Tutti gli articoli relativi a: cultura

Safer internet day, per un uso consapevole e avvertito del web e dei social

E’ la versione digitale del vecchio commento “Sì, sì, è vero, lo dicono tutti”. Un ragazzino, ma anche un adulto, su tre è convinto che se una notizia social è molto condivisa, oppure ha molti “like”, deve essere per forza vera. E’ grazie a questo atteggiamento che prospera il paradiso delle “fake news”, le bufale della rete, solo all’apparenza innocue. Grazie a organizzazioni in grado di manipolare grandi quantità di dati personali, lo abbiamo visto nella recente campagna presidenziale statunitense, con le “fake news” si è in grado addirittura di pilotare il consenso di masse di elettori, figurarsi il resto, dalle abitudini di consumo al sentiment su singole questioni. Oggi, nella giornata del Safer Internet Day, Save The Children e Telefono azzurro mettono in guardia contro la navigazione passiva e inconsapevole sul web e i social. Che gli adulti siano inermi di fronte ai pericoli della rete è esperienza comune. Preoccupa ancora di più che lo siano anche i nostri ragazzi, nativi digitali, iperconnessi fin dall’infanzia, apparentemente abili nell’uso delle tecnologie. E, invece, ci dicono …

Condividi

Quella maggioranza che legge e scrive, ma non sa capire la complessità

Tra analfabeti di ritorno, analfabeti funzionali e analfabeti veri e propri (che ancora esistono, soprattutto tra gli anziani e gli stranieri) in Italia, si è calcolato, che il 70% delle persone, pur sapendo scrivere e leggere, non ha strumenti culturali sufficienti per poter davvero intendere quello che gli viene comunicato. L’ultima grande battaglia di denuncia del compianto linguista Tullio De Mauro ha ripreso vigore dopo la sua scomparsa. Si tratta di un handicap enorme per la nostra società e non solo per i singoli che, materialmente, si trovano in questa condizione (di cui, non sempre, tra l’altro, hanno piena consapevolezza). Non essere in grado di comprendere tutte le sfumature di un messaggio – soprattutto quelli di natura politica, economica e sociale – incide sulla capacità di essere cittadino a tutto tondo, dotato di coscienza critica ragionante e non solo mossa da risposte di tipo emozionale. Il male, pur atavico e diffuso anche nel resto del mondo occidentale, sembra, comunque, aver messo più profonde radici nel nostro Paese e in Spagna. Siamo fanalino di coda nei …

Condividi

L’Europa e il Parlamento italiano a sostegno delle Icc, le imprese culturali e creative

Fino ad ora si è sentito molto più parlare di ICT, le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, ma c’è una realtà in continua crescita, su cui l’Europa e il nostro Parlamento nazionale stanno lavorando simultaneamente, ed è quella delle ICC, le industrie culturali e creative. Ne parla il nostro europarlamentare Luigi Morgano su L’Unità, visto che nell’ultima seduta plenaria il Parlamento europeo ha approvato la relazione, di cui è stato co-relatore, per una politica coerente europea sulle industrie culturali e creative. Proprio questa settimana, inoltre, in Commissione Cultura della Camera, dopo un anno di lavoro, approfondimenti e audizioni, è stato adottato il testo-base di una proposta di legge di disciplina delle imprese culturali e creative, promossa dalla collega Anna Ascani e portato avanti dalla relatrice Irene Manzi (http://www.camera.it/leg17/824?tipo=A&anno=2017&mese=02&giorno=01&view=&commissione=07#data.20170201.com07.allegati.all00010) . L’Unità titola efficacemente, in contrapposizione con i passati governi di centrodestra, “con la cultura si mangia”. Le industrie culturali e creative sono un settore in costante crescita, su cui l’Europa punta per uscire dalla crisi, anche perché giudicato capace di aggredire la conseguenza forse più grave, …

Condividi

Bagarinaggi online, mentre la Commissione Cultura indaga, Vasco Rossi punta su Modena per un concerto “trasparente”

