Tutti gli articoli relativi a: università | ricerca

"Fuoco amico contro Darwin", di Pietro Greco

Stavolta non sono i teorici del creazionismo o qualche esoterico a prendersela con il vecchio Charles: il filosofo Fodor e il neuroscienziato Piattelli Palmarini attaccano il motore stesso dell’evoluzione della specie. I due autori tengono a precisarlo già nell’introduzione: siamo atei senza tentennamenti e il nostro attacco a Darwin o meglio, al neodarwinismo non ha nulla a che fare con il disegno intelligente e il creazionismo. La nostra è una critica naturalistica. Non ha nulla né di religioso né di esoterico. La nostra è una partita giocata tutta all’interno del dibattito scientifico. Inoltre, quello che proprio non ci va giù è che la spiegazione darwiniana, la selezione naturale, venga eletta da alcuni – come il filosofo Daniel Dennett o il biologo Richard Dawkins, a principio universale e applicata anche in campi – come la sociologia o la psicologia – con cui poco o nulla ha a che fare. Queste sono le due premesse con cui il filosofo Jerry Fodor e il neuroscienziato Massimo Piattelli Palmarini aprono il libro Gli errori di Darwin, che dopo essere …

"La protesta unisce ricercatori e docenti", di Ottavia Giustetti

Tutti contro il disegno di legge Gelmini: l´Università di Torino raccoglie l´invito dei ricercatori già in stato di agitazione e fa suoi i motivi della protesta, organizzando il primo tavolo d´ateneo per la pianificazione delle prossime iniziative di dissenso. Lo si è deciso ieri pomeriggio, dopo una conferenza di ateneo alla quale hanno partecipato qualche centinaio tra studenti, ricercatori e docenti dell´Università. Il primo incontro è fissato per venerdì prossimo. Dopo la relazione di Sergio Roda e di Mario Dogliani che hanno fatto un quadro delle difficoltà nelle quali verserà l´ateneo se passerà la riforma della Gelmini, dopo un intervento di Alessandro Ferretti, rappresentante dei ricercatori e di Helios Marchelli, presidente del Senato studenti, di Igor Piotto della Flc Cgil e di Paolo Bertinetti, preside della facoltà di Lingue, tutte le componenti di ateneo hanno concordato: c´è la necessità quanto mai urgente di organizzare un movimento congiunto per dire no alle nuove regole che si discutono in questo momento al Senato con la legge e i suoi ottocento emendamenti. «Abbiamo bisogno del sostegno dei docenti …

"Supplenti e bidelli pagati dai genitori", di Erminia della Frattina

Un “buco” da 5 milioni di euro, insegnanti e bidelli che non prendono lo stipendio da gennaio. È la situazione drammatica delle scuole nel Padovano tra licei, tecnici professionali e istituti comprensivi (quelli con elementari e medie). Per loro mancano cinque milioni dal ministero del Tesoro, per ripianare le spese ordinarie tra esami di maturità, supplenze, materiali scolastici e di laboratorio. “È una cifra anticipata come tutti gli anni dagli istituti per pagare il normale funzionamento del regime scolastico – racconta il dirigente del liceo scientifico Cornaro Massimo Vezzaro, 900 studenti e un credito verso lo Stato di almeno centomila euro – tra supplenze, esami di maturità, materiale per i laboratori. Di solito anche alla spicciolata ma le risorse anticipate dalle scuole arrivavano dal ministero. Quest’anno però con i tagli voluti dalla Gelmini arriva poco o nulla, e noi abbiamo grattato il fondo del barile”. Insomma gli istituti scolastici sono rimasti a secco, così se un insegnante si ammala improvvisamente non ci sono i soldi per pagare un supplente. La soluzione rimediata alla meno peggio …

"Lauree e talenti senza lavoro, Italia ultima per mobilità sociale", Luca Cifoni

Quel pezzo di carta, o meglio le competenze che ne derivano, dovrebbe essere la migliore assicurazione contro la crisi. Ma anche se gli ultimi dati sull’occupazione mostrano che, almeno nella sua fase iniziale, la crisi ha colpito soprattutto i lavoratori con un basso titolo di studio, questo non vuol dire che nel nostro Paese la situazione sia rose e fiori per chi dispone di una laurea, magari accompagnata da una solida esperienza professionale. Anzi, alcune storiche carenze del nostro sistema formativo, unite ai limiti della struttura produttiva italiana, riescono a volte a creare il paradosso per cui le aziende non trovano le professionalità necessarie (come evidenziato ad esempio dal Rapporto di Almalaurea cui sabato Il Messaggero ha dedicato un’inchiesta), ma allo stesso tempo chi ha un curriculum di tutto rispetto incontra serie difficoltà collocarsi e soprattutto a ricollocarsi, specie se è intorno ai cinquanta. Per capire come questo possa accadere bisogna partire da una peculiarità italiana nel panorama dei Paesi Ocse: il nostro Paese rappresenta almeno una parziale eccezione alla regola secondo cui le eccellenze …

