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Spending review: Ghizzoni, non si colpiscano Università e Ricerca

“La spending review non colpisca l’università e la ricerca, settori di eccellenza che negli anni sono stati già duramente vessati dai tagli e che, come riscontrato anche oggi, dimostra l’eccellenza della ricerca italiana. – è quanto si augura Manuela Ghizzoni, presidente della Commissione Cultura Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati, dopo la diffusione dei dati raccolti dai due esperimenti del Cern in merito alla scoperta del bosone di Higgs – Grazie anche al valore dei fisici italiani la ricerca scientifica ha compiuto un altro importante passo di cui la fisica contemporanea aveva bisogno. Nello staff internazionale di ricercatori impegnati negli esperimenti europei del Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra, Cms, diretto da Joseph Incandela e Atlas, diretto Fabiola Gianotti, vi sono molti fisici provenienti dagli atenei italiani e dall’Istituto nazionale di fisica nucleare. È una ulteriore prova dell’eccellenza dei nostri scienziati che, nonostante il nostro Paese sia decisamente indietro rispetto al resto dell’Europa per quanto riguarda il finanziamento della ricerca e il numero dei ricercatori – ha spiegato Ghizzoni, riferendosi ai risultati …

"Scuola, università e formazione professionale, ecco su cosa dovremmo puntare", di Walter Passerini

Possiamo fare come lo struzzo e nascondere la testa in quei 98mila nuovi occupati in più a maggio, ma è una pagliuzza rispetto alla trave della disoccupazione giovanile tra i 15 e i 24 anni che ha polverizzato ogni record (36,2%) ed è lì a rivelarci impietosamente tutti i nostri fallimenti. Né può consolare gli avventizi neofiti del mercato del lavoro quel 10,5% di disoccupati under 24 rispetto alla loro fascia di età, se lo confrontiamo con l’altra faccia della medaglia dell’occupazione, che sono i giovani occupati tra i 15 e i 24 anni, da tempo in discesa libera, che hanno raggiunto drammaticamente quota 18,6%. Vuol dire che più di quattro giovani su cinque sono fuori dal mercato e dal processo produttivo, nel migliore dei casi studiano o sono nella schiera dei Neet (Not in employment, education or training) o hanno rinunciato a cercare. Maldestri campioni del made in Italy sostengono che noi siamo meglio messi in Europa, che anche gli altri soffrono. I giovani senza lavoro nel Vecchio continente sono oltre 5,5 milioni. Se …

"Bilanci in attivo e didattica al top ecco i premi agli atenei virtuosi", di Corrado Zunino

Il Politecnico di Torino da tre anni è in testa alla gara dei finanziamenti pubblici. Più precisamente, nella gara di chi cresce nella “quota premio” dei finanziamenti, l’assegno che identifica le università virtuose (nella didattica, nella partecipazione a bandi di ricerca internazionali, nella capacità di attrarre studenti stranieri). I migliori ricevono di più. Dal “ranking istituzionale” quest’anno è uscita l’università di Trento, che l’anno scorso era seconda. A gennaio la “Unitn” ha scelto la strada del finanziamento a statuto speciale: ora prende i soldi dalla Provincia autonoma di Trento, che a sua volta in gran parte li prende dal ministero dell’Istruzione. È fuori concorso, quindi, ma è anche più ricca. È tornato invece in alto, secondo posto, il Politecnico di Milano. Ecco, per la quarta stagione alle singole università italiane sono stati assegnati premi in denaro e ogni anno questi bonus sono più consistenti del precedente. Nel 2009 erano il 7% per tutti (pari a 523,5 milioni), oggi, con gli atenei sottoposti a valutazione per volontà della legge Gelmini, questa quota di finanziamento è diventata …

"Valutazione professori, correggere subito", di Eugenio Mazzarella

È una notizia che non è una notizia, la decisione dell’Associazione dei Costituzionalisti italiani, presieduta da Valerio Onida, di impugnare davanti al Tar il regolamento sui criteri e parametri per la valutazione dei candidati e sulle modalità di accertamento della qualificazione dei commissari a fini dell’attribuzione scientifica nazionale per l’accesso alla prima e seconda fascia dei professori universitari. Una non notizia perché le motivazioni di ricorso per illegittimità erano del tutto prevedibili e ampiamente note e annotate ai soggetti interessati all’estensione del regolamento, il ministero innanzi tutto, o coinvolti come “prestatori d’opera” (di criteri, parametri o altro), sostanzialmente l’Anvur. Era del tutto prevedibile che si potesse ritenere lesivi dei principi di eguaglianza e ragionevolezza, come oggi annotano i costituzionalisti, la scelta, per le materie umanistiche, di dividere le riviste in fasce di merito, deducendo, da quelle in classe A, mediane di accesso alla valutazione; ma più in generale, e questo vale per tutti i settori, definire criteri retroattivi definiti ora per allora, alla cui luce giudicare carriere di studiosi costruite in decenni di lavoro in …

