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“Le famiglie italiane si scoprono formiche”, di Rosa Serrano

Stop ai debiti per auto, moto, computer: crescita zero per il credito al consumo. Non si compera, quindi non ci si indebita. Finiti i tempi in cui per cambiare la macchina ogni anno, per permettersi un arredamento di tendenza o tecnologie sempre al top le famiglie a secco di contanti correvano a chiedere prestiti. La crisi globale ha cambiato le abitudini degli italiani: se prima era “cool” spendere, ora si fa di necessità virtù e si torna al frugale. Di tale gelata ha fatto le spese il credito al consumo che, dopo anni di crescita a due cifre, ora viaggia con un incremento tendente allo zero rispetto al 2007. Una caduta che va di pari passo con le difficoltà dell’economia e che ha fatto registrare a banche e società finanziarie un drastico ridimensionamento del settore. I prestiti finalizzati, infatti – utilizzati soprattutto per l’acquisto di beni durevoli come auto, mobili, elettrodomestici o computer e chiesti direttamente dal cliente al negoziante per dilazionare il prezzo d’acquisto – secondo uno studio Assofin, fra gennaio e novembre del …

“Italia, l’innovazione è privata”, di Giancarlo Radice

Sedicesimi su 19 Paesi, ma esportiamo tecnologia. Ultimi per laureati e ricercatori, primi per telefonini In apparenza, fra il 2007 e il 2008 è cambiato molto poco. La nuova edizione del Rapporto «Innovazione di sistema» elaborato dalla Fondazione Rosselli in collaborazione con il Corriere della Sera conferma la supremazia nordeuropea e americana nella classifica dei Paesi più capaci di creare le premesse per sviluppo e competitività. Vale a dire quei Paesi in grado di usare al meglio il capitale umano, la ricerca scientifica, ma anche di modernizzare infrastrutture come rete ferroviaria e banda larga di Internet, di produrre brevetti ed alta tecnologia. La Svezia mantiene il primato assoluto, la Finlandia sale dal terzo posto del 2007 al secondo nel 2008, la Danimarca scende dal secondo al terzo, gli Usa si confermano quarti e la Gran Bretagna quinta, seguiti da Olanda, Giappone, Belgio, Canada. L’Italia si ritaglia il sedicesimo posto sul totale dei 19 paesi dell’Ocse presi in considerazione. Rispetto all’anno prima, quand’era 17ma, ha compiuto dunque un piccolo passo avanti, anche se non sufficiente per …

«I nostri Atenei non sono così malati», di Luciano Modica*

Accetto la sfida che Vincenzo Cerami ha lanciato nel suo veemente attacco all’università italiana pubblicato sull’Unità del 19 dicembre. Sì, oso negare risolutamente che le nostre università e i nostri docenti siano “l’ultima ruota del carro in Europa”. Oso oppormi con i fatti – e, perché no, con un orgoglio che, caro Cerami, non ha nulla di patetico – a quest’attacco mediatico generalizzato che da qualche mese i più accreditati opinionisti conducono su tutti i quotidiani in appoggio all’azione riformatrice del Ministro Gelmini, di cui per ora conosciamo solo i pesanti tagli finanziari e le ennesime norme tampone. Verifichiamo insieme “la validità delle migliaia di saggi cosiddetti scientifici editi ogni anno”, come Cerami propone. Ma facciamolo non sulla base di chiacchiere pettegole o di esperienze personali, per loro natura limitate, ma di studi internazionali sulla qualità della ricerca. Uno dei più autorevoli esperti mondiali, il consigliere per la ricerca di Blair Sir David A. King, pubblicò nel 2004 su “Nature” uno saggio sull’impatto scientifico delle diverse nazioni. Cerami non ci crederà ma se ha un …

