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Stalking, un po' di chiarezza sulle nuove norme e sulla loro applicazione concreta

Ha fatto bene il sindaco a scrivere al ministro contro le “intimidazioni a domicilio”

Ha fatto bene il sindaco a scrivere al ministro contro le "intimidazioni a domicilio"
Il sindaco di Carpi Alberto Bellelli ha scritto al ministro dell’Interno Marco Minniti sollevando un problema reale. Come evitare che chi compie scelte di collaborazione con le Istituzioni possa essere “intimidito” da presidi “ad personam” o, come ben si esprime il nostro primo cittadino, “manifestazioni a domicilio” come il flash mob inscenato da Forza Nuova? Penso non vada sottovalutata la questione: ieri è toccato ad un gruppo di profughi e a chi ha messo a disposizione l’appartamento in cui sono alloggiati, domani potrebbe essere la volta di una donna che lotta per i propri diritti civili (per FN l’angelo del focolare di fascistissima memoria è il modello a cui le donne dovrebbero riferirsi), o di chiunque pubblicamente professi idee opposte a quelle di FN. Non è un aspetto da poco, su cui invito tutti a riflettere. Non vorrei si dimenticasse il sermone del pastore Martin Niemöller sull’apatia politica: “Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare”.

Tasse universitarie: eppur si muove

Tasse universitarie, già esentati i meno abbienti

Tasse universitarie, già esentati i meno abbienti
Non una promessa, ma un fatto già in fase di realizzazione. Da questo anno accademico, quello iniziato nel settembre 2017, sono già 15mila (secondo un calcolo recente del Sole 24 ore del lunedì) gli studenti universitari, provenienti da famiglie poco abbienti, che hanno potuto iscriversi all’università, senza oneri, grazie alle agevolazioni per il diritto allo studio introdotte su proposta del Partito democratico nella Legge di bilancio 2017. La “no tax area”, insomma, pur nel silenzio generale, sta funzionando. Le nuove norme prevedono la cancellazione delle tasse universitarie per chi ha un reddito familiare Isee (non il reddito tout-court) fino a 13mila euro (quota maggiorata per iniziativa di molte università pubbliche lungimiranti, come le nostre Unimore e Unibo), e tasse calmierate per chi ha un reddito Isee fino a 30mila euro. Stime ufficiali non sono ancora state elaborate, ma, come detto, secondo la valutazione realizzata dal quotidiano economico Il Sole 24 ore del lunedì le ricadute pratiche sarebbero considerevoli: esenzione dalle tasse per quasi 600mila ragazzi e l’iscrizione di ben 15mila studenti in più che, verosimilmente, altrimenti non avrebbero avuto questa opportunità. Decidere di abolire le tasse per tutti (se anche fosse possibile economicamente) si trasformerebbe in un regalo essenzialmente alle famiglie più benestanti, visto che, statisticamente, sono quelle che, di gran lunga, possono permettersi di far studiare i propri figli. E invece il dettato costituzionale, all’art. 34, parla espressamente del sostegno ai “capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi”. Ecco, come Pd abbiamo fatto proprio questo, pensare innanzitutto a coloro che sono privi di mezzi e aprire anche per loro le porte dell’università. Le promesse mirabolanti sono, purtroppo, ormai parte integrante delle campagne elettorali. I fatti, però, sono un’altra cosa e su questo tema, come Partito democratico, abbiamo senz’altro realizzato azioni concrete a sostegno dei ragazzi e delle loro famiglie.