"Grande attesa per l'annuncio ufficiale del ritrovamento di uno scheletro di ominide", di

L’anello mancante tra la scimmia e l’uomo sarebbe stato finalmente trovato. Si tratta di una nuova specie di ominide, un bambino, i cui resti saranno mostrati per la prima volta giovedì. La nuova specie si colloca evolutivamente e temporalmente tra l’australopiteco, considerata ancora una scimmia, presente in Africa 3,9 milioni di anni fa, e il primo ominide riconosciuto, l’homo habilis, nostro progenitore di 2,5 milioni di anni fa. La nuova specie non ha ancora un nome. Autore del ritrovamento è stato il sudafricano Lee Berger dell’università di Witwatersrand di Johannesburg nella caverna di Malacapa, nell’area sudafricana di Sterkfontein. La zona è soprannominata “culla dell’umanità”. Il professor Berger e i suoi collaboratori non hanno ancora fatto dichiarazioni sull’entità della loro scoperta ma nella comunità internazionale, scrive la stampa britannica, l’aspettativa è molto elevata. Si ritiene che, se la scoperta colmasse davvero alcune lacune nella catena evolutiva, l’intera storia dell’evoluzione potrebbe essere integrata in modo significativo. Resti di specie analoghe erano stati già trovati in passato, ma si è sempre trattato di ritrovamenti di frammenti di ossa. …

"Università, precari della cattedra a centinaia resteranno a spasso", di Laura Montanari

Sono docenti a tutti gli effetti, ma invisibili e “non strutturati”. Con i tagli l’unica alternativa che avranno sarà insegnare gratis. Centinaia di docenti a contratto resteranno senza un corso o saranno “costretti” a insegnare gratis. Alcuni del resto già lo fanno. Sono i precari della cattedra, quelli che da anni vengono spremuti dalle università italiane, tenuti a far lezione anche a cento o duecento allievi per volta, quelli che fanno ricevimento studenti, seguono le tesi, assistono agli esami, danno i voti. Docenti a tutti gli effetti eppure invisibili, “non strutturati”: i loro nomi non si trovano né fra i ricercatori, né fra gli associati, né fra gli ordinari. Non hanno alcuna rappresentanza nelle facoltà, né negli organi di governo delle università. Sono esterni, cattedre low cost, in genere freschi di studio, aggiornati e qualificati. Molti hanno già avuto assegni di ricerca e borse di studio e vengono “parcheggiati” nella docenza più precaria che esista perché in questo modo le accademie possono continuare ad assicurare corsi a costo zero o a compensi irrisori. Dal loro …

"Esami facili, prof fantasma il bluff milionario delle università online", di Maria Novella De Luca

Perché le facoltà telematiche sono diventate così tante in poco tempo? E come mai sette su undici sono state autorizzate in appena cinque mesi? Dagli imprenditori alle banche la proprietà passa spesso di mano. Ma quali interessi e capitali ci sono davvero dietro a questo affare? Sono decine i concorsi indetti ma in realtà i docenti idonei non vengono assunti quasi mai a favore di personale a contratto. Dovevano essere la grande sfida dell´e-learning italiano, la rete di atenei che avrebbe permesso anche al nostro paese di entrare a testa alta nel mondo delle università on line, e dell´insegnamento a distanza. Invece, a sette anni dalla loro nascita, istituita con il decreto ministeriale del 17 aprile 2003 firmato dal ministro dell´Istruzione Letizia Moratti e dal ministro dell´Innovazione Tecnologica Lucio Stanca, gli atenei telematici italiani sono diventati a tutti gli effetti un “sistema parallelo” per ottenere a pagamento una laurea in tempi da record, accorciando corsi di studio e collezionando crediti formativi. Un metodo rodato ed oliato per diventare dottori a caro prezzo ma con il …