Tutti gli articoli relativi a: università | ricerca

"Puntare sulla ricerca per essere competetivi", di Carlo Castellano

Si può cercare di esprimere lo stato d´animo degli imprenditori italiani in questo periodo segnato dalla recessione? Verrebbe da dire di no: si rischia di raccontare banalità. E allora cercherò di comunicare la mia esperienza, verrebbe da dire il mio vissuto. Ecco, vi parlo di un´impresa italiana di tecnologie medicali le cui vendite sui mercati esteri superano il 60%, che investe in ricerca e sviluppo l´8% del suo fatturato e i cui occupati (oltre un migliaio tra Italia ed estero) sono quasi tutti ingegneri o diplomati tecnici. E i competitori sono multinazionali straniere. È noto, la filiera delle tecnologie medicali ha un grandissimo potenziale e un elevato tasso di innovazione: si parla già oggi di una nuova rivoluzione, la medicina digitale. E sull´industria della salute stanno investendo i principali Paesi compresi quelli emergenti: dalla Cina al Brasile, dalla Corea all´India, al Messico. Sulla sanità si sta giocando una decisiva partita a scala mondiale perché le diverse tecnologie, basate soprattutto sull´elettronica e l´informatica, sulla chimica e sui nuovi materiali tendono sempre più ad integrarsi nel ciclo …

"Raddoppiano le lauree on line: troppe", di Pasquale Almirante

Le università online raddoppiano gli iscritti nel volgere di pochi anni e stipulano convenzioni con società ed enti: forse c’è un eccesso, scrive il Sole 24 Ore, e forse occorrerebbe vigilare meglio. Le università telematiche, varate nel 2003, sembra abbiano preso a fare incetta di iscrizioni, se è vero, come dice il Sole 24 Ore, che gli studenti sono passati da 29mila del 2009/2010 a 42mila del 2010/2011, il 41% in più. Un autentico boom dovuto alla volontà di ottener un titolo accademico mentre si è ancora al lavoro e magari per fregiarsi in età avanzata di una laurea sognata per anni, ma mai conseguita per una serie di difficoltà, come l’impossibilità di frequentare un ateneo. In primo piano, secondo il giornale della Confindustria, gli accordi siglati da parte delle 11 università online con aziende e anche con enti pubblici, che avrebbero finora raggiunto un numero complessivo di 176, e che addirittura pagano parte delle rette per agevolare i loro dipendenti a frequentare i corsi online che così diventano più accessibili e offerti a pacchetti …

"Italiani «conservatori» sulla laurea. Tre su quattro difendono il valore legale" di Paolo Conti

La consultazione online del ministero: sul lavoro servono titoli di studio specifici. Gli italiani continuano ad amare molto la cara, vecchia, rassicurante laurea. La stragrande maggioranza pensa che «l’obbligo di possedere uno specifico titolo di studio per poter esercitare una determinata professione» sia una garanzia per il cliente «che potrebbe non essere in grado di verificare da solo la qualità della prestazione». Insomma, il valore legale della laurea rappresenta ancora una certezza per chi si affaccia sul nostro difficilissimo mercato del lavoro. Lo dimostrano i primi risultati della consultazione pubblica online sul sito del dicastero (www.istruzione.it), esperimento-pilota voluto dal ministro dell’Istruzione Francesco Profumo e fortemente caldeggiato anche dal presidente del Consiglio Mario Monti proprio dopo il dibattito apertosi a gennaio in Consiglio dei ministri sul valore legale del titolo di studio. La «votazione» è cominciata giovedì 22 marzo, sulla base di un formulario con quindici quesiti messi a punto da un gruppo di lavoro del ministero diretto dal Capo di gabinetto Luigi Fiorentino. Si concluderà martedì 24 aprile ma i dati sono già consolidati in …