Un augurio per il futuro e un bilancio del passato

Un augurio per il futuro e un bilancio del passato

Un augurio per il futuro e un bilancio del passato
Il 2017 sta per finire. L’anno nuovo è alla porta. Vorrei raggiungere ognuno di voi per auguragli il meglio. Senza consultare stelle ed oroscopi, guardo al futuro con speranza tipicamente umana e al passato con rigore.
La 17esima Legislatura è arrivata alla sua naturale conclusione. Per me, è stata la terza consecutiva e, anche se non ho raggiunto il limite dei 15 anni di mandato previsto dallo Statuto del partito, sarà anche l’ultima: torno al mio lavoro di ricercatrice all’Università di Bologna. E’ tempo di bilanci, quindi, e – insieme a una folta schiera di commentatori, editorialisti e politici – provo anch’io a tracciare un consuntivo. Sono stati cinque anni intensi. Questa legislatura, avviatasi in maniera sconsolante con la “non vittoria” del Pd e la necessitata riconferma di Napolitano, si è, invece, rivelata feconda di riforme, soprattutto nel campo dei diritti. L’elenco delle nuove leggi è più ampio e incisivo di quanto i detrattori vorrebbero ammettere: biotestamento, unioni civili, reddito di inclusione, dopo di noi, divorzio breve, reato di tortura, obbligo vaccinale sono solo alcuni dei provvedimenti attesi, in alcuni casi da decenni, dal nostro Paese. A questi si aggiungono le leggi contro il caporalato, contro lo spreco alimentare, contro il femminicidio, la riforma dello spettacolo dal vivo e quella del cinema, l’introduzione dei reati ambientali (e la cosiddetta Buona scuola, sulla quale molto si è dibattuto – seppur restando troppo spesso nel campo del commento ideologico – ha comunque consentito l’assunzione di 140mila persone: e se non è diritto al lavoro questo, dopo anni di tagli …). Si poteva fare di più e di meglio? Certamente, ma non è poco quello, comunque, che è stato fatto. Per i provvedimenti di cui mi sono occupata in Commissione Cultura e Istruzione, desidero citarne quattro, selezionati per le loro future ricadute: la formazione iniziale degli insegnanti della scuola superire, che dispiegherà tutti i suoi potenziali effetti nei prossimi anni; la no tax area per gli studenti universitari provenienti da famiglie poco abbienti, che ha cominciato la sua applicazione concreta proprio da questo anno accademico; i fondi destinati alla tutela e alla manutenzione dei luoghi della Memoria del ‘900, a partire dall’ex campo di transito di Fossoli; e la mole di misure che, negli ultimi cinque anni, siamo riusciti a far approvare per sostenere l’uscita dall’emergenza e l’avvio della ricostruzione nelle aree colpite dal sisma del 2012 e dall’alluvione del 2014. Certo ci sono state anche sconfitte, e alcune ancora mi pesano. La più grande, sicuramente, è quella del mancato riconoscimento del diritto alla pensione per il personale della scuola che aveva raggiunto la cosiddetta “Quota 96” nel 2012. Per me era talmente lapalissiano che quei lavoratori vantavano un diritto sacrosanto, in passato sempre riconosciuto per la peculiarità del calendario dell’anno lavorativo scolastico, che, quando è stato negato, proprio sulla soglia dell’approvazione da parte del Senato, mi sono dimessa dal ruolo di vice-presidente della Commissione Istruzione che, in quel momento ricoprivo. Fu una scelta che ha avuto conseguenze nel proseguo della Legislatura, ma, secondo alcuni avrei dovuto essere più drastica, e dimettermi direttamente dalla carica di parlamentare. Non ho accolto questo suggerimento (che, in sintesi, significa, davanti alla sconfitta “cadere” insieme ai filistei) sapendo che se mi fossi dimessa, non avrei potuto portare a termine il lavoro iniziato, come i quattro progetti citati e dei quali rivendico il valore. Quei provvedimenti, secondo me, valgono una Legislatura. E’ anche per questo che, per quel che mi riguarda, la 17esima Legislatura è sicuramente “più di un bicchiere mezzo pieno”.

