Tutti gli articoli relativi a: università | ricerca

"Giorno della Memoria " dedicato alle Vittime del Terrorismo: l'intervento del Presidente della Repubblica

“No alla violenza e alla rottura della legalità in qualsiasi forma” “E’ necessario tenere sempre alta la guardia contro il riattizzarsi di nuove possibili tentazioni di ricorso alla protesta violenta, e di focolai, non spenti una volta per tutte, di fanatismo politico e ideologico. No alla violenza e alla rottura della legalità in qualsiasi forma: è un imperativo da non trascurare in questo momento, in funzione della lotta che si combatte, anche con importanti successi, contro la criminalità organizzata, ma più in generale in funzione di uno sviluppo economico, politico e civile degno delle tradizioni democratiche e del ruolo dell’Italia”. Così il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel discorso commemorativo del “Giorno della Memoria” dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi. “Sono convinto – ha aggiunto il Presidente Napolitano – che anche questa sia la lezione che viene, che anche questo sia il contributo che può venire, da una sempre più ricca pratica della memoria della devastante esperienza del terrorismo italiano”. Il Capo dello Stato ha ricordato i “tanti colpi mortali che furono sferrati, …

"Università senza guida, il ministro cosa dice?", di Maria Chiara Carrozza*

L’Università sta vivendo un momento di particolare confusione e disorientamento. Da una parte intense campagne mediatiche hanno enfatizzato difetti e disfunzioni che certamente devono essere sanati attraverso un vero processo di riforma; dall’altra la mancanza di chiarezza su scelte strategiche, nuove regole e reali disponibilità rende difficile la programmazione delle stesse attività ordinarie di didattica e di ricerca. Il maggior prezzo di questa situazione, come sempre, è pagato dai più giovani, studenti e nuovi ricercatori, e dalle fasce economicamente più deboli. Né la legge di riforma attualmente in discussione sembra dare risposte concrete: al di là delle sue formulazioni tecniche su questioni pur importanti come le forme di governo dell’Università o lo stato giuridico dei docenti, mancano infatti o sono incerti gli elementi strutturali senza i quali l’Università resta senza fondamenta. Proverò ad elencare schematicamente tali elementi attraverso cinque precise domande al Ministro, dalle quali emerge fra l’altro come il problema dell’Università non riguardi solo gli addetti ai lavori ma la società nel suo complesso, famiglie e mondo produttivo. Prima domanda. Quali sono le risorse …

"La grande truffa siciliana dell’eolico senza vento", di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella

Intascati gli incentivi verdi, nella valle di Mazara tutte le pale ora sono ferme. Chi gira a mille è Sgarbi: dal museo sulla mafia alla mostra «W Garibaldo» Ferma. Ferma. Ferma. Ferma. Ferma. Non ce n’è una, nella selva di immense pale eoliche stagliate nel cielo della stupenda valle di Mazara, che accenni a muoversi sotto un refolo di vento. Non una. Don Chisciotte, che nel romanzo di Cervantes si scaglia lancia in resta ammonendo i mulini «potreste agitar più braccia del gigante Briareo, che me l’avete pur da pagare », non correrebbe alcun rischio, qui, di finire rovesciato a gambe all’aria. «Mai: non si muovono mai», maledice Vittorio Sgarbi, che il bidone dell’eolico in Sicilia lo ha denunciato da un pezzo, «Peggio: se anche si muovessero e producessero energia, quelli di Terna, che gestiscono la rete, hanno detto che non sarebbero in grado di prenderla e redistribuirla ». Eppure, per tirar su questi bestioni giganteschi, hanno sventrato i fianchi delle colline, devastato i crinali, annientato ettari ed ettari di vigne in tutta la valle, …

"Riconoscere (adesso) ruolo e diritti dei ricercatori universitari" di Dario Antiseri

Il 30 aprile 2009 il personale docente delle nostre Università risulta così composto: 18 mila 962 professori ordinari, 18 mila 297 associati, 25 mila 802 ricercatori. Di 60 anni è l`età media degli ordinari, di 53 quella degli associati, di 46 quella dei ricercatori. Tra il 2009 e il 2013 vanno in pensione 11 mila 552 docenti, così suddivisi: 3.765 ordinari, 5.275 associati, 2.512 ricercatori. Entro il 2020 saranno circa 30 mila i docenti che, per raggiunti limiti di età, lasceranno l`Università. Dunque, il problema più urgente – tremendamente urgente – è quello di provvedere alla loro sostituzione, se non si vuole, per cecità ed irresponsabilità, che la nostra Università muoia. Ora, nelle Università italiane, operano 26 mila ricercatori. Ed è da anni che alla quasi totalità di costoro vengono affidati corsi di insegnamento anche fondamentali; e in qualità di docenti i ricercatori, oltre a tenere cicli di lezioni, seguono tesi di laurea, presiedono commissioni di esami, fanno parte delle sedute di laurea, sono indispensabili peri requisiti minimi che mantengono in vita i Corsi di …