Ricerca: Ghizzoni, potenziarla in decreto sviluppo

“Nel decreto Sviluppo andrebbe potenziata la parte relativa alla ricerca. È un tema su cui lavoreremo in Commissione”. Lo ha dichiarato Manuela Ghizzoni, presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera, durante la relazione sullo “Stato della Ricerca in Italia” realizzata dalla Commissione e presentata dalla deputata del Pd. Agiremo in questa direzione, a partire dai risultati dell’indagine conoscitiva sullo stato della ricerca realizzata dalla nostra commissione. Abbiamo bisogno di politiche che invertano il ciclo negativo che stiamo vivendo. Per vedere la luce alla fine del tunnel serve un cambio di passo sulla ricerca rendendo anche più ampia la platea dei ricercatori. Il nostro Paese – ha spiegato Ghizzoni – non solo ha pochi ricercatori, ha anche pochi “futuri” ricercatori, cioè pochi dottorandi e dottori di ricerca. Al confronto, Francia, Inghilterra e Germania hanno da tre a cinque volte i nostri dottorandi. Inoltre, non solo vi sono pochi dottorandi ma sono bassissimi i finanziamenti a loro disposizione. La quota del Pil italiano alla ricerca non riesce a staccarsi dall’1,1% a fronte di una media …

"Presentazione dell'indagine conoscitiva sullo stato della ricerca in Italia", di Manuela Ghizzoni

Prima di tratteggiare alcuni aspetti dell’indagine conoscitiva che mi sono parsi particolarmente significativi, desidero ringraziare il Presidente della Camera, il Ministro Profumo, i colleghi parlamentari e tutti gli illustri ospiti intervenuti a questa presentazione pubblica dell’indagine conoscitiva sullo stato della ricerca in Italia condotta dalla VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati. Desidero altresì riconoscere all’on. Antonio Palmieri e all’on. Luigi Nicolais di avere promosso l’indagine conoscitiva e di averla seguita con passione durante tutto il lungo iter. A Luigi Nicolais – credo di interpretare il sentimento di tutti i colleghi – indirizzo un particolare saluto, poiché egli ritorna alla Camera in qualità di presidente del massimo ente pubblico nazionale di ricerca Un ringraziamento va alla collega on. Valentina Aprea, sotto la cui presidenza di Commissione si è svolta l’indagine conoscitiva e che, impossibilitata a partecipare, mi ha pregato di rivolgere a tutti i presenti un saluto di amicizia. A nome della Commissione VII la nostra gratitudine va poi a tutti coloro che hanno accettato di essere auditi, partecipando con estrema professionalità …

Caos università «Il decreto è illegittimo», di Mariagrazia Gerina

È come in un romanzo di Kafka: le regole a cui ti saresti dovuto attenere ancora non c’erano, ma tu dovevi rispettarle lo stesso. Migliaia di giovani ricercatori che, nonostante tutto, ancora ambiscono a diventare professori universitari, leggono e rileggono i criteri in base ai quali saranno valutati per prendere l’abilitazione e non possono fare a meno di sentirsi tanti piccoli Josef K. Nel decreto emanato dal Miur lo scorso 7 giugno, allegato B, c’è scritto infatti che, almeno per quanti stanno tentando la carriera universitaria nelle discipline umanistiche, la valutazione dipenderà dal numero di articoli pubblicati negli ultimi dieci anni in «riviste appartenenti alla classe A». Peccato che i candidati non potevano sapere prima quali riviste sarebbero state inserite in futuro nella «classe A». A dividere le riviste in classi «A, B e C» spiega infatti il decreto è l’Anvur, l’Agenzia di valutazione del sistema universitario. Un lavoro di classificazione fatto ex post che avrà effetti retroattivi sulla carriera dei candidati. «Tale disciplina appare lesiva dei principi di eguaglianza e ragionevolezza», annota la associazione …