Carpi, 900mila euro per gli affreschi di San Niccolò

Carpi, 900mila euro per gli affreschi di San Niccolò

Carpi, 900mila euro per gli affreschi di San Niccolò
Il 2017 si chiude con un’altra bella notizia per Carpi e il suo patrimonio monumentale sfregiato dal terremoto. La Commissione per la selezione degli interventi relativi al progetto governativo “Bellezza@ – Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati” ha concluso, in questi giorni, la propria attività, selezionando 273 progetti, tra le migliaia di segnalazioni provenienti da tutta Italia. Spettava, infatti, ai cittadini segnalare al Governo un luogo pubblico da recuperare, ristrutturare o reinventare per il bene della collettività o un progetto culturale da finanziare. Tra i progetti finalisti, c’è n’è uno solo modenese: il restauro degli affreschi della chiesa carpigiana di San Niccolò, lesionati dal sisma del 2012. A questo obiettivo vengono destinati 900mila euro. Ancora un preciso segnale di attenzione da parte degli Esecutivi a guida Pd verso il nostro patrimonio storico e culturale, per salvaguardare quella “grande bellezza” che è una delle vere ricchezze di questo nostro Paese

Protezione civile, ora ci sono anche le norme attuative

Protezione civile, ora ci sono anche le norme attuative

Protezione civile, ora ci sono anche le norme attuative
Il Consiglio dei ministri, nella seduta odierna, ha approvato in via definitiva il decreto attuativo della legge delega sulla Protezione civile. Con questo provvedimento si completa un’altra delle importanti riforme che hanno caratterizzato questa Legislatura. Entro i sei mesi previsti, infatti, il Dipartimento nazionale è stato in grado di produrre il testo del decreto, concertandolo con la Conferenza delle Regioni, l’Anci e i vari Ministeri interessati, raccogliendo, nel contempo, le condizioni poste dai pareri delle Commissioni parlamentari coinvolte. Finalmente, dopo anni di attese e tante tragedie sofferte, questo Paese ha una legge applicabile relativa all’intero sistema di Protezione civile, in modo che si possa davvero rispondere in modo omogeneo su tutto il territorio e in maniera più efficace alle calamità naturali che un territorio fragile come il nostro, purtroppo, si trova in continuazione a subire. Grazie a questa legge, sarà, inoltre, possibile fare davvero prevenzione. Con questa riforma, infatti, vengono previsti strumenti e condizioni di operatività e un quadro normativo certo, che stabilisce ruoli, responsabilità e modalità di intervento, non solo nell’emergenza determinata dalle calamità, ma in tutto il ciclo di azione della Protezione civile, nelle fasi della prevenzione e in quelle della ripresa delle normali condizioni di vita nei territori. All’inizio di questa Legislatura, come parlamentari eletti in un territorio che era stato sconvolto, da pochi mesi, da un violento sisma, ci eravamo presi l’impegno, anche con i nostri amministratori locali, di approvare una legge di sistema che fornisse un quadro nazionale certo per tutte quelle comunità che si dovessero trovare, purtroppo, in condizioni analoghe a quelle, difficilissime, presentatesi dopo le scosse del maggio 2012. Anche questo impegno è stato, oggi, portato a termine”

Buon compleanno, Costituzione!

Buon compleanno, Costituzione!

Buon compleanno, Costituzione!

La nostra Costituzione compie oggi 70 anni. Fu, infatti, promulgata il 27 dicembre 1947 dall’allora capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola (diventerà presidente della Repubblica dal 1° gennaio 1948, giorno dell’entrata in vigore della Carta costituzionale, proprio grazie alla prima delle Disposizioni transitorie e finali). A controfirmare l’atto furono il presidente dell’Assemblea Costituente Umberto Terracini, quello del Consiglio Alcide De Gasperi e il guardasigilli Giuseppe Grassi. In questi mesi, in un clima di sottovalutazione verso rigurgiti neo-fascisti e neo-nazisti, celebrare i momenti cardine della nostra, recente, democrazia significa ribadirne non solo il valore e i significati generali, ma anche il percorso di conquista. Non in maniera ideologica, non per farne un’epopea: ma ricordare le migliaia di donne e uomini che seppero scegliere, pur nelle dure avversità e nel pericolo per la propria persona, di stare dalla parte della libertà e dei diritti, contro la sopraffazione e la discriminazione ci indica ancora oggi la strada da percorrere. Apprendere dalla Storia è esercizio difficile, ma è nostro compito riflettervi.

