Tutti gli articoli relativi a: università | ricerca

Università: Pd, in arrivo nuovi tagli a Fondo ordinario? Governo risponderà giovedì a interrogazione del Gruppo Democratico

“E’ vero che il Fondo per il finanziamento ordinario delle Università, decurtato del 3,72% rispetto al 2009 (cioè di 278,8 milioni di euro), subirà un’ulteriore diminuzione per la totale indisponibilità di risorse?”. Lo chiede il Gruppo del Pd alla Camera nell’interrogazione a risposta immediata al ministro dell’Istruzione che sarà discussa domani al Question time. “Fino ad oggi – si legge nel testo dell’interrogazione di cui è prima firmataria Manuela Ghizzoni, capogruppo in commissione Cultura – , cioè quasi a metà dell’esercizio finanziario, non sono noti i criteri e parametri per il riparto delle risorse agli Atenei, mentre nel corso dell’ultima assemblea della Conferenza dei Rettori delle Università italiana del 29 aprile è stata valutata con estrema preoccupazione la possibilità di ulteriori possibili diminuzioni al FFO per l’anno in corso”.

"Anno accademico corsi a rischio", di Andrea Rossi

Caro ministro, in queste condizioni esiste il concreto rischio che il prossimo anno accademico non possa cominciare». Forse toni e sfumature non saranno questi. Forse il concetto sarà più articolato, denso di riferimenti. Ma il senso è chiaro, netto: se le premesse sono queste l’Università di Torino l’anno prossimo potrebbe non essere in condizione di far partire i corsi. È la prima volta che succede. Ed è la prima volta che il Senato accademico dà mandato al rettore di minacciare l’interruzione di corsi, esami e lezioni. Nessun ateneo italiano – nonostante le difficoltà siano uguali per tutti – aveva finora compiuto questo passo. Ieri l’ha fatto Torino, mossa che è l’immagine plastica di un’università che vive in apnea, decisa ieri sera dal Senato al termine di una seduta tesa, con circa 200 tra ricercatori e studenti in presidio, una breve irruzione, e qualche parola al vetriolo tra il rettore Ezio Pelizzetti e alcuni studenti. Il rettore lo va dicendo da almeno un paio d’anni, quando la scure dei tagli ha cominciato a farsi pesante: «Siamo …

"Siena: Ateneo nel caos. Tagli ai contratti rischiano di saltare esami e lauree", di Augusto Mattioli

Eppure abbiamo lavorato bene. È davvero un peccato, al di là degli aspetti che ci riguardano, che venga rovinata molta della qualità che in questo ateneo abbiamo raggiunto con il nostro lavoro». È molto amareggiata e non lo nasconde la collaboratrice linguistica svizzera che da anni ha un contratto con l’università di Siena. I vertici dell’ateneo, da molto tempo in una condizione finanziaria decisamente preoccupante, hanno messo in discussione la parte accessoria del contratto della quarantina dei collaboratori linguistici firmato nel 2006 e scaduto a fine anno 2009. Il motivo addotto, secondo quanto riferiscono gli interessati e i sindacalisti, è semplice e schiacciante: mancata copertura finanziaria. Da qui la decisione del rettore Silvano Focardi di rivolgersi alla Procura della Repubblica di Siena ipotizzando irregolarità nello stesso contratto da cui scaturirebbe la conseguenza di un danno erariale. La questione è stata discussa per ore ieri sera dal cda dell’ateneo senese. E alla fine si è deciso, con 12 voti a favore e un astenuto (hanno votato 13 su 26) di eliminare la parte accessoria. Taglio che …

"Università in rivolta. L’alleanza dei precari. da Firenze a Siena", di Silvia Casagrande

Atenei a rischio paralisi. Sempre più ricercatori stanno aderendo alla mobilitazione contro il disegno di legge Gelmini di riforma universitaria e se decidessero di incrociare le braccia tutti (in Toscana sono 2.010, tra ordinari e precari), un terzo dell’attività didattica rimarrebbe scoperta. A Firenze hanno già aderito i ricercatori delle facoltà di scienze, architettura (70%) e scienze politiche (18 su 23). A Siena l’80% di quelli di ingegneria, 40 su60 a scienze e pare che anche medicina parteciperà allo “sciopero”. A Pisa per ora si sono mossi solo a Scienze politiche, dove i firmatari sono 23 su 25. Maggio è stato scelto per lanciare una settimana di mobilitazione, che si chiuderà il 21 con una manifestazione nazionale, perché è il mese della programmazione didattica per l’anno successivo. Ma senza la disponibilità dei ricercatori a insegnare, attività che per altro non compete loro per legge e viene svolta a titolo gratuito, molti corsi corrono il rischio di saltare, facendo andare in cortocircuito tutta la macchina universitaria. Una presa di posizione forte, ma da cui i ricercatori …