Ghizzoni: Università, giusta la protesta dei ricercatori

Ghizzoni: “Il Ddl del governo non offre prospettive di crescita al sistema universitario” Anche i ricercatori dell’Università di Modena e Reggio Emilia hanno annunciato la volontà di sospendere le attività didattiche contro il disegno di legge della Gelmini che abolisce la figura dei ricercatori. “Le mobilitazioni annunciate dai ricercatori sono del tutto condivisibili” dichiara l’on. Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in commissione Istruzione e cultura della Camera. “Il disegno di legge – spiega l’on. Ghizzoni – non offre prospettive di crescita al nostro sistema universitario e ai nostri giovani ricercatori, costretti a ricoprire un ruolo ad esaurimento e privati di ogni aspirazione legittima di carriera accademica. Allo stesso modo si sbarra la strada ai tanti giovani di talento che attualmente svolgono attività di ricerca con contratti precari: per loro non resta che imboccare la via per l’estero. Il governo – prosegue la parlamentare commentando la risposta del ministro Vito a una sua interrogazione – ha detto chiaramente che non ci sono risorse per quest’anno e che vi saranno ulteriori tagli per 950 milioni per il prossimo, …

Al via il riordino degli enti Miur: quale futuro per la ricerca pubblica? *

A due mesi dall’entrata in vigore del D. Lgs. 213/2009, sta per avere avvio il riordino degli enti di ricerca vigilati dal Miur. Infatti, il Ministro Gelmini ha nominato cinque esperti per ciascuno dei dodici enti sottoposti a riordino: essi, ai sensi del D.Lgs. 213/2009, integreranno i consigli d’amministrazione degli enti coinvolti per la prima stesura di statuti e regolamenti. Dei sessanta complessivi, che insieme ai consigli d’amministrazione in carica dovranno tra l’altro assicurare che statuti e regolamenti prevedano «norme anti-discriminatorie tra donne e uomini nella composizione degli organi», le donne sarebbero soltanto quattro. Sulla base delle scadenze prospettate dal decreto, gli schemi di statuti e regolamenti dovranno essere deliberati, previo parere dei Consigli scientifici, entro il prossimo 16 agosto. Seguirà l’esame da parte del Ministro, che avrà facoltà di formulare osservazioni di merito e di legittimità, con la clausola del silenzio-assenso, entro sessanta giorni dalla ricezione degli stessi. Ottenuta l’approvazione, seguirà la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale e, entro il bimestre successivo, il completamento delle procedure di nomina di Presidenti e consigli d’amministrazione. Il decreto …

Università, Pd: nel 2011 ulteriori tagli per 1 miliardo di euro

Franceschini e Ghizzoni: da governo scelte miopi e irresponsabili “La situazione in cui si trovano gli atenei è gravissima e i dati forniti dal governo sono inquietanti perché confermano che il fondo di finanziamento ordinario subirà, di fatto, un’ulteriore riduzione delle disponibilità di circa il 2% nel 2010 e un taglio di circa un miliardo nel 2011” E’ quanto ha replicato il capogruppo del Pd Dario Franceschini alle parole “del tutto insufficienti” del ministro Elio Vito chiamato a rispondere, nel corso del question time, ad una richiesta precisa posta dalla collega Manuela Ghizzoni, ovvero “se il Fondo per il finanziamento ordinario delle Universita’, già decurtato di circa 300 milioni di euro nel 2009 subirà nei fatti un’ulteriore diminuzione del 2% nel 2010.” Secondo il presidente dei deputati del Pd “non ci sono dubbi: questo taglio purtroppo è nei fatti – ha affermato Franceschini – e al ministro Vito, Franceschini ha obiettato che “sono altrettanto stupefacenti gli annunci di nuovi tagli per il 2011” . Per il capogruppo del Pd “i 400 milioni recuperati dallo scudo …