Le zone franche urbane, obiettivo raggiunto

Sisma, ecco tutte le nuove norme approvate

Sisma, ecco tutte le nuove norme approvate
Con il Dl Fisco, ma soprattutto con la Legge di Bilancio, grazie a specifici emendamenti presentati da noi parlamentari modenesi del Pd (con i colleghi Davide Baruffi e Stefano Vaccari in primis) sono state introdotte importanti novità per le zone colpite dal sisma del 2012, alle prese con la ricostruzione. Ancora una volta, come è avvenuto in questi cinque anni dal sisma del maggio 201, la collaborazione stretta tra le comunità colpite, gli Enti locali e la Regione ci ha permesso di formulare in Parlamento proposte chiare e condivise, per ottenere così risposte efficaci alle esigenze delle comunità del cratere sismico. Il ventaglio di norme approvate è variegato e prevede risposte sia per le Amministrazioni che devono portare avanti il corposo lavoro della ricostruzione, sia per i cittadini e le imprese che hanno subito danni. Casi di cronaca hanno portato alla ribalta, in questi mesi, specifiche vicende di disagio di piccoli imprenditori e proprietari di immobili. Le proroghe delle zone franche urbane, della sospensione del pagamento dei mutui e dell’Imu per le case inagibili vengono incontro a esigenze concrete di chi è ancora in difficoltà. Mentre i fondi stanziati garantiscono la continuità degli interventi che si stanno realizzando. Facendo un bilancio a fine Legislatura, possiamo confermare, guardando ai provvedimenti che si sono susseguiti nel tempo, come l’impegno del Pd, di tutti i suoi rappresentanti, e delle Istituzioni locali e nazionali non sia mai venuto meno e abbia prodotto, nonostante i tentativi di strumentale diniego da parte di alcune forze di minoranza, ricadute e oggettivi miglioramenti per tutto il territorio.

Ecco l’elenco completo dei provvedimenti approvati:

Provvedimenti già inseriti dal Governo nel testo della Legge di bilancio – Vengono prorogate fino al 31 dicembre 2019 le agevolazioni previste per le zone franche urbane. Prorogata al 31 dicembre 2018 l’esenzione dal pagamento dell’Imu per i proprietari di immobili che risultano ancora inagibili. Prorogata di un anno la sospensione del pagamento degli oneri relativi alle rate dei mutui accesi dagli Enti locali presso la Cassa depositi e prestiti. Infine, per agevolare la ricostruzione pubblica vengono previsti 350 milioni di euro nella forma di specifici finanziamenti bancari agevolati.

Provvedimenti contenuti nel Dl Fisco grazie a emendamenti Pd – Il termine di scadenza dello stato di emergenza è stato di nuovo prorogato fino al 31 dicembre 2020. Le Amministrazioni hanno la possibilità di indire, nel triennio 2018-2020, procedure concorsuali riservate per il personale assunto in connessione all’emergenza e alla ricostruzione che risulti titolare di un contratto di lavoro flessibile e che, al dicembre 2017, abbia prestato almeno tre anni continuativi di attività presso l’Amministrazione che bandisce il concorso.

Provvedimenti introdotti con emendamenti Pd al Senato – Si prevede un incremento del Fondo per la ricostruzione di 17,5 milioni di euro per l’anno 2019 e di 17,5 milioni di euro per l’anno 2020. Queste nuove risorse vengono stanziate per le procedure connesse alle attività della ricostruzione, in particolare il costo del personale necessario all’espletamento delle diverse operazioni per garantire la continuità negli uffici comunali e della struttura commissariale.

Provvedimenti introdotti con emendamenti Pd alla Camera – Vengono stanziati ulteriori 20 milioni di euro da destinare alla prosecuzione dei contratti, delle convenzioni, del pagamento degli straordinari per tutto il personale e le risorse impegnate nella ricostruzione; uniti a quelli del Senato, assicurano alla gestione della ricostruzione ulteriori e complessivi 55 milioni. Prevista la proroga per un altro anno della sospensione dei mutui per le abitazioni, laddove non sia stata completata la ricostruzione. Prevista la proroga del termine per il recupero dei materiali da demolizione