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“Nuove regole per scongiurare la recessione”, di Tito Boeri

   La riforma della contrattazione è come il gatto che si morde la coda. Non viene fatta perché le organizzazioni di lavoratori e datori di lavoro sono divise fra di loro e al loro interno. Ma finché non viene fattala riforma, le divisioni si accentuano, le relazioni industriali continuano a deteriorarsi. Perché il nostro paese torni a crescere, perché ci sia meno conflittualità sociale e meno disoccupazione al Sud (abbiamo saputo lunedì che è tornata al 12 per cento), è essenziale che le regole con cui si determinano i salari vengano cambiate. Lo aveva chiesto una commissione presieduta da Gino Giugni, il padre dello Statuto dei Lavoratori, ben undici anni fa. Ci voleva, secondo la Commissione “un maggior decentramento contrattuale”, capace di attribuire al “livello decentrato competenze maggiori in temi quali la flessibilità organizzativa, l`orario di lavoro ed il salario per quanto si riferisce alla quota variabile e per obiettivi”. Da allora sindacati e Confindustria hanno giocato a procrastinare la riforma, rinfacciandosi la responsabilità dei continui rinvii. Divisi i sindacati fra di loro, spaccata C onfindustria …

“Una democrazia più forte”, di Walter Veltroni

Pubblichiamo il testo integrale della lettera inviata dal segretario del Partito Democratico Walter Veltroni al Corriere della Sera. Caro direttore, nel suo editoriale di ieri Pierluigi Battista descrive la preoccupazione e l’allarme che avevo manifestato nell’intervista al Corriere della Sera di domenica come una «vecchia narrazione», come la ripresa di uno scontro muro contro muro in cui viene messa in forse la legittimità democratica dell’avversario. Credo che questa analisi non sia corretta, per due motivi che proverò a spiegare. Il primo riguarda il rapporto impostato dalla maggioranza e da Berlusconi per primo con l’opposizione, il secondo la natura e la portata del ragionamento sui rischi di un impoverimento della democrazia che ho avviato ormai da tempo, che era al centro del mio discorso al Lingotto e poi a Sinalunga e dell’intervista al suo giornale. Ha certamente ragione Battista a dire che attorno al tema del rapporto maggioranza- opposizione c’è stato un «gigantesco equivoco»: quello che i giornali hanno stucchevolmente chiamato dialogo, ovvero il confronto con il governo sulle riforme istituzionali necessarie al Paese, è diventato …

Ricercatori in rivolta, assedio al Cnr. E in mille “all’asta” su eBay

Rivolta contro l’emendamento del disegno di legge che abolisce la procedura di stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione Manifestazione di precari ROMA – Manifestazioni e proteste contro l’emendamento Brunetta “ammazza precari” del disegno di legge che abolisce la procedura di stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione. Nel Lazio si sono mobilitati all’Ispra, dove sindacati e precari hanno occupato la sede delle presidenze ex Apat e ex Icram e all’Ingv, dove l’assemblea unitaria con i 400 precari che rischiano il lavoro ha proclamato lo stato di agitazione generale del settore. Ma anche all’Inaf, al Cnr e all’Isfol, dove sono 300 i lavoratori che rischiano il posto. Ma anche all’Enea e all’Istat, spiega la nota sindacale, sono in atto iniziative di mobilitazione dei precari. “Tutti chiedono di fermare il Governo nella scellerata intenzione di mettere per strada lavoratori che da anni, senza prospettive di carriera, con retribuzioni da fame, precari per legge, fanno ricerca o la supportano e permettono di dire che la produttività del settore è tra le più alte d’Europa”, conclude la nota della Flc-Cgil …

“Leggi razziali. L’eterno ritorno dei cattivi maestri”, di Adriano Prosperi

All´appuntamento col settimo decennale delle leggi razziali – ma sarebbe meglio chiamarle col loro vero nome, leggi razziste – l´Italia, il suo governo, la sua scuola, ma anche larga parte della sua popolazione si presentano più distratti del solito, il che non è poco. Sono gli eredi politici del regime fascista, oggi al governo in Italia, che ne parlano. Lo fanno ricorrendo a un linguaggio di sapore religioso: si chiedono, col sindaco di Roma Alemanno, se quelle leggi furono il male assoluto. Il veleno dell´argomento è scoperto, ingenuo. «Assoluto» è una parola che appartiene al linguaggio apocalittico dell´ideologia nazista. Così quelle leggi vanno sul conto del razzismo nazista e il regime fascista è assolto da ogni colpa. La tendenza italica all´autoassoluzione è antica e ben nota. Ma è necessario fare i conti con le leggi razziste che operarono nell´Italia di Mussolini dal 1938 al 1945. In questo settantesimo anniversario spinge a ricordarle non la minaccia di un ritorno dell´antisemitismo e nemmeno quel razzismo volgare che oggi in Italia è prodotto e alimentato dalla paura dello …

