università, e l’inizio dell’anno accademico si presenta a rischio dovunque. Stando così le cose, è giusto che l’insieme dell’opinione pubblica, ma prima ancora i più diretti interessati (gli studenti universitari e le loro famiglie) abbiano la possibilità di veder chiaro almeno sui termini del problema. Chi ha ragione e chi torto? Hanno ragione gli atenei, nel momento in cui richiedono ai ricercatori di svolgere “regolarmente” i loro compiti didattici, o hanno ragione i ricercatori, nel momento in cui negano che fra tali compiti sia compresa una titolarità diretta dei corsi? Per rispondere alla domanda, occorre ricostruire in due parole la storia …

Festa Pd Modena-Ponte Alto: Università: tra confronto e scontro

Questa sera a Modena alla festa del Partito democratico a partire dalle ore 21 nella sala Abitcoop, confronto sull’università tra centrodestra e centrosinistra. Saranno di fronte l’on. Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in commissione istruzione e Cultura della Camera, e l’on. Paola Frassinetti, vicepresidente della stessa commissione. Condurrà il dibattito Anna Ferri di E’ Tv.

"Scienziati italiani in classifica" di Mauro Degli Esposti

Recentemente stilata dalla Via-academy, la classifica dei migliori scienziati del nostro paese permette di dare uno sguardo d’insieme all’impatto scientifico degli italiani nel mondo. Con qualche sorpresa. Intanto, non tutte le discipline esportano lo stesso numero di cervelli. I rettori non sono in genere i primi della classe. E in più, il nuovo sistema mette in discussione consolidate classifiche dei professori più bravi ottenute con altri metodi. Per la prima volta è possibile dare uno sguardo d’insieme all’impatto scientifico degli italiani nel mondo. La classifica dei top italian scientists stilata recentemente dalla Via-academy produce una sintesi del meglio della ricerca italiana sulla base dell’indice “h” di Hirsch. Calcolato con un metodo omogeneo per tutte le discipline, il valore di “h” misura l’impatto degli scienziati italiani che lavorano in Italia o all’estero. Qui presento una sintesi di nuove informazioni che emergono dall’analisi della classifica, che ora contiene 578 nomi. In primo luogo, quanti e dove sono i bravi ricercatori italiani? Queste domande non avevano finora una risposta esauriente. IL METODO Come sono stati selezionati i nomi …

Interpellanza urgente del Partito Democratico sull'avvio dell'anno scolastico

Interpellanza urgente presentata dall’On Manuela Ghizzoni I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, per sapere – premesso che: a distanza di due anni dall’entrata in vigore del decreto-legge n. 112 del 2008, varato dal Governo e convertito dalla legge n. 133 del 2008, che all’articolo 64 ha previsto il taglio di quasi 8 miliardi di euro, in tre anni, agli organici del personale docente, amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA), pari a poco meno di 132.000 posti, determinati dalla cancellazione di 87.341 cattedre e 44.500 posti di personale ATA, sono sotto gli occhi dell’opinione pubblica gli effetti devastanti che si sono abbattuti sul nostro sistema d’istruzione pubblica, sulla sua qualità e sulla sua tenuta; il drastico taglio di personale, previsto dall’articolo 64 del decreto-legge n. 112 del 2008, ha determinato nell’anno scolastico 2009-2010 la cancellazione di 42.105 cattedre e 15.167 posti di Ata. A questi tagli e nonostante l’ampia disponibilità di posti vacanti e disponibili, è corrisposto il mancato rinnovo del contratto a tempo determinato per 14.000 docenti e per 8.000 …

"Bologna, i ricercatori non cedono. Epifani: Sulle libertà si va indietro", di Chiara Affronte

Ancora nessuna via di uscita allo scontro tra ricercatori anti-Gelmini e vertici di ateneo scoppiato martedì a Bologna dopo l’annuncio da parte degli uni del blocco dell’attività didattica e degli altri della volontà di rimpiazzarli con docenti a contratto. Ieri è stato assordante il coro di «no» contro la decisione del rettore. A partire dal segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani che ha parlato di «regressione sul terreno delle libertà: si fa lo sciopero in una fabbrica Fiat – ha detto – e ti chiedono i danni; a Bologna ti sostituiscono gli scioperanti». A definire la scelta «molto grave» è stato anche il segretario Flc-Cgil Mimmo Pantaleo che ha lanciato una settimana di mobilitazione per i primi di ottobre e ha invitato «il rettore e il senato accademico a revocare la decisione presa che riteniamo di dubbia legittimità». Non è stato morbido neppure il Pd nei confronti del rettore. Per la senatrice Vittoria Franco si è trattato di una mossa «scorretta». Più conciliante Marco Meloni, responsabile Università e ricerca, che ieri ha incontrato sotto le …

Università, Pd: ultimatum a ricercatori ha sapore di thatcherismo

Ghizzoni: ricercatori meritano rispetto. “Preoccupa la decisione dell’Università di Bologna di sostituire con docenti a contratto i ricercatori che non accetteranno incarichi di insegnamento per protestare contro la soppressione del loro ruolo e l’assenza di una reale prospettiva di futuro contenute nel ddl Gelmini. Dal Senato accademico della più antica università di Europa ci saremmo aspettati maggior rispetto per coloro che contribuiscono quotidianamente a rendere la qualità della ricerca ai livelli internazionali e maggiore attenzione nei confronti per la qualità didattica. E’ una scelta incomprensibile, che ricorda quel thatcherismo che pensavamo ormai archiviato, e che è destinata inevitabilmente ad aumentare la conflittualità e la precarizzazione dei ricercatori”. Così la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni. ****** UNIVERSITA’, MELONI (PD): SITUAZIONE GRAVISSIMA, IL GOVERNO INTERVENGA. DOMANI A BOLOGNA PER INCONTRARE RETTORE E RICERCATORI La decisione di atenei come quello di Bologna e altri, di ovviare al blocco della didattica da parte dei ricercatori rimpiazzandoli con docenti a contratto, è grave e sbagliata. Perché tutta l’università dovrebbe essere al fianco di quanti chiedono …

"Così Don Vito faceva politica", di Francesco La Licata

Con il materiale ora in possesso delle Procure di Palermo e Caltanissetta, prende forma il «quadro politico» che don Vito Ciancimino ha tenuto in piedi per anni – dai Settanta fino alla morte (2002) – attraversando praticamente la storia della Dc, prima, e tentando, poi, di entrare anche nella «Seconda Repubblica». Per tutta la giornata di ieri, mattina a Palermo e pomeriggio a Caltanissetta, Massimo Ciancimino è stato sentito sui documenti recentemente acquisiti agli atti di indagini aperte da qualche tempo. Che cosa contengono quelle carte, in parte trovate nel corso della perquisizione ordinata dai magistrati di Caltanissetta, in parte consegnate dallo stesso Ciancimino? C’è di tutto, là dentro: scritti autografi di don Vito, riflessioni politiche sul partito (la Dc) che si apprestava a «mollarlo» consegnandolo all’opinione pubblica come «unico capro espiatorio» del sistema politico-mafioso. Ci sono anche «pizzini» indirizzati a Bernardo Provenzano: corrispondenza interessante sul giro di soldi che fluttuava tra partiti e cosche. E c’è lo sfogo politico di don Vito che, secondo un costume mai tramontato, denuncia di essere vittima di una …