Tutti gli articoli relativi a: università | ricerca

"Il riordino del secondo ciclo ai nastri di partenza", di Gian Carlo Sacchi

Il riordino che oggi viene inaugurato toglie tutte le aggiunte che in passato avevano contraddistinto le proposte innovative, con finanziamento statale, e apre spazi di flessibilità senza la certezza che questo rimanga, soprattutto sotto forma di personale. Una scelta anticipata fin dal primo anno contrasta con le politiche dell’orientamento che invece muovono da progressive azioni di evoluzione/differenziazione, mentre qui siamo già in presenza di interventi di recupero/riorientamento. Questo vale in particolare per i rapporti tra istruzione e formazione professionale, che si sono voluti rendere paritari sul piano politico, pur attivandoli con finanziamenti diversificati, ma che il regolamento degli istituti professionali vede anche in termini di possibili integrazioni. Una tale opportunità era prevista già da tempo da leggi regionali o da intese tra regioni e il ministero stesso, specialmente nel primo biennio, ai fini cioè di favorire in modo più equilibrato il predetto orientamento e di conferire maggiore equità ai curricoli, nell’ambito dell’assolvimento dell’obbligo di istruzione e tra formazione generale e professionale. Le quote di flessibilità potranno dare origine a percorsi pluridisciplinari, anche nella prospettiva del …

«Quel potere del mondo produttivo che rischia di svendere l'università», di Dario Antiseri

L’istituzione dell’abilitazione scientifica nazionale – prevista nel Disegno Di Legge per la riforma dell’Università (Titolo III, art. 8) – appare come la migliore proposta, tra quelle già sperimentate e tra le altre immaginate, per il reclutamento dei professori universitari. Le commissioni giudicatrici attestano l’idoneità scientifica, nei diversi settori scientifico-disciplinari, dei candidati; e successivamente le Università scelgono fra gli «abilitati» coloro che vengono giudicati più adatti per i progetti di ricerca in corso e quelli in programma per il futuro e più idonei per una qualificata didattica. Fondamentale, poi, per l’intera architettura del progetto di riforma, è «l’introduzione di un sistema di valutazione periodica da parte dell’ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione Università e Ricerca) dell’efficienza e dei risultati conseguiti nell’ambito della didattica e della ricerca dalle singole università e dalle loro articolazioni interne». Ebbene, una volta stabiliti questi due punti si dovrebbe lasciare la più ampia autonomia alle Università nell’articolazione dei loro statuti e nella programmazione dei loro progetti. Ma questa necessaria autonomia viene soffocata in più punti dal Disegno di Legge: risulta eccessivo il potere …

«All'università senza Lingua e letteratura», di Francesco Erbani

Rischiano di sparire i dipartimenti specifici dove studiare Petrarca o Montale. Santagata: “Tutti razionalizzano ma in nessun paese d’Europa succede una cosa così” SI CHIAMERANNO dipartimenti di Lettere antiche e moderne. Oppure di Filologia. Oppure si inventeranno altre denominazioni e forse si scatenerà la fantasia: rischiano comunque di sparire dalle università i dipartimenti integralmente dedicati alla lingua italiana e alla sua letteratura. Potrebbe essere solo una faccenda nominale, ma secondo molti docenti di italianistica, soprattutto degli atenei più grandi, c’è anche sostanza. Ed è per questo che lanciano un allarme: non è possibile, denunciano, che mentre si avvicinano i centocinquant’anni dall’Unità l’accademia spinga in un angolo gli insegnamenti che più rappresentano il patrimonio condiviso degli italiani. Cioè la loro lingua e la loro letteratura. Dice Marco Santagata, studioso di Petrarca e autore di Il filo rosso, uno dei più fortunati manuali per i licei, professore alla Statale di Pisa: «Molti rettori e molti senati accademici stanno anticipando alcune delle norme contenute nella riforma Gelmini, che è ancora in discussione in commissione Cultura al Senato. Fra …

Intervista a Tullio de Mauro: «L'Italia e la cultura? Separati in casa», di Francesco Erbani

