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"Università, passa la riforma «epocale» del ministro Gelmini", di Giuseppe Vittori

Via libera dall’aula del senato, in prima lettura, al ddl Gelmini di riforma dell’Università, che ora passa all’esame della Camera. Il ministro l’ha definita «epocale». Molte le nuove regole: dal reclutamento di professori e ricercatori ai mandati a tempo per i rettori. Il ministro Gelmini ha anche garantito, attraverso un ordine del giorno, che c’è l’impegno del governo a recuperare una parte del taglio di unmiliardo e 300 milioni della scorsa Finanziaria. In particolare, «40 milioni di euro per ripristinare gli scatti di stipendio ai ricercatori». «Sulle risorse all’Università per ora dal governo solo promesse e niente fatti. Lo ribadiamo: i tagli penalizzano soprattutto i giovani, gli studenti, i ricercatori, i giovani studiosi che restano esclusi dalla possibilità di carriera accademica» ha detto la senatrice Vittoria Franco del Pd. Ecco una sintesi delle principali novità. Rettori a tempo (massimo 8 anni) – I «magnifici» potranno restare in carica al massimo 8 anni. Sono possibili due incarichi consecutivi da4 anni ciascuno. La normaè applicata dall’entrata in vigore della legge. I rettori già al secondo mandato, quindi, …

"Concorsi, facciamo così", di Fulvio Cammarano

Al centro di qualunque riforma universitaria rimane la questione del reclutamento dei ricercatori. Un tema molto delicato perché costituisce non soltanto lo snodo attraverso cui viene garantito il fisiologico ricambio del personale docente. Ma perché rappresenta anche la cartina di tornasole attraverso cui l’opinione pubblica giudica l’università. Gli scandali e i polveroni che regolarmente vengono sollevati sul funzionamento degli atenei italiani sono incentrati soprattutto su chi e sul come si “entra” nel circuito accademico. La recente riforma dei concorsi ha introdotto un elemento di casualità nella composizione delle commissioni che, attraverso il sorteggio dei commissari, impedisce la vittoria del “predestinato” ma non sembra sufficiente a risolvere il problema della selezione del migliore tra i candidati. Come mai? Perché un concorso continua ad essere considerato il luogo del “colpo di mano”, della scelta deresponsabilizzata: nello stesso istante in cui la commissione indica il nome del vincitore, se non ha commesso errori formali, comincia a lavarsene le mani poiché la “pratica” passa al pubblico erario. E chi s’è visto s’è visto! Allora perché non introdurre la responsabilizzazione …

"Università, la lunga storia della catastrofe", di Guido Crainz

È molto difficile riflettere sulla parziale riforma universitaria oggi in discussione senza fare i conti con la storia lunga che le sta alle spalle e che chiama in causa, insieme, responsabilità del ceto politico e del mondo accademico. Una storia in cui, come in Assassinio sull’Orient Express di Agatha Christie, non vi è un unico colpevole: alla fine tutti i possibili imputati appaiono in varie forme responsabili. Viene talora evocato il fantasma del ’68, ma la Francia gollista, ad esempio, rispose subito al “maggio” con la legge Faure, che avviò una modernizzazione reale degli atenei. Nulla di tutto ciò avvenne da noi, e la riforma in discussione alla vigilia del ’68 – la inadeguata legge Gui – era stata affossata non tanto dalla protesta studentesca quanto dall’ostruzionismo conservatore dei “deputati- baroni”, fieri oppositori della incompatibilità fra docenza e mandato parlamentare, e dell’introduzione del tempo pieno. Ancora al ’68 viene talora attribuita la liberalizzazione dell’accesso a tutte le Facoltà, sin lì condizionato – in modo talora anacronistico – dalla scuola frequentata in precedenza. Anche questo non …

