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Lettera di una studentessa

Gentili giornalisti della redazione di corriere.it, sono una studentessa presso l’Università di Pisa, ho letto i vostri articoli sulle proteste studentesche e ci terrei a fare qualche precisazione in merito.Le nostre proteste non sono soltanto di solidarietà nei confronti del mondo della scuola contro il decreto Gelmini ma nascono come reazione alla nuova legge Finanziaria presentata dal ministro Tremonti, legge (già approvata nella Camera ma di prossima discussione in Senato) che sancisce una esplicita condanna a morte dell’Università pubblica. Mi spiego meglio. La legge 133/2008 (conversione del DL 112/2008, che si può leggere integralmente all”indirizzo prevede quanto segue: – una riduzione annuale fino al 2013 del Fondo di Finanziamento Ordinario di 467 milioni di euro (taglio del 6%); – un taglio del 46% sulle spese di funzionamento; – una riduzione del turn /over al 20% per l’Università (cioè: su 5 docenti che vanno in pensione al più 1 nuovo ricercatore potrà essere assunto) nel periodo 2009-2013 (in termini finanziari -64 milioni di euro nel 2009, -190 milioni di euro nel 2010, – 316 milioni di …

“Stretta sui disabili, scontro PD-Brunetta”, di Barbara Ardù

Passi per i fannulloni, ma giù le mani dai disabili. C`è stata bagarre ieri alla Camera dove si discuteva il disegno di legge sul lavoro. Duro scontro tra maggioranza e opposizione e botta e risposta tra il ministro Brunetta e l`ex titolare della Salute, Livia Turco. Tutto nasce perché a sorpresa il governo ripresenta un emendamento per modificare la legge 104, che assicura ai lavoratori di parenti di disabili il permesso di stare a casa tre giorni al mese per prendersene cura. Solo a fine serata la discussione verrà rimandata, come chiesto dall`opposizione. Via libera invece ai concorsi pubblici «regionali»: la residenza del candidato potrà essere considerata come titolo privilegiato. Una norma «discriminatoria», secondo l`opposizione, che penalizzerà «i giovani laureati del Sud». Soddisfatta invece la Lega, secondo cui c`è nulla di strano, perché già ci sono casi di questo tipo. Ma è sulla 104 che l` opposizione ha alzato la voce perché l`emendamento dà una stretta alla legge: solo una persona all`interno della famiglia potrà usufruire dei permessi. Dunque o la madre o il padre. …

“Beni culturali: lo scippo e il silenzio”, di Vittorio Emiliani

La notizia può essere letta, per chi ne dubitasse (trattandosi di una mostruosa quanto micidiale scemenza), nel sito tricolore del governo italiano: il Consiglio dei ministri, nella seduta del 3 scorso, ha approvato, come emendamento al disegno di legge sul federalismo fiscale, un articolo aggiuntivo col quale viene trasferita dallo Stato al Comune di Roma (in futuro Ente Roma Capitale) la «tutela dei beni storici, artistici, ambientali e fluviali». In toto, neppure “in collaborazione col Ministero per i Beni culturali”. Lo stesso vale per «sviluppo urbano e pianificazione territoriale», con la Regione del tutto ignorata.. Ma al ministero per i Beni Culturali non sanno nulla di preciso. Di preciso sanno soltanto che le risorse disponibili da qui al 2011 crolleranno, per via dei tagli, da 625 a 73 milioni di euro. Crollo tale da far supporre che la tutela passerà nel frattempo ad altri organismi. Difatti con la cifra residuale, potranno pagare gli stipendi (a stento) e tenere aperti i musei. Ma sull’articolo aggiuntivo il ministro Bondi tace e tace la presidenza del Consiglio. Soltanto …

“L’integrazione in Italia: il ruolo delle immigrate”, di M. Antonietta Calabrò

L’80% di chi ha un lavoro regolare nel nostro Paese  non si sente discriminata. È la donna il vero motore dell’integrazione, il punto di forza su cui fare leva per il successo di politiche che superino disagi, difficoltà, paure e rischio di reazioni razziste. Le donne immigrate sono infatti il principale «agente» di inserimento dei loro gruppi etnici nel nostro Paese, «poiché svolgono una funzione di confronto e di stimolo sia nei confronti della propria comunità che della nostra, quella ospitante». Il fenomeno riguarda indistintamente tutte le nazionalità, sia quelle che provengono dal Mediterraneo meridionale sia quelle che provengono dal Mediterraneo orientale e qualunque sia la religione professata (mussulmana, cattolica o altra confessione cristiana, come quella ortodossa). Insomma, la differenza di genere (maschio/femmina) — ossia la distinzione tra le posizioni di uomini e di donne rispetto agli stessi problemi — sembra una variabile così importante ai fini della riuscita dell’integrazione, da superare tutte le altre. È questo il risultato sorprendente di una ricerca commissionata (e questa è un’altra sorpresa) dalla Fondazione «Farefuturo », una fondazione …

