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Lavoro: Pd per il governo è la 36esima bocciatura. Ghizzoni: passa emendamento per assunzioni ricercatori a tempo indeterminato

“Il Governo e la sua maggioranza sono stati battuti oggi alla Camera per la 36esima volta dall’inizio di questa legislatura. Con il voto di oggi il Pd ha ottenuto che le risorse delle università rese disponibili dai pensionamenti vengano utilizzate per assumere ricercatori a tempo indeterminato e non per attivare i contratti di ricerca introdotti dalla legge Moratti nel 2005. Insomma abbiamo ottenuto che a fronte dei pensionamenti vi siano “posti sicuri” bocciando in questo modo anche la linea del ministro Gelmini. Così la capogruppo del Pd nella commissione Cultura Manuela Ghizzoni, prima firmataria dell’emendamento su cui è stata battuta oggi la maggioranza alla Camera. ****** (ECO) Ddl lavoro: Pd, per il Governo 36ma bocciatura da inizio legislatura (Il Sole 24 Ore Radiocor) – Roma, 27 gen – “Il Governo e la sua maggioranza sono stati battuti oggi alla Camera per la 36esima volta dall’inizio di questa legislatura”. Lo rileva la prima firmataria dell’emendamento al Ddl collegato sul lavoro approvato dall’Aula con il no di relatore e Governo, la capogruppo del Pd nella commissione Cultura, …

"Ricerca, disponibili solo 400 milioni", di Valentina Arcovivo

Per cominciare un pizzico di autocritica e un elenco di buone intenzioni. Poi, una serie di obiettivi poco ambiziosi e un sostanziale nulla di fatto per la ricerca di base. Il Programma Nazionale della Ricerca 2010/2012 non è ancora stato approvato – si aspetta a fine gennaio il parere del Cipe e poi l’approvazione del Consiglio dei ministri – e già lascia ampi margini di critiche ai membri della comunità scientifica. Tutti d’accordo con le premesse, cioè una presentazione a tinte fosche della situazione attuale della ricerca in Italia, e con le intenzioni di migliorare l’attuale situazione. Aprono dubbi e perplessità, invece, le azioni concrete e gli obiettivi individuati dal ministero dell’Università e della Ricerca. Primo ostacolo con cui si scontra il nuovo piano è la quantità di risorse. L’obiettivo dichiarato del ministero è di aumentare gli investimenti pubblici in Ricerca & Sviluppo che dovrebbero passare dall’attuale 0,56 allo 0,65 per cento del Pil. In pratica, l’obiettivo è quello di raggiungere la media di investimenti pubblici degli altri paesi europei. Nel 2012, inoltre, si spera …

Ispra: Pd, accordo passo avanti, ma ora valorizzare ruolo e conoscenze

“La decisione dei lavoratori di Ispra di scendere dal tetto dopo 2 mesi di mobilitazione è certamente una buona notizia, ma l’accordo raggiunto è solo l’inizio di un percorso. Ribadiamo la necessità di operare attivamente per la valorizzazione piena dell’agenzia, un fiore all’occhiello del sistema ambientale e della ricerca nel nostro Paese. Le risorse umane e il ruolo dell’Ispra servono a utilizzare al meglio conoscenze e capacità di controllo e di valutazione in un settore tanto delicato per la tutela e la qualità della vita dei cittadini e del nostro sistema ambientale. Nella fase nuova che si sta aprendo, questo ruolo non può essere ignorato da un governo che intenda prestare vera attenzione alle tematiche ambientali. Continueremo a vigilare per una piena e soddisfacente applicazione dell’accordo e perché questo sia seguito da una reale valorizzazione dell’istituto e delle sue professionalità. Resta intatta la preoccupazione per la politica del governo, che, colpevolmente, riduce le risorse in favore della ricerca pubblica, scelta che si dimostra ancora più grave data una congiuntura economica che richiederebbe invece ogni sforzo …

"Appello del fisico Cabibbo: Così la ricerca muore, salvatela", di Emanuele Perugini