Parte da Modena, da casa mia, lo sforzo più ponderoso per garantire massima trasparenza e tracciabilità nella vendita dei biglietti di un grande concerto rock. Il prossimo 1° luglio Vasco Rossi, dopo 40 anni, torna laddove aveva cominciato, in quel “Modena Park” (il Parco Ferrari) reso famoso in tutta Italia dalle sue canzoni. Ebbene, mi fa piacere sottolineare che, mentre la Commissione Cultura della Camera di cui faccio parte ha avviato un’indagine conoscitiva sul bagarinaggio online (il fenomeno per cui, pochi minuti dopo l’apertura della prevendita online dei biglietti di un grande concerto, tutti i ticket sono già esauriti per poi ricomparire sul mercato secondario a prezzi decuplicati), a Modena gli organizzatori non solo si sono posti seriamente il problema, ma, insieme agli organismi preposti, stanno prevedendo meccanismi, mai sperimentati prima in tutta la loro complessità, che siano in grado di tutelare tanto gli acquirenti dei biglietti quanto, come immediata ricaduta, l’immagine degli stessi artisti. E’ stato reso noto proprio oggi, a Milano, dagli organizzatori del concerto, mentre la Siae annunciava il ricorso alla magistratura per …

Condividi

Beni archivistici e bibliografici, le riproduzioni a fini di studio e ricerca siano libere e gratuite

Ad oggi, nonostante a più riprese – prima con il decreto Art bonus e poi con il ddl Concorrenza, fermo da molti mesi al Senato – si sia cercato di introdurre un principio di salvaguardia del lavoro di studiosi e ricercatori, non è ancora possibile riprodurre liberamente, e in maniera gratuita, manoscritti e documenti di archivio per finalità non lucrative, appunto di studio e di ricerca. E’ per questo motivo che ho presentato una interrogazione al ministro dei Beni culturali Dario Franceschini per chiederne un intervento in via amministrativa, nell’attesa di una norma specifica. Il tema è particolarmente sentito, tanto che circa 3mila studiosi di tutto il mondo hanno sottoscritto l’appello del movimento “Fotografie libere per i Beni culturali”. Di recente, nel maggio scorso, anche il Consiglio superiore dei Beni culturali e paesaggistici si è fatto portavoce dell’esigenze espressa dagli studiosi di una riforma del regime delle riproduzioni dei beni archivistici e bibliografici, naturalmente nel rispetto delle esigenze di conservazione e delle norme a tutela del diritto di autore e della riservatezza. Quello che era …

Condividi

I numeri in chiaroscuro dei nostri consumi culturali

Lo scorso anno, le lunghe file hanno accompagnato le aperture domenicali gratuite dei nostri musei. Qualcuno, abituato evidentemente a vedere sempre il bicchiere mezzo vuoto, sottolineò come gli italiani si interessassero alla cultura solo a costo zero. A smentire quell’ipotesi, almeno in parte, arrivano i dati 2016 relativi all’affluenza nei nostri musei: i numeri certificano un significativo incremento tanto di presenze quanto  di incassi rispetto all’anno precedente. Quello su cui forse ci si dovrebbe soffermare è tuttavia come esista ancora, invariato oltretutto rispetto al 2015, uno “zoccolo duro” di italiani, pari a circa il 18,5% della popolazione, che non solo non è mai entrato in un museo, ma non ha mai nemmeno aperto un libro o un giornale, non mai acquistato musica o non è mai andato ad un concerto. A testimonianza di come, accanto a meritorie iniziative di promozione quali le domeniche gratuite ai musei, sia necessario impegnarsi con decisione a favore all’educazione al consumo culturale e a rimuovere le cause dell’analfabetismo di ritorno. Tema caro a Tullio De Mauro, che ci ha messi più volte in guardia …

Condividi

L’ avanzata della “bufala”, patologia che trasmigra dai social ai media

“Si comunica ormai per avere ragione, non per confrontarsi”: nelle parole di Walter Quattrociocchi, riportate oggi in un articolo da Avvenire, c’è tutta la sostanza, e la caparbietà, della comunicazione nell’era dei social. Un argomento all’apparenza per addetti ai lavori che, invece, ieri, grazie anche all’impegno della presidente della Camera Laura Boldrini, ha avuto un palcoscenico d’eccezione. La sala della Lupa di Montecitorio ha ospitato un convegno dal titolo programmatico: “Non è vero, ma ci credo – vita, morte e miracoli di una falsa notizia”. Che questa sia l’era della “post-verità”, intesa come verità soggettiva basata sul sentiment e non oggettiva cioè basata sui fatti, lo ha appena decretato anche l’Oxford Dictionary. Che dietro all’anonimato di una tastiera si nascondano tante pecore travestite da leoni è esperienza quotidiana e comune. Ora anche i professionisti dell’informazione si stanno scoprendo pressoché inermi di fronte alle bufale che, dalla rete trasmigrano, senza colpo ferire, alle agenzie e da lì ai media più titolati che, almeno da mestiere e codice deontologico, dovrebbero verificare le notizie, prima di pubblicarle. Non …

Condividi