“Buon anno, siamo in Crisi”, Remo Bodei

In un discorso a Indianapolis del 12 aprile 1959, John F. Kennedy fece notare come il termine cinese weiji, tradotto con “crisi”, fosse composto da due ideogrammi, indicanti, rispettivamente, “pericolo” e “opportunità”. Aggiunse poi che, di fronte ai crescenti progressi tecnologici e scientifici dell’Unione Sovietica, bisognava reagire al rischio di una imminente perdita di terreno spronando gli americani a vincere la sfida per la conquista dello spazio e a utilizzare l’energia atomica, l’automazione e lo sviluppo dei mezzi di comunicazione per sconfiggere dovunque la povertà. Da allora questa parola cinese è stata variamente citata per accreditare la tesi del capovolgimento delle situazioni di crisi in preziose occasioni di risanamento. Peccato che – come ha osservato qualche esperto di lingua cinese – wei designi effettivamente “pericolo”, ma ji indichi il “punto cruciale” e non (o non tanto) l’opportunità. Se, filologicamente, la spiegazione del nesso tra wei e ji non è del tutto vera, certo è ben trovata e, come artificio retorico, può risultare abbastanza efficace non solo nel sorreggere le speranze e nel mobilitare le energie …

Il futuro della ricerca, di Ignazio Marino

Caro direttore,in questi giorni le ricette per far fronte alla crisi economica fioriscono quasi quotidianamente sulle prime pagine dei giornali italiani. Leggo, attento, le riflessioni di tanti politici ed analisti, ma raramente mi imbatto in soluzioni che considerino la ricerca scientifica ed insieme la trasparenza, il merito e la competenza, chiavi di volta del futuro del nostro Paese. « è il solito visionario penseranno alcuni per uscire da questa crisi bisogna far riprendere i consumi, mettendo i soldi in tasca al ceto medio». Sarà, ma la visione appare corta, lo sguardo miope. Basta guardarsi intorno: nel pieno della crisi economica globale, la Francia ha deciso di investire in ricerca circa il 2% del Pil, la Svezia è oltre il 4% e noi, dove siamo? La nostra Finanziaria, dal precedente, già vergognoso 1,1%, ci trascina allo 0,9%: nell´Europa a 15, peggio di noi fanno solo Portogallo e Grecia. Il futuro dell´Italia è nelle mani di giovani donne e giovani uomini competenti, creativi e pronti a mettersi alla prova, ma troppo spesso oppressi dai tagli alla ricerca …

Cultura, Pd a Bondi, “Quali criteri hanno ispirato nomina Vespa in CDA Teatro Opera di Roma?”.

Presentata interrogazione parlamentare. “La nomina di Bruno Vespa nel consiglio di amministrazione del Teatro dell’Opera di Roma lascia stupiti. Sostituire una figura come Ennio Morricone, che con la sua musica continua a rappresentare il genio italiano nel mondo, è certamente una scelta molto difficile, ma ci chiediamo se nell’ambiente della musica italiana non vi fosse nessuna altra personalità di livello che potesse esprimere nell’ambito di quel Cda le stesse sensibilità che vengono a mancare con le dimissioni di Morricone”. Lo dichiara la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni che annuncia una interrogazione al ministro Bondi per “conoscere quali criteri abbiano orientato il ministro a nominare il dott. Bruno Vespa quale rappresentante del Ministero dei Beni culturali nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma”. Ufficio stampa PD – Comunicato stampa

“Per far ripartire il PD iniziamo da ciò che ci unisce e rivolgiamoci al Paese con le nostre proposte”, di Manuela Ghizzoni

La direzione del 19 dicembre del Partito Democratico è stato l’appuntamento politico più importante dopo la formulazione dello Statuto, della Carta dei valori e del Manifesto. Voglio partire da due considerazioni, apparentemente marginali, per dire ciò che penso del confronto che si è svolto a livello nazionale e della fase che stiamo attraversando. La direzione si è tenuta in diretta su YouDem e l’intervento del  segretario, già presente in internet immediatamente dopo la fine della relazione di Veltroni, era leggibile cliccando semplicemente col mouse. Ad un giovane tutto ciò appare assolutamente normale e consueto, eppure fino a qualche tempo fa sarebbe stato inconcepibile per i partiti tradizionali della storia italiana. Secondo aspetto: il nostro partito si è confrontato al suo interno, non senza il rischio di lacerazioni, ma in modo trasparente. Tutti leggono quotidianamente sui giornali le divisioni che attraversano il partito e conoscono a grandi linee il suo dibattito interno. Ebbene, parto da questi due dati per sottolineare che il Partito Democratico, non solo per il nome che porta, esercita e promuove il massimo …