«È un vero e proprio disastro. Continuare a indebolire la ricerca di base significa tagliare il ramo sul quale siamo seduti. Prima o poi cadremo dall’albero». Nicola Cabibbo, fisico e presidente dell’Accademia Pontificia delle Scienze, non usa mezzi termini per commentare il continuo taglio delle risorse destinate alla ricerca di base nel nostro paese. «Alla lunga pagheremo molto caro questa scelta e forse abbiamo già cominciato a farlo». Cosa sta succedendo alla nostra ricerca? «La stiamo lasciando invecchiare per vederla lentamente morire. Sono anni ormai che è in corso un processo che sembra essere irreversibile. Non c’è quasi più nessun ricambio generazionale all’interno del mondo della ricerca e gli scienziati più anziani non sanno letteralmente a chi trasmettere le loro conoscenze». Non ci sono ricercatori giovani in grado di farlo? «No, assolutamente. Ci sono dei giovani bravi e in gamba, ma non riescono a trovare spazio. Troppo poche le risorse, troppo precari i contratti, per permettere loro di consolidare le posizioni e di fare carriera. Preferiscono andarsene via, all’estero. Eppure, sono loro i rimpiazzi che …

"Le nostre scoperte? Lasciate a metà", di Valentina Arcovio

«Senza il sostegno dello Stato e delle imprese noi ricercatori fondamentali non riusciamo a produrre conoscenze e idee, quelle che in futuro possono produrre innovazione e progresso». Dall’estero, dove sono fuggiti per continuare le loro ricerche, ma anche dall’Italia, dove invece hanno continuato a lavorare stringendo la cinghia, la denuncia dei ricercatori ha una sola voce: «con le briciole non si crea conoscenza». Sono infatti briciole i soldi che vanno a finire nei laboratori di ricerca pura soprattutto se li paragoniamo a quelli destinati alla ricerca applicata o allo sviluppo sperimentale. Sui 18.231 milioni di euro che il nostro paese investe in Ricerca & Sviluppo, solo 4.700 vengono investiti in ricerca fondamentale a fronte dei cospicui 13.531 milioni di euro investiti in ricerca applicata e sviluppo sperimentale. «La tendenza degli ultimi anni – dice Luciano Maiani, presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) – è stata quella erodere risorse alla ricerca fondamentale. Per supplire alla mancanza di investimenti privati, lo Stato ha inseguito la ricerca applicata per produrre prodotti innovativi a breve termine, creando di …

"Ricerca, senza soldi la scienza si ferma: tra 10 anni l’Italia non avrà più cervelli" , di Valentina Arcovio

Con i pochi soldi che vengono destinati alla ricerca di base il nostro paese rischia – tra dieci anni – di rimanere senza cervelli. «Se non si sostiene questo tipo di ricerca – dice Roberto Petronzio, presidente dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) – non si formano menti brillanti e creative. E senza menti brillanti e creative non c’è progresso e innovazione». E’ un po’ come mettere un’ipoteca sul futuro della scienza in Italia. Il pericolo è reale e i numeri sono drammaticamente emblematici. Stando all’ultima rilevazione Istat, sui 18.231 milioni di euro che in totale il nostro paese (Stato e imprese private) investe in Ricerca & Sviluppo (R&S) solo una piccolissima fetta va alla ricerca di base. Tra pubblico e privato, solo il 26 per cento (4.700 milioni di euro) degli investimenti complessivi va a finire nelle tasche dei cervelli che lavorano per creare conoscenza e, quindi, innovazione. «Bisogna mettersi in testa – dice Tommaso Maccacaro, presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) – che non esiste ricerca applicata senza ricerca di base. Senza le …

"Scuole, si riparte con le casse vuote. la Cgil: a rischio altri cinquemila posti", di Franco Vanni

“Il debito non è mai stato così alto — fanno sapere dalla Cgil — il rischio è che presto si arrivi alla paralisi amministrativa degli istituti. O viene stanziato denaro fresco, o non ci saranno soldi nemmeno per pagare il sostegno dei disabili e i commissari degli esami di Stato” Per oltre un milione di studenti lombardi oggi è il giorno del ritorno sui banchi dopo le feste. Ma quella che ricomincia è una scuola che non ha risolto i suoi problemi: mentre i tecnici del Comune sono al lavoro per riparare gli impianti danneggiati dal maltempo in sette scuole elementari, Cgil presenta un rapporto shock sullo stato di salute dell’istruzione pubblica nella Regione. Dall’indagine, condotta su 1.298 istituti, emergono dati allarmanti. Uno su tutti: i 120 milioni di debito che il ministero dell’I struzione ha accumulato nei confronti dei singoli istituti. Fondi mai trasferiti, con cui i presidi dovrebbero pagare supplenze, cancelleria e progetti didattici. Ma visto che da Roma i soldi non arrivano, nelle scuole (elementari soprattutto) la carta igienica la portano da …