"Una manovra contromano", di Manuela Ghizzoni

Intervento dell’on. Ghizzoni sulla manovra economica in discussione alla Camera Signor Presidente, da qualche giorno alcuni docenti e ricercatori hanno posto in calce alle proprie e-mail la dichiarazione che il Ministro Gelmini pronunciò per commentare la manovra il giorno stesso della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. La Ministra Gelmini disse: «È una manovra coraggiosa e indispensabile per contenere la spesa, una manovra che garantisce equità, sviluppo e crescita, le promesse del Presidente Berlusconi sono state confermate; sono stati tutelati i ceti deboli, non ci sono tagli per pensioni, sanità e scuola, non ci sono tagli per i centri di ricerca e per il fondo per l’università; le infrastrutture del sapere del nostro Paese sono state salvaguardate». La scelta di questi docenti e ricercatori è quella, quindi, di poter avere sempre sotto gli occhi, quando lavorano al personal computer, la distanza siderale tra gli annunci di chi ha responsabilità politica di un Dicastero e la deludente realtà della sua incoerente azione. Con questa dichiarazione il Ministro ha voluto lanciare un messaggio rassicurante, ma infondato, sugli effetti della …

"La posizione del Pd sull'università", di Marco Meloni*

L’intervento di Irene Tinagli “Università, valutiamo le qualità” mi offre l’opportunità di precisare alcune posizioni del Partito Democratico oggetto della sua analisi. In primo luogo, la nostra proposta sul pensionamento dei docenti a 65 anni sottolinea un problema generale del sistema italiano, quello generazionale. Adeguare agli standard europei l’età di pensionamento, e fare altrettanto sul versante dell’accesso alla carriera (sbloccando il turn-over e abolendo il precariato col contratto unico di ricerca, come proponiamo), è un modo concreto per affrontarlo. Abbiamo la classe accademica di gran lunga più anziana tra i paesi OCSE, è un dato di fatto. Probabilmente il tema non è il più importante in materia di università – e infatti questa è solo una delle nostre proposte – ma ciò non significa che non sia necessario affrontarlo. In secondo luogo, nessuna generica volontà conflittuale o di “rottamazione”. Infatti proponiamo che i docenti possano continuare a svolgere attività di docenza e ricerca anche dopo i 65 anni, previa positiva valutazione dell’attività di ricerca e di didattica, affidata agli atenei in quanto, come è noto, …

"Non è questa la riforma che serve all'università", di Claudio Ciancio, Mario Dogliani, Federico Vercellone

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta elaborata da tre docenti universitari torinesi sulle dichiarazioni del Presidente della Repubblica in occasione dell´inaugurazione della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste Illustrissimo Signor Presidente della Repubblica, ci permettiamo inviarLe un documento, sottoscritto da circa seicento docenti e ricercatori, che – ribadendo i tratti fondamentali del modello “ideale” di Università quale è stato tramandato da un´esperienza plurisecolare (sempre rielaborata, anche nella cosiddetta post-modernità) – critica, alla luce di tale modello, il dibattito politico-mediatico, e soprattutto le politiche legislative e finanziarie del Governo, in materia universitaria. La piena consapevolezza dei vizi che affliggono l´Università è il presupposto esplicito di tale critica; come lo è delle molte manifestazioni di dissenso che si vanno estendendo, in numerosi Atenei, nei confronti delle politiche predette. È con amarezza, dunque, che abbiamo letto le parole che Ella ha pronunciato a Trieste in occasione della inaugurazione della nuova sede della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati, il 13 luglio scorso, laddove ha affermato che: «Nessuno, anche e in modo particolare i giovani, nessuno di …

"Da professore dico: Giovani via dall'Italia", di Paolo Guiotto*

Finalmente la singolare protesta in atto in molte Università italiane è uscita dalle «mura» degli Atenei e ha cominciato a prendere posto nel dibattito pubblico. Come molti colleghi, anch’io ho dolorosamente scelto di non insegnare il prossimo anno accademico e vorrei condividere le mie motivazioni che, credo, siano quelle di molti. Da oltre 12 anni insegno analisi matematica nelle Facoltà scientifiche dell’Università di Padova. Ho insegnato a Matematica, Fisica, Ingegneria e Informatica, inizialmente svolgendo esercitazioni nei corsi e successivamente assumendomi la responsabilità di corsi interi. Ho insegnato e sono tutore per gli studenti della Scuola Galileiana, la “Normale” di Padova, la scuola di eccellenza che ogni anno vede qualche centinaio di giovani concorrere per 24 posti tra discipline umanistiche e discipline scientifiche. L’insegnamento all’Università è parte integrante dell’attività di ricerca. Anzitutto nei corsi più avanzati, dove si insegnano tematiche di ricerca e si avviano i giovani più promettenti a questa difficile attività professionale. Ma anche nei corsi di base, perché sono il primo impatto con uno studio che richiede un rigore ed un approfondimento straordinari. …