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“Chi straccia l’assegno sociale”, di Livia Turco

Il governo ha riparato il colpo maldestro di subordinare l’assegno sociale all’obbligo di dieci anni di contribuzione lavorativa. Colpo che era stato puntualmente denunciato nelle commissioni Affari sociali e bilancio e con un ordine del giorno in Aula per altro accolto dal governo. L’assegno sociale è l’unica forma di contrasto della povertà che esiste nel nostro Paese. È una prestazione di assistenza, cioè prescinde da qualsiasi versamento contributivo, introdotto dalla legge 335/1995 in sostituzione della precedente pensione sociale. L’assegno viene rilasciato al compimento del sessantacinquesimo anno di età e non è reversibile. Resta però la proposta del governo di elevare da cinque a dieci anni, per gli immigrati comunitari ed extracomunitari e per gli italiani emigrati all’estero che rientrano, la presenza continuativa nel nostro Paese per accedere all’assegno sociale. Così come è stato approvato il requisito di dieci anni di permanenza continuativa per accedere all’edilizia popolare. C’è stata una sorta di imbarazzo a denunciare questa misura perché essa può godere di una qualche popolarità. Sappiamo quanto sia difficile parlare dei diritti delle persone migranti e …

“Eluana, il Pd e la destra miope”, di Roberto Zaccaria*

L’articolo di ieri di Miriam Mafai su Repubblica in merito alla drammatica vicenda di Eluana Englaro discussa giovedì alla Camera dei deputati deforma completamente la posizione del Partito Democratico. Innanzitutto non c’è stato silenzio. Il Pd ha espresso formalmente la propria posizione all’inizio del dibattito in Aula attraverso il mio intervento, che tutti hanno potuto ascoltare e con grande attenzione. L’intervento è stato riportato dalle agenzie ed è facilmente leggibile come sempre nello stenografico immediato della Camera. Non c’è stata astensione, perché il Partito Democratico, convinto che la proposizione del conflitto da parte del Pdl fosse una mossa tattica, manifestamente infondata dal punto di vista costituzionale e chiaramente strumentale ha scelto di non partecipare al voto, comportamento che si adotta, quando il provvedimento è del tutto estraneo alle regole parlamentari. Non è un caso del resto che un simile atteggiamento sia stato tenuto anche da un gruppo non trascurabile di liberali del centro destra (Della Vedova, Chiara Moroni, La Malfa ed altri). Non c’è stata quindi nessuna “fuga del Pd” dall’esame del problema, come si …

A rischio circa 2000 scuole dei comuni più piccoli

In tre anni il personale dovrà essere ridotto di 129.5000 unità Previsti interventi strutturali, leggi accorpamenti o tagli di istituti. La maggior parte dei centri con meno di 5.000 abitanti si trovano al Nord Ipotizzabili pesanti ripercussioni sulla vita quotidiana delle famiglie. A rischio le scuole dei piccoli comuni. Nel giro di tre anni circa 2 mila istituzioni scolastiche potrebbero “chiudere o essere accorpate”. Risultato: per gli alunni dei centri con meno di 5 mila abitanti frequentare la scuola potrebbe diventare una specie di rompicapo: sveglia all’alba e trasferimento in pullman (bene che vada) a scuola. Se i comuni e le province non potranno mettere a disposizione nessun mezzo di trasporto, del tutto si dovranno far carico le famiglie. E’ uno dei tanti effetti del decreto legge 112, collegato alla manovra finanziaria per il 2009, già varato dalla Camera e in attesa soltanto dell’ok da parte del Senato. Un comma dell’articolo 64, dall’innocuo titolo “Disposizioni in materia di organizzazione scolastica”, parla chiaro: “Nel caso di chiusura o accorpamento degli istituti aventi sede nei piccoli comuni, lo …

In difesa dell’Europa

Massimo Franco, Il Corriere della Sera Un tempo si diceva che gli italiani erano europeisti ma non europei. Adesso, sembrerebbe che il nostro amore per il Vecchio Continente si stia progressivamente raffreddando; e che le istituzioni di Bruxelles e Strasburgo, alle quali si guardava come fonte di sostegno e perfino di identità, siano diventate distanti e ostili: il sospetto dichiarato del governo è che stiano congiurando contro il Bel Paese berlusconiano. Il risultato è una sorta di braccio di ferro permanente fra Roma e Ue. Si tratti di Parlamento, Commissione o Consiglio d’Europa, che pure non ha legami istituzionali con i primi due e si occupa di diritti umani, lo scontro è garantito. Da quando il centrodestra è tornato al potere in Italia, sta calando una coltre di diffidenza reciproca alimentata dai primi provvedimenti in materia di immigrazione e di sicurezza. In passato, anche con la coalizione di Romano Prodi, i contrasti si consumavano in prevalenza sui temi economici. Ora si registrano su un piano più delicato e scivoloso perché mettono in discussione il livello …