I ricercatori: «Stop alle lezioni», di Roberto Ciccarelli

Dal prossimo ottobre rifiuteranno di tenere lezione e bloccheranno i corsi di laurea se nel disegno di legge Gelmini sull’università non cambieranno le norme che regoleranno la governance degli atenei, non saranno ritirati i tagli al fondo ordinario (Ffo) degli atenei e non saranno modificate quelle che ostacolano la carriera dei ricercatori e aggravano il precariato. Lo ha stabilito l’assemblea organizzata ieri alla Statale di Milano dai ricercatori universitari dei 72 atenei mobilitati contro il Ddl. «Se dovesse passare – afferma Alessandro Ferretti, fisico dell’università di Torino – rifiuteremo ogni incarico didattico non obbligatorio, limitandoci a tutoraggio e laboratori così come prevede la legge». La scelta di rinunciare alla didattica ricorda quanto è successo in Francia un paio d’anni fa quando i maitre-à-conference sospesero per un anno intero la didattica e gli esami. L’impressione è che abbia aumentato la forza contrattuale del movimento che ieri si è dotato anche di un coordinamento nazionale. Se ne sono accorti a Roma dove due giorni fa si è tenuto al Miur un incontro interlocutorio tra i ricercatori e …

"Ricercatori, la protesta dilaga rischio blocco in tutti gli atenei", di F.V.

La protesta dei ricercatori universitari contro la riforma Gelmini, scoppiata nelle facoltà scientifiche della Statale, ha raggiunto tutti gli atenei milanesi. Alla Bicocca, nei consigli di facoltà di Scienze della formazione e Psicologia, professori ordinari e associati hanno espresso ufficialmente la loro solidarietà ai ricercatori, che minacciano di «rifiutare ogni incarico didattico non obbligatorio» se la riforma diventerà legge. Che equivale a dire, di fatto, che non si terrà più lezione. E che, di conseguenza, dal prossimo settembre si bloccheranno i corsi di laurea. Al Politecnico un gruppo di ricercatori si è riunito per discutere «azioni da intraprendere contro un provvedimento che cancella la nostra esistenza». Il problema è sentito a livello nazionale. Oggi alle 10.30, nel polo scientifico della Statale a Città Studi, in via Colombo, si incontreranno ricercatori di 27 atenei, dalla Sapienza di Roma all´università di Lecce, per studiare un documento comune con l´obiettivo di mettere pressione al governo e convincerlo a fare marcia indietro. Le preoccupazioni dei ricercatori si basano sul fatto che il documento licenziato dal ministero dell´Istruzione – che …

"Il pasticcio dei ricercatori", di Giliberto Capano

ricercatori universitari d’Italia si stanno mobilitando contro il disegno di legge di riforma del ministro Gelmini in discussione al senato. In molte sedi essi hanno preannunciato che nel prossimo anno accademico non insegneranno. Se queste minacce venissero attuate l’intero processo di offerta formativa del sistema universitario italiano verrebbe messo in ginocchio, perché almeno un terzo degli insegnamenti sono tenuti dai ricercatori. Siamo di fronte all’esito di una tipica storia italiana che, per essere compresa, necessita di un breve excursus storico (d’altra parte come ben sappiamo molti dei problemi italiani di oggi vengono da lontano). Il ruolo del ricercatore universitario venne introdotto nel 1980 (insieme ai ruoli di professore ordinario ed associato). La normativa che lo istituiva prevedeva che i ricercatori facessero solo ricerca e potessero svolgere solo attività didattica integrativa. Insomma, non potevano essere titolari di insegnamenti. Ed è proprio nell’inizio della storia che sta il germe della patologia: unico paese del mondo occidentale, abbiamo previsto che vi fosse una figura di ruolo, a tempo indeterminato, nel corpo accademico privo della funzione docente. Geniale vero? …