Referendum comunale Aimag: ha vinto l’astensione

Ieri si è svolto il referendum comunale sulla vendita del 25% delle azioni Aimag (azienda che distribuisce acqua, gas e raccolta rifiuti). Il quesito chiedeva l’abrogazione della delibera del Consiglio Comunale che approvava appunto questa vendita. Non è stato raggiunto il quorum del 50% +1 degli aventi diritto al voto e dunque i risultati del primo referendum consultivo-abrogativo della storia di Carpi non saranno ritenuti validi. Hanno votato 12.100 persone, il 21.2% degli aventi diritto al voto. Lo spoglio delle schede ha comunque dato questo risultato: Sì all’abrogazione della delibera del 6 settembre 2007 sono stati 7086, il 58.56%; i No invece 4966, il 41.04%. 48 in tutto le schede bianche e nulle. Un risultato che ha confermato la fiducia dei carpigiani nella pubblica amministrazione e nel consiglio comunale. Per una consultazione dei dati più dettagliati, si può visitare il sito del Comune di Carpi http://www.carpidiem.it/cgi/page.cgi?g=La_Citta/Carpi_alle_urne/Referendum_2008&t=default&s=1222667169170662043&d=1

Ghizzoni: ecco perché voto No al referendum Aimag

“Domenica 28 settembre si vota a Carpi per il referendum su Aimag promosso per annullare la delibera del Consiglio comunale che prevede la vendita di una quota di azioni dell’azienda a un partner industriale di minoranza. Ho aderito al Comitato per il NO perché sono convinta che la decisione presa dai 21 comuni che aderiscono ad Aimag sia una scelta opportuna e lungimirante che guarda al futuro dell’azienda e agli interessi di cittadini e consumatori. Le aziende cosiddette “multiutility” dovranno infatti essere sempre più competitive e più forti per partecipare alle gare d’appalto per la distribuzione dei servizi, come prevede l’Unione europea e la legislazione italiana. Questo non significa assolutamente privatizzare l’acqua come una campagna demagogica e allarmistica vuol far credere, né consente a soggetti privati di aumentare le tariffe dell’acqua unilateralmente. Al contrario, la cessione di una parte delle quote azionarie a  favore  del partner privato porta nuove risorse all’azienda, rende il servizio ancora più efficiente e moderno a tutto vantaggio dei cittadini e dei consumatori e, contemporaneamente, libera risorse (pubbliche) che il comune …

“Maestro unico, trenta per classe, ecco il decalogo della Gelmini”, di Salvo Intravaia

E’ stata presentata ai sindacati una bozza della riforma messa in campo dal governo Nel documento non c’è neppure un accenno alla questione del tempo pieno. Molti condizionali, ma proviamo a fare il punto su come potrebbe cambiare la scuola Classi più numerose: fino a 29 alunni all’asilo, fino a 30 nelle prime di medie e superiori. Lo prevede la bozza di regolamento per la riorganizzazione della rete scolastica presentata ieri dal Ministero dell’Istruzione ai sindacati di categoria. Non ancora il piano programmatico promesso dal ministro Maria Stella Gelmini. E in più i sindacati, che hanno visionato il documento, fanno sapere che non c’è nessun accenno alla questione del tempo pieno. Il documento contiene i nuovi criteri per la formazione delle classi, l’accorpamento degli istituti, l’impiego del personale in esubero. “Il piano deve essere definito nei dettagli con il ministro dell’Economia”, è stato spiegato ai sindacati. E infatti la riforma parte proporio dalla attuazione della manovra economica estiva. Comunque tra mille illazioni, polemiche e incertezze (“assurde”, dicono i sindacati) proviamo a fare il punto su …