Cinque per mille, uno spiraglio per le associazioni escluse

L’on. Ghizzoni (PD): “Contributi negati per meri vizi di forma. Incalzeremo il governo affinché la disponibilità mostrata in Parlamento si traduca finalmente in atti concreti” Si apre uno spiraglio per le associazioni modenesi escluse, per colpa della burocrazia, dal beneficio del 5 per mille. Il governo, rispondendo a un’interrogazione degli onorevoli Manuela Ghizzoni e Ivano Miglioli, promette di “svolgere un ulteriore approfondimento sulla questione” e si dichiara disponibile a semplificare le procedure richieste alle associazioni per l’accesso ai contributi. “Sono una ventina – spiega l’on. Ghizzoni – le associazioni modenesi meritevoli che si vedono negare il contributo esclusivamente per meri vizi di forma. Caso emblematico è quello dell’ ‘Angela Serra’, impegnata nella ricerca sul cancro, che si è vista negare un contributo di 273 mila euro perché mancava la copia di un documento d’identità”. Nel suo intervento in Commissione l’on. Ghizzoni ha citato, a questo proposito, il caso di un’associazione Onlus che – a seguito della sua esclusione dal 5 per mille per un vizio di forma – ha ottenuto dal Tribunale di Bari il …

“La nostra opposizione al vero volto del Governo” di Marina Sereni

  Per noi, riformismo significa rendere più competitive le imprese e contrastare contemporaneamente la precarietà nel lavoro. Per noi, riformismo significa aiutare le aziende italiane a stare nei “mercati globali” senza mettere in pericolo la vita dei lavoratori, anzi facendo della sicurezza nelle fabbriche e nei cantieri un criterio di efficienza e di qualità. Per noi, riformismo significa cambiare la Pubblica Amministrazione con il concorso e il consenso delle tante competenze che vi lavorano, destinando all’innovazione e alla qualità del servizio le risorse necessarie, isolando così i fannulloni e rispondendo alle domande di tanti cittadini. Per noi, riformismo significa migliorare la scuola e la sanità pubblica, riducendo le spese improduttive, ma insieme investendo sulla modernizzazione di questi servizi…Dopo poco più di due mesi dall’insediamento del governo Berlusconi diventa ogni giorno più chiara la differenza sostanziale tra il PD, il nostro impianto, la nostra idea dell’Italia e della sua crescita e quello che il centrodestra cerca di far passare per “riformismo”. In particolare nei primi provvedimenti del governo si intravede una filosofia, più prudente di quella …

L’On. Ghizzoni presenta alla Camera un emendamento sulle risorse per il reclutamento di ricercatori universitari – Decreto “milleproroghe”

A dimostrazione di quanto il Governo Berlusconi non conosca la coerenza, pubblico il mio intervento a favore di un emendamento   sui ricercatori, condiviso in Commissione Cultura con la maggioranza, che ne ha apprezzato i contenuti. Ovviamente questo emendamento  non è stato accolto dal Governo. “Signor Presidente, l’emendamento presentato da tutti i deputati del gruppo Partito Democratico nella VII Commissione interviene a modificare la previsione del comma 17 dell’articolo 4-bis, in materia di reclutamento di ricercatori universitari. Signor Presidente, forse vale la pena ricordare succintamente le norme che hanno regolato negli ultimi anni tale materia In particolare, la legge finanziaria per il 2007, la prima legge finanziaria del Governo Prodi, in coerenza con l’impegno assunto in campagna elettorale di sostenere e potenziare la ricerca e di valorizzare i giovani di talento, ha previsto un piano straordinario di assunzione, per il triennio 2007-2009, di circa 4.000 ricercatori nelle università e negli enti di ricerca. In particolare, la legge finanziaria ha vincolato le risorse per l’assunzione dei ricercatori universitari, vale a dire 20 milioni nel 2007, 40 milioni per il …