"Rettori per sempre. Sulla proroga scoppia la battaglia", di Flavia Amabile

I rettori? La riforma dell’università non doveva segnare la fine dei loro mandati a vita? Sì, certo, ma con calma. Per il momento sono tutti lì ai vertici, alcuni come Gino Ferretti rettore di Parma da dodici anni che arriveranno a tredici con la proroga. Altri come il rettore di Messina Francesco Tomasello che ha tentato di approvare in extremis un’autoproroga per guadagnare altri due anni alla guida dell’università retrodatando l’inizio dell’anno accademico. E’ stato smascherato dai docenti dell’ateneo che hanno denunciato il tentativo in una lettera inviata al ministero dell’Istruzione che con una risposta di sei pagine ha bocciato i sogni del Magnifico Tomasello. La proroga, quindi. E’ questa la parola magica che tiene in piedi le speranze di chi vorrebbe prolungare ancora un po’ il proprio mandato e sa che nella riforma Gelmini i rettori attuali devono lasciare la guida dei loro atenei l’anno successivo all’adozione dello Statuto. Perché fatta la norma, trovata l’interpretazione. Di quale adozione si parla: della stesura da parte delle università o dell’approvazione del ministero? Quando a Parma il …

"Niente "tassa sul merito". Dopo la rivolta dei borsisti salvi gli assegni di ricerca", di Flavia Amabile

Dottorandi, specializzandi e altri titolari di borse di studio hanno tirato un respiro di sollievo ieri quando dopo giorni di comunicati e dichiarazioni allarmistiche, iniziato l’esame del decreto fiscale alla Camera il governo ha approvato un emendamento cancellando le tasse sulle borse di studio di qualsiasi entità. Tutto come prima, facciamo come se nulla fosse, insomma. Ma non è così, e nella confusione di una settimana di allarmi via Web sempre più concitati a rimetterci in immagine è stato innanzitutto il governo. In molti infatti sono rimasti perplessi: è possibile che proprio il governo dei tecnici abbia messo la firma su quella che è stata definita la «tassa sul merito»? Le cose sono andate diversamente, spiega il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo. «Fin dall’inizio come ministero abbiamo lavorato per far cadere questa misura che andava a colpire la ricerca e la qualità di chi se ne occupa. II governo non è mai stato coinvolto. Si è trattato di un emendamento di cui non sapevamo nulla e, quando abbiamo saputo, c’è stata immediatamente una presa di posizione …

Università. Pd, bene passo indietro su tassazione borse di studio

“Durante la discussione del decreto fiscale oggi in commissione, siamo riusciti a ottenere un passo indietro sulla irragionevole tassazione delle borse di studio inserita al Senato. È molto positivo l’impegno del relatore ad accogliere il nostro emendamento abrogativo di una norma del tutto irragionevole e che rappresentava un duro colpo alla ricerca e ai talenti dei giovani”. Lo dicono Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in commissione Cultura, e Alberto Fluvi, capogruppo Pd in commissione Finanze.

"Borse di studio arriva la tassa. Ricercatori in rivolta", di Flavia Amabile

Per gli ospedali italiani non saranno due giorni tranquilli: oggi e domani i venticinquemila specializzandi in medicina generale scioperano contro il governo. Non protestano per una norma ad hoc, in realtà sono i più colpiti da un provvedimento che riguarda tutti i dottorandi. Chiedono infatti la cancellazione della norma prevista dal decreto fiscale in discussione alla Camera che impone la tassazione Irpef su tutte le somme corrisposte a titolo di borsa di studio. Un emendamento approvato al Senato ha solo lievemente addolcito la novità, stabilendo che si applicherà alle somme che formano il reddito per la parte eccedente gli 11.500 euro. Saranno infatti sottoposte a prelievo fiscale le borse di studio per la frequenza dei corsi di dottorato di ricerca, di perfezionamento e di specializzazione erogate dalle Università e i contratti di formazione medica specialistica a queste equiparate, nonché gli assegni erogati dalle Regioni. Insomma, una platea molto più ampia dei giovani medici. Si dirà: pochi mesi fa il decreto Salva-Italia ha bloccato la indicizzazione di tutti gli assegni da pensione superiori ai 1400 euro. …