“Silvio, Cesare e il Nuovo Impero”, di Marco Panara

Non c’erano riusciti la Democrazia Cristiana dei tempi d’oro e neanche Bettino Craxi al suo massimo fulgore. Ma allora dall’altra parte c’era Enrico Cuccia a presidiare il fortino. Oggi dall’altra parte c’è Cesare Geronzi, e Silvio Berlusconi non è solo un politico potentissimo ma anche un ricco imprenditore. E’ accaduto, l’algida Mediobanca ha un colore, che somiglia molto all’azzurro berlusconiano. Non prenderà ordini, questo a quei livelli non succede, ma interpreterà le strategie, accompagnerà le operazioni e, quel che più conta, condividerà i nemici. Ci ha messo 14 anni, ma alla fine, complice anche una crisi finanziaria senza precedenti, il presidente del consiglio, già al centro del sistema politico, si è messo al centro anche della ragnatela del potere economico. E se Mediobanca è la conquista più grossa, non è certo la sola. Le crisi economiche indeboliscono i governi, perché perdono il consenso della popolazione, quelle finanziarie invece li rafforzano, perché banchieri e grandi imprenditori hanno bisogno dei soldi dello stato, della protezione dello stato, e a decidere se darli, come darli e a chi …

“Ma io in piazza ci andrò. Stop solo per una catastrofe”

Intervista al senatore Pietro Ichino a cura di Francesco Bei pubblicata su la Repubblica il 13 ottobre 2008 In piazza sì o no? A dieci giorni dalla manifestazione, del Pd, nel partito si registrano voci di dissenso non marginali, alcuni ritengono sbagliato scendere in piazza contro il governo in un momento di crisi così grave. Ma il senatore Pietro Ichino, all’inizio della legislatura icona di un possibile dialogo bipartisan (poi svanito), ritiene giusto esserci: “Il problema non è “manifestazione sì” o “manifestazione no”, ma se le idee buone e chiare ci sono.   Sta dicendo che non ci sono? In alcuni campi ci sono: occorre solo comunicarle in modo più incisivo. In altri vedo dei ritardi di elaborazione programmatica. Per esempio in quello delle politiche del lavoro, dove proprio la preparazione della manifestazione ha determinato un ritardo, invece che un’accelerazione.   Insomma, lei è favorevole o no a questa manifestazione? Una manifestazione come questa è un momento di partecipazione, in cui tutti i cittadini possono far sentire direttamente la propria voce, far vedere lo stile del loro …

“Tre scialuppe contro il naufragio”, di Stefano Fassina

Dietro la crisi della finanza, c’è la crisi dell’economia reale. L’occupazione, i redditi dei lavoratori e dei pensionati, i consumi delle famiglie, gli investimenti delle imprese sono al centro della tempesta. Una tempesta scatenata dalle difficoltà delle persone in carne ed ossa, non dall’impazzimento della borsa globale, aperta 24 ore su 24 da Tokyo a New York, via Shanghai, Hong Kong, Mosca, Londra, Parigi, Milano, Rio de Janeiro, Città del Messico. Come è accaduto tutto questo? Il motore truccato dalla finanza ha incominciato ad incepparsi quando la Federal Reserve, seguita inevitabilmente dalle altre banche centrali dell’occidente, a partire dalla fine del 2005, è stata costretta ad innalzare i tassi di interesse a causa dell’insostenibile livello raggiunto dal debito estero degli Stati Uniti. Aumenti delle rate per mutui e carte di credito, quindi. Poi, l’impennata dei prezzi dell’energia e dei prodotti alimentari ha ulteriormente morso i bilanci delle famiglie. Non a caso la scintilla dell’incendio della foresta è stata prodotta dai mutui subprime, i prestiti ad elevatissimi tassi variabili dati alle famiglie messe peggio in termini …