Tullio De Mauro intervistato da Francesco Erbani punta il dito contro la classe politica. I nostri ministri stanno lentamente distruggendo la ricerca, l’insegnamento, l’università Che ne è della cultura degli italiani? Qualcuno afferma che, tra i Paesi avanzati, il nostro, nonostante le buone performance economiche, sia penalizzato da una sostanziale arretratezza culturale. Rispetto alla media europea l’Italia ha una delle percentuali più basse di diplomatie laureati, soprattutto nelle materie scientifiche. Da noi si leggono meno libri e giornali. Per non parlare dello scarso numero di biblioteche pubbliche. Preoccupazione destanoi livelli di analfabetismo, magari, come si dice, «di ritorno». La spesa per la ricerca è, in percentuale rispetto al prodotto interno lordo, quasi la metà della media europea. Il numero dei ricercatori sul totale delle persone impiegate è uno dei più bassi d’Europa e la loro etàtra le più alte. Insomma, più di un motivo per non essere ottimisti. Richiama questi dati Francesco Erbani nella prefazione alla nuova edizionedi un libro-intervista con Tullio De Mauro: La cultura degli Italiani (Laterza, pp. 278, euro 12,00). L’EMERGENZA ITALIANA …

"Un decreto troppo evasivo", di Silvia Giannini e Maria Cecilia Guerra

Giusto in tempo per le elezioni regionali, è stato varato il decreto incentivi di cui si parlava da mesi. Si tratta di 420 milioni in totale, ma 150 milioni rappresentano un diverso utilizzo di fondi già stanziati. I nuovi 270 milioni dovrebbero arrivare da norme antievasione. Entrate, dunque, incerte per loro natura. Il decreto è poi una somma di microinterventi, distribuiti a vari settori, che difficilmente solleciteranno nuova domanda. Nel complesso, un decreto senza personalità, poco utile sul piano economico, con costi di attuazione da non sottovalutare. E alla fine il decreto incentivi di cui tanto si era parlato in questi mesi ha preso forma … appena in tempo per le elezioni regionali. LA COPERTURA DEL DECRETO Sul sito del ministero dello Sviluppo le cifre del decreto sono così sintetizzate: 300 milioni di incentivi al consumo; 70 milioni di sgravi fiscali per il tessile; 50 milioni per cantieristica e aerospazio. Per un totale quindi di 420 milioni. Attenzione, però, perché dei 420 milioni, più di un terzo (150 milioni) rappresentano un diverso utilizzo di fondi …

Domus aurea, Pd: Bondi, Alemanno e Marchetti arrivano in ritardo. Ghizzoni: serviva il crollo per intervenire sull'abbandono del monumento?

“Bondi, Alemanno e il commissario governativo Luciano Marchetti arrivano ancora una volta in ritardo. Sembra quasi che serviva il crollo della volta della domus aurea per porre l’attenzione sullo stato di degrado e abbandono di un monumento di così grande importanza. Ma d’altronde a furia di disinvestire e raschiare il barile questi sono i risultati.E’ l’ora che Bondi faccia autocritica e si metta a lavorare per un ministero finora lasciato ad un inesorabile destino d’abbandono”. Così la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni. ****** Domus Aurea, cede parte del soffitto. Bondi: “Un piano straordinario per Roma”. Una grossa voragine di 20 metri si è aperta in viale Serapide sopra l’edificio Da domani via ai lavori di restauro, ma è polemica sui fondi per il patrimonio Una grossa voragine si è aperta questa mattina, intorno alle 10, in viale Serapide, nel parco di Colle Oppio, dove sono in corso degli scavi archeologici. La voragine è larga almeno venti metri e si è aperta sopra il soffitto di una galleria della Domus Aurea, …

"Non ci saranno più né sedi né insegnanti", di Mario Pirani

Un fenomeno assai allarmante, di cui in questa rubrica riassumo i termini, mi viene segnalato dal professor Mario Sechi, ordinario di letteratura italiana moderna all´ateneo barese, impressionato dalla martellante campagna pubblicitaria, lanciata da una università telematica nella sua città e verosimilmente anche altrove. L´università in questione – denominata E-Campus – risulta istituita con un decreto ministeriale del gennaio 2006, con sede operativa a Novedrate in Brianza e con sedi decentrate a Roma, Messina e Bari. Altre 8 università telematiche private, risultano a tutt´oggi registrate. L´allarme di alcuni docenti più avvertiti nasce dal carattere della campagna pubblicitaria, imperniata su due principali argomenti: I) il «superamento» del concetto di frequenza dei corsi da parte degli studenti; II) l´efficacia in termini di produttività del metodo didattico e-learning (apprendimento elettronico) assistito. Quanto al primo punto, si tratta di un ribaltamento radicale del principio formativo su cui tutta la storia dell´università europea ha operato per secoli: vale a dire il principio della vita comunitaria di docenti e studenti, in ambienti adatti a stimolare lo scambio e il confronto delle conoscenze …